Luce della notte

Titolo: Luce della notte
Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
 
Chiara è una bambina malata, non deve essere esposta ai raggi del sole, la sua vita è al buio. Ma c’è anche un sogno ricorrente che la turba e la terrorizza. Sogna un bambino che si lamenta anche se è morto, sepolto ai piedi di un albero di acacia, gli stessi alberi che lei vede vicino casa. Nel sogno vede del sangue, potrebbe essere il cuore del bambino. Chiara è convinta di non sognare ma di vivere un fatto reale.
Ad indagare sui sogni di Chiara arriva Teresa Battaglia con il suo fidatissimo ispettore Marini, su richiamo della madre di Chiara che ritiene Teresa l’unica persona adatta a trattare con la sua bambina, nonostante la ritrosia del marito, che diffida delle forze dell’ordine.
Teresa sa che i bambini non mentono e che bisogna ascoltarli. Sa anche che quello che dice Chiara potrebbe nascondere qualcosa di terribile.
Un romanzo coinvolgente e commovente, dedicato ad una bimba che non ha vinto la sua battaglia contro la malattia, scritto in modo diretto ed intenso con tanto sentimento, pur rimanendo nelle tipiche atmosfere dei thriller. Il romanzo mostra forme ben conosciute del male che gli uomini sono in grado di fare, senza rimorsi e senza pentimenti, ma in questo caso è il modo in cui viene scoperto che rende unico questo romanzo. Teresa Battaglia si conferma un personaggio dal carattere duro e ostinato, ma anche di grande generosità e umanità, insieme all’ispettore Marini, vero assistente nella professione e nella vita.

I killer non vanno in pensione

Titolo: I killer non vanno in pensione

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

La Banda dei Quattro agisce all’interno della sede INPS di Treviso, sono quattro impiegati nullafacenti e corrotti, che sfruttano oltre ogni limite Walter Galati, un uomo tranquillo, mite e laborioso, vessato anche dalla moglie Stefania, insoddisfatta per lo stipendio tropo basso e per le sue poche ambizioni. Ma Walter non è quello che sembra. Il mesto impiegato nasconde un segreto insospettabile, è in realtà un killer che svolge alla perfezione i lucrosi incarichi che gli vengono affidati da una misteriosa Agenzia. Walter sente che la sua carriera di killer sta per concludersi e teme di essere eliminato. Riceve un incarico per eliminare un residente di Procida che a lui sembra proprio una trappola in cui attirarlo e farlo fuori. La trama si infittisce, Walter scopre a casa sua l’amante della moglie ed è costretto ad eliminarlo, nella sede INPS arriva l’ispettore ministeriale Marta Coppo che deve indagare sulle malefatte della banda dei quattro che cominciano ad organizzare i piani per difendersi, una serie di misteriosi delitti e una guerra tra bande di malavitosi insanguina la tranquilla provincia di Treviso, c’è anche in azione un misterioso killer di cani. Il Nord Italia è flagellato dalle piogge, i fiumi sono in piena e il rischio di inondazioni è enorme.

La trama va a comporre una sequenza fittissima di eventi in una specie di giallo che a volte sconfina nel dramma o nella commedia degli equivoci, dove nulla è come sembra. Il romanzo mette alla berlina, con umorismo e sarcasmo inarrivabile, tutti i difetti della provincia italiana, il conformismo, l’ipocrisia, la morale su misura, gli abusi di ogni tipo fatti per agevolare il turismo internazionale, la presenza della criminalità organizzata che gestisce i principali affari nel triveneto. Continui capovolgimenti di fronte, storie che sembrano distanti che invece si incontreranno, tanta geniale ironia contro il malcostume italico ed i suoi principali difetti.

In silenzio si uccide

Titolo: In silenzio si uccide

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Noir nordico, ambientato in Islanda, tra Reykjavik e dintorni.  Una ragazza viene ritrovata sulla tomba di Jon Sigurosson, fondatore dell’indipendenza dell’Islanda, eroe nazionale. Della ragazza non si conosce il nome, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. L’ispettore Erlendur e il suo assistente Sugurour Oli iniziano le indagini nel mondo dei tossicodipendenti, lo stesso che frequenta la figlia di Erlendur. Qualche indizio porta la coppia di investigatori verso i fiordi dell’Ovest, con la speranza di ricostruire la vita della sfortunata ragazza. Indagando con pazienza con i pochi indizi disponibili, le indagini troveranno la direzione definitiva.

Un noir scritto con abilità da Arnaldur Indridason, uno scrittore capace di costruire trame misteriose e ricche di suspence dosata con misura per attirare l’attenzione del lettore senza stressarlo oltre misura. Il romanzo mostra un volto inedito dell’Islanda di oggi, in cui lontano dalla capitale Reykjavik, città ricca e piena di opportunità, ci sono solo centri piccoli abbandonati in crisi economica, con il sistema della pesca che è stato stravolto con le quote pesca finite in mano ai ricchi monopolisti, lasciando i piccoli pescatori senza lavoro, senza soldi e senza prospettive. Emerge una condizione per i giovani islandesi di emarginazione, incomprensioni con le famiglie, disagi sociali ed economici, con inevitabile consumo di droga e con la prostituzione come mezzo veloce e sicuro per procurarsi i soldi. I padroni del mondo della droga e della prostituzione sono ricchi uomini d’affari, gente senza scrupoli, spietati sfruttatori che non hanno nessun rispetto per la vita degli altri.

In un mondo senza certezze e riferimenti, dove i giovani non conoscono neanche la storia della loro patria e le famiglie non sono un riferimento per i giovani, anche l’amore prende direzioni sbagliate e non riesce a svolgere la sua funzione principale.

La congiura dei suicidi

Titolo: La congiura dei suicidi
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Atene soffre per il lockdown, per le limitazioni alle libertà e per le conseguenze economiche, che stanno avendo effetti devastanti su una economia fragile e precaria come quella greca. Per fortuna la criminalità sembra risentire della situazione di crisi generale e non ci sono particolari indagini su cui impegnarsi per il commissario Charitos e la sua squadra investigativa. La calma momentanea viene interrotta da un suicidio di un anziano, che nella lettera di addio fa riferimento ad una “congiura dei suicidi”. La lettera viene subito pubblicata su internet ed ottiene lo scopo voluto ossia l’inizio di una serie di manifestazioni di protesta contro le condizioni di vita imposte dal Governo. Charitos inizia le indagini e su di lui ci sono grandi pressioni da parte dei suoi superiori che vogliono sapere cosa c’è dietro la lettera e cosa ci si deve aspettare nell’immediato futuro. Avvengono altri suicidi tutti inneggianti alla “congiura dei suicidi”, con le lettere sempre pubblicate su internet, senza che la polizia riesca ad evitarlo. A complicare le cose c’è una banda che si fa chiamare “Combattenti del 2021” che inizia boicottare la campagna vaccinale, con azioni violente e imprevedibili. Il commissario Kostas Charitos dovrà usare tutto il suo buon senso e la rete di conoscenti per riuscire a chiudere le indagini con successo.
Un romanzo che racconta la condizione sociale ed economica della società greca, indebolita dalla nota crisi economica e portata allo stremo dalle misure di rigore finanziario imposte dalla Comunità Europea, ma anche scoraggiata e quasi senza speranza per la sfiducia nella classe politica. I pensieri e le riflessioni dei personaggi del romanzo verso i vaccini, le misure per contenere la pandemia e le conseguenze economiche, sono raccontate senza dare spazio ad estremismi o interpretazioni fantascientifiche legate a complotti e altre strane teorie. Si ragiona in termini economici e sociali delle varie decisioni, con molto buon senso e misura. Che è la chiave del successo dei libri di Markaris.

L’ultimo ospite

Titolo: L’ultimo ospite
Autore: Paola Barbato
Editore: Piemme
 
Adalgisa Grisenti è una ricca signora che muore lasciando la grande villa in cui viveva come eredità. Tutti i suoi beni sono racchiusi nella villa e quando gli eredi scoprono che la defunta è morta senza lasciare testamento, pretendono che il notaio faccia un inventario di tutto ciò che si trova all’interno della villa. L’incarico viene accettato dal notaio Flavio Aragona a malincuore dato che si tratta di un lavoro massacrante, da svolgersi in poco tempo, avendo come controparte un gruppo di eredi litigiosi e sospettosi. Il notaio si presenta alla villa con la sua assistente, Letizia Migliavacca, una persona molto valida sul piano professionale, ma dalla personalità molto fragile e complicata. Completa la squadra l’anziano cane di Letizia, a cui anche il notaio è affezionato. La villa è molto grande, tante stanze, armadi, scomparti segreti. Il lavoro del notaio e della sua assistente procede a rilento, per una serie di inconvenienti che rallentano le operazioni, già di per sé lente per la scrupolosità con cui devono essere eseguite. Gli imprevisti aumentano e sembra che la casa sia abitata da fantasmi o da sconosciuti che entrano e lasciano segnali della loro presenza. Il notaio Aragona all’inizio non dà molta importanza a quanto accade nella casa, convinto che si tratta in buona parte delle solite esagerazioni della sua assistente, ma con il passare delle ore comincia a credere anche lui che nella villa ci sia qualcosa di misterioso che si sta opponendo al suo lavoro.
Il libro è un thriller dalla trama costruita con ingegno e grande attenzione a tutti i particolari, con una tensione in continua crescita, con eventi misteriosi che si manifestano senza poterne dare una giustificazione razionale e ritrovamenti che lasciano intendere che qualcosa di terribile sia accaduto nella villa. Il mistero rimane fitto e solo alla fine tutto trova una spiegazione. Un libro ad alta tensione, quasi claustrofobico, dove il mondo razionale e irrazionale sembra scatenarsi contro il notaio e la sua assistente. Paola Barbato si conferma come una delle migliori interpreti del genere thriller italiano.

Londra anni Venti

Titolo: Londra anni Venti
Autore: Marco Varvello
Editore: Bompiani
 
Marco Varvello è il corrispondente dal Regno Unito della Rai, risiede a Londra ed è un osservatore attento ai cambiamenti che stanno avvenendo in questi anni. Gli anni Venti richiamati dal titolo del libro, non sono quelli del Novecento, ma quelli del ventunesimo secolo, contrassegnati da grandi turbolenze e cambiamenti politici e sociali di portata difficile da prevedere. Londra è sempre stata una città cosmopolita, in grado di attrarre persone e capitali da tutto il mondo, da sempre capace di anticipare mode e tendenze. Per descrivere i cambiamenti in corso, Varvello ha scritto una storia d’amore, tra le più improbabili che si possano immaginare. Lui, George, camionista, ex tassista, si ritrova ad essere coinvolto, suo malgrado, nel rapimento di un funzionario della dogana da parte di un gruppo di terroristi irlandesi. Figlio di genitori nordirlandesi immigrati, inseguito da sempre dal conflitto etnico-nazionalista nordirlandese. Lui è inglese, conservatore e sostenitore della Brexit. Lei, si chiama Allegra, è una giornalista del Sunday Times, ha studiato nei college per ricchi, conosce tante persone, segue la Brexit per ragioni professionali, intervistando i politici e le persone del popolo, proprio quelle che hanno votato per la Brexit. I due si incontrano, nasce una relazione resa possibile dalla clandestinità imposta dal Covid, quando non si potevano frequentare altre persone e loro si vedevano a casa di lui, lontano da tutti, in una intimità che consentiva loro di essere sé stessi senza i condizionamenti imposti dal proprio stato sociale. Ma al termine del lock down tutto torna alla normalità e allora le differenze sociali e ambientali impediranno a George ed Allegra di proseguire la loro storia d’amore, le differenze saranno troppo grandi, i condizionamenti del passato e del presente li allontaneranno per sempre.

Si vive bene in due

Titolo: Si vive bene in due
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
“Si vive bene in due” fu pubblicato nel 1943. Non è un giallo e neanche un noir, le atmosfere sono quelle classiche di Scerbanenco, con Milano che ancora deve iniziare il grande cambiamento postbellico e mostra gli evidenti disagi sociali delle classi meno abbienti.
Cesare Vairaghi è un giovane di 24 anni, impulsivo e poco maturo, che ha il sogno di aprire una libreria. Per realizzare il suo sogno ha bisogno di soldi, è convinto che sarà sufficiente fare un viaggio a Roma e chiedere un prestito ad uno zio. Il viaggio a Roma non darà il risultato sperato. La sua fidanzata Benedetta, d’accordo con il padre, gli concede la dote per l’acquisto della libreria per riuscire ad acquistare la tanto desiderata libreria. Cesare è circondato da donne che si interessano a lui. Infatti, oltre alla fidanzata, c’è Candida, una donna ricca, elegante e capricciosa, cliente della libreria, che fa di tutto per avvicinarlo, c’è Cristina, una amica di Benedetta, che lo aiuta in libreria. Pochi giorni prima del matrimonio tra Cesare e Benedetta, un tragico incidente cambia le loro vite per sempre.
Oltre a Cesare, le donne sono le protagoniste del romanzo, con le loro personalità e sensibilità, desideri e delusioni, ambizioni e paure. Candida è ricca e può fare quello che vuole, non ha bisogno di un marito per acquisire un ruolo nella società. Benedetta e Cristina sono giovani, belle, intelligenti, ma solo con un matrimonio potrebbero avere un ruolo sociale rispettabile, anche se subalterno a quello del marito. Altre protagoniste femminili partecipano a questa analisi della condizione della donna, tutte attratte da Cesare e dalla sua immatura irruenza.
Ogni protagonista si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, sogni e speranze, ma c’è il destino che è sempre in agguato, per rendere vani gli sforzi fatti per impiegare al meglio la propria vita e per riuscire ad interpretare i propri sentimenti.

Il sesto comandamento

Titolo: Il sesto comandamento
Autore: Anna Vera Sullam
Editore: SEM
 
Siamo a Venezia, nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata, le leggi razziali sono state introdotte dal regime fascista da due anni. La comunità ebrea è costretta ad una vita emarginata e piena di restrizioni. La Scuola Ebraica Superiore di Venezia si è insediata in un palazzo donatole dalla comunità veneziana, per consentire il libero svolgimento delle attività. Una delle docenti viene trovata cadavere all’interno della scuola, uccisa con un colpo alla testa inferto con un busto di Mussolini. La ricerca del colpevole parte dalla comunità ebraica, l’oggetto usato per uccidere è indice che l’assassino è un anti-mussoliniano, come solo gli ebrei possono esserlo in quel periodo in Italia.  Il vicequestore Gigli, interessato più alla carriera che alla ricerca della verità, individua nel pittore ebreo Elias Riftin, il colpevole ideale, anche grazie alla sua piena confessione. Il maresciallo Russo affianca il vicequestore nelle indagini e non ci vede chiaro nella confessione di Elias e continua le indagini per conto suo, alla ricerca della verità. Sarà merito suo se il vero colpevole sarà assicurato alla giustizia.
Il sesto comandamento è un giallo ben costruito, con una ambientazione affascinante e malinconica, molto adatta alle circostanze del periodo, che pone l’attenzione sul periodo storico e sulle difficoltà della comunità ebraica, molto ben documentate e descritte. Anna Vera Sullam, alla prima prova come giallista, mostra tutto il suo amore per Venezia e per la storia di quel periodo. Con questo libro vuole mantenere viva la memoria dei fatti di quel periodo, per non dimenticare quanto accadde in quegli anni, tra i più difficili per l’umanità.

Il castello di barbablu

Titolo: Il castello di Barbablu
Autore: Javier Cercas
Editore: Guanda
Traduzione: Bruno Arpaia
 
Dopo Terra Alta e Indipendenza, il Castello di Barbablù conclude la trilogia che Javier Cercas ha scritto con Melchor Marin protagonista. Marin è un uomo con un passato complicato, non ha mai conosciuto suo padre, la madre era una prostituta uccisa in circostanze mai chiarite, lui stesso fu arrestato per traffico di droga, scontò una pena in carcere dove conobbe la letteratura ed in particolare I Miserabili, per lui vera e propria guida di vita. Scontata la pena, riesce ad entrare in polizia, dove dimostra di avere un grande intuito come investigatore. Sua moglie viene uccisa per vendetta contro di lui in un incidente simulato.
In questo “Il castello di barbablu”, Marin ha lasciato la polizia per diventare bibliotecario a Gandesa, dove vive con sua figlia Cosette, con cui ha un rapporto complicato.
La ragazza scopre che il padre le ha mentito sulla morte della madre e questo rende la situazione tra i due esplosiva. Cosette approfitta di una vacanza a Maiorca per allontanarsi ancora di più dal padre, ma le cose non vanno bene per la ragazza che rimane coinvolta in una storia di abusi sessuali che coinvolgono un ricco e famoso uomo d’affari dell’isola.
Melchor prova a denunciare le violenze subite dalla figlia alla polizia locale, ma nulla può contro l’immobilismo frutto della corruzione della polizia dell’Isola. Melchor non può stare con le mani in mano e si organizza, indaga, cerca informazioni, fino a scoprire un possibile alleato per un piano che dovrebbe assicurare alla giustizia il colpevole delle violenze sessuali su sua figlia ed altre donne malcapitate.
Un libro che tratta i temi cari all’autore, dalla politica alla condizione sociale, alla incapacità del sistema giudiziario, alla corruzione, alla violenza sulle donne, all’antico dilemma se sia più giusto cercare giustizia o vendetta, scritto con attenzione e passione. Il temperamento del padre si scontra con la sensibilità e la delicatezza della figlia che non è come lui, solo azione e vendetta, che forse è più interessata alla giustizia, anche se questo implica tempi e modi diversi.

Omicidio per principianti

Titolo: Omicidio per principianti
Autore: Christian Frascella
Editore: Einaudi
 
Barriera di Milano è un quartiere della periferia torinese, uno dei tanti luoghi dove il degrado sociale dovuto all’impoverimento degli abitanti e i troppi immigrati che ci abitano, aumenta di giorno in giorno. Una bambina di sei anni viene rapita a scuola, è una compagna di classe della adorata nipotina di Contrera, l’investigatore privato più sfigato d’Italia. Polizia e Carabinieri non sanno da dove cominciare con le ricerche, mentre Contrera conosce bene il quartiere e dà il via alla sua indagine, dopo aver ricevuto l’incarico dalla mamma della bambina scomparsa.
Contrera continua a vivere a modo sua, a casa di sua sorella, con gli adorati nipoti e con il cognato che lo odia sempre di più, che lo vuole fuori di casa. Ma lui non sa dove andare, dopo il divorzio dalla moglie e il benservito come padre dalla figlia, scaricato anche dalla sua amante, dopo aver scoperto che la ex moglie era incinta e lui era il padre del nascituro.
Contrera va avanti, nonostante i fallimenti, i pochi soldi, continua a svolgere la professione di investigatore, sa di essere bravo e che prima o poi qualcosa accadrà, la sua fiducia nel futuro non cede, anzi è tale da dargli la forza di andare avanti. Ha promesso alla nipotina che ritroverà la sua amichetta e lo farà, a tutti i costi.
Il libro è una visita guidata attraverso il degrado della nostra società, stravolta dalla crisi economica e dall’assenza dello stato. Ma ci sono Contrera ed alcuni suoi amici, tutti messi male, che lavorano contro le tante ingiustizie, per difendere quartieri come Barriera, per renderli vivibili e rispettabili. Contrera è il paladino degli sconfitti, di coloro che hanno sbagliato e continuano a sbagliare, per coerenza con sé stessi e con la propria coscienza. Ma questa società, per niente meritocratica, si accanisce contro gli onesti, premiando i ruffiani e gli opportunisti. Per questo per i Contrera non c’è mai spazio per la gioia. Un ottimo Noir sociale.

La quarta profezia

Titolo: La quarta profezia
Autore: Glenn Cooper
Editore: Nord
Traduzione: Barbara Ronca
 
Una nuova avventura per Cal Donovan, il professore di Storia delle Religioni dell’Università di Harvard, amico del Papa Celestino VI, dal titolo “La quarta profezia”. Dieci giorni prima della cerimonia di canonizzazione di Suor Lucia, la pastorella che fu testimone dell’apparizione della Madonna a Fatima, insieme ai suoi due cugini, il Papa riceve una lettera anonima che gli chiede di dimettersi. Il Papa sente che la minaccia è molto concreta e chiama in Vaticano con estrema urgenza il suo amico Cal Donovan. Chi minaccia il Pontefice? Cosa c’entrano i misteri di Fatima e Suor Lucia? Inizia una avventura che vedrà il professore di Harvard girare per l’Europa alla ricerca degli indizi necessari per salvare il Papa e scoprire chi sta tramando contro di lui. Cal dovrà ricostruire gli ultimi anni di Suor Lucia, risalire alle persone che sono state in contatto con lei e scoprire chi ha ricevuto in regalo oggetti a lei appartenuti, per incastrare chi sta tramando un complotto contro Papa Celestino e le forze che si oppongono alla sua politica poco tradizionale e lontana dalle idee più conservatrici che aleggiano nella Curia.
Glenn Cooper ha trovato un personaggio come Cal Donovan, empatico ed affascinante, che ben si presta ad essere protagonista di trame che sono molto congeniali al suo stile di scrittura, quando c’è da mescolare le invenzioni della sua fantasia con fatti storici, su cui dimostra di essere ben documentato. Cooper è abile a trovare spunti di storia della religione cattolica che si prestano alla costruzione di trame misteriose in cui nemici della Chiesa sono all’opera per distruggerla oppure crearle grossi problemi. Cal Donovan è il personaggio perfetto per trasformarsi in una specie di agente segreto speciale al servizio di Sua Santità, affrontando rischi e pericoli per il bene del Pontefice e della Chiesa. E’pura finzione, ma qualche ora di relax è garantita. Per gli amanti del genere.

L’enigma della vacca intera

Titolo: L’enigma della vacca intera
Autori: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi
Editore: Giunti
 
La collaborazione tra il macellaio Dario Cecchini e il giornalista finanziario Alessandro Mauro Rossi prosegue con il secondo giallo ambientato a Panzano in Chianti, dal titolo “L’enigma della vacca intera”. Cecchini e Rossi continuano ad essere autori dei romanzi e protagonisti delle storie, secondo una formula ormai collaudata e di successo, come dimostrano i risultati ottenuti con “Il mistero della finocchiona a pedali”.
Tanti i personaggi, con i loro soprannomi, le abitudini paesane, il modo dissacrante e irriverente di vedere le cose tipico della toscanità più allegra e scanzonata.
La trama gialla inizia con la morte di Ettore, il cantiniere del Castello di Flacciano, trovato cadavere dentro un tino pieno di vino. Pochi giorni prima era morto, per cause naturali, alla soglia dei 100 anni, Arrigo, un vecchietto ospite della casa di riposo locale, grande amico di Ettore. Arrigo faceva parte dell’ordine dei templari e custodiva un segreto, ossia la formula per la preparazione di una specie di pozione magica, capace di garantire una vita lunghissima a coloro che lo bevessero. Il segreto era scritto su una pergamena che nessuno ha idea di dove possa essere custodita.
Le indagini sull’omicidio di Ettore sono affidare al maresciallo Sarra e all’appuntato Scoppelliti, aiutati in via semiclandestina da Cecchini e Rossi, investigatori dilettanti di indubbia efficacia.
La trama gialla è costruita con ingegno e la scrittura è ben calibrata rispetto ai contenuti. La parte divertente consiste nelle battute dei personaggi locali, pieni di umorismo paesano, schietto e spontaneo, oltre che nella naturale propensione, sempre dei locali, per le burle, diverse per ogni occasione ma sempre spassose. La trama comprende le avventure amorose di Ettore, alcune vicende finanziarie che riguardano il proprietario del Castello di Flacciano, le innumerevoli attività del Cecchini, la sua macelleria e i suoi ristoranti dove si mangia la ciccia, vera protagonista del libro insieme con le altre prelibatezze e bellezze ambientali del Chianti.

La casa sul fiume

Titolo: La casa sul fiume
Autore: Gianluca Arrighi
Editore: MEA
 
Agata Rubino aveva un amore grande, suo marito, ma una sera in un ristorante, uno sconosciuto ha aggredito l‘uomo, senza motivo, riducendolo in fin di vita. Agata sta ora spendendo la sua vita alla ricerca dell’aggressore, per mettere in atto la sua vendetta.
Biagio Martini è un affermato avvocato, vive in una villa sontuosa a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, il paese famoso per i racconti di Don Camillo e Peppone. L’infanzia di Biagio è stata segnata da un evento tragico in cui sono morti i suoi genitori e lui era presente quando i fatti sono accaduti. Biagio non ha dimenticato la terribile esperienza ed anche ora che è sposato con due figli, con una vita professionale di successo che gli garantisce benessere ed agiatezza, vive una vita instabile, segnata da paure, debolezze e continue cure ed aiuti dai medicinali.  Agata e Biagio non si conoscono ma si incontreranno, non per caso ma per l’ostinato volere di Agata. Ne seguirà una vicenda sconvolgente.
Un grande thriller, una trama originale che cattura fin dalla prima pagina, costruita con ingegno e precisione, una ambientazione efficace e multiforme, dal lusso dei ricevimenti mondani degli amici e colleghi di Biagio Martini, allo squallore della vita quotidiana di Agata Rubino, che si accontenta di quello che trova pur di avvicinare Biagio Martini per portare a compimento il suo piano personale. Gianluca Arrighi riesce a adattare il metodo narrativo alle varie vicende, riuscendo a variare il ritmo della scrittura in modo da tenere sempre alta la tensione del racconto. I capitoli sono brevi, con continui cambiamenti di scena, personaggi descritti con grande cura ed attenzione ai caratteri della personalità ed alle tipologie di disturbi e disagi che manifestano, dai traumi infantili alla incapacità di vivere con gli altri alla immaginazione di realtà inesistenti. Finale imprevedibile ed inquietante.

Obscuritas

Titolo: Obscuritas
Autore: David Lagercrantz
Editore: Marsilio
Traduzione: Laura Cangemi
 
Un noto professore di psicologia, grande esperto di tecniche di interrogatorio, Hans Rekke, viene ingaggiato dal capo della polizia di Stoccolma, per indagare sull’uccisione di un arbitro di calcio di origini afghane. Rekke è una persona ricca, di grande cultura, ottimo musicista, ma è anche fragile e dipendente dalle medicine. Lo psicologo dovrà collaborare con Micaela Vargas, una giovane poliziotta di origini e cultura molto diverse, che dovrà dare fondo a tutte le sue energie per collaborare in modo proficuo con il celebre professore.
La storia è ambientata nel 2003, Nello stesso periodo l’America stava invadendo l’Iraq mentre dal 2001 aveva invaso l’Afghanistan dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’omicidio dell’arbitro è avvenuto in circostanze mai chiarite a sufficienza. Responsabile dell’omicidio fu considerato Giuseppe Costa, padre di uno dei giocatori delle squadre in campo, ma lui ha sempre negato di averlo ucciso. L’indagine per l’omicidio dell’arbitro si allargherà verso direzioni inaspettate coinvolgendo la Cia e le operazioni in Afghanistan e i Talebani con la guerra che avevano dichiarato alla musica. Le indagini cambieranno continuamente direzione per scoprire la vera personalità dell’arbitro e le ragioni del suo omicidio.
Un libro interessante che racconta le vicende relative all’ascesa dei Talebani in Afghanistan ed alla loro visione del mondo in modo originale, pieno di dettagli inediti e da un punto di vista molto particolare. La musica e la teoria musicale hanno una grande importanza nella vicenda e la svolta delle indagini sarà consentita proprio dalla grande cultura musicale di Rekke che saprà cogliere dettagli quasi impercettibili ma determinanti per la soluzione del caso. Non c’è molta azione, come l’autore di aveva abituato con i libri della serie Millennium, ma c’è tanta analisi psicologica per una lettura comunque interessante.

Una giornata cominciata male

Titolo: Una giornata cominciata male

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

L’Aurelia è una strada pericolosa e molto trafficata. Federico Santini è un facoltoso imprenditore romano, sta vivendo un momento difficile con la ex moglie che sta facendo di tutto per rovinarlo. Sta andando all’Argentario dove lo aspetta la fidanzata del momento. Nonostante la forte pioggia, Santini sta correndo con il suo Suv imponente, non vede un ciclista e lo investe. Si ferma, vede che nessuno è stato testimone dell’incidente e decide di riprendere la corsa, lasciando il ciclista esanime sull’asfalto. Il giorno di Ferragosto Santini si sveglia in stato confusionale in una rimessa di barche. La sua amante è stata uccisa con diverse coltellate. Uno sconosciuto lo sta minacciando telefonicamente per l’incidente con il ciclista. Lui non ricorda nulla e non può fare altro che avvisare l’avvocato Gordiani, il suo legale di fiducia, che avrà il delicato compito di difendere un possibile duplice omicida.

“Una giornata cominciata male” ha una trama incalzante e coinvolgente, racconta la società italiana con i suoi difetti più evidenti e fastidiosi, dove alcuni si sentono più furbi degli altri, sempre pronti a trovare le scorciatoie, con i ricchi che credono di poter comprare tutto con i soldi, compresa l’assoluzione dai reati. Navarra ci mostra il funzionamento della giustizia in Italia, secondo le leggi e le procedure reali, senza le esagerazioni di origine americana che tanti romanzi e fiction televisive ci hanno raccontato. L’avvocato Gordiani diventa portavoce di tutti gli avvocati italiani, che vivono in continuazione il dilemma se sia più importante applicare la legge oppure fare giustizia. Una delle parti migliori del romanzo è la collaborazione tra l’avvocato Gordiani e il pubblico ministero Polara durante il processo a Santini. Entrambi cercano la verità per fare giustizia, non accontentandosi di applicare la legge. Michele Navarra si conferma grande autore di noir, dalla scrittura fluida e lineare, oltre che ottimo divulgatore dei principi della professione forense, dall’alto della sua esperienza di avvocato penalista di successo.

Il sono l’Indiano

Titolo: Io sono l’Indiano
Autore: Antonio Fusco
Editore: Rizzoli
 
Io sono l’Indiano segna il debutto di un nuovo personaggio di Antonio Fusco, l’ispettore Massimo Valeri, detto l’Indiano. Massimo è stato adottato da piccolo da una famiglia italiana, ha ereditato una barca in cui è costretto a vivere per contenere le spese, è uno spirito libero e difficile da imbrigliare nelle regole del suo lavoro, ma è un grande poliziotto, amante della verità.
Davanti al commissariato in cui lavora Massimo Valeri c’è una donna che sta manifestando da diversi giorni perché vuole sapere che fine ha fatto il suo compagno, sparito senza lasciare tracce. La presenza della donna non piace al commissario Tognozzi che incarica Valeri di indagare sulla sorte dell’uomo, per riuscire ad interrompere la protesta della donna. Valeri indaga a modo suo, affiancato dal collega Matteo Landini. L’uomo viene ritrovato vittima di un apparente incidente stradale, la donna continua la protesta perché ora vuole sapere chi è il colpevole della morte del suo fidanzato. L’indagine porterà Valeri ad indagare in molte direzioni, fino ad individuare la direzione giusta, che lo porterà a scoprire aspetti inediti delle onlus che dovrebbero aiutare gli immigrati e le attività dei politici che le supportano e finanziano.
Un libro che tocca tanti temi di attualità, dalle guerre in Africa ai viaggi dei disperati che lasciano i loro Paesi di nascita per tentare di raggiungere l’Europa, ai problemi di inserimento degli immigrati in società che non li vogliono, all’utilizzo improprio dei fondi destinati all’aiuto degli immigrati, alle cattive abitudini degli uomini politici e dei loro collaboratori. L’ispettore Massimo Valeri ha avuto un’infanzia non facile e conosce le sofferenze della discriminazione e dell’emarginazione sociale e riesce a fare il suo lavoro giudicando diversamente chi sbaglia da chi invece è un criminale incallito. Un personaggio empatico di cui di sicuro leggeremo altre storie.

Una lama nel bianco

Titolo: Una lama nel bianco

Autore: Fabio Rennani

Fabio Rennani, è un ingegnere che si dedica alla scrittura di gialli con passione ed energia, con una produttività sorprendente. Questo “Una lama nel bianco” è il suo quarto romanzo che ha come protagonista l’ormai ex ispettore Innocenti, che finalmente ha ottenuto la nomina a commissario.

Per festeggiare la promozione, Innocenti decide di trascorrere una vacanza in montagna, sulle Dolomiti, in compagnia della figlia, Alice. All’arrivo in albergo, Innocenti trova subito la prima sorpresa, ossia la presenza nell’hotel della ex moglie Anna. Seguiranno altre sorprese, tra cui un omicidio proprio nell’albergo che ospita il Commissario che si troverà suo malgrado coinvolto nelle indagini. Il cadavere ed i principali sospettati fanno parte di una famiglia benestante, romana, che è solita trascorrere in quell’albergo le vacanze. Sorprese e colpi di scena nello scenario incantato delle Dolomiti.

Un libro che segna un deciso salto di qualità nella scrittura di Fabio Rennani, capace di elaborare una trama più complessa ed articolata rispetto ai libri precedenti, con una ambientazione riuscita e intrigante. Il commissario Innocenti è un personaggio convincente, grazie alla sua normalità, alle sue incertezze sul piano sentimentale ed alle ottime intuizioni nelle indagini.

Il romanzo fornisce uno spaccato critico nei confronti di alcuni ambienti sociali della Capitale, in cui si bada esclusivamente all’immagine trascurando la sostanza, con riferimento a coloro che dietro la facciata di benessere e di opulenza familiare, nascondono in realtà situazioni che hanno molto poco di prestigioso e rispettabile. Una scrittura ironica e a tratti pungente. Qualche ora di meritato relax.

La settima luna

Titolo: La settima luna
Autore: Piergiorgio Pulixi
Editore: Rizzoli
 
Il ritrovamento di un cadavere ormai non fa più notizia. Ma se il cadavere è di una giovane ragazza, ritrovata con le mani legate dietro la schiena e con in testa una maschera bovina, la notizia è di quelle che lasciano senza parole.
Il vicequestore Vito Strega ha appena messo insieme una squadra d’eccellenza con le ispettrici Eva Croce e Mara Rais. L’ispettrice Clara Pontecorvo è la prima ad arrivare sul luogo del ritrovamento del cadavere della ragazza e si troverà a lavorare con la squadra di Strega. L’indagine parte senza indizi, si comincia dalla vita della povera ragazza, dal fidanzato, dai genitori e la loro attività lavorativa.
Ambientato solo in parte in Sardegna e principalmente in Lombardia, dalle parti di Pavia, ambientazione molto cupa, umida, arretrata e quasi disumana nelle descrizioni della vita rurale. La settima luna è un libro dalla trama complessa e avvincente che cattura il lettore fin dalle prime pagine. L’omicidio sembra seguire un rituale antico quanto violento, ma non c’è alcun nesso con le persone coinvolte nelle indagini, che sono tante ma senza un movente che possa giustificare un delitto così efferato. I capitoli sono brevi, le azioni si svolgono contemporaneamente in posti diversi, i continui cambi di scenario danno alla lettura in ritmo incalzante, cadenzato, quasi come quello dei brani musicali, soprattutto di musica blues, spesso richiamati nel testo. Gli investigatori sono tutti personaggi ben caratterizzati, di grande empatia, mentre i sospettati sono personaggi ambigui, che hanno molto da nascondere e da temere. Con le indagini e le avventure dei protagonisti, è ben raccontata la modalità con cui le cosche entrano nel tessuto economico di zone i cui abitanti sono per tradizione onesti e laboriosi, ma di fronte al bisogno di soldi, spesso si è costretti a fare scelte drammatiche e dolorose. Uno dei migliori thriller che ho letto nel 2022.

La carrozza della Santa

Titolo: La carrozza della Santa

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Sant’Agata è la patrona di Catania, a cui sono dedicati ogni anno tre giorni di festeggiamenti che sono conclusi da una sontuosa processione. La fine deli festeggiamenti doveva essere un giorno da ricordare per due studentesse spagnole che stavano concludendo l’Erasmus proprio a Catania e così fu, perché furono proprio loro a scoprire, in una delle carrozze usate per la sfilata, il cadavere di Vasco Nocera, un uomo di settant’anni ricco e molto conosciuto in città.

Le indagini sull’omicidio sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra di fedelissimi. Dietro la morte di Nocera si nascondono complicate vicende familiari e trovare il responsabile sarà tutt’altro che semplice. La trama criminale di questo romanzo “La carrozza della Santa” si intreccia con le vicende familiari di Vanina, con la sua passione per i film italiani di un tempo e per l’amore per la magnifica cucina siciliana. Le ambientazioni sono descritte per esaltare le bellezze architettoniche e naturali ma anche per evidenziare i mai risolti problemi del traffico e della pulizia. La storia tocca gli anni delle lotte partigiane al nazifascismo dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia per arricchire il racconto con importanti note storiche oltre a quelle sociali che comprendono anche l’influenza delle grandi organizzazioni criminali nella vita comune. Il libro è scritto con il solito linguaggio italo-siculo, con le contaminazioni del siciliano che sono di facile comprensione e sono particolarmente adatte per enfatizzare quello che i personaggi vogliono dire. Molti i riferimenti alla eterna sfida tra catanesi e palermitani che consentono ai non siciliani di capire qualcosa in più su questa disputa e sulla sua importanza culturale. Un romanzo che tratta temi importanti e drammatici con elegante simpatia per una lettura molto piacevole.

La feluca e la fiocina

Titolo: La feluca e la fiocina
Autore: Irene Caltabiano
Editore: Capponi
 
Torre Faro è un paesino posto sulla punta della Sicilia che si protende verso la Calabria. Qui gli uomini sono quasi tutti pescatori, che dedicano la propria vita alla pesca del pesce spada, usando piccole imbarcazioni, agili e veloci, le feluche, armati della fiocina e del proprio coraggio. La vita dei pescatori è dura, tanta fatica e pochi soldi, ma nessuno si lamenta, nessuno abbandona il proprio destino. Salvatore Greco è un ragazzino che non ama il pesce, non gli piace il suo odore, così come non piace la vita in Sicilia. Salvatore vede morire il padre Calogero, ucciso da un pesce spada gigantesco, la cui esistenza nel mare dello Stretto era una leggenda. La morte del padre segna il destino di Salvatore, che scopre il suo talento per la scrittura, lo alimenta e poi decide di lasciare la Sicilia per raggiungere il successo a Roma. Ma nonostante i suoi sforzi, non riesce a dimenticare la Sicilia, che lo richiamerà alle sue origini per sconfiggere i fantasmi che tormentano lui e la sua famiglia.
Una storia toccante e malinconica, il racconto di vite dure e povere, segnate da lutti e grandi dolori, incomprensioni familiari dovute alle diverse aspirazioni di generazioni che non riescono a dialogare. L’amore per il mare e il rispetto che gli uomini gli devono è un tema forte del libro che trova nel mare dello Stretto un grande protagonista, così come lo è il re dei pesci, il pesce spada, simbolo di forza e di coraggio. Così l’imbarcazione da pesca diventa viva, il re dei pesci dello Stretto ha anche una regina con cui divide la propria vita, la natura si mostra in tutta la sua bellezza disarmante ma anche con la sua potenza distruttrice. Irene ha scritto questo “La feluca e la fiocina” da siciliana innamorata delle proprie origini, producendo un romanzo intenso ed emozionante, descrivendo le ambientazioni ed i caratteri dei protagonisti, con grande sensibilità e romantica precisione.

E’ morto Abraham Yehoshua

Ci ha lasciato un grande scrittore, un grande uomo. Sognava un mondo in cui Ebrei, Arabi ed Europei potessero vivere in pace, nel rispetto reciproco. Non temeva di andare contro corrente, non aveva paura di manifestare le sue idee anche quando erano scomode. Amava l’Italia che considerava come la sua seconda patria. Amavo i suoi libri, ne cito uno per tutti, Ritorno dall’India. Riposa in pace Abraham. La tua parte l’hai fatta.

Capire la mafia

Titolo: Capire la mafia
Autore: Piernicola Silvis
Editore: Luiss
 
Piernicola Silvis è stato un importante dirigente della Polizia di Stato oltre che Questore di Foggia. Ha intrapreso una brillante carriera di scrittore, diventando ottimo autore di romanzi noir, come l’ultimo “La Pioggia”, pubblicato nel 2021.
Questa volta Silvis si cimenta in un saggio su un argomento che conosce molto bene, ossia la mafia, che ha combattuto come poliziotto ed ora ne tratta con competenza e chiarezza, con l’intento di spiegarla per dare ai comuni cittadini le nozioni per contrastarla con efficacia.
Il saggio ricostruisce le origini della mafia, riepiloga la storia, spiega l’evoluzione del modo di operare. Racconta le differenze tra mafia, camorra e n’drangheta, come sono nate le altre mafie del Lazio e del Veneto. La mafia per essere capita e combattuta deve essere considerata non solo negli atti criminali, ma soprattutto nella mentalità e nelle relazioni tra comportamenti mafiosi e azioni criminali vere e proprie. Il fenomeno viene descritto nella gerarchia, organizzazione, rituali, modi per affiliarsi, i momenti storici in cui sono avvenuti i grandi cambiamenti nelle organizzazioni mafiose. Mai come adesso le mafie sono diventate potenti e profittevoli e mai come adesso è necessario conoscerle per reagire, come cittadini votati alla legalità.

Funerale dopo Ustica

Titolo: Funerale dopo Ustica
Autore: Loriano Macchiavelli
Editore: SEM
 
La tragedia di Ustica rimane uno dei troppi misteri italiani rimasti irrisolti, una storia in cui in tanti hanno fatto pessime figure, a dimostrazione dell’importanza della posta in palio.
Questo “Funerale dopo Ustica” è stato pubblicato nel 1989 ed ora è stato riscritto dall’autore, per aggiornare la trama con i progressi fatti dalle indagini ufficiali. Il libro non rivela nulla che non sia noto, ma ricostruisce i fatti mescolando finzione e realtà, con un risultato di assoluto rilievo, grazie alle capacità narrative di Machiavelli ed alla trama di grande impatto. Una storia che racconta retroscena della vita italiana tra gli anni Settanta e Ottanta, tra spie, investigatori, servizi segreti, cospiratori, politici e avventurieri di vario tipo che condizionati e pilotati da mafiosi e poteri forti presunti e reali, avrebbero voluto cambiare il corso della storia italiana. Negli anni 80 parlare di terroristi rossi o neri, pronti a combattere per i propri ideali, pilotati o ingannati dalla mafia o da servizi segreti deviati e non, impegnati in manovre occulte destinate a far crollare lo Stato italiano, mirando addirittura a sopprimere il Capo dello Stato, non era affatto facile e raccontare quanto accaduto in un romanzo poteva sembrare una grande opera di finzione. Ai giorni d’oggi, tutto ci appare in una luce diversa e la realtà ha di gran lunga superato l’invenzione. Resta una trama avvincente, una sorprendente catena di collusioni tra criminali e uomini di Stato, con relazioni in tutta Europa, al servizio di forze che hanno solo lo scopo di destabilizzare gli Stati e piegare i Governi al volere dei criminali. L’epilogo che vede il DC 9 abbattuto su Ustica nella notte del 27 giugno 1980, è il risultato di una serie di circostanze che avrebbero dovuto colpire altri obiettivi. Ma le cose non andarono come previsto e l’aereo della Itavia fu il bersaglio sbagliato di una operazione di guerra aerea nei cieli italiani.

Senza dirci addio

Titolo: Senza dirci addio
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio
 
Dario Corbo torna come protagonista di “Senza dirci addio”, un romanzo noir ad alta tensione con una trama densa di avvenimenti ambientata nel mondo dell’arte con i loschi affari che si nascondono dietro attività apparentemente al di sopra di ogni sospetto. Dario ha abbandonato il suo incarico di cronista di nera per diventare responsabile della comunicazione della Fondazione artistica Beckford. Suo figlio Luca ha abbandonato l’attività di calciatore e sta affrontando il processo per il suo coinvolgimento non diretto in una violenza sessuale ai danni di una ragazza. La moglie di Dario, Giulia, resta uccisa un uno strano incidente stradale, investita da un pirata della strada in una zona poco abitata tra Prato e Firenze. Dario si ritrova a dividere gli impegni professionali con l’impegno personale di indagare sulla morte della moglie alla ricerca del misterioso killer stradale e per scoprire come mai Giulia si trovasse da sola in un posto così sperduto. Inizia un periodo difficilissimo per Dario, che oltre alla perdita della moglie, deve affrontare la sua datrice di lavoro e Maddajena Currè, curatrice di una galleria d’arte alleata con un famoso archeologo, Bruno Weber. Che ci sia qualcosa di losco dietro le attività della Currè sempre evidente, anche se non è facile scoprire in cosa consistano i traffici illeciti. Il luogo in cui Giulia è stata uccisa è nei pressi di una abitazione teatro in passato di alcuni fatti criminali ancora avvolti nel mistero per colpa di indagini frettolose e incomplete. Simi costruisce una trama complessa e piena di risvolti imprevedibili, mantenendo sempre il suo stile diretto ed efficace, usando la sua tagliente ironia per dissacrare certi personaggi e certi ambienti, di solito mostrati come esclusivi e raffinati, almeno come aspetto esteriore, che invece nascondono lati oscuri e poco edificanti.

Un aereo per Sara

Titolo: Un aereo per Sara
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Rizzoli
 
Un volo privato diretto ad Olbia precipita al largo delle isole pontine. Il pilota aveva comunicato al controllo aereo che entrambi i motori si erano fermati. A bordo un imprenditore, Pierfelice Ribaudo, ricco per le sue tante attività di successo e famoso per i suoi frequenti interventi per richiedere la massima libertà di intraprendere, la riduzione delle regole e dei controlli, per garantire il progresso economico e la creazione di nuovi posti di lavoro. L’indagine sull’aereo precipitato si orienta verso il sabotaggio per colpire l’imprenditore. L’ultima intervista a Ribaudo è stata fatta proprio mentre saliva sull’aereo ed è mandata a ripetizione dalle televisioni. Tra i molti spettatori dei notiziari c’è Andrea Catapano, ormai in pensione e quasi cieco, che lavorava con la squadra di Sara. Andrea è dotato di un udito straordinario e ascoltando l’ultima intervista di Ribaudo, sente, nel rumore di fondo, una voce che gli ricorda qualcosa delle sue passate indagini. Nel suo archivio personale ritrova una audiocassetta, che ricordava con precisione. La riascolta e i dubbi vengono cancellati e senza esitazioni telefona a Sara Morozzi e Teresa Pandolfi, le sue storiche e fidate colleghe ed amiche. Catapano aveva riconosciuto la voce di una donna collegata con alcuni grandi misteri di tangentopoli. Era questa donna il vero obiettivo del sabotaggio e Ribaudo una vittima incolpevole? L’ipotesi convince sia Catapano che Sara e Teresa, che iniziano una personale indagine per scoprire la verità sulla caduta dell’aereo.
Il personaggio di Sara è in continua evoluzione e con lei le storia create da De Giovanni, sempre più bravo a creare trame intriganti mescolate con le vicende umane dei protagonisti, sempre più intense e coinvolgenti. La squadra di vecchi amici ed ex colleghi non si ferma di fronte alle prime difficoltà e continua la ricerca della verità, ogni volta che per loro è possibile.

Un ritornello non fa primavera

Titolo: Un ritornello non fa primavera
Autore: Philippe Georget
Editore: edizioni e/o
Traduzione: Silvia Manfredo
 
Il territorio di Perpignan e dei Pirenei orientali, insieme alla limitrofa Aude, sono località con una storia importante per alcuni fatti legati alla Cristianità che hanno dato a loro volta origine a leggende di grande fascino ed impatto. Proprio a Perpignan è ambientato il libro “Un ritornello non fa primavera” di Philippe Georget. E’ venerdì santo, il giorno de la Sanch, la processione di rito catalano sulla passione di Cristo, tanto affascinante quanto misteriosa. Tanti i credenti ed i turisti lungo il percorso. Alcuni scoppi di mortaretti provocano il panico tra la folla ed i partecipanti al rito. Dopo aver riportato la calma, la Polizia scopre che uno dei partecipanti alla processione, è rimasto ucciso da una coltellata. La vittima è un maestro di pianoforte di nome Christian Aguilar. L’omicidio non è stato l’unico crimine commesso durante la processione, anche una gioielleria è stata rapinata. Il tenente Giles Sebag dirige le indagini sui due casi, che si presentano da subito privi di moventi particolari. L’omicidio e la rapina fanno parte di un unico piano? Il morto e il proprietario della gioielleria hanno qualche legame misterioso? C’è qualcosa che unisce i due crimini con l’Arciconfraternita di cui fanno parte i partecipanti alla processione?
Una storia affascinante che mescola antiche tradizioni con fatti dei giorni nostri, in una ambientazione particolare come quella di Perpignan, cittadina divisa tra le tradizioni francesi e quelle catalane, che deve anche fronteggiare flussi migratori importanti, con una situazione economica dell’intera area di crisi continua, con pesanti ripercussioni nella vita sociale.
Le indagini mostrano una catena di intrighi complicata, con la figura del cantautore Charles Trenet sullo sfondo della vicenda, per arricchire la trama e dare la possibilità all’autore di trattare temi di grande attualità.

Il caso Alaska Sanders

Titolo: Il caso Alaska Sanders
Autore: Joel Dicker
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra
 
Questo romanzo “Il caso Alaska Sanders” conclude la trilogia di Joel Dicker con protagonista lo scrittore investigatore Marcus Goldman, dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore”.
La vicenda ha inizio nel 1999, nella località di Mount Pleasant, una cittadina inesistente del New Hampshire, uno degli Stati americani più piccoli, al confine con il Canada. La cittadina rimane sconvolta dal ritrovamento del corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, sulla spiaggia di Grey Beach. I primi sospettati sono il fidanzato Walter e l’amico Eric. Le indagini sono condotte da Perry Gahalowood, il sergente già protagonista delle indagini per il caso Harry Quebert. La soluzione dell’omicidio arriverà in fretta e la vicenda rimarrà dimenticata per oltre 11 anni. Nel 2010 sarà proprio Marcus con il sergente Perry a riaprire il caso con nuove indagini che porteranno a risultati molto diversi e inaspettati.
Un romanzo con una trama complessa, intrecci tra passato e presente, citazioni ai romanzi precedenti di Marcus Goldman, colpi di scena, scoperte di nuovi indizi e informazioni che cambieranno completamente lo scenario investigativo delineato 11 anni prima. Si scopriranno aspetti dei protagonisti inediti, segreti, relazioni nascoste, rapporti familiari degenerati, amori inconfessabili, inganni, tradimenti. La trama evolve di continuo, le indagini sul passato portano sempre nuovi particolari su cui indagare e che portano a loro volta verso nuove scoperte che cambiano il corso delle indagini verso direzioni nuove e imprevedibili. Dicker è un grande architetto capace di progettare trame che si diramano in continuazione verso direzioni nuove, con i misteri ed i fantasmi del passato che influenzano il presente. C’è la possibilità per chi ne ha voglia di correggere gli errori del passato, per chi vuole veramente voltare pagina. Una lettura coinvolgente ed elettrizzante.

L’eleganza del killer

Titolo: L’eleganza del killer

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

L’eleganza del killer è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, della serie che Paolo Roversi ha dedicato al giornalista hacker Enrico Radeschi ed alle sue avventure in compagnia dei suoi amici, il Danese, mezzo criminale dalle frequentazioni pericolose ma affidabile e fedele e il vice questore della Sezione Mobile di Milano Loris Sebastiani, che lo sfrutta per le sue capacità informatiche e gli assicura notizie in anteprima per il portale MilanoNera, la creatura giornalistica che fa di Radeschi un giornalista a tutti gli effetti. A Milano agisce un killer spietato, che uccide e sparisce, i pochi testimoni che hanno visto qualcosa lo descrivono come una persona che veste in modo raffinato ed elegante. Le indagini degli omicidi porteranno ad un epilogo imprevedibile, con Enrico e il Danese coinvolti più che mai nelle vicende.

Lo stile di scrittura è il solito, lineare, diretto, scanzonato ed irriverente, che mostra il lato nascosto di Milano, che dietro l’eleganza delle vie della moda e l’opulenza dei locali notturni più famosi, nasconde i loschi e milionari affari che le bande criminali fanno con lo spaccio di droga, necessaria compagnia delle serate di chi non bada a spese alla ricerca dello sballo e di un divertimento effimero. Roversi con il Danese sono protagonisti di avventure che mettono in serio pericolo la loro incolumità, sia per quello che fanno che per le persone che frequenteranno. Le storie criminali si mescolano con le vicende private dei protagonisti, dalla vita lussuosa e libertina di Loris Sebastiani, a quella molto meno agiata di Radeschi, che si accontenta di quello che ha, delle passeggiate con il suo cane, sopportando una cugina invadente e un amico scomodo come il Danese. Enrico sta bene con quello che ha ed è questa sua normalità una delle chiavi del suo successo, oltre ovviamente alla sua vespa gialla.

Chiamo i miei fratelli

Titolo: Chiamo i miei fratelli
Autore: Jonas Hassen Khemiri
Editore: Einaudi
Traduzione: Katia De Marco
 
Una esplosione scuote il centro di Stoccolma. Un’auto piena di esplosivo è saltata in aria. Terrorismo, attentatore suicida, radio e TV ripetono queste parole come un mantra. Gli attentati fanno paura, tolgono sicurezza alle persone, TV e Radio alimentano la paura amplificando i fatti, rimandando in continuazione le immagini e le notizie. I sospetti vanno subito verso gli stranieri, gli immigrati, soprattutto se hanno la pelle più scura e un cognome straniero, difficile da pronunciare. Amor sta andando in centro per trovare un ricambio per la cugina, sente gli occhi di tutti addosso, non capisce bene cosa sta accadendo, non è più sicuro delle sue stesse azioni. Difficile distinguere la realtà da quello che la sua immaginazione sta inventando. Lui fa parte di quale parte, dei buoni o dei cattivi?
“Chiamo i miei fratelli” è scritto da un autore svedese dal cognome arabo, è un romanzo breve e coinvolgente, che tratta di un problema molto attuale, non solo nella penisola scandinava, ossia quello dei pregiudizi razziali e della difficoltà di inserimento degli stranieri anche in una società evoluta ed aperta come quella svedese. Racconta come la paura possa svolgere un ruolo determinante per condizionare la mente di una singola persona come Amor ma anche i comportamenti di una intera società. La scrittura è molto diretta, tra dialoghi al telefono e narrato, un mix originale e non privo di una certa attrattiva.

Le mogli hanno sempre ragione

Titolo: Le mogli hanno sempre ragione
Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
 
La festa di San Vito, patrono cittadino, a Polignano segna l’inizio dell’estate. E’ l’occasione per Matilde, la ex moglie di don Mimì Scagliusi, per inaugurare la nuova masseria con una grande festa. E’ il compleanno della nipotina Gaia, ma è anche l’occasione per mostrare il nuovo compagno, Pasqualino. Tutta la famiglia Scagliusi si reca alla festa, con altri invitati di spicco, compreso il parroco del paese. Il maresciallo Clemente ha rifiutato l’invito, per rimanere in paese e trascorrere la festa con gli altri compaesani. Ma il suo programma salterà, perché la serata nella masseria di Matilde sarà rovinata dal ritrovamento della colf peruviana, uccisa misteriosamente.  Il povero maresciallo dovrà cambiare i suoi programmi per presentarsi comunque alla masseria, suo malgrado.  Iniziano le indagini con gli interrogatori dei presenti, tutti possibili colpevoli, tutti presenti sulla scena del crimine. Gli interrogatori mostreranno le personalità degli invitati, pieni di sospetti e invidie e verranno allo scoperto tresche clandestine, tradimenti seriali o saltuari.
“Le mogli hanno sempre ragione” è il primo giallo di Luca Bianchini, scritto con il consueto stile ironico e brillante caratteristico dell’autore.  E’ un giallo che rende omaggio alle opere di Agatha Christie, con tutti i colpevoli convocati dal maresciallo per la conclusione dell’inchiesta. Il romanzo ci descrive tramite i personaggi, i caratteri tipici delle persone che abitano il Sud d’Italia, insieme alle bellezze naturali ed alla cucina, la cultura e le tradizioni tipiche del meridione. Una commedia tinta di giallo per una lettura di tutto relax.

Prato all’inglese

Titolo: Il prato all’inglese

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

La storia inizia in Costa Azzurra, nella nota località di Juan-les-Pins, non lontano dell’esclusivo Cap d’Antibes. Jean-Marie Valaise sta trascorrendo le vacanze al mare, da solo, perché pochi giorni prima della partenza ha litigato con la fidanzata e spera di dimenticare la delusione sentimentale tra le spiagge ed i ristoranti della costa francese. Jean-Marie incontra per caso una giovane inglese, Marjorie Faulks, una bellezza poco appariscente e molto discreta. L’incontro tra i due sembra del tutto casuale, come il secondo, quando i due si incontrano al casinò di Juan-les-Pins. La donna sta per lasciare la Francia per tornare in Inghilterra e lascia un messaggio a Jean-Marie in cui gli indica dove andrà e gli chiede di raggiungerla. Jean-Marie si è perdutamente innamorato della donna, sono bastati quei pochi incontri e qualche promessa per renderlo capace di qualsiasi cosa pur di proseguire la frequentazione della giovane inglese. Jean-Maire andrà ad Edimburgo per rivedere Marjorie. Ma le cose andranno in modo imprevedibile per Jean-Maire che invece che in una storia d’amore si troverà al centro di un complotto diabolico ordito contro di lui.

Il romanzo è in perfetto stile Frédéric Dard, i personaggi sono pochi e la storia ruota attorno alla loro psicologia. Il protagonista si trova in una condizione di particolare debolezza, per via della fine della relazione con la sua fidanzata e per il desiderio di trovare una storia d’amore travolgente con una donna affascinante per cui perdere la testa. Il tema del destino avverso è la struttura portante del romanzo, che sembra avere Jean-Maria la vittima predestinata, ma ci sarà un colpo di scena che sbaraglierà le carte in campo in modo imprevedibile.

Città in fiamme

Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Winslow
Editore: HarperCollins
Traduzione: Alfredo Colitto
 
Don Winslow ha ambientato questo suo ultimo romanzo “Città in fiamme” nel Rhode Island, New England, un luogo pieno di immigrati provenienti dall’Italia e dall’Irlanda, che lui conosce bene perché è qui che è nato e cresciuto. Gli immigrati arrivavano a Providence per trovare un lavoro nelle fabbriche o nei porti. La storia è ambientata negli anni Ottanta e racconta le guerre per il controllo delle attività commerciali, tutte in mano al racket, che insieme ai sindacati assicuravano l’ordine pubblico. Il racket era diviso tra irlandesi, i mangiapatate e gli italiani, i mangia spaghetti. Le nuove generazioni ruppero i taciti accordi che erano stati presi dai vecchi, che non riuscirono più a controllare le ambizioni dei giovani e allora scoppiò la guerra tra i clan. Il racconto celebra in qualche modo i leader capaci di assumere posizioni mediate, per evitare guerre sanguinarie, al contrario dei nuovi capi, giovani ed aggressivi, prepotenti, incuranti delle conseguenze del loro agire. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna introdotta da brani dell’Eneide, un modo per ricordare al lettore il valore di quanto viene narrato, per dare la giusta valenza alle cose del passato che aiutano a costruire il futuro. Winslow ha una scrittura scarna, scorrevole, non si perde in lunghe descrizioni, costruisce trame appassionanti, piene di spunti di interesse. I dialoghi sono diretti, reali, senza fronzoli, cattivi e duri, come si addice al linguaggio dei malavitosi. Non c’è retorica o falso moralismo, si racconta la vita, dura e violenta, di gente che sa che ogni giorno è buono per morire.

Dimmi cosa vedi tu da li

Titolo: Dimmi cosa vedi tu da lì
Autore: Guido Maria Brera
Editore: Solferino
 
Un libro a metà tra romanzo e saggio, scritto da un autore che viene dalla finanza moderna, quella aggressiva e sempre pronta a sbranare le sue vittime, che racconta il suo percorso formativo, dalle aule universitarie della Università la Sapienza di Roma alle attuali attività lavorative. Il percorso personale è affiancato alla storia d’Italia, dal terrorismo alle crisi economiche, dai tanti momenti difficili alle speranze per un futuro migliore che sembra sempre tardare. C’è spazio per una critica pesante alle teorie liberiste, alla globalizzazione, all’incerto futuro legato alla loro applicazione senza correttivi, alla speranza legata alla riscoperta delle teorie di Keynes. C’è anche la figura di Federico Caffè che funge da compagno di avventura, con il mistero della sua scomparsa e l’attualità del suo pensiero economico. Un libro scritto in modo brillante, chiaro e responsabile, in grado di spiegare ai lettori i limiti ed i pericoli che stiamo correndo se non supereremo la fase attuale senza passare ai rimedi. Lo scenario disegnato è quello di una guerra che si sta combattendo, tra chi vuole la massima libertà e chi invece vuole controllare l’economia. Ci sono anche riflessioni sui cambiamenti di orientamento dovuti al Covid 19 che ci ha mostrato l’importanza del welfare, i cui tagli sono così cari ai liberisti, che vedono le spese per il bene comune come la sabbia nelle lenzuola. Il pregio del libro è quello di raccontare un sistema economico che non ha saputo mantenere le promesse e che ha provocato il taglio dei diritti dei lavoratori, in cambio di vantaggi inutili quali prodotti a basso costo di pessima qualità, tutto a discapito dell’ambiente, ridotto a discarica.

Tutto per i bambini


Titolo: Tutto per i bambini
Autore: Delphine De Vigan
Editore: Einaudi
Traduzione: Margherita Botto
 
Mélanie è una ragazza affascinata dalla TV e dai reality show, vorrebbe essere famosa ed acclamata dal pubblico. Prova a partecipare a qualche selezione, viene scelta per un reality ma l’avventura finisce presto, senza nessuna soddisfazione, anzi con tanta delusione. La vita prosegue e Mélanie trova marito, mette al mondo due splendidi bambini, Sammy e Kimmy. La sua voglia di celebrità la porta a fondare un canale su Youtube in cui pubblica i video con protagonisti i suoi bambini, diventando una formidabile macchina da pubblicità. Mélanie diventa famosa insieme ai suoi bambini, hanno milioni di follower, le aziende fanno la fila per pubblicizzare i loro prodotti e la famiglia guadagna milioni di euro, grazie ai follower ed ai loro like. Tutto sembra andare per il meglio per Mélanie e la sua famiglia quando un giorno la piccola Kimmy sparisce mentre era in cortile a giocare con il fratello Sammy. Dopo giorni di incertezza, una busta viene recapitata a Mélanie, con la prova che la bambina è stata rapita e con le istruzioni da seguire per riaverla viva. Clara è la giovane poliziotta che deve indagare sul rapimento, è una donna sensibile ed attenta, a cui non piace mostrarsi in pubblico, l’esatto opposto di Mélanie. Clara sarà costretta a visionare i video di Mélanie e dei suoi bambini, per capire, per trovare un indizio che possa riportare Kimmy a casa. Quel mondo dorato che appariva nei filmati non esiste e verranno allo scoperto i problemi dei bambini, sfruttati e stressati dalla insaziabile voglia di apparire della mamma.
La storia raccontata in Tutto per i bambini, ultimo romanzo di Delphine De Vigan, affronta temi tipici del tempo contemporaneo, dai reality in TV ai social media, alle attività degli influencer alla esposizione dei minori sui social per ottenere dei guadagni.
Delphine De Vigan ha molto a cuore i rapporti familiari e la vita vissuta in famiglia, con i problemi e le tensioni che spesso nascono da situazioni reali e del tutto comuni. In questo caso sono presi di mira i social network e il meccanismo perverso delle visualizzazioni e dei facili guadagni derivanti dagli incassi pubblicitari. Social Media creatori di ricchezze e fama effimera che possono provocare danni incalcolabili e duraturi nel tempo, con i bambini vittime inconsapevoli delle ambizioni dei genitori.

Il tessitore

Titolo: Il tessitore

Autore: Cristina Rava

Editore: Rizzoli

Il tessitore è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, di Cristina Rava, con il commissario Rebaudengo e il medico legale Ardelia Spinola come protagonisti. Una storia complessa ambientata tra Langhe e Liguria, con le indagini su un omicidio misterioso di una donna giovane e bella che si mescolano con quelle legate ad una setta politica che sta operando in alcune zone del Piemonte. Il cadavere della donna è stato ritrovato nel furgone di un idraulico, che risulterà del tutto estraneo alla vicenda criminale. Dall’autopsia sembra che la donna sia morta per una caduta accidentale, ma ci sono dei segni di strangolamento che rendono ancora più misteriosa la sua morte. Un conoscente della Spinola le racconta di aver commesso un gesto folle e disperato, ossia occultare il cadavere di una donna su un furgone di uno sconosciuto, ma lui spergiura di non avere nulla a che vedere con l’omicidio. Le trame delittuose sono stemperate dalle descrizioni dei paesaggi e dai riferimenti al cibo ed al vino, che costituiscono una simpatica cornice di piacevolezza.

La relazione tra il commissario Rebaudengo e la l’amica Ardelia costituisce la struttura portante del romanzo, con i due grandi amici, ormai interessati solo ai rapporti intellettuali senza alcuna attrazione fisica. Entrambi sono interessati alla scoperta della verità a cui si dedicano con le loro capacità deduttive, del tutto fuori dal comune. Alcuni riferimenti letterari all’opera di Luigi Pirandello aumentano l’interesse della storia, insieme a quelli politici e gastronomici, per una lettura interessante e piacevole.

La casa sul promontorio

Titolo: La casa sul promontorio

Autore: Romano De Marco

Editore: Salani

La Casa sul promontorio è l’ultimo romanzo di Romano De Marco, che ha come protagonista Mattia Lanza, uno scrittore di successo, autore di thriller molto amato dal pubblico italiano che vende moltissimo anche all’estero. Lo scrittore ha vissuto una tragedia familiare degna di uno dei suoi libri. Sua moglie ed i due figli furono uccisi a coltellate. Lanza fu il principale imputato della strage ma uscì assolto dal processo. A due anni dalla strage, lo scrittore decide di interrompere la solitudine in cui si era chiuso, per dedicarsi di nuovo alla scrittura. Per tentare il ritorno alla vita, Mattia affitta una villa su un promontorio nei pressi di Ortona, un posto isolato con un giardino a strapiombo sul mare, aiutato dalla sua agente Giulia. Il soggiorno nella villa sembra non fare effetto a Mattia che continua la sua vita agitata senza alcuna ispirazione per la scrittura. Ma accade una cosa che cambia completamente la vita di Mattia. La sua vicina di casa, Eva, una donna bellissima ed affascinante, bussa alla porta, chiedendo alcuni attrezzi. Tra i due scatta subito la passione, la vita torna a sorridere e Mattia comincia a scrivere con una vena creativa inedita. Ma c’è qualcosa che non va, occhi misteriosi spiano la coppia, una presenza inquietante si aggira attorno al promontorio. Mattia sta scrivendo il suo nuovo romanzo, molto autobiografico e forse sta confondendo la realtà con la finzione? Eva è sincera o nasconde qualcosa? Ha un piano che prevede di sedurre Mattia?

Il romanzo cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, i protagonisti sono affascinanti e le ambientazioni descritte alla perfezione. Una trama complessa dove molte cose sono diverse da come sembrano, con eventi del passato che si mescolano al presente e la realtà e la finzione letteraria di Matteo si mescolano per creare una storia imprevedibile e sorprendente fino all’ultima riga.

L’esattore

Titolo: L’esattore
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Il commissario Charitos e la sua squadra continuano a lavorare con impegno nonostante i tagli alle spese della sezione omicidi. Un famoso medico viene ucciso ad Atene, avvelenato con il curaro e ritrovato nel cimitero del Ceramico, appena fuori Atene. L’uomo era un facoltoso medico chirurgo, famoso per la sua bravura, con una clientela ricca. Una email trovata su internet rivendica l’omicidio. Un uomo che si definisce l’esattore, accusa il medico di essere un evasore fiscale, gli intima di pagare duecentocinquantamila euro all’erario, altrimenti sarebbe stato condannato a morte. Il medico non ha pagato e l’esattore ha eseguito la sentenza di morte. Il giorno dopo viene trovata una seconda vittima dell’esattore, anche in questo caso un evasore fiscale, ucciso con la cicuta, stessa lettera di minaccia con riferimenti alle tasse non pagate, la minaccia di morte puntualmente trasformata in esecuzione. Le lettere dell’esattore sono molte e molti destinatari cominciano a pagare le tasse arretrate, per paura della sentenza di morte dell’esattore, che comincia ad avere un certo sostegno dell’opinione pubblica. Le indagini sono difficili, è un mistero come l’esattore riesca a trovare le informazioni sugli evasori. La vita privata del commissario scorre parallela alle indagini e la sua famiglia, seppur unita e solidale, sta attraversando una certa crisi dovuta al desiderio di sua figlia di lasciare la Grecia per cercare lavoro all’estero. Maskaris tramite le vicende del commissario Charitos, racconta la Grecia, la sua grande crisi finanziaria e le ripercussioni sulle vite delle famiglie. La scrittura è lineare e scorrevole, le critiche all’Europa delle Banche e della Finanza sono piuttosto esplicite, la situazione sociale viene descritta con realismo e qualche rimprovero per l’indole poco previdente dei greci, soprattutto della classe politica. Un libro piacevole ed interessante.

Una cosa da nascondere

Titolo: Una cosa da nascondere
Autore: Elizabeth George
Editore: Longanesi
Traduzione: Sara Crimi e Laura Tasso
 
Storia ambientata a Londra, città multiculturale per antonomasia. Teo, una agente della polizia, nigeriana di nascita, viene ritrovata morta a casa. Sembra un incidente, in realtà è stata uccisa da un colpo alla testa. Teo stava indagando sotto copertura su pratiche illecite molto diffuse nella comunità nigeriana. Il sovraintendente Thomas Lyndley, con Barbara Havers e Winston Nkata saranno impegnati in una indagine difficile che li porterà a conoscere una comunità apparentemente pacifica ed integrata nella società inglese, che invece continua a rispettare tradizioni brutali e violente come la infibulazione delle giovani adolescenti che dopo “l’operazione” acquistano maggior valore nel mercato delle mogli.
Una storia che mette allo scoperto pratiche brutali e criminali, tuttora molto diffuse, imposta dai padri, violenti e retrogradi, non sufficientemente contrastata dalle madri, con le ragazze adolescenti vittime di una violenza che segna per sempre la loro vita. Tali pratiche non sarebbero possibili in Europa se non ci fossero medici disponibili per soldi a praticare le operazioni, proibite da tutte le leggi, ma richieste da genitori senza scrupoli disposti a pagare cifre ingenti pur di rispettare tale tradizione aberrante.
Le indagini sulla morte di Teo, si intrecciano con le vicende della famiglia Bankole, con Abeo padre violento e brutale, che vuole imporre a tutti i costi le sue idee retrograde alla moglie Monifa, al figlio Tani e la figlia Simi. Le storie si intrecciano dando vita ad una trama complessa ed articolata, che ha il merito di portare alla ribalta un argomento attuale e di grande importanza. “Una cosa da nascondere” ci racconta la brutalità delle tradizioni retaggio di culture retrograde, ma anche il grande lavoro fatto da donne coraggiose e intraprendenti che si battono per salvare le giovani dai propri genitori. L’aspetto sociale è decisamente prevalente sulla storia gialla.

Anima cremisi

Titolo: Anima cremisi
Autore: Riccardo Iannaccone
Editore: Kall Edizioni
 
La scrittura dà la possibilità agli autori di esprimere la creatività in tanti modi che Riccardo Iannaccone sta sperimentando con i suoi romanzi, sempre diversi e inediti.
Il mondo dello spettacolo e della TV in particolare seguono regole inderogabili e la legge del tempo non perdona. Matteo Fazio è una star televisiva, la parabola della sua carriera ha superato il  vertice ed ora sta iniziando la fase calante. Un bel giorno la sua vita cambia per sempre, perché accade quello che era inevitabile. Si reca sul set per girare e scopre che non fa più parte del cast, è stato licenziato, così su due piedi, senza preavviso. A neanche quarant’anni si trova ad essere troppo vecchio, scopre che non c’è più posto per lui in quello che credeva fosse il suo mondo. Per Matteo inizia una caduta libera in un baratro senza fine, tra rimorsi, ricordi, occasioni sprecate, poca fiducia nel futuro ed in sé stesso. Per uno come lui abituato a recitare e fingere è anche più difficile che per altri distinguere tra il vero e l’immaginario. Cerca di trovare aiuto e coraggio nell’alcol che si rivela come sempre un amico inseparabile ma dagli effetti devastanti. Il racconto porta a confondere il lettore, tra sogno e realtà, tra finzione e fatti vissuti davvero. Una storia che contiene varie versioni, le diverse interpretazioni che il lettore può scegliere per trovare quella che preferisce.
Copertina e incipit grafico di ogni capitolo di Irene Caltabiano, la poliedrica scrittrice, fumettista e grafica, di cui mi piace ricordare la raccolta di racconti dedicati al mare “Granelli di rabbia”.

Doppio delitto al Miramare

Titolo: Doppio delitto al Miramare
Autore: Emilio Martini
Editore: Corbaccio
 
Per una scelta del tutto inconsapevole ho letto questo romanzo appena dopo Pasqua, stesso periodo in cui si svolge questo Doppio delitto al Miramare di Emilio Martini, lo pseudonimo con cui firmano le loro opere le sorelle Elena e Michela Martignoni.
Gigi Bertè dirige il commissariato di Lungariva, località inventata della riviera ligure. Di origini calabresi, Gigi ha vissuto a Milano prima di arrivare a Lungariva. Bertè è un uomo molto critico e severo con sé stesso e la sua vita privata è molto condizionata dal suo modo di essere. La storia ha inizio con la scoperta di un doppio omicidio nello splendido Grand Hotel Miramare, un posto esclusivo per clienti benestanti. Roberto Sommariva e Ornella Ferrari vengono ritrovati in una camera dell’hotel, a letto, crivellati di colpi d’arma da fuoco. Sommariva e Ferrari erano rispettivamente amministratore del patrimonio e segretaria di una anziana e ricca donna, Licia Van Der Meer, che vive con i suoi collaboratori nel Grand Hotel. Sarà Bertè a dirigere le operazioni con l’aiuto di una squadra di rinforzo proveniente da Genova. Le indagini con le loro vicende diverse e imprevedibili e la vita privata del commissario Bertè costruiscono un piacevole intreccio, tra passato e presente, con personaggi personaggi ben delineati, empatici, in una ambientazione piacevole e di grande fascino, per una lettura piacevole. Le relazioni sentimentali sono al centro del romanzo, quelle legate agli omicidi e quelle che vedono protagonista il commissario Bertè e la sua severa coscienza.
Le indagini sono complesse e non emergono indizi decisivi ma i sospettati sono tutti collegati con l’hotel Miramare e c’è qualcosa del passato della ricca Licia Van Der Meer che darà la direzione decisiva per la soluzione del caso. L’atmosfera pasquale richiama spesso riferimenti alle bontà gastronomiche tipiche della zona, per aumentare la piacevolezza della lettura.

IL tuffatore

Titolo: Il tuffatore
Autore: Elena Stancanelli
Editore: La nave di Teseo
 
Il tuffatore è il titolo del libro che Elena Stancanelli ha scritto sulla vita di Raul Gardini. L’immagine di copertina è anche la metafora del suo modo di essere, di vivere, di interpretare la sfida all’imprenditoria italiana dell’epoca. Non è un romanzo, è la cronaca dei fatti ricostruita con grande precisione, arricchita con dettagli personali, gusti, passioni, amicizie e ossessioni di Raul, un grande personaggio che ha avuto una vita fantastica ed avventurosa, che ha riempito le cronache imprenditoriali e mondane dagli anni Settanta al giorno in cui fu ritrovato esanime a casa sua, il 23 luglio del 1993. La vita di Gardini è raccontata in parallelo ai grandi fatti che caratterizzarono la vita italiana, dagli attentati alle elezioni, dalle vicende di mani pulite alle manovre in campo industriale e finanziario.  Gardini era un uomo forte, coraggioso, intrepido, si definiva un contadino, aveva poca dimestichezza con i salotti che allora comandavano nelle banche e nelle industrie. Appassionato di caccia, di mare, di barche, resta indimenticabile la sua avventura con il Moro di Venezia in Coppa America. Fece sognare gli italiani con le imprese sportive delle imbarcazioni di cui era armatore, per i risultati e per i favolosi festeggiamenti, sfarzosi, esagerati, che suscitavano ammirazione e meraviglia. La maggior parte delle persone lo vedevano come un generoso benefattore, capace di combattere e vincere contro i poteri forti dell’epoca, ma in grado di creare migliaia di posti di lavoro e di ridistribuire la ricchezza da lui creata nella amata terra di Romagna. La sua spregiudicatezza e la sua ambizione illimitata gli consentirono di raggiungere risultati immensi, ma tanto grande fu la sua ascesa tanto veloce e tremenda fu la sua caduta, fino al terribile epilogo del 1993. Un libro che coinvolge, emoziona, commuove e che lascia qualche rimpianto per la mancanza ai giorni d’oggi di uno come lui.

Rancore

Titolo: Rancore
Autore: Gianrico Carofiglio
Editore: Einaudi
 
Penelope Spada è un ex pubblico ministero che dopo le sue dimissioni dalla magistratura si arrangia a fare l’investigatore privato anche se in forma non ufficiale. Riceve i clienti nel retro di un bar, il cui proprietario garantisce la riservatezza degli incontri. Penelope viene contattata dalla figlia di Vittorio Leonardi, un famoso chirurgo morto due anni prima, per indagare sulla morte del padre, ufficialmente avvenuta per un infarto fulminante. C’è di mezzo un testamento contestato, tutto a favore della seconda moglie di Leonardi, una avvenente donna più giovane del marito di trentatré anni. La figlia di Leonardi sospetta che il padre sia stato manipolato dalla seconda moglie per avere un testamento molto favorevole ed addirittura che sia stato ucciso dalla giovane moglie per passare subito all’incasso dell’eredità. Una storia tipica di eredità contesa, di rapporti familiari pieni di rabbia, di incomprensioni e di sospetti reciproci.
Penelope è un grande personaggio, misterioso ed affascinante, combattuta tra il senso di colpa per i fatti che le sono costati il posto in magistratura e la voglia di mettersi alle spalle il passato ed affrontare la vita con maggiore leggerezza. La trama del libro è molto ben costruita, con personaggi affascinanti, atmosfere intriganti e ambientazioni sempre diverse, una storia che dice molto di più di quello che sono i fatti narrati. Senza eccedere con le parole, con uno stile schietto e diretto, il libro tratta alcuni dei grandi misteri italiani, ossia i rapporti che intercorrono tra massoni e politici, di quanto sia vero che personaggi poco noti siano in realtà i veri burattinai dei giochi di potere. Da ex magistrato, Carofiglio conosce alla perfezione i meccanismi della giustizia e delle istituzioni che la amministrano e del valore di molte persone che lavorano per la ricerca della verità. Un ottimo romanzo che è molto di più di un giallo.

Annabella Abbondante

Titolo: Annabella Abbondante
Autore: Barbara Perna
Editore: Giunti
 
Annabella Abbondante è il giudice di Pianveggio, un centro del lucchese. Abbondante di nome e di fatto, con il suo fisico prorompente come la sua capigliatura, perennemente a dieta senza mai riuscire a perdere peso, cadendo troppo spesso vittima delle tentazioni gastronomiche. Ma è una grande lavoratrice, sempre dedita al lavoro, con una grande passione per le indagini che non sono le sue. La storia del romanzo inizia quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge proprio ad Annabella per segnalare la scomparsa di suo fratello dalla clinica in cui era ricoverato per problemi psichici. La giudice si troverà coinvolta in una storia complessa, in cui per la sua curiosità e la sua tendenza ad occuparsi delle indagini altrui, si troverà a dover affrontare varie vicende, mettendo a repentaglio la sua carriera ed il suo equilibrio mentale, insieme a quello del suo fido cancelliere Paolo, oltre a quello dei suoi amici, il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice Villani.
La storia gialla è interessante e ben costruita, con la figura del giudice Abbondante che domina la scena, per la sua esuberanza nel lavoro, con le sue continue discussioni con i colleghi e la sua vita privata, con le continue discussioni con la sorella Fortuna, che le tenta tutte per trovarle un fidanzato, con esiti tra il comico ed il tragico. Il tribunale di Pianveggio potrebbe essere preso come rappresentativo di tutta la giustizia in Italia, ossia un apparato burocratico, inefficiente e poco reattivo, con scarsa capacità di collaborare con gli organi di polizia, dove le indagini sono orientate più da lotte interne e da prese di posizione personali che da reali riscontri delle indagini. Annabella è l’eccezione, con i suoi limiti e difetti, è un giudice che ama la verità ed è disposta a tutto per perseguirla.  Un libro divertente e coinvolgente, un ottimo inizio per l’esordiente Barbara Penna.

Traditori di tutti

Titolo: Traditori di tutti
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
Duca Lamberti è un medico che ha scontato una condanna per aver aiutato una paziente a morire. Ha pagato a caro prezzo il voler mettere fine alle sue sofferenze, oltre al carcere è stato anche cancellato dall’ordine dei Medici. Da quando è uscito dal carcere, Duca ha bisogno di lavorare quindi si presta a svolgere lavori che i medici regolari non possono fare nel rispetto della deontologia professionale. Viene contattato da una persona che gli chiede di fare una operazione di imenoplastica ad una giovane che non vuole scatenare le ire del suo futuro sposo. Duca Lamberti sente che la giovane donna sta nascondendo qualcosa di losco. Negli ultimi tempi sono accadute cose strane. Una coppia è annegata nel Naviglio cadendo con l’auto nel fiume, appena fuori Milano. E’ stata ritrovata una valigia con all’interno roba forte, che scotta e che ha ricondotto gli investigatori ad una trattoria vicino al luogo dove era caduta l’auto. La donna subito dopo l’operazione sarà pedinata dalla polizia e ci saranno altre scoperte, altro sangue. Traffici di armi, droga, spie in azione e tradimenti vari legati a fatti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Duca Lamberti sarà chiamato a collaborare con la polizia per trovare i colpevoli dei fatti di sangue che stanno sconvolgendo la provincia milanese.
Il romanzo racconta la Milano degli anni Sessanta, città in piena crescita urbanistica ed industriale, con la criminalità che sta facendo un salto di qualità, per sfruttare le possibilità dei tempi nuovi.
Il clima dell’epoca è reso alla perfezione, grazie ad una scrittura fluida ed elegante, capace di descrivere in modo incisivo fatti e protagonisti senza usare troppe parole. Il noir grazie a Scerbanenco comincia ad essere il genere letterario più adatto per descrivere i grandi cambiamenti in corso in Italia, che sta diventando il paese dove tutto è possibile, anche che un medico diventi investigatore

Aspetta mezzanotte

Titolo: Aspetta mezzanotte
Autore: Luciano Modica
Editore: Marsilio
 
Fare l’amministratore di una azienda è in genere un lavoro prestigioso e importante. Farlo per una azienda confiscata alla mafia può diventare anche molto rischioso. E’ quello che è capitato a Mauro Rapisardi, che amministra temporaneamente una azienda confiscata ad un noto mafioso della zona di Siracusa, la Oran Ice srl, che produce e commercia agrumi. Per fare il suo lavoro, Mauro si trova a contatto con Santo Lo Faro, un uomo viscido e ambiguo, che figura come amministratore ma che in realtà è solo un prestanome, una contabile di nome Loredana, da subito troppo disponibile nei confronti di Mauro e infine Lucia, la moglie del boss, che lavora in azienda come direttore commerciale. Tra i braccianti irregolari che lavorano nei campi c’è Rashid, un immigrato clandestino proveniente dal Ghana, che sta facendo di tutto per guadagnare i soldi necessari per organizzare il viaggio per l’Italia della sua famiglia. Mauro scopre che l’azienda utilizza molta manodopera irregolare, disponendo l’immediata interruzione di tutti i rapporti di lavoro irregolari, pretendendo l’utilizzo esclusivo di lavoratori in regola. Tutti i clandestini senza permesso di soggiorno restano senza lavoro e qui cominciano i problemi per Mauro. Problemi sempre più grandi.
Un romanzo che tratta di mafia, della sua organizzazione e delle infiltrazioni nel tessuto produttivo, di immigrazione clandestina e del suo sfruttamento da parte della malavita e che nel finale mostra un lato assolutamente inedito e imprevedibile di come le istituzioni lavorino in modo atipico e sconosciuto per combattere la criminalità. Una storia piena di dolore, di sofferenze, di solitudine, di insoddisfazioni personali, tradimenti. Una storia che inizia in modo lineare, poi la trama comincia a diventare sempre più imprevedibile e contorta, alcuni personaggi si scoprono essere persone diverse da quello che sembravano, fino al finale del tutto inedito.

Operazione fuori dagli schemi

Titolo: Operazione fuori dagli schemi

Autore: Michael Sfaradi

Editore: La nave di Teseo

Operazione Fuori dagli Schemi è un romanzo sul tentativo della Siria di costruire una centrale nucleare per scopi militari e sull’operazione di intelligence che è servita a preparare l’azione militare che ha distrutto la centrale prima che entrasse in funzione. Una operazione preparata in modo meticoloso, coinvolgendo agenti segreti sul campo e infiltrati, agenti operanti in Paesi stranieri, oltre i vertici delle agenzie israeliane e quelle di vari Paesi Esteri. Un libro che racconta i metodi dello spionaggio, i suoi rischi e difficoltà, il reclutamento delle spie e il loro addestramento per imparare come affrontare le prove più dure ed incredibili, con dotazioni e mezzi tecnologici straordinari. Ma è il fattore umano che determina il successo o l’insuccesso delle operazioni. In genere è proprio grazie alle debolezze delle spie nemiche che si riesce a scoprire i piani degli avversari e sempre per sfruttare tali debolezze, ci sono spie disposte ad usare ogni capacità personale per evitare che il proprio paese cada vittima dei piani nemici. Un resoconto dettagliato dell’operazione, della catena di comando, delle difficoltà personali e psicologiche degli agenti. L’ironico glamour a cui siamo abituati leggendo i libri di Ian Fleming che hanno prodotto i film di James Bond, ossia il mitico agente 007, lo possiamo dimenticare. La vita reale delle spie è condizionata dalla pressione di una vita dedicata alla sicurezza del proprio Paese, dall’essere sempre pronte al massimo sacrificio. Michael Sfaradi scrive con uno stile chiaro e lineare, racconta le vicende mescolando la precisione del cronista, che racconta i fatti per come sono conosciuti, con la fantasia del romanziere, che immagina come potrebbero essere andati tutti i retroscena di cui non si conoscono i fatti.

Il segreto dell’antiquario

Titolo: Il segreto dell’antiquario
Autore: Roberto Carboni
Editore: Newton Compton
 
Il romanzo è ambientato negli anni Ottanta. A Bologna c’è un negozio di antiquariato di proprietà di Elia Morosini Arconati, un ex musicista di grande successo che aveva dovuto interrompere l’attività concertistica, dopo tanti anni di successi internazionali, per problemi mentali, ricoveri, terapie. Ma i problemi di Elia non sono curabili in nessuna clinica. Lui è un serial killer, individua le vittime, si introduce nella loro vita, vive di nascosto con loro, fino ad ucciderle. Dopo aver ucciso, riprende la sua vita normale, fino a quando non sente nuovamente l’esigenza di uccidere. Il numero degli omicidi cresce, gli investigatori trovano delle analogie tra i vari casi, in città si parla del Mostro di Bologna. Il cerchio delle indagini sembra stringersi attorno ad Elia. Ma lui è un serial killer, una mente spietata, molto scaltra e intelligente.
Una storia di assoluta presa sul lettore, Elia è un personaggio affascinante per le sue morbosità ed orribile per la sua assoluta crudeltà. Elia sceglie le sue vittime, ne diventa amico, si fa invitare nelle loro case, si intrufola di nascosto, ne viola l’intimità, per ucciderli quando si ritiene soddisfatto.
Un uomo di grandi capacità intellettive e creative, che poteva trovare nella musica la sua realizzazione, per capacità creativa e talento interpretativo, ma ha gettato via tutto per seguire la sua mente criminale, per soddisfare il suo bisogno di uccidere. Il romanzo scopre presto le sue carte, Elia viene presentato subito come serial killer. Di lui tutto è descritto con grande cura, dai gusti musicali o gastronomici, alle sue emozioni, la sua mente è analizzata a fondo, senza indulgenze, senza giustificazioni, ma solo per mostrarne tutta la crudeltà e perversione. Roberto Carboni racconta con grande capacità, trasformando l’orrore dei fatti in un romanzo magnetico ed appassionante.

Una piccola questione di cuore

Titolo: Una piccola questione di cuore

Autore: Alessandro Robecchi

Editore: Sellerio

Carlo Monterossi è un autore televisivo che deve il suo successo professionale ed economico alla TV spazzatura. Ha fondato anche una agenzia investigativa, La Sistemi Integrati, le cui indagini gli consentono di divertirsi in quella che è la sua attività preferita, ossia di occuparsi delle vicende altrui. La storia inizia quando un ragazzo giovane e benestante, Stefano Dassù, si presenta alla Sistemi Integrati per chiedere che fosse ritrovata la donna che ama, una quarantenne romena, bellissima, elegante ed affascinante, la cui vita nasconde un passato molto misterioso. La donna è sparita per fuggire dai guai in cui si era cacciata, ma il suo giovane innamorato non si dà vinto e la vuole ritrovare a tutti i costi. La ricerca della donna rumena segna l’inizio di una lunga indagine, in cui Monterossi e la sua squadra lavorerà in parallelo con la polizia, in modo discreto e poco ufficiale. Una storia che mostra il lato Noir di Milano e della società in cui viviamo, vari protagonisti che hanno a che fare con le diverse forme dell’amore e delle sofferenze che provoca. Una visione critica della nostra società, dove spesso personaggi che sono sulla cresta dell’onda, protagonisti di storie di successo che riempiono i rotocalchi, in realtà sono opportunisti fragili e disposti a tutto per diventare ricchi, spesso grazie alla vicinanza con la malavita organizzata. Ci sono anche storie di persone che non arrivano a fine mese, oppure appartenenti al ceto medio che vedono sempre più allontanarsi il traguardo del benessere. Alessandro Robecchi scrive in modo netto, senza fronzoli, racconta la realtà in modo diretto, coinvolgendo il lettore in storie intriganti che mostrano tutte le contraddizioni dei tempi che stiamo vivendo, in una società sempre più ingiusta e incomprensibile.

Diritto di sangue

Titolo: Diritto di sangue
Autore: Gigi Paoli
Editore: Giunti
 
Carlo Marchi è un giornalista sopravvissuto per miracolo ad una tragica caduta, è rimasto molti giorni in coma, seguiti da mesi di fisioterapia, dolori e morfina, tanto coraggio e diversi interventi chirurgici. Dopo oltre sei mesi di dolori e fatiche, la situazione era migliorata, la sua dipendenza dagli antidolorifici ancora forte, ma poteva camminare con una sola stampella. Marchi è sempre in aspettativa dal giornale, la convivenza con la figlia procede se pur con qualche scontro, il riavvicinamento della ex fidanzata Olga gli è di grande conforto. Una improvvisa chiamata dal giornale lo rimette in pista. Deve sfruttare le sue conoscenze per aiutare la sua sostituta alla cronaca giudiziaria, brava ma ancora inesperta, per ricevere notizie sull’omicidio di Giorgio Mati, venditore di panini alle Cascine. Dopo Mati ci saranno altri morti. Le indagini scopriranno che ad uccidere il Mati è stato un proiettile identico a quelli usati in una tragica rapina in banca del 1999 in cui furono uccise tre persone, tra cui il padre di Marchi. La rapina fu rivendicata dalla Brigate Rosse, i responsabili degli omicidi non furono mai trovati, così come i sei miliardi di lire di bottino. Possibile che tutti gli uomini uccisi erano coinvolti nella rapina? Erano tutti della stessa cellula terroristica? Marchi vuole la verità, sia come cronista che come figlio di una delle vittime.
Una trama costruita con precisione e meticolosità, tutto funziona con efficacia, eventi tragici del passato che si sommano ai dolori del presente. Il destino è stato inclemente con Carlo Marchi, ma lui è un duro e trova la forza di andare avanti. Una storia appassionante, noir e terrorismo uniti in un romanzo mozzafiato, coinvolgente, dai risvolti tragici, pieni di tristezza e rimorsi. Ambientazione eccellente, tra le meraviglie di Firenze e il Palazzo di Giustizia, che Marchi conosce alla perfezione.

Nel nero degli abissi

Titolo: Nel nero degli abissi

Autore: Francois Morlupi

Editore: Salani

Roma sta per ospitare un importante vertice, definito Consilium, a cui parteciperanno tutti i capi di stato dei principali Paesi del mondo. Tutti i commissari di Roma sono stati convocati al Ministero per ricevere le direttive, l’ordine pubblico deve essere garantito a tutti i livelli. Proprio nei giorni precedenti il Consilium, il quartiere di Monteverde è sconvolto per il ritrovamento di una giovane prostituta, uccisa a coltellate all’interno di villa Pamphili. Ma la ragazza è solo la prima vittima, nei giorni successivi saranno uccisi anche un sacerdote ed un ricco imprenditore, tutti massacrati da un numero impressionante di coltellate, una violenza inaudita. Ogni omicidio è seguito da una lettera di rivendicazione, firmata in modo diverso. La squadra investigativa del Commissario Ansaldi è impegnata nella ricerca dell’autore degli omicidi ma le indagini sono difficilissime, nessun legame tra le vittime, nessun indizio, il movente è sconosciuto. Tutto accade proprio in prossimità del Consilium, in un quartiere notoriamente tranquillo come quello di Monteverde.

Trama ben costruita, grande suspense, ambientazione perfetta, Roma in evidenza con i suoi pregi e difetti, la squadra di investigatori imperfetti del commissariato di Monteverde è molto brava nelle indagini ma è meno efficace nelle vicende personali. I cinque delfini di Monteverde, come sono soprannominati i membri della squadra del commissario Ansaldi, sono diventati dei personaggi maturi, tutti molto diversi tra loro, con difetti e limiti che li rendono del tutto persone normalissime, ma accomunati dalla passione per ricerca della verità e dei colpevoli. Lo stile di scrittura di Morlupi funziona alla perfezione, chiaro e lineare, pieno di spunti umoristici, di chi guarda la realtà con l’occhio disincantato e fuori dal coro di chi non prende sul serio quello che accade.

La svedese

Titolo: La svedese
Autore: Giancarlo De Cataldo
Editore: Einaudi
 
Sharon ha poco più di 20 anni, vive con la madre invalida, è attraente, intelligente, ambiziosa, sogna di uscire dalla povertà in cui vive con poche speranze di miglioramento. Una sera entra nel giro dello spaccio, finisce la consegna che doveva fare il suo ragazzo per un ricco aristocratico, un principe, pieno di soldi e di vizi, di cui diventa amica. Sharon scala i vertici dello spaccio locale, protetta ed aiutata dal principe, diventando sempre più intraprendente e coraggiosa. Si accorgono di lei anche i grandi boss della droga, la rispettano, la cercano. La chiamano la svedese, per il suo aspetto e per la sua freddezza nelle situazioni complicate. Sharon nella sua ascesa criminale non dimentica la madre e continua a voler bene al suo ragazzo di sempre.
Una storia ambientata nella periferia romana, un inferno sociale dove molte attività economiche servono solo come coperture allo spaccio di droga. Sharon avrebbe voluto una vita normale, lontana dal crimine, ma l’incontro con il principe le ha cambiato la vita, mostrandole come potenza e fascino possano convivere con immoralità e perversione e quanto sia facile fare soldi con i vizi dei ricconi. Il principe cercava una come Sharon, un mix di bellezza e personalità, Sharon aveva bisogno di un guru che le insegnasse tutto. Il principe diventa il mentore di Sharo, lei è l’unica fonte di serenità e di felicità, solo interiore, dato che fisicamente il principe non prova nessuna attrazione per il lato femminile della svedese. Una Roma decadente, immorale, periferie abbandonate, un Far West senza regole, con le cosche come unico presidio del territorio. Una società senza controllo e senza futuro, in balia della malavita. Questo è il destino delle periferie delle grandi città. Se la storia del principe e di Sharon ci appassiona e intriga, è il futuro delle periferie che fa paura perché forse è troppo tardi per riportarle nella legalità.