Non è mai notte quando muori

Titolo: Non è mai notte quando muori

Autore: Tullio Avoledo

Editore: Marsilio

Sergio Stokar è un ex poliziotto che per allontanarsi dai guai si è rifugiato in una isoletta caraibica. Non è facile per un uomo d’azione come lui rimanere nascosto, ma la pandemia ha favorito il suo isolamento per le difficoltà a spostarsi per il mondo. Improvvisamente si presenta al suo modesto rifugio un avvocato inglese, un tipo originale e ben informato che gli fa una proposta impossibile da rifiutare. Così Stokar, in modo del tutto inaspettato, si ritrova in una girandola di voli da un Paese all’altro del Mondo, con una serie di passaporti e identità false da far impallidire 007, arruolato da un magnate russo che vuole ritrovare il figlio misteriosamente scomparso in una regione del Nord Africa. Stokar ci metterà del tempo per capire di essere coinvolto in una specie di complotto internazionale, con uomini ricchi, aziende potentissime e Stati in una guerra che viene combattuta con ogni mezzo, per accaparrare potere, materie prime, soldi. Tradimenti, finti alleati, nemici veri, tutti contro tutti, in una battaglia dove tutto è lecito ed è difficile capire da che parte si sta. C’è spazio anche per vecchi amori mai dimenticati, colpi di fulmine e ricordi struggenti.  

“Non è mai notte quando muori” è un libro on una trama complessa e ben costruita, personaggi affascinanti, alcuni per il coraggio, altri per la crudeltà, con ambientazioni inedite a metà tra il futuristico ed il fantastico. Il libro unisce scene di azione e di violenza a momenti di riflessioni filosofiche, con riferimento a libri ed autori classici che aiutano il protagonista a dare un senso all’avventura che sta vivendo. Tutto è raccontato con uno stile diretto e realistico, che ben si adatta alla storia ed ai protagonisti. Qualche spunto ironico dosato con misura alleggerisce la tensione del racconto. Un ottimo noir con tutti gli ingredienti necessari per catturare i lettori, dalla finanza alla politica e criminalità internazionale, tradimenti, inganni e doppi giochi. Ma la vita è piena anche di piacevoli sorprese.

La rete Ksenofont

Titolo: La rete Ksenofont
Autore: Piernicola Silvis
Editore: SEM
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2019 da SEM in ebook, ma la prima edizione risale al 2010, con il titolo “Gli anni nascosti”. Un romanzo di fantapolitica, con protagonisti personaggi nei quali non sarà difficile riconoscere alcuni degli uomini politici che hanno fatto la storia d’Italia, ambientato tra il dopo guerra e gli anni 90. E’ la storia recente d’Italia, riscritta svelando il dietro le quinte di tanti eventi che ancora oggi destano dubbi ed interrogativi, come Il referendum tra Repubblica e Monarchia, il sequestro della nave da crociera Achille Lauro, il quasi scontro armato tra esercito USA e Carabinieri a Sigonella, l’indagine di Mani Pulite, l’aereo precipitato ad Ustica, le azioni delle brigate rosse e molto altro. I vertici dello stato sono occupati da personaggi ambigui, c’è una organizzazione con politici, imprenditori e militari che vorrebbe organizzare un colpo di stato, poteri occulti e malavitosi trattano con i vertici politici per orientare a loro favore l’azione di governo. I golpisti si affidano ad un appartenente alla Gladio, la famigerata organizzazione clandestina paramilitare, promossa dalla Cia per contrastare la possibile invasione in Occidente da parte dell’Unione Sovietica, per organizzare il colpo di stato nei minimi dettagli. Ma c’è qualcuno nei Servizi Segreti che vuole che l’Italia resti un paese libero.
Una storia avvincente, verosimile, che richiama molti dei sospetti che da sempre accompagnano le versioni ufficiali di molti dei fatti raccontati. Piernicola Silvis conferma le sue doti di scrittore con un thriller fantapolitico di grande interesse ed attualità. L’autore è un ex dirigente della polizia, ex questore, di sicuro ha conoscenza diretta di tante verità che non possono essere raccontate, ci ha voluto svelare una parte di verità oppure ci ha regalato sono una storia immaginaria? Il libro lascia irrisolto questo interrogativo.

Di rosso e di luce

Titolo: Di rosso e di luce

Autore: Valeria Corciolani

Editore: Rizzoli

Una preziosa statuetta scompare dalla residenza di un ricco collezionista, insieme ad alcuni preziosi manoscritti medioevali. La scoperta del furto avviene durante una serata in cui era presente come invitata Edna Silvera, storica dell’arte e restauratrice in pensione.

Edna non può tirarsi indietro e per indagare forma una squadra variegata con una sua ex alunna in cui non era molto in sintonia, un vicino di casa esperto di informatica, il derubato stesso ed il fratello. Le indagini saranno lunghe e dispendiose, per arrivare ad una conclusione imprevedibile.

Il romanzo mescola la trama gialla e le indagini con le vicende della vita privata dei protagonisti, che si mostrano in tutti i loro limiti e difetti, descritti con humor gentile e raffinato. L’ambientazione in Liguria ci regala il mare stupendo, i paesaggi dell’entroterra, i vini e la cucina locale. I gialli italiani ci hanno abituato ad investigatori improvvisati provenienti dalle professioni più varie, Edna Silvera, esperta d’arte dal carattere difficile, offre la possibilità di trattare di arte in modo informale ma non per questo poco interessante. Come i riferimenti alla ricerca del Santo Graal, ossia il Sangue Reale, la discendenza diretta da Gesù dei figli di Maria Maddalena, sbarcata in Provenza fuggendo dalla Palestina o come il riferimento all’opera di Jacopo da Varazze, Vescovo di Genova, autore della “Legenda Aurea” che ancora oggi è un riferimento fondamentale per interpretare l’iconografia di opere pittoriche di arte sacra e gli spunti di tecnica alchemica per la produzione dei colori nell’antichità. Tanti dotti riferimenti inseriti con misura che non appesantiscono la lettura ma possono suscitare una benefica curiosità per dare inizio a letture meno brillanti ma di indubbio interesse. Un libro interessante per i riferimenti culturali, accattivante per l’ambientazione e la trama, divertente per i personaggi fuori dagli schemi.

Il Duca

Titolo: Il Duca

Autore: Matteo Melchiorre

Editore: Einaudi

“Il Duca” narra la vicenda dell’ultimo discendente della famiglia dei Cimamonte, che ha deciso di vivere nell’antica villa di famiglia che domina il paese di Vallorgàna, da solo, senza grossi contatti con la popolazione locale. Vive di rendita e non ha bisogno di lavorare, grazie alle ricchezze ereditate. Passa le giornate a studiare vecchie carte, a leggere libri e fare piccoli lavori di manutenzione. Una vita tranquilla, sobria e riservata. Così fino a quando il suo aiutante e uomo di fiducia Nelso, non lo avvisa che in cima al bosco stanno rubando i suoi alberi, sconfinando nelle sue proprietà. Il furto sta avvenendo sotto la regia perfida di Mario Fastréda, un uomo avido che in paese fa un po’ quello che vuole. Il Duca cambia improvvisamente atteggiamento e comincia a far valere i suoi diritti di proprietario terriero oltre a esibire il potere che gli deriva dall’appartenere all’antica famiglia. Inizia una piccola guerra tra compaesani dagli esiti imprevedibili.

Un romanzo che ha una trama ben costruita e sviluppata in modo da coinvolgere e affascinare il lettore, che tocca temi di grande attualità come la vita sociale nelle piccole comunità, la difficoltà di saper decidere quando si è in preda alla furia del potere, la potenza della natura e le sue leggi non scritte, le libertà individuali ed i condizionamenti che derivano dal passato.

Il racconto è scritto in modo incalzante, i fatti si susseguono riservando sempre delle piccole sorprese, si alternano fatti contemporanei della cronaca del paese alle storie del passato. I tormenti del Duca sono quelli di un uomo che vorrebbe essere libero di fare quello che vuole ma che sente l’impegno di mantenere alta la tradizione del casato a cui appartiene. Ma è necessario conoscere tutto il proprio passato per non subirne l’influenza negativa. Il Duca lo scoprirà sulla sua pelle.

Regina Rossa, Lupa Nera, Re Bianco

Titolo: Regina Rossa, Lupa Nera, Re Bianco

Autore: Juan Gomez Jurado

Editore: Fazi

Traduzione: Elisa Tramontin

Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco sono i tre romanzi della trilogia di Juan Gomez Jurado, con protagonisti Jon Gutierrez e Antonia Scott. Lui è un ispettore di polizia, alto, robusto ed elegante. Lei è una donna reclutata per un programma speciale riservato alla risoluzione dei casi impossibili. Antonia è stata scelta per un motivo ben preciso. E’ la donna più intelligente del pianeta, ossia quella con il q.i. più alto mai rilevato. I due sono quanto di più diverso si possa immaginare, ma insieme funzionano, si intendono alla perfezione e sono entrambi dotati di coraggio e incoscienza per affrontare ogni sfida. I libri vanno letti in ordine di uscita, come fossero una opera in tre volumi, le storie sono molto interconnesse tra loro e l’evoluzione dei personaggi segue lo sviluppo della trama. Difficile riassumere la storia in poche righe, Jon e Antonia sono coinvolti in una prima indagine molto delicata, poi il caso si allarga a dismisura ed i due non riusciranno più a separarsi. La trama è complessa con molte sfaccettature, i crimini hanno un unico regista di cui è difficile comprendere lo scopo. Il ritmo delle vicende è veloce, succede sempre qualcosa di inaspettato, i capitoli brevi accentuano l’effetto torrenziale che travolge il lettore. I dialoghi sono serrati, diretti, spesso interrotti da eventi imprevedibili. Jurado ha una scrittura meticolosa e precisa, ricca di dettagli. Alcune parti sono poco verosimili, ma stiamo parlando di un thriller di azione e forse conta di più l’effetto speciale che la veridicità degli eventi. Solo leggendo tutti i tre libri si riesce ad inquadrare i personaggi e comprenderne tutte le sfumature. La struttura della trama è molto ramificata ed ogni storia apre la porta ad altre storie ed altri nemici, ma c’è sempre qualcosa che non finisce del tutto e che dopo un po’ tornerà di nuovo ad insidiare i nostri eroi. Per gli amanti del thriller tre libri da non perdere.

La collina dei delitti

Titolo: La collina dei delitti

Autore: Roberto Carboni

Editore: Newton Compton

La collina dei delitti è un giallo/noir/thriller ad alta tensione, con richiami esoterici ed al satanismo, non manca nulla per accontentare gli appassionati del genere. Alcuni ritrovamenti di vittime di omicidi del passato stanno mettendo apprensione a molte persone che hanno dimenticato le loro imprudenze giovanili. La storia è complessa ed intricata, persone molto diverse che hanno in comune un passato che vorrebbero fosse caduto nell’oblio per sempre, si ritrovano a dover combattere contro gli incubi di quel passato che sta ritornando, mettendo a repentaglio il presente. Sono persone benestanti, di successo, professionisti, imprenditori, tutte con un presente invidiabile ma con un passato oscuro, che rischia di compromettere tutto. Un racconto incalzante, imprevedibile, una sequenza infinita di eventi inquietanti, raccontati con abilità e realismo, con uno stile netto, diretto, capace di evocare interesse per i fatti, paura per quello che potrebbe accadere, orrore per quello che accade. I personaggi vivono notti insonni, incubi, pedinamenti veri o solo immaginati, hanno il fiato della polizia sul collo, temono che la verità sia scoperta e resa pubblica. Aleggia una atmosfera diabolica, un sentore di zolfo che si diffonde dalle stesse pagine del libro, tanto è reale la sua descrizione. La città di Bologna è l’ambientazione ideale per il romanzo, città esoterica per eccellenza che forma con Praga e Santiago di Compostela, il triangolo alchemico. Carboni utilizza i riferimenti esoterici e diabolici con giusta misura, riuscendo a mantenere alta la credibilità della storia, creando una suspence altissima, resa ancora più veritiera da sapienti e ben dosati riferimenti a fatti inquietanti realmente accaduti, al limite del sovrannaturale. La trama sorprende per la continua tensione crescente, con un colpo di scena finale del tutto imprevedibile.

Un’estate a Borgomarina

Titolo: Un’estate a Borgomarina

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un’estate a Borgomarina è il terzo romanzo che Enrico Franceschini dedica alle avventure dei quattro amici inseparabili ossia il Mura, giornalista in pensione e investigatore a tempo perso, il Prof, l’Ing e il Barone. L’ambientazione è la solita, la riviera romagnola, la fabbrica del divertimento all’italiana, tra buone compagnie e buona tavola.

Un ricco e discusso imprenditore annega nelle acque del porto canale di Borgomarina.  Le indagini si orientano subito verso l’incidente, in modo anche troppo sbrigativo, per non turbare la stagione estiva e l’umore degli ospiti di alberghi e stabilimenti balneari. Mura viene ingaggiato da un familiare della vittima per compiere delle indagini private.

Il porto canale di Cesenatico/Borgomarina è nato da un progetto di Leonardo da Vinci ed è una delle principali attrattive della cittadina. I tedeschi durante l’occupazione costruirono un bunker sotterraneo con sopra un faro. Mura ed i suoi amici studieranno il progetto originario di Leonardo, custodito nella biblioteca Malatestiana a Cesena, ed il significato di un misterioso messaggio lasciato proprio da Leonardo. Le indagini porteranno alla luce i segreti del progetto leonardiano oltre ad altre storie legate alla custodia dei documenti stessi. Il Mura sorprende con le sue riflessioni sulla vita, sull’importanza di viverla con amici di cui si possa fidare, senza che i rapporti siano guastati da invidie, opportunismi di vario tipo o dai soldi. Un romanzo che dietro l’apparente leggerezza e futilità del divertimento estivo, contiene riflessioni sulle ingiustizie della nostra società, dove alcuni si arricchiscono in modo esagerato mentre altri devono lavorare tutta la vota senza avere la possibilità di cambiare la propria condizione sociale. Questo romanzo segna un salto di qualità nella narrazione, arricchita da riferimenti letterari e da personaggi che acquistano una apprezzabile complessità.

Ma cos’è questo nulla

Titolo: Ma cos’è questo nulla?
Autore: Hans Tuzzi
Editore: Bollati Boringhieri
 
L’incipit introduce subito il tema principale del libro. Un incontro tra potenti all’Ippodromo delle Capannelle, a Roma, prima delle imminenti elezioni politiche che videro la vittoria del Polo della Libertà, dando inizio alla Seconda Repubblica. Erano momenti difficili, l’Italia era di fronte a scenari politici inediti, gli attentati di stampo mafioso del 1993 avevano lasciato il segno ed anche nelle istituzioni il nuovo vento non aveva una direzione ben precisa. Questo clima di incertezza è molto ben descritto in questo romanzo di Hans Tuzzi, grazie ad una scrittura diretta, senza fronzoli, che in modo chiaro e forte illustra i suoi pensieri.
Nell’anno 1994, il commissario Melis ha dato le dimissioni dalla polizia, vive da solo nel ricordo della moglie scomparsa tre anni prima. Melis riceve nella sua casa, a Milano, un personaggio potente che gli chiede di occuparsi di un vecchio caso di omicidio di una giovane che fu uccisa nel 1986 a Brassinigo, nord est d’Italia, nell’appartamento di una famiglia nota e ben considerata, che potrebbe diventare un problema per un aspirante ministro del nuovo governo. Melis dovrà indagare senza nessuna veste ufficiale, lavorerà con un falso nome, presentandosi come uno scrittore che sta raccogliendo materiale per un nuovo libro. Le indagini al tempo non portarono a nessun arresto, qualche indagato, una strana setta segreta a cui aderiva la ragazza uccisa fece credere di essere una possibile pista, qualche storia parallela di infedeltà coniugale, poco altro. Ma molti sono coloro che hanno interesse a mantenere bassa l’attenzione sul caso e fanno di tutto per mettere in difficoltà Melis. Ma qualcuno parlerà.
Il romanzo accende le luci sulla vita di provincia, piena di ipocrisia e falsità, dove molti si mostrano come persone integerrime per poi comportarsi nelle vite private in modo opposto.

Lo sparo

Titolo: Lo sparo

Autore: Anne Holt

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Lo sparo è il terzo romanzo di Anne Holt con Selma Falck protagonista. Selma ha interrotto la sua attività di avvocato per diventare investigatrice. Tanto risoluta nella vita professionale quanto incerta e inefficace nella vita privata, con la tendenza alla depressione che cerca di sconfiggere con il gioco d’azzardo on line. Anche come madre non ha avuto molto successo, il rapporto con la figlia non è buono e neanche la nascita del nipote è servita per riavvicinare madre e figlia.

Selma era a pranzo con la sua amica Linda Bruseth, parlamentare ed ex giocatrice di palla a mano, quando una pallottola colpisce Linda e di rimbalzo ferisce Selma. Linda rimane uccisa sul colpo, Selma se la cava con una ferita al braccio. La morte di Linda è un colpo duro per Selma, la cui vita privata è piena di difficoltà. Uno stalker entra a piacimento nel suo appartamento lasciando segni inquietanti e la figlia non ha alcuna intenzione di migliorare il rapporto con lei, nonostante gli sforzi di Selma per stare vicino al nipote di sei mesi, verso cui prova un sentimento fortissimo che non aveva mai provato verso la figlia. Ma il coinvolgimento di Selma nelle indagini sarà inevitabile, con inevitabili conseguenze per la sua vita privata.

Un romanzo dalla trama complessa, giochi di potere ed intrighi inaspettati in un paese civile e ricco come la Norvegia. La Holt è stata ministra della giustizia, quindi conosce bene il funzionamento della politica norvegese, che nei suoi libri descrive in modo dettagliato e critico, con il suo stile di scrittura molto chiaro e coinvolgente sempre attento alle tematiche sociali ed alla psicologia dei personaggi.

Un romanzo che consente di fare una inedita esplorazione nel funzionamento di alcuni servizi sociali della Norvegia, da molti considerata all’avanguardia, per scoprire che la corruzione colpisce i cittadini più poveri, indifesi e bisognosi di attenzioni, come gli immigrati ed i loro figli, vittime ideali di ingiustizie e soprusi. Scopriremo che la cattiva politica si avvale del suo potere per coprire malefatte ed ingiustizie, nascondendo le prove e facendo apparire quello che non è agli ignavi cittadini. Anche in Norvegia.

Zorba il greco

Titolo: Zorba il greco

Autore: Nikos Kazantzakis

Editore: Crocetti

Traduzione: Nicola Crocetti

Zorba il greco è un romanzo straordinario da cui è stato tratto un film famosissimo con Irene Papas e Anthony Quinn, la cui colonna sonora composta da Mikīs Theodōrakīs contiene il brano Sirtaki, che accompagna nel film Zorba durante la sua famosa danza. Film, colonna sonora e balletto sono diventati più famosi del libro, ma è dal romanzo che tutto è nato.

Il libro racconta le avventure di Basil, uno scrittore inglese che ha ereditato una miniera sull’isola di Creta. Intraprende il viaggio per raggiungere l’isola e conosce per caso Alexis Zorba, un greco esuberante e pieno di energie e di contagioso entusiasmo per la vita. I due diventeranno amici inseparabili ed andranno incontro a successi, disastri, tragedie. I due amici sono quanto di più diverso si possa immaginare, ossia lo scrittore inglese idealista, benestante, alla ricerca delle risposte ai principali interrogativi della vita, Zorba invece è un uomo poco istruito ma di grande saggezza innata, conosce tutte le risposte alle grandi domande, concetti semplici e di immediata comprensione, pillole di saggezza e di esperienza mescolate insieme. Le avventure dei due porteranno l’autore a toccare temi di rilevanza assoluta, dalle relazioni tra uomo e donna a Dio, dalla religione all’esistenza dell’anima, dalla morte al senso della vita. Il romanzo è quasi un trattato di filosofia sotto forma di avventura vissuta da due amici, raccontata con semplicità e immediatezza. La storia è ambientata a Creta, descritta con grande efficacia, con le case candide, il mare azzurro e le notti arricchite da cieli fantastici. Le parole di Zorba sono coinvolgenti e convincenti, leggendo il libro si è trasportati dal suo entusiasmo, dalla sua voglia di vivere e dalla curiosità con cui guarda ogni cosa che gli accade attorno.

I dubbi dell’avvocato Sartori

Titolo: I dubbi dell’avvocato Sartori

Autore: Alessio Oldrini

Editore: Incipit23

L’avvocato Tommaso Sartori si è ritirato dalla professione, ha solo sessant’anni, vedovo, vive da solo, si dedica alle letture ed a qualche piacere come i sigari cubani, le birre artigianali, qualche buon ristorante ogni tanto. A Milano fa caldo, è un mattino presto di luglio, quando squilla il suo telefono. E’ un vecchio amico, Alberto Palmieri. Parla in modo concitato, chiede aiuto, c’è una donna morta, lui in qualche modo è coinvolto ma assicura che lui non ha ammazzato nessuno, chiede a Tommaso di andare con lui nell’appartamento dove si trova il cadavere. Tommaso è incerto, non vuole guai, ma Alberto è un amico, come dire di no? Decide di andare, entra nell’appartamento ma il cadavere non c’è. Inizia per Tommaso una avventura imprevista, la difesa del suo amico, ma anche la ricerca della verità. Il suo amico è un assassino oppure è innocente? Le indagini riserveranno grandi sorprese per Tommaso, che troverà le risposte che andava cercando, per ritrovare il senso della vita ed il coraggio di rimettersi in gioco.

Una storia accattivante, una trama ben costruita con personaggi interessanti e ben costruiti, uno stile di scrittura chiaro con alcuni riferimenti a romanzi famosi che arricchiscono il testo. Un libro che affronta molti temi, dall’amicizia che resiste al trascorrere del tempo, ai segreti che alcune persone nascondono, al lavoro fatto dietro le quinte delle aule giudiziarie, dove giudici, investigatori ed avvocati hanno la possibilità di contribuire con umanità e buon senso alla risoluzione dei casi incerti, tutelando sia le vittime che i sospettati, all’importanza della ricerca della verità e della giustizia, evitando soluzioni di comodo o scorciatoie, al coraggio di seguire i propri sentimenti, senza preoccuparsi delle differenze di età e del giudizio degli altri. I dubbi di Sartori sono comuni a molte persone che non osano cercare le risposte che spesso sono a portata di mano, basta cercarle.

Gli avversari

Titolo: Gli avversari
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
 
Gli avversari è la prima raccolta di racconti pubblicata da Grisham, il noto autore americano di legal thriller. Tre sono i racconti, tre ambientazioni completamente diverse, con una divagazione in Costarica nel primo racconto, dove il protagonista si era rifugiato dopo essere scappato dagli Stati Uniti. Anche nei racconti brevi l’efficacia di Grisham rimane inalterata, trame articolate, personaggi ben caratterizzati, situazioni difficili anche per i perspicaci avvocati americani. Pregi e difetti, aspetti evidenti e meno della società americana sono ben descritti nelle pagine delle storie di Grisham, che pur avendo a cuore l’aspetto legale, il rapporto tra avvocati e giudici, con le attività tipiche dei tribunali sempre presenti e descritte con chiarezza e completezza, non dimentica quanto avviene nella vita quotidiana delle persone normali. Una lettura adatta al periodo estivo, quando anche per i lettori accaniti la voglia di leggere viene mitigata dalle incombenti attività balneari o montane.

Luce della notte

Titolo: Luce della notte
Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
 
Chiara è una bambina malata, non deve essere esposta ai raggi del sole, la sua vita è al buio. Ma c’è anche un sogno ricorrente che la turba e la terrorizza. Sogna un bambino che si lamenta anche se è morto, sepolto ai piedi di un albero di acacia, gli stessi alberi che lei vede vicino casa. Nel sogno vede del sangue, potrebbe essere il cuore del bambino. Chiara è convinta di non sognare ma di vivere un fatto reale.
Ad indagare sui sogni di Chiara arriva Teresa Battaglia con il suo fidatissimo ispettore Marini, su richiamo della madre di Chiara che ritiene Teresa l’unica persona adatta a trattare con la sua bambina, nonostante la ritrosia del marito, che diffida delle forze dell’ordine.
Teresa sa che i bambini non mentono e che bisogna ascoltarli. Sa anche che quello che dice Chiara potrebbe nascondere qualcosa di terribile.
Un romanzo coinvolgente e commovente, dedicato ad una bimba che non ha vinto la sua battaglia contro la malattia, scritto in modo diretto ed intenso con tanto sentimento, pur rimanendo nelle tipiche atmosfere dei thriller. Il romanzo mostra forme ben conosciute del male che gli uomini sono in grado di fare, senza rimorsi e senza pentimenti, ma in questo caso è il modo in cui viene scoperto che rende unico questo romanzo. Teresa Battaglia si conferma un personaggio dal carattere duro e ostinato, ma anche di grande generosità e umanità, insieme all’ispettore Marini, vero assistente nella professione e nella vita.

I killer non vanno in pensione

Titolo: I killer non vanno in pensione

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

La Banda dei Quattro agisce all’interno della sede INPS di Treviso, sono quattro impiegati nullafacenti e corrotti, che sfruttano oltre ogni limite Walter Galati, un uomo tranquillo, mite e laborioso, vessato anche dalla moglie Stefania, insoddisfatta per lo stipendio tropo basso e per le sue poche ambizioni. Ma Walter non è quello che sembra. Il mesto impiegato nasconde un segreto insospettabile, è in realtà un killer che svolge alla perfezione i lucrosi incarichi che gli vengono affidati da una misteriosa Agenzia. Walter sente che la sua carriera di killer sta per concludersi e teme di essere eliminato. Riceve un incarico per eliminare un residente di Procida che a lui sembra proprio una trappola in cui attirarlo e farlo fuori. La trama si infittisce, Walter scopre a casa sua l’amante della moglie ed è costretto ad eliminarlo, nella sede INPS arriva l’ispettore ministeriale Marta Coppo che deve indagare sulle malefatte della banda dei quattro che cominciano ad organizzare i piani per difendersi, una serie di misteriosi delitti e una guerra tra bande di malavitosi insanguina la tranquilla provincia di Treviso, c’è anche in azione un misterioso killer di cani. Il Nord Italia è flagellato dalle piogge, i fiumi sono in piena e il rischio di inondazioni è enorme.

La trama va a comporre una sequenza fittissima di eventi in una specie di giallo che a volte sconfina nel dramma o nella commedia degli equivoci, dove nulla è come sembra. Il romanzo mette alla berlina, con umorismo e sarcasmo inarrivabile, tutti i difetti della provincia italiana, il conformismo, l’ipocrisia, la morale su misura, gli abusi di ogni tipo fatti per agevolare il turismo internazionale, la presenza della criminalità organizzata che gestisce i principali affari nel triveneto. Continui capovolgimenti di fronte, storie che sembrano distanti che invece si incontreranno, tanta geniale ironia contro il malcostume italico ed i suoi principali difetti.

In silenzio si uccide

Titolo: In silenzio si uccide

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Noir nordico, ambientato in Islanda, tra Reykjavik e dintorni.  Una ragazza viene ritrovata sulla tomba di Jon Sigurosson, fondatore dell’indipendenza dell’Islanda, eroe nazionale. Della ragazza non si conosce il nome, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. L’ispettore Erlendur e il suo assistente Sugurour Oli iniziano le indagini nel mondo dei tossicodipendenti, lo stesso che frequenta la figlia di Erlendur. Qualche indizio porta la coppia di investigatori verso i fiordi dell’Ovest, con la speranza di ricostruire la vita della sfortunata ragazza. Indagando con pazienza con i pochi indizi disponibili, le indagini troveranno la direzione definitiva.

Un noir scritto con abilità da Arnaldur Indridason, uno scrittore capace di costruire trame misteriose e ricche di suspence dosata con misura per attirare l’attenzione del lettore senza stressarlo oltre misura. Il romanzo mostra un volto inedito dell’Islanda di oggi, in cui lontano dalla capitale Reykjavik, città ricca e piena di opportunità, ci sono solo centri piccoli abbandonati in crisi economica, con il sistema della pesca che è stato stravolto con le quote pesca finite in mano ai ricchi monopolisti, lasciando i piccoli pescatori senza lavoro, senza soldi e senza prospettive. Emerge una condizione per i giovani islandesi di emarginazione, incomprensioni con le famiglie, disagi sociali ed economici, con inevitabile consumo di droga e con la prostituzione come mezzo veloce e sicuro per procurarsi i soldi. I padroni del mondo della droga e della prostituzione sono ricchi uomini d’affari, gente senza scrupoli, spietati sfruttatori che non hanno nessun rispetto per la vita degli altri.

In un mondo senza certezze e riferimenti, dove i giovani non conoscono neanche la storia della loro patria e le famiglie non sono un riferimento per i giovani, anche l’amore prende direzioni sbagliate e non riesce a svolgere la sua funzione principale.

La congiura dei suicidi

Titolo: La congiura dei suicidi
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Atene soffre per il lockdown, per le limitazioni alle libertà e per le conseguenze economiche, che stanno avendo effetti devastanti su una economia fragile e precaria come quella greca. Per fortuna la criminalità sembra risentire della situazione di crisi generale e non ci sono particolari indagini su cui impegnarsi per il commissario Charitos e la sua squadra investigativa. La calma momentanea viene interrotta da un suicidio di un anziano, che nella lettera di addio fa riferimento ad una “congiura dei suicidi”. La lettera viene subito pubblicata su internet ed ottiene lo scopo voluto ossia l’inizio di una serie di manifestazioni di protesta contro le condizioni di vita imposte dal Governo. Charitos inizia le indagini e su di lui ci sono grandi pressioni da parte dei suoi superiori che vogliono sapere cosa c’è dietro la lettera e cosa ci si deve aspettare nell’immediato futuro. Avvengono altri suicidi tutti inneggianti alla “congiura dei suicidi”, con le lettere sempre pubblicate su internet, senza che la polizia riesca ad evitarlo. A complicare le cose c’è una banda che si fa chiamare “Combattenti del 2021” che inizia boicottare la campagna vaccinale, con azioni violente e imprevedibili. Il commissario Kostas Charitos dovrà usare tutto il suo buon senso e la rete di conoscenti per riuscire a chiudere le indagini con successo.
Un romanzo che racconta la condizione sociale ed economica della società greca, indebolita dalla nota crisi economica e portata allo stremo dalle misure di rigore finanziario imposte dalla Comunità Europea, ma anche scoraggiata e quasi senza speranza per la sfiducia nella classe politica. I pensieri e le riflessioni dei personaggi del romanzo verso i vaccini, le misure per contenere la pandemia e le conseguenze economiche, sono raccontate senza dare spazio ad estremismi o interpretazioni fantascientifiche legate a complotti e altre strane teorie. Si ragiona in termini economici e sociali delle varie decisioni, con molto buon senso e misura. Che è la chiave del successo dei libri di Markaris.

L’ultimo ospite

Titolo: L’ultimo ospite
Autore: Paola Barbato
Editore: Piemme
 
Adalgisa Grisenti è una ricca signora che muore lasciando la grande villa in cui viveva come eredità. Tutti i suoi beni sono racchiusi nella villa e quando gli eredi scoprono che la defunta è morta senza lasciare testamento, pretendono che il notaio faccia un inventario di tutto ciò che si trova all’interno della villa. L’incarico viene accettato dal notaio Flavio Aragona a malincuore dato che si tratta di un lavoro massacrante, da svolgersi in poco tempo, avendo come controparte un gruppo di eredi litigiosi e sospettosi. Il notaio si presenta alla villa con la sua assistente, Letizia Migliavacca, una persona molto valida sul piano professionale, ma dalla personalità molto fragile e complicata. Completa la squadra l’anziano cane di Letizia, a cui anche il notaio è affezionato. La villa è molto grande, tante stanze, armadi, scomparti segreti. Il lavoro del notaio e della sua assistente procede a rilento, per una serie di inconvenienti che rallentano le operazioni, già di per sé lente per la scrupolosità con cui devono essere eseguite. Gli imprevisti aumentano e sembra che la casa sia abitata da fantasmi o da sconosciuti che entrano e lasciano segnali della loro presenza. Il notaio Aragona all’inizio non dà molta importanza a quanto accade nella casa, convinto che si tratta in buona parte delle solite esagerazioni della sua assistente, ma con il passare delle ore comincia a credere anche lui che nella villa ci sia qualcosa di misterioso che si sta opponendo al suo lavoro.
Il libro è un thriller dalla trama costruita con ingegno e grande attenzione a tutti i particolari, con una tensione in continua crescita, con eventi misteriosi che si manifestano senza poterne dare una giustificazione razionale e ritrovamenti che lasciano intendere che qualcosa di terribile sia accaduto nella villa. Il mistero rimane fitto e solo alla fine tutto trova una spiegazione. Un libro ad alta tensione, quasi claustrofobico, dove il mondo razionale e irrazionale sembra scatenarsi contro il notaio e la sua assistente. Paola Barbato si conferma come una delle migliori interpreti del genere thriller italiano.

Londra anni Venti

Titolo: Londra anni Venti
Autore: Marco Varvello
Editore: Bompiani
 
Marco Varvello è il corrispondente dal Regno Unito della Rai, risiede a Londra ed è un osservatore attento ai cambiamenti che stanno avvenendo in questi anni. Gli anni Venti richiamati dal titolo del libro, non sono quelli del Novecento, ma quelli del ventunesimo secolo, contrassegnati da grandi turbolenze e cambiamenti politici e sociali di portata difficile da prevedere. Londra è sempre stata una città cosmopolita, in grado di attrarre persone e capitali da tutto il mondo, da sempre capace di anticipare mode e tendenze. Per descrivere i cambiamenti in corso, Varvello ha scritto una storia d’amore, tra le più improbabili che si possano immaginare. Lui, George, camionista, ex tassista, si ritrova ad essere coinvolto, suo malgrado, nel rapimento di un funzionario della dogana da parte di un gruppo di terroristi irlandesi. Figlio di genitori nordirlandesi immigrati, inseguito da sempre dal conflitto etnico-nazionalista nordirlandese. Lui è inglese, conservatore e sostenitore della Brexit. Lei, si chiama Allegra, è una giornalista del Sunday Times, ha studiato nei college per ricchi, conosce tante persone, segue la Brexit per ragioni professionali, intervistando i politici e le persone del popolo, proprio quelle che hanno votato per la Brexit. I due si incontrano, nasce una relazione resa possibile dalla clandestinità imposta dal Covid, quando non si potevano frequentare altre persone e loro si vedevano a casa di lui, lontano da tutti, in una intimità che consentiva loro di essere sé stessi senza i condizionamenti imposti dal proprio stato sociale. Ma al termine del lock down tutto torna alla normalità e allora le differenze sociali e ambientali impediranno a George ed Allegra di proseguire la loro storia d’amore, le differenze saranno troppo grandi, i condizionamenti del passato e del presente li allontaneranno per sempre.

Si vive bene in due

Titolo: Si vive bene in due
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
“Si vive bene in due” fu pubblicato nel 1943. Non è un giallo e neanche un noir, le atmosfere sono quelle classiche di Scerbanenco, con Milano che ancora deve iniziare il grande cambiamento postbellico e mostra gli evidenti disagi sociali delle classi meno abbienti.
Cesare Vairaghi è un giovane di 24 anni, impulsivo e poco maturo, che ha il sogno di aprire una libreria. Per realizzare il suo sogno ha bisogno di soldi, è convinto che sarà sufficiente fare un viaggio a Roma e chiedere un prestito ad uno zio. Il viaggio a Roma non darà il risultato sperato. La sua fidanzata Benedetta, d’accordo con il padre, gli concede la dote per l’acquisto della libreria per riuscire ad acquistare la tanto desiderata libreria. Cesare è circondato da donne che si interessano a lui. Infatti, oltre alla fidanzata, c’è Candida, una donna ricca, elegante e capricciosa, cliente della libreria, che fa di tutto per avvicinarlo, c’è Cristina, una amica di Benedetta, che lo aiuta in libreria. Pochi giorni prima del matrimonio tra Cesare e Benedetta, un tragico incidente cambia le loro vite per sempre.
Oltre a Cesare, le donne sono le protagoniste del romanzo, con le loro personalità e sensibilità, desideri e delusioni, ambizioni e paure. Candida è ricca e può fare quello che vuole, non ha bisogno di un marito per acquisire un ruolo nella società. Benedetta e Cristina sono giovani, belle, intelligenti, ma solo con un matrimonio potrebbero avere un ruolo sociale rispettabile, anche se subalterno a quello del marito. Altre protagoniste femminili partecipano a questa analisi della condizione della donna, tutte attratte da Cesare e dalla sua immatura irruenza.
Ogni protagonista si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, sogni e speranze, ma c’è il destino che è sempre in agguato, per rendere vani gli sforzi fatti per impiegare al meglio la propria vita e per riuscire ad interpretare i propri sentimenti.

Il sesto comandamento

Titolo: Il sesto comandamento
Autore: Anna Vera Sullam
Editore: SEM
 
Siamo a Venezia, nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata, le leggi razziali sono state introdotte dal regime fascista da due anni. La comunità ebrea è costretta ad una vita emarginata e piena di restrizioni. La Scuola Ebraica Superiore di Venezia si è insediata in un palazzo donatole dalla comunità veneziana, per consentire il libero svolgimento delle attività. Una delle docenti viene trovata cadavere all’interno della scuola, uccisa con un colpo alla testa inferto con un busto di Mussolini. La ricerca del colpevole parte dalla comunità ebraica, l’oggetto usato per uccidere è indice che l’assassino è un anti-mussoliniano, come solo gli ebrei possono esserlo in quel periodo in Italia.  Il vicequestore Gigli, interessato più alla carriera che alla ricerca della verità, individua nel pittore ebreo Elias Riftin, il colpevole ideale, anche grazie alla sua piena confessione. Il maresciallo Russo affianca il vicequestore nelle indagini e non ci vede chiaro nella confessione di Elias e continua le indagini per conto suo, alla ricerca della verità. Sarà merito suo se il vero colpevole sarà assicurato alla giustizia.
Il sesto comandamento è un giallo ben costruito, con una ambientazione affascinante e malinconica, molto adatta alle circostanze del periodo, che pone l’attenzione sul periodo storico e sulle difficoltà della comunità ebraica, molto ben documentate e descritte. Anna Vera Sullam, alla prima prova come giallista, mostra tutto il suo amore per Venezia e per la storia di quel periodo. Con questo libro vuole mantenere viva la memoria dei fatti di quel periodo, per non dimenticare quanto accadde in quegli anni, tra i più difficili per l’umanità.

Il castello di barbablu

Titolo: Il castello di Barbablu
Autore: Javier Cercas
Editore: Guanda
Traduzione: Bruno Arpaia
 
Dopo Terra Alta e Indipendenza, il Castello di Barbablù conclude la trilogia che Javier Cercas ha scritto con Melchor Marin protagonista. Marin è un uomo con un passato complicato, non ha mai conosciuto suo padre, la madre era una prostituta uccisa in circostanze mai chiarite, lui stesso fu arrestato per traffico di droga, scontò una pena in carcere dove conobbe la letteratura ed in particolare I Miserabili, per lui vera e propria guida di vita. Scontata la pena, riesce ad entrare in polizia, dove dimostra di avere un grande intuito come investigatore. Sua moglie viene uccisa per vendetta contro di lui in un incidente simulato.
In questo “Il castello di barbablu”, Marin ha lasciato la polizia per diventare bibliotecario a Gandesa, dove vive con sua figlia Cosette, con cui ha un rapporto complicato.
La ragazza scopre che il padre le ha mentito sulla morte della madre e questo rende la situazione tra i due esplosiva. Cosette approfitta di una vacanza a Maiorca per allontanarsi ancora di più dal padre, ma le cose non vanno bene per la ragazza che rimane coinvolta in una storia di abusi sessuali che coinvolgono un ricco e famoso uomo d’affari dell’isola.
Melchor prova a denunciare le violenze subite dalla figlia alla polizia locale, ma nulla può contro l’immobilismo frutto della corruzione della polizia dell’Isola. Melchor non può stare con le mani in mano e si organizza, indaga, cerca informazioni, fino a scoprire un possibile alleato per un piano che dovrebbe assicurare alla giustizia il colpevole delle violenze sessuali su sua figlia ed altre donne malcapitate.
Un libro che tratta i temi cari all’autore, dalla politica alla condizione sociale, alla incapacità del sistema giudiziario, alla corruzione, alla violenza sulle donne, all’antico dilemma se sia più giusto cercare giustizia o vendetta, scritto con attenzione e passione. Il temperamento del padre si scontra con la sensibilità e la delicatezza della figlia che non è come lui, solo azione e vendetta, che forse è più interessata alla giustizia, anche se questo implica tempi e modi diversi.

Omicidio per principianti

Titolo: Omicidio per principianti
Autore: Christian Frascella
Editore: Einaudi
 
Barriera di Milano è un quartiere della periferia torinese, uno dei tanti luoghi dove il degrado sociale dovuto all’impoverimento degli abitanti e i troppi immigrati che ci abitano, aumenta di giorno in giorno. Una bambina di sei anni viene rapita a scuola, è una compagna di classe della adorata nipotina di Contrera, l’investigatore privato più sfigato d’Italia. Polizia e Carabinieri non sanno da dove cominciare con le ricerche, mentre Contrera conosce bene il quartiere e dà il via alla sua indagine, dopo aver ricevuto l’incarico dalla mamma della bambina scomparsa.
Contrera continua a vivere a modo sua, a casa di sua sorella, con gli adorati nipoti e con il cognato che lo odia sempre di più, che lo vuole fuori di casa. Ma lui non sa dove andare, dopo il divorzio dalla moglie e il benservito come padre dalla figlia, scaricato anche dalla sua amante, dopo aver scoperto che la ex moglie era incinta e lui era il padre del nascituro.
Contrera va avanti, nonostante i fallimenti, i pochi soldi, continua a svolgere la professione di investigatore, sa di essere bravo e che prima o poi qualcosa accadrà, la sua fiducia nel futuro non cede, anzi è tale da dargli la forza di andare avanti. Ha promesso alla nipotina che ritroverà la sua amichetta e lo farà, a tutti i costi.
Il libro è una visita guidata attraverso il degrado della nostra società, stravolta dalla crisi economica e dall’assenza dello stato. Ma ci sono Contrera ed alcuni suoi amici, tutti messi male, che lavorano contro le tante ingiustizie, per difendere quartieri come Barriera, per renderli vivibili e rispettabili. Contrera è il paladino degli sconfitti, di coloro che hanno sbagliato e continuano a sbagliare, per coerenza con sé stessi e con la propria coscienza. Ma questa società, per niente meritocratica, si accanisce contro gli onesti, premiando i ruffiani e gli opportunisti. Per questo per i Contrera non c’è mai spazio per la gioia. Un ottimo Noir sociale.

La quarta profezia

Titolo: La quarta profezia
Autore: Glenn Cooper
Editore: Nord
Traduzione: Barbara Ronca
 
Una nuova avventura per Cal Donovan, il professore di Storia delle Religioni dell’Università di Harvard, amico del Papa Celestino VI, dal titolo “La quarta profezia”. Dieci giorni prima della cerimonia di canonizzazione di Suor Lucia, la pastorella che fu testimone dell’apparizione della Madonna a Fatima, insieme ai suoi due cugini, il Papa riceve una lettera anonima che gli chiede di dimettersi. Il Papa sente che la minaccia è molto concreta e chiama in Vaticano con estrema urgenza il suo amico Cal Donovan. Chi minaccia il Pontefice? Cosa c’entrano i misteri di Fatima e Suor Lucia? Inizia una avventura che vedrà il professore di Harvard girare per l’Europa alla ricerca degli indizi necessari per salvare il Papa e scoprire chi sta tramando contro di lui. Cal dovrà ricostruire gli ultimi anni di Suor Lucia, risalire alle persone che sono state in contatto con lei e scoprire chi ha ricevuto in regalo oggetti a lei appartenuti, per incastrare chi sta tramando un complotto contro Papa Celestino e le forze che si oppongono alla sua politica poco tradizionale e lontana dalle idee più conservatrici che aleggiano nella Curia.
Glenn Cooper ha trovato un personaggio come Cal Donovan, empatico ed affascinante, che ben si presta ad essere protagonista di trame che sono molto congeniali al suo stile di scrittura, quando c’è da mescolare le invenzioni della sua fantasia con fatti storici, su cui dimostra di essere ben documentato. Cooper è abile a trovare spunti di storia della religione cattolica che si prestano alla costruzione di trame misteriose in cui nemici della Chiesa sono all’opera per distruggerla oppure crearle grossi problemi. Cal Donovan è il personaggio perfetto per trasformarsi in una specie di agente segreto speciale al servizio di Sua Santità, affrontando rischi e pericoli per il bene del Pontefice e della Chiesa. E’pura finzione, ma qualche ora di relax è garantita. Per gli amanti del genere.

L’enigma della vacca intera

Titolo: L’enigma della vacca intera
Autori: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi
Editore: Giunti
 
La collaborazione tra il macellaio Dario Cecchini e il giornalista finanziario Alessandro Mauro Rossi prosegue con il secondo giallo ambientato a Panzano in Chianti, dal titolo “L’enigma della vacca intera”. Cecchini e Rossi continuano ad essere autori dei romanzi e protagonisti delle storie, secondo una formula ormai collaudata e di successo, come dimostrano i risultati ottenuti con “Il mistero della finocchiona a pedali”.
Tanti i personaggi, con i loro soprannomi, le abitudini paesane, il modo dissacrante e irriverente di vedere le cose tipico della toscanità più allegra e scanzonata.
La trama gialla inizia con la morte di Ettore, il cantiniere del Castello di Flacciano, trovato cadavere dentro un tino pieno di vino. Pochi giorni prima era morto, per cause naturali, alla soglia dei 100 anni, Arrigo, un vecchietto ospite della casa di riposo locale, grande amico di Ettore. Arrigo faceva parte dell’ordine dei templari e custodiva un segreto, ossia la formula per la preparazione di una specie di pozione magica, capace di garantire una vita lunghissima a coloro che lo bevessero. Il segreto era scritto su una pergamena che nessuno ha idea di dove possa essere custodita.
Le indagini sull’omicidio di Ettore sono affidare al maresciallo Sarra e all’appuntato Scoppelliti, aiutati in via semiclandestina da Cecchini e Rossi, investigatori dilettanti di indubbia efficacia.
La trama gialla è costruita con ingegno e la scrittura è ben calibrata rispetto ai contenuti. La parte divertente consiste nelle battute dei personaggi locali, pieni di umorismo paesano, schietto e spontaneo, oltre che nella naturale propensione, sempre dei locali, per le burle, diverse per ogni occasione ma sempre spassose. La trama comprende le avventure amorose di Ettore, alcune vicende finanziarie che riguardano il proprietario del Castello di Flacciano, le innumerevoli attività del Cecchini, la sua macelleria e i suoi ristoranti dove si mangia la ciccia, vera protagonista del libro insieme con le altre prelibatezze e bellezze ambientali del Chianti.

La casa sul fiume

Titolo: La casa sul fiume
Autore: Gianluca Arrighi
Editore: MEA
 
Agata Rubino aveva un amore grande, suo marito, ma una sera in un ristorante, uno sconosciuto ha aggredito l‘uomo, senza motivo, riducendolo in fin di vita. Agata sta ora spendendo la sua vita alla ricerca dell’aggressore, per mettere in atto la sua vendetta.
Biagio Martini è un affermato avvocato, vive in una villa sontuosa a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, il paese famoso per i racconti di Don Camillo e Peppone. L’infanzia di Biagio è stata segnata da un evento tragico in cui sono morti i suoi genitori e lui era presente quando i fatti sono accaduti. Biagio non ha dimenticato la terribile esperienza ed anche ora che è sposato con due figli, con una vita professionale di successo che gli garantisce benessere ed agiatezza, vive una vita instabile, segnata da paure, debolezze e continue cure ed aiuti dai medicinali.  Agata e Biagio non si conoscono ma si incontreranno, non per caso ma per l’ostinato volere di Agata. Ne seguirà una vicenda sconvolgente.
Un grande thriller, una trama originale che cattura fin dalla prima pagina, costruita con ingegno e precisione, una ambientazione efficace e multiforme, dal lusso dei ricevimenti mondani degli amici e colleghi di Biagio Martini, allo squallore della vita quotidiana di Agata Rubino, che si accontenta di quello che trova pur di avvicinare Biagio Martini per portare a compimento il suo piano personale. Gianluca Arrighi riesce a adattare il metodo narrativo alle varie vicende, riuscendo a variare il ritmo della scrittura in modo da tenere sempre alta la tensione del racconto. I capitoli sono brevi, con continui cambiamenti di scena, personaggi descritti con grande cura ed attenzione ai caratteri della personalità ed alle tipologie di disturbi e disagi che manifestano, dai traumi infantili alla incapacità di vivere con gli altri alla immaginazione di realtà inesistenti. Finale imprevedibile ed inquietante.

Obscuritas

Titolo: Obscuritas
Autore: David Lagercrantz
Editore: Marsilio
Traduzione: Laura Cangemi
 
Un noto professore di psicologia, grande esperto di tecniche di interrogatorio, Hans Rekke, viene ingaggiato dal capo della polizia di Stoccolma, per indagare sull’uccisione di un arbitro di calcio di origini afghane. Rekke è una persona ricca, di grande cultura, ottimo musicista, ma è anche fragile e dipendente dalle medicine. Lo psicologo dovrà collaborare con Micaela Vargas, una giovane poliziotta di origini e cultura molto diverse, che dovrà dare fondo a tutte le sue energie per collaborare in modo proficuo con il celebre professore.
La storia è ambientata nel 2003, Nello stesso periodo l’America stava invadendo l’Iraq mentre dal 2001 aveva invaso l’Afghanistan dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’omicidio dell’arbitro è avvenuto in circostanze mai chiarite a sufficienza. Responsabile dell’omicidio fu considerato Giuseppe Costa, padre di uno dei giocatori delle squadre in campo, ma lui ha sempre negato di averlo ucciso. L’indagine per l’omicidio dell’arbitro si allargherà verso direzioni inaspettate coinvolgendo la Cia e le operazioni in Afghanistan e i Talebani con la guerra che avevano dichiarato alla musica. Le indagini cambieranno continuamente direzione per scoprire la vera personalità dell’arbitro e le ragioni del suo omicidio.
Un libro interessante che racconta le vicende relative all’ascesa dei Talebani in Afghanistan ed alla loro visione del mondo in modo originale, pieno di dettagli inediti e da un punto di vista molto particolare. La musica e la teoria musicale hanno una grande importanza nella vicenda e la svolta delle indagini sarà consentita proprio dalla grande cultura musicale di Rekke che saprà cogliere dettagli quasi impercettibili ma determinanti per la soluzione del caso. Non c’è molta azione, come l’autore di aveva abituato con i libri della serie Millennium, ma c’è tanta analisi psicologica per una lettura comunque interessante.

Una giornata cominciata male

Titolo: Una giornata cominciata male

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

L’Aurelia è una strada pericolosa e molto trafficata. Federico Santini è un facoltoso imprenditore romano, sta vivendo un momento difficile con la ex moglie che sta facendo di tutto per rovinarlo. Sta andando all’Argentario dove lo aspetta la fidanzata del momento. Nonostante la forte pioggia, Santini sta correndo con il suo Suv imponente, non vede un ciclista e lo investe. Si ferma, vede che nessuno è stato testimone dell’incidente e decide di riprendere la corsa, lasciando il ciclista esanime sull’asfalto. Il giorno di Ferragosto Santini si sveglia in stato confusionale in una rimessa di barche. La sua amante è stata uccisa con diverse coltellate. Uno sconosciuto lo sta minacciando telefonicamente per l’incidente con il ciclista. Lui non ricorda nulla e non può fare altro che avvisare l’avvocato Gordiani, il suo legale di fiducia, che avrà il delicato compito di difendere un possibile duplice omicida.

“Una giornata cominciata male” ha una trama incalzante e coinvolgente, racconta la società italiana con i suoi difetti più evidenti e fastidiosi, dove alcuni si sentono più furbi degli altri, sempre pronti a trovare le scorciatoie, con i ricchi che credono di poter comprare tutto con i soldi, compresa l’assoluzione dai reati. Navarra ci mostra il funzionamento della giustizia in Italia, secondo le leggi e le procedure reali, senza le esagerazioni di origine americana che tanti romanzi e fiction televisive ci hanno raccontato. L’avvocato Gordiani diventa portavoce di tutti gli avvocati italiani, che vivono in continuazione il dilemma se sia più importante applicare la legge oppure fare giustizia. Una delle parti migliori del romanzo è la collaborazione tra l’avvocato Gordiani e il pubblico ministero Polara durante il processo a Santini. Entrambi cercano la verità per fare giustizia, non accontentandosi di applicare la legge. Michele Navarra si conferma grande autore di noir, dalla scrittura fluida e lineare, oltre che ottimo divulgatore dei principi della professione forense, dall’alto della sua esperienza di avvocato penalista di successo.

Io sono l’Indiano

Titolo: Io sono l’Indiano
Autore: Antonio Fusco
Editore: Rizzoli
 
Io sono l’Indiano segna il debutto di un nuovo personaggio di Antonio Fusco, l’ispettore Massimo Valeri, detto l’Indiano. Massimo è stato adottato da piccolo da una famiglia italiana, ha ereditato una barca in cui è costretto a vivere per contenere le spese, è uno spirito libero e difficile da imbrigliare nelle regole del suo lavoro, ma è un grande poliziotto, amante della verità.
Davanti al commissariato in cui lavora Massimo Valeri c’è una donna che sta manifestando da diversi giorni perché vuole sapere che fine ha fatto il suo compagno, sparito senza lasciare tracce. La presenza della donna non piace al commissario Tognozzi che incarica Valeri di indagare sulla sorte dell’uomo, per riuscire ad interrompere la protesta della donna. Valeri indaga a modo suo, affiancato dal collega Matteo Landini. L’uomo viene ritrovato vittima di un apparente incidente stradale, la donna continua la protesta perché ora vuole sapere chi è il colpevole della morte del suo fidanzato. L’indagine porterà Valeri ad indagare in molte direzioni, fino ad individuare la direzione giusta, che lo porterà a scoprire aspetti inediti delle onlus che dovrebbero aiutare gli immigrati e le attività dei politici che le supportano e finanziano.
Un libro che tocca tanti temi di attualità, dalle guerre in Africa ai viaggi dei disperati che lasciano i loro Paesi di nascita per tentare di raggiungere l’Europa, ai problemi di inserimento degli immigrati in società che non li vogliono, all’utilizzo improprio dei fondi destinati all’aiuto degli immigrati, alle cattive abitudini degli uomini politici e dei loro collaboratori. L’ispettore Massimo Valeri ha avuto un’infanzia non facile e conosce le sofferenze della discriminazione e dell’emarginazione sociale e riesce a fare il suo lavoro giudicando diversamente chi sbaglia da chi invece è un criminale incallito. Un personaggio empatico di cui di sicuro leggeremo altre storie.

Una lama nel bianco

Titolo: Una lama nel bianco

Autore: Fabio Rennani

Fabio Rennani, è un ingegnere che si dedica alla scrittura di gialli con passione ed energia, con una produttività sorprendente. Questo “Una lama nel bianco” è il suo quarto romanzo che ha come protagonista l’ormai ex ispettore Innocenti, che finalmente ha ottenuto la nomina a commissario.

Per festeggiare la promozione, Innocenti decide di trascorrere una vacanza in montagna, sulle Dolomiti, in compagnia della figlia, Alice. All’arrivo in albergo, Innocenti trova subito la prima sorpresa, ossia la presenza nell’hotel della ex moglie Anna. Seguiranno altre sorprese, tra cui un omicidio proprio nell’albergo che ospita il Commissario che si troverà suo malgrado coinvolto nelle indagini. Il cadavere ed i principali sospettati fanno parte di una famiglia benestante, romana, che è solita trascorrere in quell’albergo le vacanze. Sorprese e colpi di scena nello scenario incantato delle Dolomiti.

Un libro che segna un deciso salto di qualità nella scrittura di Fabio Rennani, capace di elaborare una trama più complessa ed articolata rispetto ai libri precedenti, con una ambientazione riuscita e intrigante. Il commissario Innocenti è un personaggio convincente, grazie alla sua normalità, alle sue incertezze sul piano sentimentale ed alle ottime intuizioni nelle indagini.

Il romanzo fornisce uno spaccato critico nei confronti di alcuni ambienti sociali della Capitale, in cui si bada esclusivamente all’immagine trascurando la sostanza, con riferimento a coloro che dietro la facciata di benessere e di opulenza familiare, nascondono in realtà situazioni che hanno molto poco di prestigioso e rispettabile. Una scrittura ironica e a tratti pungente. Qualche ora di meritato relax.

La settima luna

Titolo: La settima luna
Autore: Piergiorgio Pulixi
Editore: Rizzoli
 
Il ritrovamento di un cadavere ormai non fa più notizia. Ma se il cadavere è di una giovane ragazza, ritrovata con le mani legate dietro la schiena e con in testa una maschera bovina, la notizia è di quelle che lasciano senza parole.
Il vicequestore Vito Strega ha appena messo insieme una squadra d’eccellenza con le ispettrici Eva Croce e Mara Rais. L’ispettrice Clara Pontecorvo è la prima ad arrivare sul luogo del ritrovamento del cadavere della ragazza e si troverà a lavorare con la squadra di Strega. L’indagine parte senza indizi, si comincia dalla vita della povera ragazza, dal fidanzato, dai genitori e la loro attività lavorativa.
Ambientato solo in parte in Sardegna e principalmente in Lombardia, dalle parti di Pavia, ambientazione molto cupa, umida, arretrata e quasi disumana nelle descrizioni della vita rurale. La settima luna è un libro dalla trama complessa e avvincente che cattura il lettore fin dalle prime pagine. L’omicidio sembra seguire un rituale antico quanto violento, ma non c’è alcun nesso con le persone coinvolte nelle indagini, che sono tante ma senza un movente che possa giustificare un delitto così efferato. I capitoli sono brevi, le azioni si svolgono contemporaneamente in posti diversi, i continui cambi di scenario danno alla lettura in ritmo incalzante, cadenzato, quasi come quello dei brani musicali, soprattutto di musica blues, spesso richiamati nel testo. Gli investigatori sono tutti personaggi ben caratterizzati, di grande empatia, mentre i sospettati sono personaggi ambigui, che hanno molto da nascondere e da temere. Con le indagini e le avventure dei protagonisti, è ben raccontata la modalità con cui le cosche entrano nel tessuto economico di zone i cui abitanti sono per tradizione onesti e laboriosi, ma di fronte al bisogno di soldi, spesso si è costretti a fare scelte drammatiche e dolorose. Uno dei migliori thriller che ho letto nel 2022.

La carrozza della Santa

Titolo: La carrozza della Santa

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Sant’Agata è la patrona di Catania, a cui sono dedicati ogni anno tre giorni di festeggiamenti che sono conclusi da una sontuosa processione. La fine deli festeggiamenti doveva essere un giorno da ricordare per due studentesse spagnole che stavano concludendo l’Erasmus proprio a Catania e così fu, perché furono proprio loro a scoprire, in una delle carrozze usate per la sfilata, il cadavere di Vasco Nocera, un uomo di settant’anni ricco e molto conosciuto in città.

Le indagini sull’omicidio sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra di fedelissimi. Dietro la morte di Nocera si nascondono complicate vicende familiari e trovare il responsabile sarà tutt’altro che semplice. La trama criminale di questo romanzo “La carrozza della Santa” si intreccia con le vicende familiari di Vanina, con la sua passione per i film italiani di un tempo e per l’amore per la magnifica cucina siciliana. Le ambientazioni sono descritte per esaltare le bellezze architettoniche e naturali ma anche per evidenziare i mai risolti problemi del traffico e della pulizia. La storia tocca gli anni delle lotte partigiane al nazifascismo dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia per arricchire il racconto con importanti note storiche oltre a quelle sociali che comprendono anche l’influenza delle grandi organizzazioni criminali nella vita comune. Il libro è scritto con il solito linguaggio italo-siculo, con le contaminazioni del siciliano che sono di facile comprensione e sono particolarmente adatte per enfatizzare quello che i personaggi vogliono dire. Molti i riferimenti alla eterna sfida tra catanesi e palermitani che consentono ai non siciliani di capire qualcosa in più su questa disputa e sulla sua importanza culturale. Un romanzo che tratta temi importanti e drammatici con elegante simpatia per una lettura molto piacevole.

La feluca e la fiocina

Titolo: La feluca e la fiocina
Autore: Irene Caltabiano
Editore: Capponi
 
Torre Faro è un paesino posto sulla punta della Sicilia che si protende verso la Calabria. Qui gli uomini sono quasi tutti pescatori, che dedicano la propria vita alla pesca del pesce spada, usando piccole imbarcazioni, agili e veloci, le feluche, armati della fiocina e del proprio coraggio. La vita dei pescatori è dura, tanta fatica e pochi soldi, ma nessuno si lamenta, nessuno abbandona il proprio destino. Salvatore Greco è un ragazzino che non ama il pesce, non gli piace il suo odore, così come non piace la vita in Sicilia. Salvatore vede morire il padre Calogero, ucciso da un pesce spada gigantesco, la cui esistenza nel mare dello Stretto era una leggenda. La morte del padre segna il destino di Salvatore, che scopre il suo talento per la scrittura, lo alimenta e poi decide di lasciare la Sicilia per raggiungere il successo a Roma. Ma nonostante i suoi sforzi, non riesce a dimenticare la Sicilia, che lo richiamerà alle sue origini per sconfiggere i fantasmi che tormentano lui e la sua famiglia.
Una storia toccante e malinconica, il racconto di vite dure e povere, segnate da lutti e grandi dolori, incomprensioni familiari dovute alle diverse aspirazioni di generazioni che non riescono a dialogare. L’amore per il mare e il rispetto che gli uomini gli devono è un tema forte del libro che trova nel mare dello Stretto un grande protagonista, così come lo è il re dei pesci, il pesce spada, simbolo di forza e di coraggio. Così l’imbarcazione da pesca diventa viva, il re dei pesci dello Stretto ha anche una regina con cui divide la propria vita, la natura si mostra in tutta la sua bellezza disarmante ma anche con la sua potenza distruttrice. Irene ha scritto questo “La feluca e la fiocina” da siciliana innamorata delle proprie origini, producendo un romanzo intenso ed emozionante, descrivendo le ambientazioni ed i caratteri dei protagonisti, con grande sensibilità e romantica precisione.

E’ morto Abraham Yehoshua

Ci ha lasciato un grande scrittore, un grande uomo. Sognava un mondo in cui Ebrei, Arabi ed Europei potessero vivere in pace, nel rispetto reciproco. Non temeva di andare contro corrente, non aveva paura di manifestare le sue idee anche quando erano scomode. Amava l’Italia che considerava come la sua seconda patria. Amavo i suoi libri, ne cito uno per tutti, Ritorno dall’India. Riposa in pace Abraham. La tua parte l’hai fatta.

Capire la mafia

Titolo: Capire la mafia
Autore: Piernicola Silvis
Editore: Luiss
 
Piernicola Silvis è stato un importante dirigente della Polizia di Stato oltre che Questore di Foggia. Ha intrapreso una brillante carriera di scrittore, diventando ottimo autore di romanzi noir, come l’ultimo “La Pioggia”, pubblicato nel 2021.
Questa volta Silvis si cimenta in un saggio su un argomento che conosce molto bene, ossia la mafia, che ha combattuto come poliziotto ed ora ne tratta con competenza e chiarezza, con l’intento di spiegarla per dare ai comuni cittadini le nozioni per contrastarla con efficacia.
Il saggio ricostruisce le origini della mafia, riepiloga la storia, spiega l’evoluzione del modo di operare. Racconta le differenze tra mafia, camorra e n’drangheta, come sono nate le altre mafie del Lazio e del Veneto. La mafia per essere capita e combattuta deve essere considerata non solo negli atti criminali, ma soprattutto nella mentalità e nelle relazioni tra comportamenti mafiosi e azioni criminali vere e proprie. Il fenomeno viene descritto nella gerarchia, organizzazione, rituali, modi per affiliarsi, i momenti storici in cui sono avvenuti i grandi cambiamenti nelle organizzazioni mafiose. Mai come adesso le mafie sono diventate potenti e profittevoli e mai come adesso è necessario conoscerle per reagire, come cittadini votati alla legalità.

Funerale dopo Ustica

Titolo: Funerale dopo Ustica
Autore: Loriano Macchiavelli
Editore: SEM
 
La tragedia di Ustica rimane uno dei troppi misteri italiani rimasti irrisolti, una storia in cui in tanti hanno fatto pessime figure, a dimostrazione dell’importanza della posta in palio.
Questo “Funerale dopo Ustica” è stato pubblicato nel 1989 ed ora è stato riscritto dall’autore, per aggiornare la trama con i progressi fatti dalle indagini ufficiali. Il libro non rivela nulla che non sia noto, ma ricostruisce i fatti mescolando finzione e realtà, con un risultato di assoluto rilievo, grazie alle capacità narrative di Machiavelli ed alla trama di grande impatto. Una storia che racconta retroscena della vita italiana tra gli anni Settanta e Ottanta, tra spie, investigatori, servizi segreti, cospiratori, politici e avventurieri di vario tipo che condizionati e pilotati da mafiosi e poteri forti presunti e reali, avrebbero voluto cambiare il corso della storia italiana. Negli anni 80 parlare di terroristi rossi o neri, pronti a combattere per i propri ideali, pilotati o ingannati dalla mafia o da servizi segreti deviati e non, impegnati in manovre occulte destinate a far crollare lo Stato italiano, mirando addirittura a sopprimere il Capo dello Stato, non era affatto facile e raccontare quanto accaduto in un romanzo poteva sembrare una grande opera di finzione. Ai giorni d’oggi, tutto ci appare in una luce diversa e la realtà ha di gran lunga superato l’invenzione. Resta una trama avvincente, una sorprendente catena di collusioni tra criminali e uomini di Stato, con relazioni in tutta Europa, al servizio di forze che hanno solo lo scopo di destabilizzare gli Stati e piegare i Governi al volere dei criminali. L’epilogo che vede il DC 9 abbattuto su Ustica nella notte del 27 giugno 1980, è il risultato di una serie di circostanze che avrebbero dovuto colpire altri obiettivi. Ma le cose non andarono come previsto e l’aereo della Itavia fu il bersaglio sbagliato di una operazione di guerra aerea nei cieli italiani.

Senza dirci addio

Titolo: Senza dirci addio
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio
 
Dario Corbo torna come protagonista di “Senza dirci addio”, un romanzo noir ad alta tensione con una trama densa di avvenimenti ambientata nel mondo dell’arte con i loschi affari che si nascondono dietro attività apparentemente al di sopra di ogni sospetto. Dario ha abbandonato il suo incarico di cronista di nera per diventare responsabile della comunicazione della Fondazione artistica Beckford. Suo figlio Luca ha abbandonato l’attività di calciatore e sta affrontando il processo per il suo coinvolgimento non diretto in una violenza sessuale ai danni di una ragazza. La moglie di Dario, Giulia, resta uccisa un uno strano incidente stradale, investita da un pirata della strada in una zona poco abitata tra Prato e Firenze. Dario si ritrova a dividere gli impegni professionali con l’impegno personale di indagare sulla morte della moglie alla ricerca del misterioso killer stradale e per scoprire come mai Giulia si trovasse da sola in un posto così sperduto. Inizia un periodo difficilissimo per Dario, che oltre alla perdita della moglie, deve affrontare la sua datrice di lavoro e Maddajena Currè, curatrice di una galleria d’arte alleata con un famoso archeologo, Bruno Weber. Che ci sia qualcosa di losco dietro le attività della Currè sempre evidente, anche se non è facile scoprire in cosa consistano i traffici illeciti. Il luogo in cui Giulia è stata uccisa è nei pressi di una abitazione teatro in passato di alcuni fatti criminali ancora avvolti nel mistero per colpa di indagini frettolose e incomplete. Simi costruisce una trama complessa e piena di risvolti imprevedibili, mantenendo sempre il suo stile diretto ed efficace, usando la sua tagliente ironia per dissacrare certi personaggi e certi ambienti, di solito mostrati come esclusivi e raffinati, almeno come aspetto esteriore, che invece nascondono lati oscuri e poco edificanti.

Un aereo per Sara

Titolo: Un aereo per Sara
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Rizzoli
 
Un volo privato diretto ad Olbia precipita al largo delle isole pontine. Il pilota aveva comunicato al controllo aereo che entrambi i motori si erano fermati. A bordo un imprenditore, Pierfelice Ribaudo, ricco per le sue tante attività di successo e famoso per i suoi frequenti interventi per richiedere la massima libertà di intraprendere, la riduzione delle regole e dei controlli, per garantire il progresso economico e la creazione di nuovi posti di lavoro. L’indagine sull’aereo precipitato si orienta verso il sabotaggio per colpire l’imprenditore. L’ultima intervista a Ribaudo è stata fatta proprio mentre saliva sull’aereo ed è mandata a ripetizione dalle televisioni. Tra i molti spettatori dei notiziari c’è Andrea Catapano, ormai in pensione e quasi cieco, che lavorava con la squadra di Sara. Andrea è dotato di un udito straordinario e ascoltando l’ultima intervista di Ribaudo, sente, nel rumore di fondo, una voce che gli ricorda qualcosa delle sue passate indagini. Nel suo archivio personale ritrova una audiocassetta, che ricordava con precisione. La riascolta e i dubbi vengono cancellati e senza esitazioni telefona a Sara Morozzi e Teresa Pandolfi, le sue storiche e fidate colleghe ed amiche. Catapano aveva riconosciuto la voce di una donna collegata con alcuni grandi misteri di tangentopoli. Era questa donna il vero obiettivo del sabotaggio e Ribaudo una vittima incolpevole? L’ipotesi convince sia Catapano che Sara e Teresa, che iniziano una personale indagine per scoprire la verità sulla caduta dell’aereo.
Il personaggio di Sara è in continua evoluzione e con lei le storia create da De Giovanni, sempre più bravo a creare trame intriganti mescolate con le vicende umane dei protagonisti, sempre più intense e coinvolgenti. La squadra di vecchi amici ed ex colleghi non si ferma di fronte alle prime difficoltà e continua la ricerca della verità, ogni volta che per loro è possibile.

Un ritornello non fa primavera

Titolo: Un ritornello non fa primavera
Autore: Philippe Georget
Editore: edizioni e/o
Traduzione: Silvia Manfredo
 
Il territorio di Perpignan e dei Pirenei orientali, insieme alla limitrofa Aude, sono località con una storia importante per alcuni fatti legati alla Cristianità che hanno dato a loro volta origine a leggende di grande fascino ed impatto. Proprio a Perpignan è ambientato il libro “Un ritornello non fa primavera” di Philippe Georget. E’ venerdì santo, il giorno de la Sanch, la processione di rito catalano sulla passione di Cristo, tanto affascinante quanto misteriosa. Tanti i credenti ed i turisti lungo il percorso. Alcuni scoppi di mortaretti provocano il panico tra la folla ed i partecipanti al rito. Dopo aver riportato la calma, la Polizia scopre che uno dei partecipanti alla processione, è rimasto ucciso da una coltellata. La vittima è un maestro di pianoforte di nome Christian Aguilar. L’omicidio non è stato l’unico crimine commesso durante la processione, anche una gioielleria è stata rapinata. Il tenente Giles Sebag dirige le indagini sui due casi, che si presentano da subito privi di moventi particolari. L’omicidio e la rapina fanno parte di un unico piano? Il morto e il proprietario della gioielleria hanno qualche legame misterioso? C’è qualcosa che unisce i due crimini con l’Arciconfraternita di cui fanno parte i partecipanti alla processione?
Una storia affascinante che mescola antiche tradizioni con fatti dei giorni nostri, in una ambientazione particolare come quella di Perpignan, cittadina divisa tra le tradizioni francesi e quelle catalane, che deve anche fronteggiare flussi migratori importanti, con una situazione economica dell’intera area di crisi continua, con pesanti ripercussioni nella vita sociale.
Le indagini mostrano una catena di intrighi complicata, con la figura del cantautore Charles Trenet sullo sfondo della vicenda, per arricchire la trama e dare la possibilità all’autore di trattare temi di grande attualità.

Il caso Alaska Sanders

Titolo: Il caso Alaska Sanders
Autore: Joel Dicker
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra
 
Questo romanzo “Il caso Alaska Sanders” conclude la trilogia di Joel Dicker con protagonista lo scrittore investigatore Marcus Goldman, dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore”.
La vicenda ha inizio nel 1999, nella località di Mount Pleasant, una cittadina inesistente del New Hampshire, uno degli Stati americani più piccoli, al confine con il Canada. La cittadina rimane sconvolta dal ritrovamento del corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, sulla spiaggia di Grey Beach. I primi sospettati sono il fidanzato Walter e l’amico Eric. Le indagini sono condotte da Perry Gahalowood, il sergente già protagonista delle indagini per il caso Harry Quebert. La soluzione dell’omicidio arriverà in fretta e la vicenda rimarrà dimenticata per oltre 11 anni. Nel 2010 sarà proprio Marcus con il sergente Perry a riaprire il caso con nuove indagini che porteranno a risultati molto diversi e inaspettati.
Un romanzo con una trama complessa, intrecci tra passato e presente, citazioni ai romanzi precedenti di Marcus Goldman, colpi di scena, scoperte di nuovi indizi e informazioni che cambieranno completamente lo scenario investigativo delineato 11 anni prima. Si scopriranno aspetti dei protagonisti inediti, segreti, relazioni nascoste, rapporti familiari degenerati, amori inconfessabili, inganni, tradimenti. La trama evolve di continuo, le indagini sul passato portano sempre nuovi particolari su cui indagare e che portano a loro volta verso nuove scoperte che cambiano il corso delle indagini verso direzioni nuove e imprevedibili. Dicker è un grande architetto capace di progettare trame che si diramano in continuazione verso direzioni nuove, con i misteri ed i fantasmi del passato che influenzano il presente. C’è la possibilità per chi ne ha voglia di correggere gli errori del passato, per chi vuole veramente voltare pagina. Una lettura coinvolgente ed elettrizzante.

L’eleganza del killer

Titolo: L’eleganza del killer

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

L’eleganza del killer è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, della serie che Paolo Roversi ha dedicato al giornalista hacker Enrico Radeschi ed alle sue avventure in compagnia dei suoi amici, il Danese, mezzo criminale dalle frequentazioni pericolose ma affidabile e fedele e il vice questore della Sezione Mobile di Milano Loris Sebastiani, che lo sfrutta per le sue capacità informatiche e gli assicura notizie in anteprima per il portale MilanoNera, la creatura giornalistica che fa di Radeschi un giornalista a tutti gli effetti. A Milano agisce un killer spietato, che uccide e sparisce, i pochi testimoni che hanno visto qualcosa lo descrivono come una persona che veste in modo raffinato ed elegante. Le indagini degli omicidi porteranno ad un epilogo imprevedibile, con Enrico e il Danese coinvolti più che mai nelle vicende.

Lo stile di scrittura è il solito, lineare, diretto, scanzonato ed irriverente, che mostra il lato nascosto di Milano, che dietro l’eleganza delle vie della moda e l’opulenza dei locali notturni più famosi, nasconde i loschi e milionari affari che le bande criminali fanno con lo spaccio di droga, necessaria compagnia delle serate di chi non bada a spese alla ricerca dello sballo e di un divertimento effimero. Roversi con il Danese sono protagonisti di avventure che mettono in serio pericolo la loro incolumità, sia per quello che fanno che per le persone che frequenteranno. Le storie criminali si mescolano con le vicende private dei protagonisti, dalla vita lussuosa e libertina di Loris Sebastiani, a quella molto meno agiata di Radeschi, che si accontenta di quello che ha, delle passeggiate con il suo cane, sopportando una cugina invadente e un amico scomodo come il Danese. Enrico sta bene con quello che ha ed è questa sua normalità una delle chiavi del suo successo, oltre ovviamente alla sua vespa gialla.

Chiamo i miei fratelli

Titolo: Chiamo i miei fratelli
Autore: Jonas Hassen Khemiri
Editore: Einaudi
Traduzione: Katia De Marco
 
Una esplosione scuote il centro di Stoccolma. Un’auto piena di esplosivo è saltata in aria. Terrorismo, attentatore suicida, radio e TV ripetono queste parole come un mantra. Gli attentati fanno paura, tolgono sicurezza alle persone, TV e Radio alimentano la paura amplificando i fatti, rimandando in continuazione le immagini e le notizie. I sospetti vanno subito verso gli stranieri, gli immigrati, soprattutto se hanno la pelle più scura e un cognome straniero, difficile da pronunciare. Amor sta andando in centro per trovare un ricambio per la cugina, sente gli occhi di tutti addosso, non capisce bene cosa sta accadendo, non è più sicuro delle sue stesse azioni. Difficile distinguere la realtà da quello che la sua immaginazione sta inventando. Lui fa parte di quale parte, dei buoni o dei cattivi?
“Chiamo i miei fratelli” è scritto da un autore svedese dal cognome arabo, è un romanzo breve e coinvolgente, che tratta di un problema molto attuale, non solo nella penisola scandinava, ossia quello dei pregiudizi razziali e della difficoltà di inserimento degli stranieri anche in una società evoluta ed aperta come quella svedese. Racconta come la paura possa svolgere un ruolo determinante per condizionare la mente di una singola persona come Amor ma anche i comportamenti di una intera società. La scrittura è molto diretta, tra dialoghi al telefono e narrato, un mix originale e non privo di una certa attrattiva.

Le mogli hanno sempre ragione

Titolo: Le mogli hanno sempre ragione
Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
 
La festa di San Vito, patrono cittadino, a Polignano segna l’inizio dell’estate. E’ l’occasione per Matilde, la ex moglie di don Mimì Scagliusi, per inaugurare la nuova masseria con una grande festa. E’ il compleanno della nipotina Gaia, ma è anche l’occasione per mostrare il nuovo compagno, Pasqualino. Tutta la famiglia Scagliusi si reca alla festa, con altri invitati di spicco, compreso il parroco del paese. Il maresciallo Clemente ha rifiutato l’invito, per rimanere in paese e trascorrere la festa con gli altri compaesani. Ma il suo programma salterà, perché la serata nella masseria di Matilde sarà rovinata dal ritrovamento della colf peruviana, uccisa misteriosamente.  Il povero maresciallo dovrà cambiare i suoi programmi per presentarsi comunque alla masseria, suo malgrado.  Iniziano le indagini con gli interrogatori dei presenti, tutti possibili colpevoli, tutti presenti sulla scena del crimine. Gli interrogatori mostreranno le personalità degli invitati, pieni di sospetti e invidie e verranno allo scoperto tresche clandestine, tradimenti seriali o saltuari.
“Le mogli hanno sempre ragione” è il primo giallo di Luca Bianchini, scritto con il consueto stile ironico e brillante caratteristico dell’autore.  E’ un giallo che rende omaggio alle opere di Agatha Christie, con tutti i colpevoli convocati dal maresciallo per la conclusione dell’inchiesta. Il romanzo ci descrive tramite i personaggi, i caratteri tipici delle persone che abitano il Sud d’Italia, insieme alle bellezze naturali ed alla cucina, la cultura e le tradizioni tipiche del meridione. Una commedia tinta di giallo per una lettura di tutto relax.

Prato all’inglese

Titolo: Il prato all’inglese

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

La storia inizia in Costa Azzurra, nella nota località di Juan-les-Pins, non lontano dell’esclusivo Cap d’Antibes. Jean-Marie Valaise sta trascorrendo le vacanze al mare, da solo, perché pochi giorni prima della partenza ha litigato con la fidanzata e spera di dimenticare la delusione sentimentale tra le spiagge ed i ristoranti della costa francese. Jean-Marie incontra per caso una giovane inglese, Marjorie Faulks, una bellezza poco appariscente e molto discreta. L’incontro tra i due sembra del tutto casuale, come il secondo, quando i due si incontrano al casinò di Juan-les-Pins. La donna sta per lasciare la Francia per tornare in Inghilterra e lascia un messaggio a Jean-Marie in cui gli indica dove andrà e gli chiede di raggiungerla. Jean-Marie si è perdutamente innamorato della donna, sono bastati quei pochi incontri e qualche promessa per renderlo capace di qualsiasi cosa pur di proseguire la frequentazione della giovane inglese. Jean-Maire andrà ad Edimburgo per rivedere Marjorie. Ma le cose andranno in modo imprevedibile per Jean-Maire che invece che in una storia d’amore si troverà al centro di un complotto diabolico ordito contro di lui.

Il romanzo è in perfetto stile Frédéric Dard, i personaggi sono pochi e la storia ruota attorno alla loro psicologia. Il protagonista si trova in una condizione di particolare debolezza, per via della fine della relazione con la sua fidanzata e per il desiderio di trovare una storia d’amore travolgente con una donna affascinante per cui perdere la testa. Il tema del destino avverso è la struttura portante del romanzo, che sembra avere Jean-Maria la vittima predestinata, ma ci sarà un colpo di scena che sbaraglierà le carte in campo in modo imprevedibile.

Città in fiamme

Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Winslow
Editore: HarperCollins
Traduzione: Alfredo Colitto
 
Don Winslow ha ambientato questo suo ultimo romanzo “Città in fiamme” nel Rhode Island, New England, un luogo pieno di immigrati provenienti dall’Italia e dall’Irlanda, che lui conosce bene perché è qui che è nato e cresciuto. Gli immigrati arrivavano a Providence per trovare un lavoro nelle fabbriche o nei porti. La storia è ambientata negli anni Ottanta e racconta le guerre per il controllo delle attività commerciali, tutte in mano al racket, che insieme ai sindacati assicuravano l’ordine pubblico. Il racket era diviso tra irlandesi, i mangiapatate e gli italiani, i mangia spaghetti. Le nuove generazioni ruppero i taciti accordi che erano stati presi dai vecchi, che non riuscirono più a controllare le ambizioni dei giovani e allora scoppiò la guerra tra i clan. Il racconto celebra in qualche modo i leader capaci di assumere posizioni mediate, per evitare guerre sanguinarie, al contrario dei nuovi capi, giovani ed aggressivi, prepotenti, incuranti delle conseguenze del loro agire. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna introdotta da brani dell’Eneide, un modo per ricordare al lettore il valore di quanto viene narrato, per dare la giusta valenza alle cose del passato che aiutano a costruire il futuro. Winslow ha una scrittura scarna, scorrevole, non si perde in lunghe descrizioni, costruisce trame appassionanti, piene di spunti di interesse. I dialoghi sono diretti, reali, senza fronzoli, cattivi e duri, come si addice al linguaggio dei malavitosi. Non c’è retorica o falso moralismo, si racconta la vita, dura e violenta, di gente che sa che ogni giorno è buono per morire.

Dimmi cosa vedi tu da li

Titolo: Dimmi cosa vedi tu da lì
Autore: Guido Maria Brera
Editore: Solferino
 
Un libro a metà tra romanzo e saggio, scritto da un autore che viene dalla finanza moderna, quella aggressiva e sempre pronta a sbranare le sue vittime, che racconta il suo percorso formativo, dalle aule universitarie della Università la Sapienza di Roma alle attuali attività lavorative. Il percorso personale è affiancato alla storia d’Italia, dal terrorismo alle crisi economiche, dai tanti momenti difficili alle speranze per un futuro migliore che sembra sempre tardare. C’è spazio per una critica pesante alle teorie liberiste, alla globalizzazione, all’incerto futuro legato alla loro applicazione senza correttivi, alla speranza legata alla riscoperta delle teorie di Keynes. C’è anche la figura di Federico Caffè che funge da compagno di avventura, con il mistero della sua scomparsa e l’attualità del suo pensiero economico. Un libro scritto in modo brillante, chiaro e responsabile, in grado di spiegare ai lettori i limiti ed i pericoli che stiamo correndo se non supereremo la fase attuale senza passare ai rimedi. Lo scenario disegnato è quello di una guerra che si sta combattendo, tra chi vuole la massima libertà e chi invece vuole controllare l’economia. Ci sono anche riflessioni sui cambiamenti di orientamento dovuti al Covid 19 che ci ha mostrato l’importanza del welfare, i cui tagli sono così cari ai liberisti, che vedono le spese per il bene comune come la sabbia nelle lenzuola. Il pregio del libro è quello di raccontare un sistema economico che non ha saputo mantenere le promesse e che ha provocato il taglio dei diritti dei lavoratori, in cambio di vantaggi inutili quali prodotti a basso costo di pessima qualità, tutto a discapito dell’ambiente, ridotto a discarica.

Tutto per i bambini


Titolo: Tutto per i bambini
Autore: Delphine De Vigan
Editore: Einaudi
Traduzione: Margherita Botto
 
Mélanie è una ragazza affascinata dalla TV e dai reality show, vorrebbe essere famosa ed acclamata dal pubblico. Prova a partecipare a qualche selezione, viene scelta per un reality ma l’avventura finisce presto, senza nessuna soddisfazione, anzi con tanta delusione. La vita prosegue e Mélanie trova marito, mette al mondo due splendidi bambini, Sammy e Kimmy. La sua voglia di celebrità la porta a fondare un canale su Youtube in cui pubblica i video con protagonisti i suoi bambini, diventando una formidabile macchina da pubblicità. Mélanie diventa famosa insieme ai suoi bambini, hanno milioni di follower, le aziende fanno la fila per pubblicizzare i loro prodotti e la famiglia guadagna milioni di euro, grazie ai follower ed ai loro like. Tutto sembra andare per il meglio per Mélanie e la sua famiglia quando un giorno la piccola Kimmy sparisce mentre era in cortile a giocare con il fratello Sammy. Dopo giorni di incertezza, una busta viene recapitata a Mélanie, con la prova che la bambina è stata rapita e con le istruzioni da seguire per riaverla viva. Clara è la giovane poliziotta che deve indagare sul rapimento, è una donna sensibile ed attenta, a cui non piace mostrarsi in pubblico, l’esatto opposto di Mélanie. Clara sarà costretta a visionare i video di Mélanie e dei suoi bambini, per capire, per trovare un indizio che possa riportare Kimmy a casa. Quel mondo dorato che appariva nei filmati non esiste e verranno allo scoperto i problemi dei bambini, sfruttati e stressati dalla insaziabile voglia di apparire della mamma.
La storia raccontata in Tutto per i bambini, ultimo romanzo di Delphine De Vigan, affronta temi tipici del tempo contemporaneo, dai reality in TV ai social media, alle attività degli influencer alla esposizione dei minori sui social per ottenere dei guadagni.
Delphine De Vigan ha molto a cuore i rapporti familiari e la vita vissuta in famiglia, con i problemi e le tensioni che spesso nascono da situazioni reali e del tutto comuni. In questo caso sono presi di mira i social network e il meccanismo perverso delle visualizzazioni e dei facili guadagni derivanti dagli incassi pubblicitari. Social Media creatori di ricchezze e fama effimera che possono provocare danni incalcolabili e duraturi nel tempo, con i bambini vittime inconsapevoli delle ambizioni dei genitori.

Il tessitore

Titolo: Il tessitore

Autore: Cristina Rava

Editore: Rizzoli

Il tessitore è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, di Cristina Rava, con il commissario Rebaudengo e il medico legale Ardelia Spinola come protagonisti. Una storia complessa ambientata tra Langhe e Liguria, con le indagini su un omicidio misterioso di una donna giovane e bella che si mescolano con quelle legate ad una setta politica che sta operando in alcune zone del Piemonte. Il cadavere della donna è stato ritrovato nel furgone di un idraulico, che risulterà del tutto estraneo alla vicenda criminale. Dall’autopsia sembra che la donna sia morta per una caduta accidentale, ma ci sono dei segni di strangolamento che rendono ancora più misteriosa la sua morte. Un conoscente della Spinola le racconta di aver commesso un gesto folle e disperato, ossia occultare il cadavere di una donna su un furgone di uno sconosciuto, ma lui spergiura di non avere nulla a che vedere con l’omicidio. Le trame delittuose sono stemperate dalle descrizioni dei paesaggi e dai riferimenti al cibo ed al vino, che costituiscono una simpatica cornice di piacevolezza.

La relazione tra il commissario Rebaudengo e la l’amica Ardelia costituisce la struttura portante del romanzo, con i due grandi amici, ormai interessati solo ai rapporti intellettuali senza alcuna attrazione fisica. Entrambi sono interessati alla scoperta della verità a cui si dedicano con le loro capacità deduttive, del tutto fuori dal comune. Alcuni riferimenti letterari all’opera di Luigi Pirandello aumentano l’interesse della storia, insieme a quelli politici e gastronomici, per una lettura interessante e piacevole.

La casa sul promontorio

Titolo: La casa sul promontorio

Autore: Romano De Marco

Editore: Salani

La Casa sul promontorio è l’ultimo romanzo di Romano De Marco, che ha come protagonista Mattia Lanza, uno scrittore di successo, autore di thriller molto amato dal pubblico italiano che vende moltissimo anche all’estero. Lo scrittore ha vissuto una tragedia familiare degna di uno dei suoi libri. Sua moglie ed i due figli furono uccisi a coltellate. Lanza fu il principale imputato della strage ma uscì assolto dal processo. A due anni dalla strage, lo scrittore decide di interrompere la solitudine in cui si era chiuso, per dedicarsi di nuovo alla scrittura. Per tentare il ritorno alla vita, Mattia affitta una villa su un promontorio nei pressi di Ortona, un posto isolato con un giardino a strapiombo sul mare, aiutato dalla sua agente Giulia. Il soggiorno nella villa sembra non fare effetto a Mattia che continua la sua vita agitata senza alcuna ispirazione per la scrittura. Ma accade una cosa che cambia completamente la vita di Mattia. La sua vicina di casa, Eva, una donna bellissima ed affascinante, bussa alla porta, chiedendo alcuni attrezzi. Tra i due scatta subito la passione, la vita torna a sorridere e Mattia comincia a scrivere con una vena creativa inedita. Ma c’è qualcosa che non va, occhi misteriosi spiano la coppia, una presenza inquietante si aggira attorno al promontorio. Mattia sta scrivendo il suo nuovo romanzo, molto autobiografico e forse sta confondendo la realtà con la finzione? Eva è sincera o nasconde qualcosa? Ha un piano che prevede di sedurre Mattia?

Il romanzo cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, i protagonisti sono affascinanti e le ambientazioni descritte alla perfezione. Una trama complessa dove molte cose sono diverse da come sembrano, con eventi del passato che si mescolano al presente e la realtà e la finzione letteraria di Matteo si mescolano per creare una storia imprevedibile e sorprendente fino all’ultima riga.

L’esattore

Titolo: L’esattore
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Il commissario Charitos e la sua squadra continuano a lavorare con impegno nonostante i tagli alle spese della sezione omicidi. Un famoso medico viene ucciso ad Atene, avvelenato con il curaro e ritrovato nel cimitero del Ceramico, appena fuori Atene. L’uomo era un facoltoso medico chirurgo, famoso per la sua bravura, con una clientela ricca. Una email trovata su internet rivendica l’omicidio. Un uomo che si definisce l’esattore, accusa il medico di essere un evasore fiscale, gli intima di pagare duecentocinquantamila euro all’erario, altrimenti sarebbe stato condannato a morte. Il medico non ha pagato e l’esattore ha eseguito la sentenza di morte. Il giorno dopo viene trovata una seconda vittima dell’esattore, anche in questo caso un evasore fiscale, ucciso con la cicuta, stessa lettera di minaccia con riferimenti alle tasse non pagate, la minaccia di morte puntualmente trasformata in esecuzione. Le lettere dell’esattore sono molte e molti destinatari cominciano a pagare le tasse arretrate, per paura della sentenza di morte dell’esattore, che comincia ad avere un certo sostegno dell’opinione pubblica. Le indagini sono difficili, è un mistero come l’esattore riesca a trovare le informazioni sugli evasori. La vita privata del commissario scorre parallela alle indagini e la sua famiglia, seppur unita e solidale, sta attraversando una certa crisi dovuta al desiderio di sua figlia di lasciare la Grecia per cercare lavoro all’estero. Maskaris tramite le vicende del commissario Charitos, racconta la Grecia, la sua grande crisi finanziaria e le ripercussioni sulle vite delle famiglie. La scrittura è lineare e scorrevole, le critiche all’Europa delle Banche e della Finanza sono piuttosto esplicite, la situazione sociale viene descritta con realismo e qualche rimprovero per l’indole poco previdente dei greci, soprattutto della classe politica. Un libro piacevole ed interessante.

Una cosa da nascondere

Titolo: Una cosa da nascondere
Autore: Elizabeth George
Editore: Longanesi
Traduzione: Sara Crimi e Laura Tasso
 
Storia ambientata a Londra, città multiculturale per antonomasia. Teo, una agente della polizia, nigeriana di nascita, viene ritrovata morta a casa. Sembra un incidente, in realtà è stata uccisa da un colpo alla testa. Teo stava indagando sotto copertura su pratiche illecite molto diffuse nella comunità nigeriana. Il sovraintendente Thomas Lyndley, con Barbara Havers e Winston Nkata saranno impegnati in una indagine difficile che li porterà a conoscere una comunità apparentemente pacifica ed integrata nella società inglese, che invece continua a rispettare tradizioni brutali e violente come la infibulazione delle giovani adolescenti che dopo “l’operazione” acquistano maggior valore nel mercato delle mogli.
Una storia che mette allo scoperto pratiche brutali e criminali, tuttora molto diffuse, imposta dai padri, violenti e retrogradi, non sufficientemente contrastata dalle madri, con le ragazze adolescenti vittime di una violenza che segna per sempre la loro vita. Tali pratiche non sarebbero possibili in Europa se non ci fossero medici disponibili per soldi a praticare le operazioni, proibite da tutte le leggi, ma richieste da genitori senza scrupoli disposti a pagare cifre ingenti pur di rispettare tale tradizione aberrante.
Le indagini sulla morte di Teo, si intrecciano con le vicende della famiglia Bankole, con Abeo padre violento e brutale, che vuole imporre a tutti i costi le sue idee retrograde alla moglie Monifa, al figlio Tani e la figlia Simi. Le storie si intrecciano dando vita ad una trama complessa ed articolata, che ha il merito di portare alla ribalta un argomento attuale e di grande importanza. “Una cosa da nascondere” ci racconta la brutalità delle tradizioni retaggio di culture retrograde, ma anche il grande lavoro fatto da donne coraggiose e intraprendenti che si battono per salvare le giovani dai propri genitori. L’aspetto sociale è decisamente prevalente sulla storia gialla.