La mia bottiglia per l’oceano

Titolo: La mia bottiglia per l’oceano

Autore: Michel Bussi

Editore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Ambientazione esotica ed affascinante, l’isola di Hiva Oa è stata il luogo che ispirò il pittore Paul Gauguin ed il cantante Jacques Brel, entrambi sepolti su questa isola della Polinesia Francese.

Su questo piccolo territorio, splendido e sperduto, viene organizzato un laboratorio di scrittura, tenuto dal famoso e acclamato romanziere Pierre Yves François, riservato ai vincitori di una selezione di aspiranti scrittori. Il concorso viene vinto da cinque donne, molto diverse tra loro per età, estrazione sociale, formazione ed attività professionale, ma tutte con un unico sogno, ossia diventare scrittrici. Il corso di scrittura inizia subito con la sparizione del docente, con le aspiranti scrittrici coinvolte nelle ricerche. Subito dopo la partecipante più anziana viene ritrovata uccisa nel suo letto. A questo punto i concorrenti rimasti hanno la certezza che tra di loro c’è un assassino. Il paradiso tropicale piano piano si trasforma in un luogo ostile e misterioso, dove sia gli ospiti che la natura sembrano far parte di un piano tanto diabolico quanto misterioso.

Michel Bussi ci ha abituato a romanzi geniali, in cui è riuscito a sorprendere il lettore con invenzioni imprevedibili, trame complesse frutto di una creatività fuori dal comune.

Anche in questo libro l’autore si diverte a portare fuori strada il lettore, con indizi falsi e con interpretazioni della trama diverse per i vari personaggi.  Ci sono tutti gli ingredienti che hanno portato al successo i libri precedenti, ma questa volta la storia manca di mordente, di quel guizzo che l’avrebbe potuta rendere imperdibile. Non mi aspetto da un creativo come Bussi l’ennesimo tributo ad Agatha Christie, oppure la celebrazione delle ambizioni degli scrittori che vogliono solo il successo. Mi aspetto il genio, la fantasia, l’imprevedibile creatività, che qui non ho trovato come mi sarebbe piaciuto. 

La setta

Titolo: La setta

Autore: Camila Lackberg / Henrik Fexeus

Editore: Marsilio

Traduzione: Laura Cangemi

Prosegue il viaggio nella magia applicata alle indagini con il secondo romanzo scritto da Camila Lackberg con il mentalista Henrick Fexeus, dal titolo “La setta”. Il titolo anticipa il tema principale del libro, ossia il pericolo che le sette rappresentano e della grande facilità con cui riescono a manipolare le menti dei loro adepti.

La storia ha inizio con il rapimento di un bambino da una scuola materna di Stoccolma. Le indagini sono affidate a Mina Dabiri che vuole nella sua squadra Vincent Walder, il famoso mentalista con cui aveva già lavorato. Vincent si accorge subito che la sparizione del bambino ha dei punti in comune con altre sparizioni di bambini. Gli indizi portano a credere che si tratta di un rapimento che segue una specie di rituale il cui epilogo non promette nulla di buono.

Mina e Vincent costituiscono una coppia di investigatori inedita e ben assortita, particolarmente adatta alle trame complesse elaborate dagli autori. Sia Mina che Vincent hanno storie familiari complicate, eventi del passato avvolti nel mistero, sono menti brillanti, capaci di grandi intuizioni, con qualche limite personale ed una certa fragilità caratteriale. Mina con la sua ossessione per la pulizia e l’igiene, Vincent con l’ossessione per la numerologia, che tende ad applicare a qualsiasi cosa gli passi per la testa.

La storia ha trama complessa, ben costruita, in cui c’è spazio per approfondire le personalità dei protagonisti e per raccontare la vita quotidiana in Svezia, dove i dissapori tra coniugi e figli sono molto più frequenti e forti di quanto si possa immaginare, così come per le critiche al comportamento dei politici, pronti a cavalcare i problemi della gente solo per accaparrare voti, senza mai trasformare le promesse in vere iniziative. Un thriller ben costruito e interessante, con riferimenti matematici, al gioco degli scacchi ed anche alla filosofia, per una lettura stimolante.

Angélique

Titolo: Angélique

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Il libro ha inizio in una sala di ospedale. Mathias Taillefer è ricoverato in ospedale dopo un infarto. Si sveglia ed al suo fianco una ragazza sta suonando il violoncello. Lei si chiama Louise Collange e lavora per una associazione che con la musica prova ad alleviare le sofferenze dei malati. Lui non gradisce la musica e la compagnia, ma la ragazza insiste e non demorde anche se Mathias è molto scortese. La ragazza scopre che Mathias è un ex poliziotto e gli chiede di aiutarla ad indagare sulla morte della madre, una famosa ex ballerina morta in circostanza misteriose. Mathias non ha alcuna intenzione di assecondare la richiesta, ma alla fine si lascia coinvolgere ed accetta la richiesta della ragazza.

Inizia così l’ultimo romanzo di Guillaume Musso, scrittore francese nato ad Antibes nel 1974, autore di libri thriller originali in cui l’autore si diverte ad ingannare il lettore, con uno stile di scrittura molto scorrevole ed empatico.

Un continuo cambio di prospettiva, personaggi che non sono mai quello che sembrano, un poliziotto che non si capisce se è un buono o cosa, la suonatrice di violoncello, la ballerina che sta invecchiando, una infermiera, un artista rampollo di una ricca e potente famiglia italiana. Una storia che mescola vicende e personaggi molto diversi tra loro, uniti da una trama complessa e ben raccontata, dove tutto alla fine troverà una spiegazione. Una lettura incalzante, imprevedibile, piena di misteri e di suspence, gli eventi si susseguono senza un attimo di respiro, mescolando sentimenti, solitudini, ambizioni, voglia di sconfiggere un destino avverso, intrighi familiari, nelle varie sfumature di personaggi molto diversi tra loro. Un buon modo per riempire qualche ora di relax, per gli appassionati del genere.

La casa delle luci

Titolo: La casa delle luci

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Terzo romanzo con l’ipnotista dei bambini Pietro Gerber come protagonista. Pietro sta vivendo un momento difficile, la sua reputazione è in declino e lui si sta lasciando andare sempre più. Un giorno Maja Salo, finlandese, che lavora come ragazza alla pari nella villa di una facoltosa famiglia, si presenta nel suo studio chiedendogli di occuparsi di una bambina, Eva, che vive chiusa nella casa dei genitori, senza mai uscire, comunicando quotidianamente con un bambino immaginario, senza volto e senza nome. Pietro all’inizio rifiuta l’incarico, poi capendo che in qualche modo la vicenda di Eva è legata a fatti che riguardano la sua infanzia, accetta di incontrare la bambina, recandosi nella villa. Inizia per Pietro Gerber una nuova avventura, che lo porterà indietro di anni, quando da bambino visse alcune vicende tuttora indimenticate.

Se Pietro Gerber ipnotizza i bambini a scopo terapeutico, Donato Carrisi continua ad ipnotizzare i suoi lettori, coinvolgendoli nelle avventure narrate nei suoi libri, catturando l’attenzione con la sua scrittura magnetica. Questa volta la trama è meno contorta di altri libri, la storia si svolge in modo lineare, su due piani temporali ben distinti, non solo come periodo ma anche come ubicazione dei luoghi. L’infanzia di Pietro, i fatti accaduti e la relazione con il padre, vengono analizzati e rivissuti, per trovare finalmente il modo per chiudere vicende dolorose. Carrisi riesce come pochi a visitare il profondo dell’animo umano, le sue zone più oscure, costruendo trame affascinanti e misteriose, con fatti che apparentemente sono di difficile spiegazione, che portano spesso a credere che stia accadendo qualcosa ai limiti del paranormale, per poi invece trovare una spiegazione razionale e credibile. Una lettura piacevole, forse meno estrema di altri libri dell’autore, ma che vede Pietro Gerber risollevarsi e ritrovarsi proprio grazie alle conseguenze del caso di Eva.

I ragazzi del massacro

Titolo: I ragazzi del massacro

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

L’insegnante di una scuola serale frequentata da ragazzi difficili, la giovane Matilde Crescenzaghi, viene seviziata e uccisa dai suoi studenti con una violenza inaudita. La sua classe era composta da ragazzi con età compresa tra 13 e vent’anni. Matilde era una ragazza della piccola borghesia, fragile e gentile, forse inadatta a contenere quella masnada di belve, ma nessuno poteva immaginare un epilogo così agghiacciante. I ragazzi della classe vengono subito arrestati e condotti al commissariato. Gli studenti cominciano ad accusarsi a vicenda, senza che nessuno fornisca elementi utili per le indagini. Il commissario Duca Lamberti dovrà sforzarsi per non lasciarsi andare contro quel gruppo di giovani, per niente pentiti, preoccupati solo di non passare per spie. Messa da parte la repulsione che provava per quei disperati, Lamberti riuscirà a risolvere il caso grazie al suo metodo investigativo basato sull’umanità e sullo studio delle personalità dei sospettati.

I ragazzi del massacro è un romanzo in cui la scrittura di Scerbanenco risulta più efficace che mai, raccontando fatti violenti e crudeli con la solita misura, lasciando che le parole facciano immaginare al lettore quello che non è stato scritto. Un libro che racconta la violenza che nasce dalla povertà, materiale e di sentimenti, di persone che non hanno speranza di vivere un futuro migliore, per una specie di tara che li condanna, sia per la nascita sfortunata, che per la mancanza di ideali e di obiettivi. L’assenza di speranza caratterizza questo romanzo, ambientato a Milano, città che mostra il suo fascino delle zone centrali ma anche il suo lato oscuro, con le periferie sempre più segnate dal degrado sociale. Un libro che anticipa il futuro, ora diventato il nostro presente, di una società dai forti squilibri sociali, in cui gesti violenti e insensati sono sempre più comuni. Aveva ragione Scerbanenco ad essere pessimista.

Le notti della peste

Titolo: Le notti della peste

Autore: Orhan Pamuk

Editore: Einaudi

Traduzione: Barbara La Rosa Salim

Le notti della peste è l’ultima opera di Orhan Pamuk. La storia si svolge a partire dal 1901 sull’isola immaginaria di Minger, che l’autore ha posizionato tra Creda e Rodi. L’impero ottomano era ormai al suo tramonto e sull’isola scoppiò una epidemia di peste. Il sultano dell’epoca inviò sull’isola di Minger un suo fiduciario, il farmacista Bonkowki Pasha, con il compito di verificare la gravità della situazione. Il farmacista venne ucciso dopo pochi giorni in circostanze misteriose. Fu omicidio o suicidio? La situazione politica cambiò improvvisamente così come quella sanitaria con la peste che dilagò inarrestabile. Fu l’inizio di una lunga battaglia contro la pandemia che risvegliò negli abitanti di Minger nazionalismi mai sopiti e rivendicazioni indipendentiste.

Il libro è un misto tra una ricostruzione storica ed un romanzo, con l’autore che tratta temi per lui importanti come l’amore, il ruolo politico dell’Islam, il confronto tra le diverse classi sociali. Il libro usa la ricostruzione storica del passato come metafora dei tempi moderni, con le similitudini tra la peste del 1901 e quella recente, con le immancabili polemiche sociali e politiche come reazione alle misure di contenimento della malattia, ritenute ora come allora troppo restrittive e liberticide, oltre che inutili dal punto di vista medico. La storia viene usata come monito contro i rischi delle politiche nazionalistiche.

La scrittura di Pamuk è accurata, dettagliata, gli eventi sono raccontati con dovizia di particolari, senza nessuna fretta, senza preoccuparsi del ritmo lento del racconto, per dire tutto quello che ritiene importante. Per questo libro Orahn Pamuk è stato denunciato e la Procura della repubblica di Izmir ha aperto una inchiesta contro di lui per i presunti riferimenti critici all’operato del fondatore della Patria turca. Per il momento non si hanno notizie di provvedimenti contro lo scrittore.

Il male che gli uomini fanno

Titolo: Il male che gli uomini fanno

Autore: Sandrone Dazieri

Editore: HarperCollins

Trent’anni fa, Cremona fu sconvolta da una serie di omicidi di ragazze. Un innocente fu condannato e morì in un incendio sospetto. Il vero colpevole rimase a piede libero e secondo alcune voci fu coperto da persone potenti e intoccabili. La macchina delle indagini fu condizionata nel suo funzionamento da corruzione e ricatti, che all’epoca erano molto diffusi tra poliziotti e giudici.

Ai giorni nostri, una ragazzina, Amala, viene rapita al ritorno da scuola. Non è la sola ragazza scomparsa nella zona. Il timore che il mostro di trent’anni fa sia tornato in azione è enorme, anche se le versioni ufficiali dicono che il vero killer sia morto da tempo. La zia della ragazzina rapita, Francesca, è stata l’avvocato che ha difeso invano trent’anni prima il giovane che fu condannato ingiustamente. Un sedicente turista israeliano piomba in Italia e si aggrega alle indagini di Francesca, con l’intento di liberare la ragazza e di fermare il serial killer, soprannominato “Il Persico”.

Sandrone Dazieri ha costruito questo “Il male che gli uomini fanno” su una trama eccellente, complessa e dal ritmo incalzante, in cui gli eventi si susseguono senza respiro, con l’alternanza dei due piani temporali che aumentano l’incertezza e il senso di mistero, per dare vita ad un racconto adrenalinico, in cui orrore, brutalità ed ingegno si mescolano in un racconto coinvolgente.

Un capitolo dell’eterna guerra tra il bene e il male, con quest’ultimo che prende forme diverse ed imprevedibili, sempre pronto a rinascere con nuove ed accresciute energie, per colpire anime indifese ed innocenti. Personaggi intriganti, ben definiti, a volte di difficile collocazione, ma molto centrati con l’atmosfera del racconto. L’autore usa uno stile diretto e senza fronzoli, riesce a creare alla perfezione atmosfere e pensieri dei protagonisti, con realismo ed efficacia, per una lettura di grande piacere e soddisfazione.

Sarti Antonio e l’amico americano

Titolo: Sarti Antonio e l’amico americano

Autore: Loriano Machiavelli

Editore: Einaudi

Questo romanzo fu pubblicato nel 1983. Questa nuova edizione è del 2022 ed ha una prefazione inedita dell’autore.

Il protagonista è Sarti Antonio, un poliziotto spesso in difficoltà nella risoluzione dei casi, con una vita privata quasi inesistente, nessuna fidanzata, una devastante colite di origine nervosa che gli rende ancora più difficili le giornate lavorative. Ha un amico di nome Rosas, un tipo strano e stravagante, che spesso ha intuizioni geniali di grande aiuto per le indagini.

Nel 1982, a Bologna, nel giardino di un lussuoso palazzo, viene ritrovato il cadavere di uno studente americano, che viveva in un appartamento del terzo piano da cui è precipitato. Il cadavere è stato ritrovato dal giardiniere del palazzo, mentre sul posto l’ispettore capo Raimondi Cesare, seguito da Sarti Antonio, dava il via alle indagini. Il ragazzo deceduto era benestante, cambiava spesso automobile, studiava all’università con buon profitto. L’ispettore Raimondi vuole chiudere l’inchiesta e fa pressioni su Sarti Antonio per stendere un verbale che sposi la versione del suicidio. Il verbale di Sarti fa acqua da tutte le parti e sia l’archivista della questura che l’amico Rosas, fanno notare a Sarti che la storia del suicidio non sta in piedi. Sarti comincia ad indagare con maggiore scrupolo, troverà nuovi indizi che gli apriranno le porte di un giro internazionale di truffe totalmente inedito. Un giallo costruito su una trama originale, con fantasia ed ironia, con Sarti poliziotto senza acume, senza alcun talento per la guerra al crimine, che consapevole della sua inettitudine, sopporta le angherie del suo capo, ma ha il senso del dovere e ama la verità, che insegue a costo di qualche attacco di colite in più. Bologna è ancora ferita dall’attentato del 1980 alla Stazione Centrale e l’atmosfera di quel periodo traspare nel racconto. Sono passati 42 anni ed i mandanti ancora sono sconosciuti. Importante non dimenticare.

La mala erba

Titolo: La mala erba

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Colle San Martino è un paesello tra i boschi, pochi abitanti che vivono a stretto contatto senza condividere nulla, uno contro l’altro, nessuna forma di aggregazione. Samantha ha solo diciassette anni, sogna la vita in città, vorrebbe andare all’università, fuggire dalla vita a cui sembra condannata. Il padre è disoccupato, pochi soldi in casa, difficoltà sempre più grandi, poca voglia di studiare, tante speranze disilluse ed un destino avverso. Come se non bastasse, rimane incinta di un ragazzo che non ama e che si confermerà inetto ed immaturo. La vita di Colle San Martino è dominata da Cicci Bellé, proprietario di tutte le case e dei negozi, tiene al guinzaglio tutti gli abitanti, tutti devono dei soldi a Cicci. Padre Graziano è il prete di Colle San Martino, grande avversario di Cicci Bellè, si odiano e si combattono con ogni mezzo. Samantha, Cicci Bellè e padre Graziano, con i rispettivi familiari ed il resto del paese, danno vita ad una storia terribile, senza speranza, senza futuro, non c’è salvezza per nessuno. Gli abitanti sono colpiti dalla maledizione di Colle San Martino, dove la vita si ripete da secoli, dove tutti prima o poi sono condannati a dare il peggio di sé, per la mancanza di opportunità, per la povertà, per l’incapacità di allontanarsi da quel posto senza speranza per tentare di raggiungere la felicità, da qualsiasi parte essa sia.

Un libro molto diverso da quelli a cui ci ha abituato Manzini. Siamo lontani dalla empatica ruvidezza di Rocco Schiavone, Aosta risulta calda ed accogliente paragonata al gelo umano di Colle San Martino. Questo libro senza speranza è un monito per tutti. Attenzione a quello che possiamo diventare ad essere troppo chiusi, egoisti, a pensare solo a sé stessi, a combattere gli altri credendo di difendere i propri interesse, senza renderci conto che invece tutto questo ci si ritorcerà contro. Un libro che fa pensare e che ci costringe a riflessioni amare.

In forma di essere umano

Titolo: In forma di essere umano

Autore: Riccardo Gazzaniga

Editore: Rizzoli

Argentina, 1960. Adolf Eichmann è un ex ufficiale delle SS che ha trovato rifugio in Argentina partendo in nave da Genova. Eichmann ha cambiato identità, vive nella penombra, in modo semplice al limite della povertà, con la costante paura di essere scoperto.

Zvi Aharoni è un agente del Mossad, è alla ricerca di nazisti in fuga, ha Eichmann nel mirino. Non vede l’ora di smascherarlo e di consegnarlo alla giustizia israeliana.

Eichmann è stato un ufficiale delle SS potente e devoto alla causa, ha provocato la morte di milioni di ebrei, elaborando nuovi metodi di eliminazione, per risparmiare tempo, per incrementare giorno dopo giorno il numero di ebrei eliminati, come un manager d’industria, che ottimizza e migliora i processi, per aumentare l’efficienza, a vantaggio degli azionisti. Il libro racconta la sua vita da ufficiale, gli ordini che riceveva, la fredda determinazione con cui li eseguiva, il funzionamento dei campi di concentramento, dove zelanti e ottusi militari commettevano crimini orrendi convinti che fossero solo esecutori di ordini e quindi esenti da colpe.

La vita passata di Eichmann e quella attuale da fuggitivo, sono raccontate con grande efficacia, evidenziando i pensieri, le ambizioni, la fredda cattiveria, la consapevolezza della fine che avrebbe fatto se la giustizia avesse messo le mani su di lui.

Anche Zvi Aharoni viene raccontato con i suoi pensieri, la determinazione con cui dà la caccia ad Eichmann, la grande pressione fatta sui suoi capi per finanziare le ricerche e l’operazione di arresto. Un libro mai indulgente sul passato ed il presente di Eichmann, che pur mostrando nella sua seconda vita argentina alcuni aspetti umani inediti della sua personalità, non ha mai avuto il minimo pentimento per le sue colpe. Il libro racconta l’oscenità del nazismo in modo originale, riuscendo ad esprimerne tutto l’orrore senza giudicare, suscitando nel lettore dubbi e domande.

Il mistero della carrozza n.12

Titolo. Il mistero della carrozza n.12

Autore: Paolo Navi

Editore: Newton Compton

Un romanzo che si presenta come un thriller di tipo tradizionale, con evidenti riferimenti ed omaggi a due opere di Agatha Christie. Il protagonista è Giovanni, un professore universitario di economia, che è di ritorno da Monaco dove ha ritirato un premio prestigioso. Resta bloccato all’aeroporto per una violenta tempesta di neve. I voli sono tutti cancellati, impossibile per gli aerei atterrare e decollare. Giovanni deve tornare a casa a tutti i costi, sua moglie ha organizzato la cena di compleanno a cui lui non può mancare. L’unica possibilità per Giovanni sembra essere prendere un treno che partirà in pochi minuti. Giovanni prenota e acquista il biglietto con il cellulare, si reca alla stazione e sale sul treno. Il viaggio si prospetta scomodo ma date le circostanze c’è poco da lamentarsi. Dopo qualche ora di viaggio, nei pressi di Innsbruck, il treno viene investito da una violenta valanga di neve, tutti i vagoni vengono spazzati via, solo il vagone n.12 si salva. Con Giovanni restano in vita altre sette persone. Per i superstiti inizia una avventura incredibile, dovranno affrontare la neve, il freddo gelido ed un micidiale killer che vuole uccidere tutti i sopravvissuti. Giovanni si trova al centro di un incubo che cambierà la sua vita per sempre, in modo imprevedibile. Paolo Navi scrive in modo netto, senza fronzoli, diretto e molto efficace. La trama è sorprendente, con un avvio lento, poi l’incidente, la lotta per la sopravvivenza, l’attesa per i soccorsi, la sequenza di omicidi. La storia acquista ritmo, gli eventi incalzano, la situazione precipita in un baratro che sembra non finire mai. Nel finale tutto cambia e Giovanni si troverà a fare i conti con sé stesso e con la propria vita, trovando il coraggio per fare quello che non avrebbe mai creduto di essere capace di fare. Un libro che offre molto di più di quello che lascia intendere dalla copertina e dalle note di presentazione.

Gli alberi del nord

Titolo: Gli alberi del nord
Autore: Marco Bosonetto
Editore: Bandini + Castoldi
 
Pietro Gastaldi è un commissario di polizia, è in ferie, è stanco di lavorare e vorrebbe andare in pensione prima possibile. Ma accade qualcosa di grave, tre ragazze vengono trovate impiccate sul fiume Po. La scoperta è di un barcaiolo che ha subito sporto denuncia. Una delle ragazze riesce a salvarsi aggrappandosi al cadavere di una delle sfortunate compagne. Gastaldi è un uomo concreto, esperto, cerca la verità e non soluzioni di comodo per la stampa o per tener buona l’opinione pubblica. Le indagini sono orientate verso il mondo della prostituzione, ma Gastaldi sente che quella non è la strada giusta e cerca altrove, insieme ai suoi fidi collaboratori, in silenzio, lontano dai riflettori. La ragazza salvata ha uno strano segno sulle guance, la figlia archeologa trova una pista che potrebbe essere decisiva per scoprire i colpevoli.
Il libro racconta una storia dolorosa, del degrado sociale che stiamo vivendo in questo periodo, ma lancia anche qualche segnale di speranza. La vicenda è ambientata a Piacenza, con il fiume Po protagonista assoluto insieme alla nebbia, fonte di tanti disagi ma capace di creare quelle atmosfere rarefatte tipiche di tante mattine, piene di fascino e di mistero. Una storia tra il giallo ed il noir che tratta temi di grande importanza sociale, come il razzismo, la prostituzione, le condizioni delle donne immigrate, sfruttate e derubate di tutto, dalla dignità al diritto alla speranza, ma anche la crisi economica, le aziende che chiudono e lasciano a casa tante persone che non hanno più di come vivere. Se molti soffrono per la situazione economica, altri diventano sempre più ricchi, potenti ed arroganti, si sentono in diritto di comprare tutto, anche chi non ne vuole sapere di essere corrotto. Marco Bosonetto è riuscito a trattare temi delicati mantenendo un misurato distacco dalle vicende, con una scrittura diretta, efficace, molto adatta alla storia.

Omicidio a Cap Canaille

Titolo: Omicidio a Cap Canaille
Autore: Christophe Gavat
Editore: Neri Pozza
Traduzione: Maddalena Togliani
 
Marsiglia è una città da sempre nota per il traffico di droga, con bande criminali che si affrontano in una guerra senza fine per il controllo del territorio. La città ha anche nelle vicinanze delle bellezze naturali incontaminate, come le meravigliose coste rocciose a strapiombo sul mare, luoghi adatti per incontri romantici, ma anche per suicidi o cruente esecuzioni.
Il comandante Henri Saint-Donat è a capo di una indagine complessa, che mette insieme una grossa partita di droga con un lungo elenco di rapine a furgoni blindati, fino al ritrovamento di un corpo nel portabagagli di una vettura. Tutti gli indizi portano a Marsiglia ad una serie di criminali che comunica tra di loro con messaggi tra telefoni cellulari intestati a nomi di famosi cantanti dell’opera, uno per tutti Maria Callas. C’è qualcuno che vuole vendetta e la vuole portare a compimento a Cap Canaille, in una di quelle scogliere meravigliose vicino a Marsiglia.
La donna ritrovata nel bagagliaio della vettura è una famosa rapinatrice di Francia, Mireille de Gounod, appassionata del lusso e grande organizzatrice di rapine. La donna era conosciuta molto bene da Henri Saint-Donat che l’aveva arrestata molti anni prima al termine di una rapina, rimanendone colpito dalla bellezza e dal fascino.
L’autore Christope Gavat è commissario della polizia francese, conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini e le zone teatro del romanzo, ha costruito questo libro in cui azioni ed indagini si alternano e susseguono senza pause, raccontando sia le gesta e la mentalità dei criminali, sia le fatiche e le debolezze dei poliziotti, tra inseguimenti, indagini e ritmi di vita difficili e faticosi. Il personaggio più carismatico della storia, Mireille de Gounod viene raccontata solo dai ricordi di Henri Saint-Donat, che ha condiviso con lei momenti di vita intensi e toccanti che costituiscono una parte importante della storia.

Superficie

Titolo: Superficie
Autore: Olivier Norek
Editore: Rizzoli
Traduzione: Maurizio Ferrara
 
Noémie Chastaine, poliziotta della squadra antidroga parigina, durante la cattura di un pericoloso latitante, viene ferita al volto in modo devastante e permanente. Dopo una lunga degenza, Noémie toglie le bende dal suo viso. I contraccolpi psicologici sono fortissimi, non riesce ad accettare il suo volto, non può tenere in mano la pistola, fallisce le prove al poligono per essere reinserita al suo posto di capo squadra. Viene lasciata dal fidanzato, poliziotto come lei. Anche lui non riesce a superare l’orrore di quel volto deturpato e preferisce fuggire piuttosto che aiutare la fidanzata a sconfiggere i suoi demoni. Noémie viene trasferita nella provincia dell’Aveyrone, nel paese inesistente di Avalone, con il compito ufficiale di verificare se il commissariato locale deve restare aperto, in realtà è solo un modo, per chi deve decidere il suo futuro, di tenerla lontano dalla sua squadra. Noémie segue la sua indole e non si limita a svolgere i compitini con il minimo sforzo, ma si impegna al massimo in tutte le attività in cui è coinvolta. Avalone si rivelerà un paese molto meno tranquillo di quanto i capi non abbiano fatto credere a Noémie. Improvvisamente dal fondo di un lago artificiale emerge un fusto di plastica con dentro i resti di un bambino. Tutto cambia, sia per Noémie che per Avalone.
Un ottimo romanzo, uno dei migliori noir del 2022. Una trama ben costruita, ritmo sostenuto, ma la parte migliore sta nei dialoghi, serrati e diretti, oltre che nei profili psicologici dei personaggi, con le loro difficoltà, fragilità, tormenti e paure, resi con grande efficacia e realismo oltre che con un sottile umorismo, dosato a dovere. Il tema del libro, espresso chiaramente dal titolo, è che la verità per venire a galla deve essere ricercata in profondità, non basta fermarsi alle apparenze, ingannevoli e illusorie. Anche per conoscere sé stessi bisogna scavare a fondo del proprio animo.
 

Omicidio a Carloforte

Titolo: Omicidio a Carloforte

Autore: Antonio Boggio

Editore: Piemme

Il prete di Carloforte, Don Antonio Moresco, viene trovato morto nella sua abitazione, tutto lascia pensare ad una caduta dalle scale, come afferma la relazione del medico legale. Il commissario Alvise Terranova, da poco tempo rientrato a Carloforte, non è convinto che si tratti di un incidente. Il giorno prima era stata trovata una scritta “la chiesa è in pericolo” sul muro della chiesa e in paese molti fedeli non erano contenti di Don Antonio, al punto che era stata organizzata una petizione per allontanarlo. Molte cose non quadrano ed il commissario Terranova è convinto che la morte del prete non sia stata una disgrazia. Il ricevimento di una lettera anonima, con l’indicazione del presunto colpevole, lo convince che i suoi sospetti sono giustificati e che l’indagine deve proseguire perché si tratta di omicidio. Ma non crede che il colpevole sia quello indicato nella lettera, crede che la verità sia ben diversa.

Un libro con una trama complessa, ben costruita, un finale inaspettato che affronta temi molto delicati e purtroppo molto comuni. Il testo prevede continui inserti della lingua reale parlata a Carloforte, che caratterizzano il racconto e amplificano l’efficacia dell’ambientazione. Il racconto del giallo vero e proprio include tutte le trame politiche, tradimenti, storie segrete che in realtà sono di dominio pubblico, un vulcano in eruzione di fatti e misfatti imprevedibile per quello che è da tutti considerato come un paese tranquillo dove non succede mai niente. E proprio tra queste storie segrete che sarà possibile per il commissario Terranova trovare quei piccoli appigli su cui fondare le sue ricerche che lo porteranno alla soluzione del caso. Terranova è un personaggio dalle intuizioni brillanti, appassionato di Jazz, di Tom Waits e delle buone letture, un poliziotto sensibile che sa quando affidarsi al cuore e mettere da parte la razionalità.

L’angelo custode

Titolo: L’angelo custode
Autore: Leo Giorda
Editore: Ponte alle Grazie
 
Spesso persone innocenti vengono accusate di crimini che non hanno commesso, così come spesso per mancanza di difensori adeguati, si ritrovano vittime di errori giudiziari a cui nessuno vuole porre rimedio. E così che inizia la storia di questo “L’angelo custode”, un giallo ambientato a Roma, in buona parte tra i quartieri San Lorenzo e San Giovanni, quartieri di persone normali, lontani dai fasti delle strade dello shopping e dei più eleganti quartieri della zona Nord.
Il ritrovamento di un cadavere in un cassonetto, un indiziato che suona il piano in un locale e che in passato è stato sospettato di pedofilia senza essere stato condannato, ora come allora nessuna prova lo collega al crimine di cui è accusato, se non il fatto di abitare di fronte al cassonetto del ritrovamento. Un investigatore privato che in realtà è un maestro elementare, un matrimonio da dimenticare ed una figlia quasi sconosciuta, che sente il bisogno di indagare solo per aiutare casi umani in difficoltà. Si fa chiamare Woodstock ed è un tipo che fuma volentieri le canne, che lo ispirano soprattutto quando deve risolvere un caso.  Le canne faranno l’effetto sperato e il caso sarà risolto, anche se non sarà facile convincere il vicequestore Chiesa della bontà delle intuizioni di Woodstock, soprattutto alla luce delle conseguenze investigative che coinvolgono personaggi molto in alto, quasi intoccabili.
Un libro che si stacca dalla media della produzione di gialli/noir/thriller nazionali per l’originalità del protagonista, per la sua straripante simpatia dovuta al suo essere irregolare e fuori dagli schemi. Una scrittura lineare, efficace, piena di umorismo, che cattura l’attenzione da subito. Woodstock è un personaggio apparentemente debole, in balia degli eventi, sensibile ma capace di trasformarsi in coraggioso paladino dei deboli quando si tratta di combattere un sopruso, di andare contro l’autorità costituita, contro i poteri forti definiti tali per il potere che hanno a prescindere dell’autorevolezza invece dimostrano di non avere. Ottimo esordio per Leo Giorda.

Il mistero di Eva

Titolo: Il mistero di Eva
Autore: Fabio Rennani
 
Il Commissario Innocenti continua nella sua vita in salita. La promozione a Commissario e il conseguente trasferimento, lo hanno reso inquieto e nervoso, lui è un uomo di azione e si trova in difficoltà a gestire gli uomini. Anche la vita privata è sempre più complessa, i rapporti con la ex moglie sono ridotti al minimo ed anche con la fidanzata il rapporto è ormai arrivato alla fine. Solo con la adorata figlia riesce ad avere un rapporto positivo, anche se saltuario. Una sera, mentre era al supermercato per i soliti acquisti frettolosi per la cena, si imbatte in una ragazza stupenda, una battuta e poi l’altra, l’invito a casa seguito da una notte fantastica. La mattina dopo la ragazza sparisce prima che Innocenti si sia alzato. All’arrivo al commissariato, la notizia di un incidente, una persona è morta investita da un vagone della metropolitana. Innocenti si precipita e scopre che la vittima è proprio la ragazza con cui ha passato la notte. Di lei conosce solo il nome, Eva, che si rivelerà falso. Chi era veramente Eva? E in che pasticcio si è cacciato il commissario?
Innocenti è un grande pasticcione e questa volta l’ha combinata grossa, mettendo a rischio sia la carriera in polizia che la sua vita privata. L’indagine scoprirà i molti volti di Eva ed una amara verità.
Questo è il quinto libro di Fabio Rennani, sempre con Innocenti come protagonista, che segna una decisa crescita del personaggio, sempre più inguaiato ed alle prese con una vita che non è proprio prodiga di soddisfazioni. Anche Fabio Rennani è cresciuto molto come scrittore, con una svolta Noir apprezzabile, con una maggiore consapevolezza delle sue doti di scrittore e di inventore di trame sempre più complesse, interessanti, con contenuti sociali sempre più marcati e di spessore. Il finale del libro lascia intendere che ci sarà un seguito che sarà atteso dagli ormai numerosi fan di Fabio Rennani, l’ingegnere scrittore di gialli.

Mare mosso

Titolo: Mare mosso

Autore: Francesco Musolino

Editore: E/O

L’ingegnere Achille Vitale fa un lavoro difficile, con la sua squadra recupera le navi in difficoltà per conto di una impresa di Cagliari che ha in dotazione una flotta di rimorchiatori, sempre pronti a tutte le ore del giorno e della notte ad entrare in azione. Soccorrere le navi è un business, si guadagnano soldi, mentre per Achille e la sua squadra andare per mare è la passione più grande. La notte di Natale del 1981 la nave turca Izmir va in difficoltà e lancia l’allarme. L’equipaggio viene tratto in salvo e la nave va alla deriva, diventando una grande occasione per la squadra di Vitale, che senza esitazioni entra in servizio per recuperare l’imbarcazione. L’operazione è tutt’altro che agevole, il tempo è pessimo, la nave è una montagna di ruggine che si tiene in piedi per miracolo. Ma il lavoro è lavoro e non si butta via una occasione così a portata di mano. Il carico della nave è composto da pesce surgelato, ma c’è anche qualcosa d’altro, a cui sono interessate persone molto pericolose.

Una storia avvincente che si svolge in una notte, le cui conseguenze sconvolgeranno la vita di Achille Vitale, ingegnere navale, mancato ufficiale di marina, espulso dall’accademia militare dove era stato ammesso con grandi sogni e speranze. Achille è un uomo coraggioso, padre di Nina e marito di Brigitta, grandi competenze tecniche e doti umane e capacità di comando uniche. Una storia che esalta l’amicizia tra uomini abituati a vivere nel pericolo e nella fatica, ma c’è un uomo misterioso che insidia la squadra di Achille Vitale e che deve protegge i traffici loschi in cui è coinvolto. Una storia notturna, un vero noir per ambientazione e temi trattati, una scrittura avvincente e molto marinara, che affascina e drammatizza la forza del mare e la potenza della natura, contro cui poco può fare l’uomo senza la tecnologia.

Non è mai notte quando muori

Titolo: Non è mai notte quando muori

Autore: Tullio Avoledo

Editore: Marsilio

Sergio Stokar è un ex poliziotto che per allontanarsi dai guai si è rifugiato in una isoletta caraibica. Non è facile per un uomo d’azione come lui rimanere nascosto, ma la pandemia ha favorito il suo isolamento per le difficoltà a spostarsi per il mondo. Improvvisamente si presenta al suo modesto rifugio un avvocato inglese, un tipo originale e ben informato che gli fa una proposta impossibile da rifiutare. Così Stokar, in modo del tutto inaspettato, si ritrova in una girandola di voli da un Paese all’altro del Mondo, con una serie di passaporti e identità false da far impallidire 007, arruolato da un magnate russo che vuole ritrovare il figlio misteriosamente scomparso in una regione del Nord Africa. Stokar ci metterà del tempo per capire di essere coinvolto in una specie di complotto internazionale, con uomini ricchi, aziende potentissime e Stati in una guerra che viene combattuta con ogni mezzo, per accaparrare potere, materie prime, soldi. Tradimenti, finti alleati, nemici veri, tutti contro tutti, in una battaglia dove tutto è lecito ed è difficile capire da che parte si sta. C’è spazio anche per vecchi amori mai dimenticati, colpi di fulmine e ricordi struggenti.  

“Non è mai notte quando muori” è un libro on una trama complessa e ben costruita, personaggi affascinanti, alcuni per il coraggio, altri per la crudeltà, con ambientazioni inedite a metà tra il futuristico ed il fantastico. Il libro unisce scene di azione e di violenza a momenti di riflessioni filosofiche, con riferimento a libri ed autori classici che aiutano il protagonista a dare un senso all’avventura che sta vivendo. Tutto è raccontato con uno stile diretto e realistico, che ben si adatta alla storia ed ai protagonisti. Qualche spunto ironico dosato con misura alleggerisce la tensione del racconto. Un ottimo noir con tutti gli ingredienti necessari per catturare i lettori, dalla finanza alla politica e criminalità internazionale, tradimenti, inganni e doppi giochi. Ma la vita è piena anche di piacevoli sorprese.

La rete Ksenofont

Titolo: La rete Ksenofont
Autore: Piernicola Silvis
Editore: SEM
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2019 da SEM in ebook, ma la prima edizione risale al 2010, con il titolo “Gli anni nascosti”. Un romanzo di fantapolitica, con protagonisti personaggi nei quali non sarà difficile riconoscere alcuni degli uomini politici che hanno fatto la storia d’Italia, ambientato tra il dopo guerra e gli anni 90. E’ la storia recente d’Italia, riscritta svelando il dietro le quinte di tanti eventi che ancora oggi destano dubbi ed interrogativi, come Il referendum tra Repubblica e Monarchia, il sequestro della nave da crociera Achille Lauro, il quasi scontro armato tra esercito USA e Carabinieri a Sigonella, l’indagine di Mani Pulite, l’aereo precipitato ad Ustica, le azioni delle brigate rosse e molto altro. I vertici dello stato sono occupati da personaggi ambigui, c’è una organizzazione con politici, imprenditori e militari che vorrebbe organizzare un colpo di stato, poteri occulti e malavitosi trattano con i vertici politici per orientare a loro favore l’azione di governo. I golpisti si affidano ad un appartenente alla Gladio, la famigerata organizzazione clandestina paramilitare, promossa dalla Cia per contrastare la possibile invasione in Occidente da parte dell’Unione Sovietica, per organizzare il colpo di stato nei minimi dettagli. Ma c’è qualcuno nei Servizi Segreti che vuole che l’Italia resti un paese libero.
Una storia avvincente, verosimile, che richiama molti dei sospetti che da sempre accompagnano le versioni ufficiali di molti dei fatti raccontati. Piernicola Silvis conferma le sue doti di scrittore con un thriller fantapolitico di grande interesse ed attualità. L’autore è un ex dirigente della polizia, ex questore, di sicuro ha conoscenza diretta di tante verità che non possono essere raccontate, ci ha voluto svelare una parte di verità oppure ci ha regalato sono una storia immaginaria? Il libro lascia irrisolto questo interrogativo.

Di rosso e di luce

Titolo: Di rosso e di luce

Autore: Valeria Corciolani

Editore: Rizzoli

Una preziosa statuetta scompare dalla residenza di un ricco collezionista, insieme ad alcuni preziosi manoscritti medioevali. La scoperta del furto avviene durante una serata in cui era presente come invitata Edna Silvera, storica dell’arte e restauratrice in pensione.

Edna non può tirarsi indietro e per indagare forma una squadra variegata con una sua ex alunna in cui non era molto in sintonia, un vicino di casa esperto di informatica, il derubato stesso ed il fratello. Le indagini saranno lunghe e dispendiose, per arrivare ad una conclusione imprevedibile.

Il romanzo mescola la trama gialla e le indagini con le vicende della vita privata dei protagonisti, che si mostrano in tutti i loro limiti e difetti, descritti con humor gentile e raffinato. L’ambientazione in Liguria ci regala il mare stupendo, i paesaggi dell’entroterra, i vini e la cucina locale. I gialli italiani ci hanno abituato ad investigatori improvvisati provenienti dalle professioni più varie, Edna Silvera, esperta d’arte dal carattere difficile, offre la possibilità di trattare di arte in modo informale ma non per questo poco interessante. Come i riferimenti alla ricerca del Santo Graal, ossia il Sangue Reale, la discendenza diretta da Gesù dei figli di Maria Maddalena, sbarcata in Provenza fuggendo dalla Palestina o come il riferimento all’opera di Jacopo da Varazze, Vescovo di Genova, autore della “Legenda Aurea” che ancora oggi è un riferimento fondamentale per interpretare l’iconografia di opere pittoriche di arte sacra e gli spunti di tecnica alchemica per la produzione dei colori nell’antichità. Tanti dotti riferimenti inseriti con misura che non appesantiscono la lettura ma possono suscitare una benefica curiosità per dare inizio a letture meno brillanti ma di indubbio interesse. Un libro interessante per i riferimenti culturali, accattivante per l’ambientazione e la trama, divertente per i personaggi fuori dagli schemi.

Il Duca

Titolo: Il Duca

Autore: Matteo Melchiorre

Editore: Einaudi

“Il Duca” narra la vicenda dell’ultimo discendente della famiglia dei Cimamonte, che ha deciso di vivere nell’antica villa di famiglia che domina il paese di Vallorgàna, da solo, senza grossi contatti con la popolazione locale. Vive di rendita e non ha bisogno di lavorare, grazie alle ricchezze ereditate. Passa le giornate a studiare vecchie carte, a leggere libri e fare piccoli lavori di manutenzione. Una vita tranquilla, sobria e riservata. Così fino a quando il suo aiutante e uomo di fiducia Nelso, non lo avvisa che in cima al bosco stanno rubando i suoi alberi, sconfinando nelle sue proprietà. Il furto sta avvenendo sotto la regia perfida di Mario Fastréda, un uomo avido che in paese fa un po’ quello che vuole. Il Duca cambia improvvisamente atteggiamento e comincia a far valere i suoi diritti di proprietario terriero oltre a esibire il potere che gli deriva dall’appartenere all’antica famiglia. Inizia una piccola guerra tra compaesani dagli esiti imprevedibili.

Un romanzo che ha una trama ben costruita e sviluppata in modo da coinvolgere e affascinare il lettore, che tocca temi di grande attualità come la vita sociale nelle piccole comunità, la difficoltà di saper decidere quando si è in preda alla furia del potere, la potenza della natura e le sue leggi non scritte, le libertà individuali ed i condizionamenti che derivano dal passato.

Il racconto è scritto in modo incalzante, i fatti si susseguono riservando sempre delle piccole sorprese, si alternano fatti contemporanei della cronaca del paese alle storie del passato. I tormenti del Duca sono quelli di un uomo che vorrebbe essere libero di fare quello che vuole ma che sente l’impegno di mantenere alta la tradizione del casato a cui appartiene. Ma è necessario conoscere tutto il proprio passato per non subirne l’influenza negativa. Il Duca lo scoprirà sulla sua pelle.

Regina Rossa, Lupa Nera, Re Bianco

Titolo: Regina Rossa, Lupa Nera, Re Bianco

Autore: Juan Gomez Jurado

Editore: Fazi

Traduzione: Elisa Tramontin

Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco sono i tre romanzi della trilogia di Juan Gomez Jurado, con protagonisti Jon Gutierrez e Antonia Scott. Lui è un ispettore di polizia, alto, robusto ed elegante. Lei è una donna reclutata per un programma speciale riservato alla risoluzione dei casi impossibili. Antonia è stata scelta per un motivo ben preciso. E’ la donna più intelligente del pianeta, ossia quella con il q.i. più alto mai rilevato. I due sono quanto di più diverso si possa immaginare, ma insieme funzionano, si intendono alla perfezione e sono entrambi dotati di coraggio e incoscienza per affrontare ogni sfida. I libri vanno letti in ordine di uscita, come fossero una opera in tre volumi, le storie sono molto interconnesse tra loro e l’evoluzione dei personaggi segue lo sviluppo della trama. Difficile riassumere la storia in poche righe, Jon e Antonia sono coinvolti in una prima indagine molto delicata, poi il caso si allarga a dismisura ed i due non riusciranno più a separarsi. La trama è complessa con molte sfaccettature, i crimini hanno un unico regista di cui è difficile comprendere lo scopo. Il ritmo delle vicende è veloce, succede sempre qualcosa di inaspettato, i capitoli brevi accentuano l’effetto torrenziale che travolge il lettore. I dialoghi sono serrati, diretti, spesso interrotti da eventi imprevedibili. Jurado ha una scrittura meticolosa e precisa, ricca di dettagli. Alcune parti sono poco verosimili, ma stiamo parlando di un thriller di azione e forse conta di più l’effetto speciale che la veridicità degli eventi. Solo leggendo tutti i tre libri si riesce ad inquadrare i personaggi e comprenderne tutte le sfumature. La struttura della trama è molto ramificata ed ogni storia apre la porta ad altre storie ed altri nemici, ma c’è sempre qualcosa che non finisce del tutto e che dopo un po’ tornerà di nuovo ad insidiare i nostri eroi. Per gli amanti del thriller tre libri da non perdere.

La collina dei delitti

Titolo: La collina dei delitti

Autore: Roberto Carboni

Editore: Newton Compton

La collina dei delitti è un giallo/noir/thriller ad alta tensione, con richiami esoterici ed al satanismo, non manca nulla per accontentare gli appassionati del genere. Alcuni ritrovamenti di vittime di omicidi del passato stanno mettendo apprensione a molte persone che hanno dimenticato le loro imprudenze giovanili. La storia è complessa ed intricata, persone molto diverse che hanno in comune un passato che vorrebbero fosse caduto nell’oblio per sempre, si ritrovano a dover combattere contro gli incubi di quel passato che sta ritornando, mettendo a repentaglio il presente. Sono persone benestanti, di successo, professionisti, imprenditori, tutte con un presente invidiabile ma con un passato oscuro, che rischia di compromettere tutto. Un racconto incalzante, imprevedibile, una sequenza infinita di eventi inquietanti, raccontati con abilità e realismo, con uno stile netto, diretto, capace di evocare interesse per i fatti, paura per quello che potrebbe accadere, orrore per quello che accade. I personaggi vivono notti insonni, incubi, pedinamenti veri o solo immaginati, hanno il fiato della polizia sul collo, temono che la verità sia scoperta e resa pubblica. Aleggia una atmosfera diabolica, un sentore di zolfo che si diffonde dalle stesse pagine del libro, tanto è reale la sua descrizione. La città di Bologna è l’ambientazione ideale per il romanzo, città esoterica per eccellenza che forma con Praga e Santiago di Compostela, il triangolo alchemico. Carboni utilizza i riferimenti esoterici e diabolici con giusta misura, riuscendo a mantenere alta la credibilità della storia, creando una suspence altissima, resa ancora più veritiera da sapienti e ben dosati riferimenti a fatti inquietanti realmente accaduti, al limite del sovrannaturale. La trama sorprende per la continua tensione crescente, con un colpo di scena finale del tutto imprevedibile.

Un’estate a Borgomarina

Titolo: Un’estate a Borgomarina

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un’estate a Borgomarina è il terzo romanzo che Enrico Franceschini dedica alle avventure dei quattro amici inseparabili ossia il Mura, giornalista in pensione e investigatore a tempo perso, il Prof, l’Ing e il Barone. L’ambientazione è la solita, la riviera romagnola, la fabbrica del divertimento all’italiana, tra buone compagnie e buona tavola.

Un ricco e discusso imprenditore annega nelle acque del porto canale di Borgomarina.  Le indagini si orientano subito verso l’incidente, in modo anche troppo sbrigativo, per non turbare la stagione estiva e l’umore degli ospiti di alberghi e stabilimenti balneari. Mura viene ingaggiato da un familiare della vittima per compiere delle indagini private.

Il porto canale di Cesenatico/Borgomarina è nato da un progetto di Leonardo da Vinci ed è una delle principali attrattive della cittadina. I tedeschi durante l’occupazione costruirono un bunker sotterraneo con sopra un faro. Mura ed i suoi amici studieranno il progetto originario di Leonardo, custodito nella biblioteca Malatestiana a Cesena, ed il significato di un misterioso messaggio lasciato proprio da Leonardo. Le indagini porteranno alla luce i segreti del progetto leonardiano oltre ad altre storie legate alla custodia dei documenti stessi. Il Mura sorprende con le sue riflessioni sulla vita, sull’importanza di viverla con amici di cui si possa fidare, senza che i rapporti siano guastati da invidie, opportunismi di vario tipo o dai soldi. Un romanzo che dietro l’apparente leggerezza e futilità del divertimento estivo, contiene riflessioni sulle ingiustizie della nostra società, dove alcuni si arricchiscono in modo esagerato mentre altri devono lavorare tutta la vota senza avere la possibilità di cambiare la propria condizione sociale. Questo romanzo segna un salto di qualità nella narrazione, arricchita da riferimenti letterari e da personaggi che acquistano una apprezzabile complessità.

Ma cos’è questo nulla

Titolo: Ma cos’è questo nulla?
Autore: Hans Tuzzi
Editore: Bollati Boringhieri
 
L’incipit introduce subito il tema principale del libro. Un incontro tra potenti all’Ippodromo delle Capannelle, a Roma, prima delle imminenti elezioni politiche che videro la vittoria del Polo della Libertà, dando inizio alla Seconda Repubblica. Erano momenti difficili, l’Italia era di fronte a scenari politici inediti, gli attentati di stampo mafioso del 1993 avevano lasciato il segno ed anche nelle istituzioni il nuovo vento non aveva una direzione ben precisa. Questo clima di incertezza è molto ben descritto in questo romanzo di Hans Tuzzi, grazie ad una scrittura diretta, senza fronzoli, che in modo chiaro e forte illustra i suoi pensieri.
Nell’anno 1994, il commissario Melis ha dato le dimissioni dalla polizia, vive da solo nel ricordo della moglie scomparsa tre anni prima. Melis riceve nella sua casa, a Milano, un personaggio potente che gli chiede di occuparsi di un vecchio caso di omicidio di una giovane che fu uccisa nel 1986 a Brassinigo, nord est d’Italia, nell’appartamento di una famiglia nota e ben considerata, che potrebbe diventare un problema per un aspirante ministro del nuovo governo. Melis dovrà indagare senza nessuna veste ufficiale, lavorerà con un falso nome, presentandosi come uno scrittore che sta raccogliendo materiale per un nuovo libro. Le indagini al tempo non portarono a nessun arresto, qualche indagato, una strana setta segreta a cui aderiva la ragazza uccisa fece credere di essere una possibile pista, qualche storia parallela di infedeltà coniugale, poco altro. Ma molti sono coloro che hanno interesse a mantenere bassa l’attenzione sul caso e fanno di tutto per mettere in difficoltà Melis. Ma qualcuno parlerà.
Il romanzo accende le luci sulla vita di provincia, piena di ipocrisia e falsità, dove molti si mostrano come persone integerrime per poi comportarsi nelle vite private in modo opposto.

Lo sparo

Titolo: Lo sparo

Autore: Anne Holt

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Lo sparo è il terzo romanzo di Anne Holt con Selma Falck protagonista. Selma ha interrotto la sua attività di avvocato per diventare investigatrice. Tanto risoluta nella vita professionale quanto incerta e inefficace nella vita privata, con la tendenza alla depressione che cerca di sconfiggere con il gioco d’azzardo on line. Anche come madre non ha avuto molto successo, il rapporto con la figlia non è buono e neanche la nascita del nipote è servita per riavvicinare madre e figlia.

Selma era a pranzo con la sua amica Linda Bruseth, parlamentare ed ex giocatrice di palla a mano, quando una pallottola colpisce Linda e di rimbalzo ferisce Selma. Linda rimane uccisa sul colpo, Selma se la cava con una ferita al braccio. La morte di Linda è un colpo duro per Selma, la cui vita privata è piena di difficoltà. Uno stalker entra a piacimento nel suo appartamento lasciando segni inquietanti e la figlia non ha alcuna intenzione di migliorare il rapporto con lei, nonostante gli sforzi di Selma per stare vicino al nipote di sei mesi, verso cui prova un sentimento fortissimo che non aveva mai provato verso la figlia. Ma il coinvolgimento di Selma nelle indagini sarà inevitabile, con inevitabili conseguenze per la sua vita privata.

Un romanzo dalla trama complessa, giochi di potere ed intrighi inaspettati in un paese civile e ricco come la Norvegia. La Holt è stata ministra della giustizia, quindi conosce bene il funzionamento della politica norvegese, che nei suoi libri descrive in modo dettagliato e critico, con il suo stile di scrittura molto chiaro e coinvolgente sempre attento alle tematiche sociali ed alla psicologia dei personaggi.

Un romanzo che consente di fare una inedita esplorazione nel funzionamento di alcuni servizi sociali della Norvegia, da molti considerata all’avanguardia, per scoprire che la corruzione colpisce i cittadini più poveri, indifesi e bisognosi di attenzioni, come gli immigrati ed i loro figli, vittime ideali di ingiustizie e soprusi. Scopriremo che la cattiva politica si avvale del suo potere per coprire malefatte ed ingiustizie, nascondendo le prove e facendo apparire quello che non è agli ignavi cittadini. Anche in Norvegia.

Zorba il greco

Titolo: Zorba il greco

Autore: Nikos Kazantzakis

Editore: Crocetti

Traduzione: Nicola Crocetti

Zorba il greco è un romanzo straordinario da cui è stato tratto un film famosissimo con Irene Papas e Anthony Quinn, la cui colonna sonora composta da Mikīs Theodōrakīs contiene il brano Sirtaki, che accompagna nel film Zorba durante la sua famosa danza. Film, colonna sonora e balletto sono diventati più famosi del libro, ma è dal romanzo che tutto è nato.

Il libro racconta le avventure di Basil, uno scrittore inglese che ha ereditato una miniera sull’isola di Creta. Intraprende il viaggio per raggiungere l’isola e conosce per caso Alexis Zorba, un greco esuberante e pieno di energie e di contagioso entusiasmo per la vita. I due diventeranno amici inseparabili ed andranno incontro a successi, disastri, tragedie. I due amici sono quanto di più diverso si possa immaginare, ossia lo scrittore inglese idealista, benestante, alla ricerca delle risposte ai principali interrogativi della vita, Zorba invece è un uomo poco istruito ma di grande saggezza innata, conosce tutte le risposte alle grandi domande, concetti semplici e di immediata comprensione, pillole di saggezza e di esperienza mescolate insieme. Le avventure dei due porteranno l’autore a toccare temi di rilevanza assoluta, dalle relazioni tra uomo e donna a Dio, dalla religione all’esistenza dell’anima, dalla morte al senso della vita. Il romanzo è quasi un trattato di filosofia sotto forma di avventura vissuta da due amici, raccontata con semplicità e immediatezza. La storia è ambientata a Creta, descritta con grande efficacia, con le case candide, il mare azzurro e le notti arricchite da cieli fantastici. Le parole di Zorba sono coinvolgenti e convincenti, leggendo il libro si è trasportati dal suo entusiasmo, dalla sua voglia di vivere e dalla curiosità con cui guarda ogni cosa che gli accade attorno.

I dubbi dell’avvocato Sartori

Titolo: I dubbi dell’avvocato Sartori

Autore: Alessio Oldrini

Editore: Incipit23

L’avvocato Tommaso Sartori si è ritirato dalla professione, ha solo sessant’anni, vedovo, vive da solo, si dedica alle letture ed a qualche piacere come i sigari cubani, le birre artigianali, qualche buon ristorante ogni tanto. A Milano fa caldo, è un mattino presto di luglio, quando squilla il suo telefono. E’ un vecchio amico, Alberto Palmieri. Parla in modo concitato, chiede aiuto, c’è una donna morta, lui in qualche modo è coinvolto ma assicura che lui non ha ammazzato nessuno, chiede a Tommaso di andare con lui nell’appartamento dove si trova il cadavere. Tommaso è incerto, non vuole guai, ma Alberto è un amico, come dire di no? Decide di andare, entra nell’appartamento ma il cadavere non c’è. Inizia per Tommaso una avventura imprevista, la difesa del suo amico, ma anche la ricerca della verità. Il suo amico è un assassino oppure è innocente? Le indagini riserveranno grandi sorprese per Tommaso, che troverà le risposte che andava cercando, per ritrovare il senso della vita ed il coraggio di rimettersi in gioco.

Una storia accattivante, una trama ben costruita con personaggi interessanti e ben costruiti, uno stile di scrittura chiaro con alcuni riferimenti a romanzi famosi che arricchiscono il testo. Un libro che affronta molti temi, dall’amicizia che resiste al trascorrere del tempo, ai segreti che alcune persone nascondono, al lavoro fatto dietro le quinte delle aule giudiziarie, dove giudici, investigatori ed avvocati hanno la possibilità di contribuire con umanità e buon senso alla risoluzione dei casi incerti, tutelando sia le vittime che i sospettati, all’importanza della ricerca della verità e della giustizia, evitando soluzioni di comodo o scorciatoie, al coraggio di seguire i propri sentimenti, senza preoccuparsi delle differenze di età e del giudizio degli altri. I dubbi di Sartori sono comuni a molte persone che non osano cercare le risposte che spesso sono a portata di mano, basta cercarle.

Gli avversari

Titolo: Gli avversari
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
 
Gli avversari è la prima raccolta di racconti pubblicata da Grisham, il noto autore americano di legal thriller. Tre sono i racconti, tre ambientazioni completamente diverse, con una divagazione in Costarica nel primo racconto, dove il protagonista si era rifugiato dopo essere scappato dagli Stati Uniti. Anche nei racconti brevi l’efficacia di Grisham rimane inalterata, trame articolate, personaggi ben caratterizzati, situazioni difficili anche per i perspicaci avvocati americani. Pregi e difetti, aspetti evidenti e meno della società americana sono ben descritti nelle pagine delle storie di Grisham, che pur avendo a cuore l’aspetto legale, il rapporto tra avvocati e giudici, con le attività tipiche dei tribunali sempre presenti e descritte con chiarezza e completezza, non dimentica quanto avviene nella vita quotidiana delle persone normali. Una lettura adatta al periodo estivo, quando anche per i lettori accaniti la voglia di leggere viene mitigata dalle incombenti attività balneari o montane.

Luce della notte

Titolo: Luce della notte
Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
 
Chiara è una bambina malata, non deve essere esposta ai raggi del sole, la sua vita è al buio. Ma c’è anche un sogno ricorrente che la turba e la terrorizza. Sogna un bambino che si lamenta anche se è morto, sepolto ai piedi di un albero di acacia, gli stessi alberi che lei vede vicino casa. Nel sogno vede del sangue, potrebbe essere il cuore del bambino. Chiara è convinta di non sognare ma di vivere un fatto reale.
Ad indagare sui sogni di Chiara arriva Teresa Battaglia con il suo fidatissimo ispettore Marini, su richiamo della madre di Chiara che ritiene Teresa l’unica persona adatta a trattare con la sua bambina, nonostante la ritrosia del marito, che diffida delle forze dell’ordine.
Teresa sa che i bambini non mentono e che bisogna ascoltarli. Sa anche che quello che dice Chiara potrebbe nascondere qualcosa di terribile.
Un romanzo coinvolgente e commovente, dedicato ad una bimba che non ha vinto la sua battaglia contro la malattia, scritto in modo diretto ed intenso con tanto sentimento, pur rimanendo nelle tipiche atmosfere dei thriller. Il romanzo mostra forme ben conosciute del male che gli uomini sono in grado di fare, senza rimorsi e senza pentimenti, ma in questo caso è il modo in cui viene scoperto che rende unico questo romanzo. Teresa Battaglia si conferma un personaggio dal carattere duro e ostinato, ma anche di grande generosità e umanità, insieme all’ispettore Marini, vero assistente nella professione e nella vita.

I killer non vanno in pensione

Titolo: I killer non vanno in pensione

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

La Banda dei Quattro agisce all’interno della sede INPS di Treviso, sono quattro impiegati nullafacenti e corrotti, che sfruttano oltre ogni limite Walter Galati, un uomo tranquillo, mite e laborioso, vessato anche dalla moglie Stefania, insoddisfatta per lo stipendio tropo basso e per le sue poche ambizioni. Ma Walter non è quello che sembra. Il mesto impiegato nasconde un segreto insospettabile, è in realtà un killer che svolge alla perfezione i lucrosi incarichi che gli vengono affidati da una misteriosa Agenzia. Walter sente che la sua carriera di killer sta per concludersi e teme di essere eliminato. Riceve un incarico per eliminare un residente di Procida che a lui sembra proprio una trappola in cui attirarlo e farlo fuori. La trama si infittisce, Walter scopre a casa sua l’amante della moglie ed è costretto ad eliminarlo, nella sede INPS arriva l’ispettore ministeriale Marta Coppo che deve indagare sulle malefatte della banda dei quattro che cominciano ad organizzare i piani per difendersi, una serie di misteriosi delitti e una guerra tra bande di malavitosi insanguina la tranquilla provincia di Treviso, c’è anche in azione un misterioso killer di cani. Il Nord Italia è flagellato dalle piogge, i fiumi sono in piena e il rischio di inondazioni è enorme.

La trama va a comporre una sequenza fittissima di eventi in una specie di giallo che a volte sconfina nel dramma o nella commedia degli equivoci, dove nulla è come sembra. Il romanzo mette alla berlina, con umorismo e sarcasmo inarrivabile, tutti i difetti della provincia italiana, il conformismo, l’ipocrisia, la morale su misura, gli abusi di ogni tipo fatti per agevolare il turismo internazionale, la presenza della criminalità organizzata che gestisce i principali affari nel triveneto. Continui capovolgimenti di fronte, storie che sembrano distanti che invece si incontreranno, tanta geniale ironia contro il malcostume italico ed i suoi principali difetti.

In silenzio si uccide

Titolo: In silenzio si uccide

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Noir nordico, ambientato in Islanda, tra Reykjavik e dintorni.  Una ragazza viene ritrovata sulla tomba di Jon Sigurosson, fondatore dell’indipendenza dell’Islanda, eroe nazionale. Della ragazza non si conosce il nome, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. L’ispettore Erlendur e il suo assistente Sugurour Oli iniziano le indagini nel mondo dei tossicodipendenti, lo stesso che frequenta la figlia di Erlendur. Qualche indizio porta la coppia di investigatori verso i fiordi dell’Ovest, con la speranza di ricostruire la vita della sfortunata ragazza. Indagando con pazienza con i pochi indizi disponibili, le indagini troveranno la direzione definitiva.

Un noir scritto con abilità da Arnaldur Indridason, uno scrittore capace di costruire trame misteriose e ricche di suspence dosata con misura per attirare l’attenzione del lettore senza stressarlo oltre misura. Il romanzo mostra un volto inedito dell’Islanda di oggi, in cui lontano dalla capitale Reykjavik, città ricca e piena di opportunità, ci sono solo centri piccoli abbandonati in crisi economica, con il sistema della pesca che è stato stravolto con le quote pesca finite in mano ai ricchi monopolisti, lasciando i piccoli pescatori senza lavoro, senza soldi e senza prospettive. Emerge una condizione per i giovani islandesi di emarginazione, incomprensioni con le famiglie, disagi sociali ed economici, con inevitabile consumo di droga e con la prostituzione come mezzo veloce e sicuro per procurarsi i soldi. I padroni del mondo della droga e della prostituzione sono ricchi uomini d’affari, gente senza scrupoli, spietati sfruttatori che non hanno nessun rispetto per la vita degli altri.

In un mondo senza certezze e riferimenti, dove i giovani non conoscono neanche la storia della loro patria e le famiglie non sono un riferimento per i giovani, anche l’amore prende direzioni sbagliate e non riesce a svolgere la sua funzione principale.

La congiura dei suicidi

Titolo: La congiura dei suicidi
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Atene soffre per il lockdown, per le limitazioni alle libertà e per le conseguenze economiche, che stanno avendo effetti devastanti su una economia fragile e precaria come quella greca. Per fortuna la criminalità sembra risentire della situazione di crisi generale e non ci sono particolari indagini su cui impegnarsi per il commissario Charitos e la sua squadra investigativa. La calma momentanea viene interrotta da un suicidio di un anziano, che nella lettera di addio fa riferimento ad una “congiura dei suicidi”. La lettera viene subito pubblicata su internet ed ottiene lo scopo voluto ossia l’inizio di una serie di manifestazioni di protesta contro le condizioni di vita imposte dal Governo. Charitos inizia le indagini e su di lui ci sono grandi pressioni da parte dei suoi superiori che vogliono sapere cosa c’è dietro la lettera e cosa ci si deve aspettare nell’immediato futuro. Avvengono altri suicidi tutti inneggianti alla “congiura dei suicidi”, con le lettere sempre pubblicate su internet, senza che la polizia riesca ad evitarlo. A complicare le cose c’è una banda che si fa chiamare “Combattenti del 2021” che inizia boicottare la campagna vaccinale, con azioni violente e imprevedibili. Il commissario Kostas Charitos dovrà usare tutto il suo buon senso e la rete di conoscenti per riuscire a chiudere le indagini con successo.
Un romanzo che racconta la condizione sociale ed economica della società greca, indebolita dalla nota crisi economica e portata allo stremo dalle misure di rigore finanziario imposte dalla Comunità Europea, ma anche scoraggiata e quasi senza speranza per la sfiducia nella classe politica. I pensieri e le riflessioni dei personaggi del romanzo verso i vaccini, le misure per contenere la pandemia e le conseguenze economiche, sono raccontate senza dare spazio ad estremismi o interpretazioni fantascientifiche legate a complotti e altre strane teorie. Si ragiona in termini economici e sociali delle varie decisioni, con molto buon senso e misura. Che è la chiave del successo dei libri di Markaris.

L’ultimo ospite

Titolo: L’ultimo ospite
Autore: Paola Barbato
Editore: Piemme
 
Adalgisa Grisenti è una ricca signora che muore lasciando la grande villa in cui viveva come eredità. Tutti i suoi beni sono racchiusi nella villa e quando gli eredi scoprono che la defunta è morta senza lasciare testamento, pretendono che il notaio faccia un inventario di tutto ciò che si trova all’interno della villa. L’incarico viene accettato dal notaio Flavio Aragona a malincuore dato che si tratta di un lavoro massacrante, da svolgersi in poco tempo, avendo come controparte un gruppo di eredi litigiosi e sospettosi. Il notaio si presenta alla villa con la sua assistente, Letizia Migliavacca, una persona molto valida sul piano professionale, ma dalla personalità molto fragile e complicata. Completa la squadra l’anziano cane di Letizia, a cui anche il notaio è affezionato. La villa è molto grande, tante stanze, armadi, scomparti segreti. Il lavoro del notaio e della sua assistente procede a rilento, per una serie di inconvenienti che rallentano le operazioni, già di per sé lente per la scrupolosità con cui devono essere eseguite. Gli imprevisti aumentano e sembra che la casa sia abitata da fantasmi o da sconosciuti che entrano e lasciano segnali della loro presenza. Il notaio Aragona all’inizio non dà molta importanza a quanto accade nella casa, convinto che si tratta in buona parte delle solite esagerazioni della sua assistente, ma con il passare delle ore comincia a credere anche lui che nella villa ci sia qualcosa di misterioso che si sta opponendo al suo lavoro.
Il libro è un thriller dalla trama costruita con ingegno e grande attenzione a tutti i particolari, con una tensione in continua crescita, con eventi misteriosi che si manifestano senza poterne dare una giustificazione razionale e ritrovamenti che lasciano intendere che qualcosa di terribile sia accaduto nella villa. Il mistero rimane fitto e solo alla fine tutto trova una spiegazione. Un libro ad alta tensione, quasi claustrofobico, dove il mondo razionale e irrazionale sembra scatenarsi contro il notaio e la sua assistente. Paola Barbato si conferma come una delle migliori interpreti del genere thriller italiano.

Londra anni Venti

Titolo: Londra anni Venti
Autore: Marco Varvello
Editore: Bompiani
 
Marco Varvello è il corrispondente dal Regno Unito della Rai, risiede a Londra ed è un osservatore attento ai cambiamenti che stanno avvenendo in questi anni. Gli anni Venti richiamati dal titolo del libro, non sono quelli del Novecento, ma quelli del ventunesimo secolo, contrassegnati da grandi turbolenze e cambiamenti politici e sociali di portata difficile da prevedere. Londra è sempre stata una città cosmopolita, in grado di attrarre persone e capitali da tutto il mondo, da sempre capace di anticipare mode e tendenze. Per descrivere i cambiamenti in corso, Varvello ha scritto una storia d’amore, tra le più improbabili che si possano immaginare. Lui, George, camionista, ex tassista, si ritrova ad essere coinvolto, suo malgrado, nel rapimento di un funzionario della dogana da parte di un gruppo di terroristi irlandesi. Figlio di genitori nordirlandesi immigrati, inseguito da sempre dal conflitto etnico-nazionalista nordirlandese. Lui è inglese, conservatore e sostenitore della Brexit. Lei, si chiama Allegra, è una giornalista del Sunday Times, ha studiato nei college per ricchi, conosce tante persone, segue la Brexit per ragioni professionali, intervistando i politici e le persone del popolo, proprio quelle che hanno votato per la Brexit. I due si incontrano, nasce una relazione resa possibile dalla clandestinità imposta dal Covid, quando non si potevano frequentare altre persone e loro si vedevano a casa di lui, lontano da tutti, in una intimità che consentiva loro di essere sé stessi senza i condizionamenti imposti dal proprio stato sociale. Ma al termine del lock down tutto torna alla normalità e allora le differenze sociali e ambientali impediranno a George ed Allegra di proseguire la loro storia d’amore, le differenze saranno troppo grandi, i condizionamenti del passato e del presente li allontaneranno per sempre.

Si vive bene in due

Titolo: Si vive bene in due
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
“Si vive bene in due” fu pubblicato nel 1943. Non è un giallo e neanche un noir, le atmosfere sono quelle classiche di Scerbanenco, con Milano che ancora deve iniziare il grande cambiamento postbellico e mostra gli evidenti disagi sociali delle classi meno abbienti.
Cesare Vairaghi è un giovane di 24 anni, impulsivo e poco maturo, che ha il sogno di aprire una libreria. Per realizzare il suo sogno ha bisogno di soldi, è convinto che sarà sufficiente fare un viaggio a Roma e chiedere un prestito ad uno zio. Il viaggio a Roma non darà il risultato sperato. La sua fidanzata Benedetta, d’accordo con il padre, gli concede la dote per l’acquisto della libreria per riuscire ad acquistare la tanto desiderata libreria. Cesare è circondato da donne che si interessano a lui. Infatti, oltre alla fidanzata, c’è Candida, una donna ricca, elegante e capricciosa, cliente della libreria, che fa di tutto per avvicinarlo, c’è Cristina, una amica di Benedetta, che lo aiuta in libreria. Pochi giorni prima del matrimonio tra Cesare e Benedetta, un tragico incidente cambia le loro vite per sempre.
Oltre a Cesare, le donne sono le protagoniste del romanzo, con le loro personalità e sensibilità, desideri e delusioni, ambizioni e paure. Candida è ricca e può fare quello che vuole, non ha bisogno di un marito per acquisire un ruolo nella società. Benedetta e Cristina sono giovani, belle, intelligenti, ma solo con un matrimonio potrebbero avere un ruolo sociale rispettabile, anche se subalterno a quello del marito. Altre protagoniste femminili partecipano a questa analisi della condizione della donna, tutte attratte da Cesare e dalla sua immatura irruenza.
Ogni protagonista si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, sogni e speranze, ma c’è il destino che è sempre in agguato, per rendere vani gli sforzi fatti per impiegare al meglio la propria vita e per riuscire ad interpretare i propri sentimenti.

Il sesto comandamento

Titolo: Il sesto comandamento
Autore: Anna Vera Sullam
Editore: SEM
 
Siamo a Venezia, nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata, le leggi razziali sono state introdotte dal regime fascista da due anni. La comunità ebrea è costretta ad una vita emarginata e piena di restrizioni. La Scuola Ebraica Superiore di Venezia si è insediata in un palazzo donatole dalla comunità veneziana, per consentire il libero svolgimento delle attività. Una delle docenti viene trovata cadavere all’interno della scuola, uccisa con un colpo alla testa inferto con un busto di Mussolini. La ricerca del colpevole parte dalla comunità ebraica, l’oggetto usato per uccidere è indice che l’assassino è un anti-mussoliniano, come solo gli ebrei possono esserlo in quel periodo in Italia.  Il vicequestore Gigli, interessato più alla carriera che alla ricerca della verità, individua nel pittore ebreo Elias Riftin, il colpevole ideale, anche grazie alla sua piena confessione. Il maresciallo Russo affianca il vicequestore nelle indagini e non ci vede chiaro nella confessione di Elias e continua le indagini per conto suo, alla ricerca della verità. Sarà merito suo se il vero colpevole sarà assicurato alla giustizia.
Il sesto comandamento è un giallo ben costruito, con una ambientazione affascinante e malinconica, molto adatta alle circostanze del periodo, che pone l’attenzione sul periodo storico e sulle difficoltà della comunità ebraica, molto ben documentate e descritte. Anna Vera Sullam, alla prima prova come giallista, mostra tutto il suo amore per Venezia e per la storia di quel periodo. Con questo libro vuole mantenere viva la memoria dei fatti di quel periodo, per non dimenticare quanto accadde in quegli anni, tra i più difficili per l’umanità.

Il castello di barbablu

Titolo: Il castello di Barbablu
Autore: Javier Cercas
Editore: Guanda
Traduzione: Bruno Arpaia
 
Dopo Terra Alta e Indipendenza, il Castello di Barbablù conclude la trilogia che Javier Cercas ha scritto con Melchor Marin protagonista. Marin è un uomo con un passato complicato, non ha mai conosciuto suo padre, la madre era una prostituta uccisa in circostanze mai chiarite, lui stesso fu arrestato per traffico di droga, scontò una pena in carcere dove conobbe la letteratura ed in particolare I Miserabili, per lui vera e propria guida di vita. Scontata la pena, riesce ad entrare in polizia, dove dimostra di avere un grande intuito come investigatore. Sua moglie viene uccisa per vendetta contro di lui in un incidente simulato.
In questo “Il castello di barbablu”, Marin ha lasciato la polizia per diventare bibliotecario a Gandesa, dove vive con sua figlia Cosette, con cui ha un rapporto complicato.
La ragazza scopre che il padre le ha mentito sulla morte della madre e questo rende la situazione tra i due esplosiva. Cosette approfitta di una vacanza a Maiorca per allontanarsi ancora di più dal padre, ma le cose non vanno bene per la ragazza che rimane coinvolta in una storia di abusi sessuali che coinvolgono un ricco e famoso uomo d’affari dell’isola.
Melchor prova a denunciare le violenze subite dalla figlia alla polizia locale, ma nulla può contro l’immobilismo frutto della corruzione della polizia dell’Isola. Melchor non può stare con le mani in mano e si organizza, indaga, cerca informazioni, fino a scoprire un possibile alleato per un piano che dovrebbe assicurare alla giustizia il colpevole delle violenze sessuali su sua figlia ed altre donne malcapitate.
Un libro che tratta i temi cari all’autore, dalla politica alla condizione sociale, alla incapacità del sistema giudiziario, alla corruzione, alla violenza sulle donne, all’antico dilemma se sia più giusto cercare giustizia o vendetta, scritto con attenzione e passione. Il temperamento del padre si scontra con la sensibilità e la delicatezza della figlia che non è come lui, solo azione e vendetta, che forse è più interessata alla giustizia, anche se questo implica tempi e modi diversi.

Omicidio per principianti

Titolo: Omicidio per principianti
Autore: Christian Frascella
Editore: Einaudi
 
Barriera di Milano è un quartiere della periferia torinese, uno dei tanti luoghi dove il degrado sociale dovuto all’impoverimento degli abitanti e i troppi immigrati che ci abitano, aumenta di giorno in giorno. Una bambina di sei anni viene rapita a scuola, è una compagna di classe della adorata nipotina di Contrera, l’investigatore privato più sfigato d’Italia. Polizia e Carabinieri non sanno da dove cominciare con le ricerche, mentre Contrera conosce bene il quartiere e dà il via alla sua indagine, dopo aver ricevuto l’incarico dalla mamma della bambina scomparsa.
Contrera continua a vivere a modo sua, a casa di sua sorella, con gli adorati nipoti e con il cognato che lo odia sempre di più, che lo vuole fuori di casa. Ma lui non sa dove andare, dopo il divorzio dalla moglie e il benservito come padre dalla figlia, scaricato anche dalla sua amante, dopo aver scoperto che la ex moglie era incinta e lui era il padre del nascituro.
Contrera va avanti, nonostante i fallimenti, i pochi soldi, continua a svolgere la professione di investigatore, sa di essere bravo e che prima o poi qualcosa accadrà, la sua fiducia nel futuro non cede, anzi è tale da dargli la forza di andare avanti. Ha promesso alla nipotina che ritroverà la sua amichetta e lo farà, a tutti i costi.
Il libro è una visita guidata attraverso il degrado della nostra società, stravolta dalla crisi economica e dall’assenza dello stato. Ma ci sono Contrera ed alcuni suoi amici, tutti messi male, che lavorano contro le tante ingiustizie, per difendere quartieri come Barriera, per renderli vivibili e rispettabili. Contrera è il paladino degli sconfitti, di coloro che hanno sbagliato e continuano a sbagliare, per coerenza con sé stessi e con la propria coscienza. Ma questa società, per niente meritocratica, si accanisce contro gli onesti, premiando i ruffiani e gli opportunisti. Per questo per i Contrera non c’è mai spazio per la gioia. Un ottimo Noir sociale.

La quarta profezia

Titolo: La quarta profezia
Autore: Glenn Cooper
Editore: Nord
Traduzione: Barbara Ronca
 
Una nuova avventura per Cal Donovan, il professore di Storia delle Religioni dell’Università di Harvard, amico del Papa Celestino VI, dal titolo “La quarta profezia”. Dieci giorni prima della cerimonia di canonizzazione di Suor Lucia, la pastorella che fu testimone dell’apparizione della Madonna a Fatima, insieme ai suoi due cugini, il Papa riceve una lettera anonima che gli chiede di dimettersi. Il Papa sente che la minaccia è molto concreta e chiama in Vaticano con estrema urgenza il suo amico Cal Donovan. Chi minaccia il Pontefice? Cosa c’entrano i misteri di Fatima e Suor Lucia? Inizia una avventura che vedrà il professore di Harvard girare per l’Europa alla ricerca degli indizi necessari per salvare il Papa e scoprire chi sta tramando contro di lui. Cal dovrà ricostruire gli ultimi anni di Suor Lucia, risalire alle persone che sono state in contatto con lei e scoprire chi ha ricevuto in regalo oggetti a lei appartenuti, per incastrare chi sta tramando un complotto contro Papa Celestino e le forze che si oppongono alla sua politica poco tradizionale e lontana dalle idee più conservatrici che aleggiano nella Curia.
Glenn Cooper ha trovato un personaggio come Cal Donovan, empatico ed affascinante, che ben si presta ad essere protagonista di trame che sono molto congeniali al suo stile di scrittura, quando c’è da mescolare le invenzioni della sua fantasia con fatti storici, su cui dimostra di essere ben documentato. Cooper è abile a trovare spunti di storia della religione cattolica che si prestano alla costruzione di trame misteriose in cui nemici della Chiesa sono all’opera per distruggerla oppure crearle grossi problemi. Cal Donovan è il personaggio perfetto per trasformarsi in una specie di agente segreto speciale al servizio di Sua Santità, affrontando rischi e pericoli per il bene del Pontefice e della Chiesa. E’pura finzione, ma qualche ora di relax è garantita. Per gli amanti del genere.

L’enigma della vacca intera

Titolo: L’enigma della vacca intera
Autori: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi
Editore: Giunti
 
La collaborazione tra il macellaio Dario Cecchini e il giornalista finanziario Alessandro Mauro Rossi prosegue con il secondo giallo ambientato a Panzano in Chianti, dal titolo “L’enigma della vacca intera”. Cecchini e Rossi continuano ad essere autori dei romanzi e protagonisti delle storie, secondo una formula ormai collaudata e di successo, come dimostrano i risultati ottenuti con “Il mistero della finocchiona a pedali”.
Tanti i personaggi, con i loro soprannomi, le abitudini paesane, il modo dissacrante e irriverente di vedere le cose tipico della toscanità più allegra e scanzonata.
La trama gialla inizia con la morte di Ettore, il cantiniere del Castello di Flacciano, trovato cadavere dentro un tino pieno di vino. Pochi giorni prima era morto, per cause naturali, alla soglia dei 100 anni, Arrigo, un vecchietto ospite della casa di riposo locale, grande amico di Ettore. Arrigo faceva parte dell’ordine dei templari e custodiva un segreto, ossia la formula per la preparazione di una specie di pozione magica, capace di garantire una vita lunghissima a coloro che lo bevessero. Il segreto era scritto su una pergamena che nessuno ha idea di dove possa essere custodita.
Le indagini sull’omicidio di Ettore sono affidare al maresciallo Sarra e all’appuntato Scoppelliti, aiutati in via semiclandestina da Cecchini e Rossi, investigatori dilettanti di indubbia efficacia.
La trama gialla è costruita con ingegno e la scrittura è ben calibrata rispetto ai contenuti. La parte divertente consiste nelle battute dei personaggi locali, pieni di umorismo paesano, schietto e spontaneo, oltre che nella naturale propensione, sempre dei locali, per le burle, diverse per ogni occasione ma sempre spassose. La trama comprende le avventure amorose di Ettore, alcune vicende finanziarie che riguardano il proprietario del Castello di Flacciano, le innumerevoli attività del Cecchini, la sua macelleria e i suoi ristoranti dove si mangia la ciccia, vera protagonista del libro insieme con le altre prelibatezze e bellezze ambientali del Chianti.

La casa sul fiume

Titolo: La casa sul fiume
Autore: Gianluca Arrighi
Editore: MEA
 
Agata Rubino aveva un amore grande, suo marito, ma una sera in un ristorante, uno sconosciuto ha aggredito l‘uomo, senza motivo, riducendolo in fin di vita. Agata sta ora spendendo la sua vita alla ricerca dell’aggressore, per mettere in atto la sua vendetta.
Biagio Martini è un affermato avvocato, vive in una villa sontuosa a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, il paese famoso per i racconti di Don Camillo e Peppone. L’infanzia di Biagio è stata segnata da un evento tragico in cui sono morti i suoi genitori e lui era presente quando i fatti sono accaduti. Biagio non ha dimenticato la terribile esperienza ed anche ora che è sposato con due figli, con una vita professionale di successo che gli garantisce benessere ed agiatezza, vive una vita instabile, segnata da paure, debolezze e continue cure ed aiuti dai medicinali.  Agata e Biagio non si conoscono ma si incontreranno, non per caso ma per l’ostinato volere di Agata. Ne seguirà una vicenda sconvolgente.
Un grande thriller, una trama originale che cattura fin dalla prima pagina, costruita con ingegno e precisione, una ambientazione efficace e multiforme, dal lusso dei ricevimenti mondani degli amici e colleghi di Biagio Martini, allo squallore della vita quotidiana di Agata Rubino, che si accontenta di quello che trova pur di avvicinare Biagio Martini per portare a compimento il suo piano personale. Gianluca Arrighi riesce a adattare il metodo narrativo alle varie vicende, riuscendo a variare il ritmo della scrittura in modo da tenere sempre alta la tensione del racconto. I capitoli sono brevi, con continui cambiamenti di scena, personaggi descritti con grande cura ed attenzione ai caratteri della personalità ed alle tipologie di disturbi e disagi che manifestano, dai traumi infantili alla incapacità di vivere con gli altri alla immaginazione di realtà inesistenti. Finale imprevedibile ed inquietante.

Obscuritas

Titolo: Obscuritas
Autore: David Lagercrantz
Editore: Marsilio
Traduzione: Laura Cangemi
 
Un noto professore di psicologia, grande esperto di tecniche di interrogatorio, Hans Rekke, viene ingaggiato dal capo della polizia di Stoccolma, per indagare sull’uccisione di un arbitro di calcio di origini afghane. Rekke è una persona ricca, di grande cultura, ottimo musicista, ma è anche fragile e dipendente dalle medicine. Lo psicologo dovrà collaborare con Micaela Vargas, una giovane poliziotta di origini e cultura molto diverse, che dovrà dare fondo a tutte le sue energie per collaborare in modo proficuo con il celebre professore.
La storia è ambientata nel 2003, Nello stesso periodo l’America stava invadendo l’Iraq mentre dal 2001 aveva invaso l’Afghanistan dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’omicidio dell’arbitro è avvenuto in circostanze mai chiarite a sufficienza. Responsabile dell’omicidio fu considerato Giuseppe Costa, padre di uno dei giocatori delle squadre in campo, ma lui ha sempre negato di averlo ucciso. L’indagine per l’omicidio dell’arbitro si allargherà verso direzioni inaspettate coinvolgendo la Cia e le operazioni in Afghanistan e i Talebani con la guerra che avevano dichiarato alla musica. Le indagini cambieranno continuamente direzione per scoprire la vera personalità dell’arbitro e le ragioni del suo omicidio.
Un libro interessante che racconta le vicende relative all’ascesa dei Talebani in Afghanistan ed alla loro visione del mondo in modo originale, pieno di dettagli inediti e da un punto di vista molto particolare. La musica e la teoria musicale hanno una grande importanza nella vicenda e la svolta delle indagini sarà consentita proprio dalla grande cultura musicale di Rekke che saprà cogliere dettagli quasi impercettibili ma determinanti per la soluzione del caso. Non c’è molta azione, come l’autore di aveva abituato con i libri della serie Millennium, ma c’è tanta analisi psicologica per una lettura comunque interessante.

Una giornata cominciata male

Titolo: Una giornata cominciata male

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

L’Aurelia è una strada pericolosa e molto trafficata. Federico Santini è un facoltoso imprenditore romano, sta vivendo un momento difficile con la ex moglie che sta facendo di tutto per rovinarlo. Sta andando all’Argentario dove lo aspetta la fidanzata del momento. Nonostante la forte pioggia, Santini sta correndo con il suo Suv imponente, non vede un ciclista e lo investe. Si ferma, vede che nessuno è stato testimone dell’incidente e decide di riprendere la corsa, lasciando il ciclista esanime sull’asfalto. Il giorno di Ferragosto Santini si sveglia in stato confusionale in una rimessa di barche. La sua amante è stata uccisa con diverse coltellate. Uno sconosciuto lo sta minacciando telefonicamente per l’incidente con il ciclista. Lui non ricorda nulla e non può fare altro che avvisare l’avvocato Gordiani, il suo legale di fiducia, che avrà il delicato compito di difendere un possibile duplice omicida.

“Una giornata cominciata male” ha una trama incalzante e coinvolgente, racconta la società italiana con i suoi difetti più evidenti e fastidiosi, dove alcuni si sentono più furbi degli altri, sempre pronti a trovare le scorciatoie, con i ricchi che credono di poter comprare tutto con i soldi, compresa l’assoluzione dai reati. Navarra ci mostra il funzionamento della giustizia in Italia, secondo le leggi e le procedure reali, senza le esagerazioni di origine americana che tanti romanzi e fiction televisive ci hanno raccontato. L’avvocato Gordiani diventa portavoce di tutti gli avvocati italiani, che vivono in continuazione il dilemma se sia più importante applicare la legge oppure fare giustizia. Una delle parti migliori del romanzo è la collaborazione tra l’avvocato Gordiani e il pubblico ministero Polara durante il processo a Santini. Entrambi cercano la verità per fare giustizia, non accontentandosi di applicare la legge. Michele Navarra si conferma grande autore di noir, dalla scrittura fluida e lineare, oltre che ottimo divulgatore dei principi della professione forense, dall’alto della sua esperienza di avvocato penalista di successo.

Io sono l’Indiano

Titolo: Io sono l’Indiano
Autore: Antonio Fusco
Editore: Rizzoli
 
Io sono l’Indiano segna il debutto di un nuovo personaggio di Antonio Fusco, l’ispettore Massimo Valeri, detto l’Indiano. Massimo è stato adottato da piccolo da una famiglia italiana, ha ereditato una barca in cui è costretto a vivere per contenere le spese, è uno spirito libero e difficile da imbrigliare nelle regole del suo lavoro, ma è un grande poliziotto, amante della verità.
Davanti al commissariato in cui lavora Massimo Valeri c’è una donna che sta manifestando da diversi giorni perché vuole sapere che fine ha fatto il suo compagno, sparito senza lasciare tracce. La presenza della donna non piace al commissario Tognozzi che incarica Valeri di indagare sulla sorte dell’uomo, per riuscire ad interrompere la protesta della donna. Valeri indaga a modo suo, affiancato dal collega Matteo Landini. L’uomo viene ritrovato vittima di un apparente incidente stradale, la donna continua la protesta perché ora vuole sapere chi è il colpevole della morte del suo fidanzato. L’indagine porterà Valeri ad indagare in molte direzioni, fino ad individuare la direzione giusta, che lo porterà a scoprire aspetti inediti delle onlus che dovrebbero aiutare gli immigrati e le attività dei politici che le supportano e finanziano.
Un libro che tocca tanti temi di attualità, dalle guerre in Africa ai viaggi dei disperati che lasciano i loro Paesi di nascita per tentare di raggiungere l’Europa, ai problemi di inserimento degli immigrati in società che non li vogliono, all’utilizzo improprio dei fondi destinati all’aiuto degli immigrati, alle cattive abitudini degli uomini politici e dei loro collaboratori. L’ispettore Massimo Valeri ha avuto un’infanzia non facile e conosce le sofferenze della discriminazione e dell’emarginazione sociale e riesce a fare il suo lavoro giudicando diversamente chi sbaglia da chi invece è un criminale incallito. Un personaggio empatico di cui di sicuro leggeremo altre storie.

Una lama nel bianco

Titolo: Una lama nel bianco

Autore: Fabio Rennani

Fabio Rennani, è un ingegnere che si dedica alla scrittura di gialli con passione ed energia, con una produttività sorprendente. Questo “Una lama nel bianco” è il suo quarto romanzo che ha come protagonista l’ormai ex ispettore Innocenti, che finalmente ha ottenuto la nomina a commissario.

Per festeggiare la promozione, Innocenti decide di trascorrere una vacanza in montagna, sulle Dolomiti, in compagnia della figlia, Alice. All’arrivo in albergo, Innocenti trova subito la prima sorpresa, ossia la presenza nell’hotel della ex moglie Anna. Seguiranno altre sorprese, tra cui un omicidio proprio nell’albergo che ospita il Commissario che si troverà suo malgrado coinvolto nelle indagini. Il cadavere ed i principali sospettati fanno parte di una famiglia benestante, romana, che è solita trascorrere in quell’albergo le vacanze. Sorprese e colpi di scena nello scenario incantato delle Dolomiti.

Un libro che segna un deciso salto di qualità nella scrittura di Fabio Rennani, capace di elaborare una trama più complessa ed articolata rispetto ai libri precedenti, con una ambientazione riuscita e intrigante. Il commissario Innocenti è un personaggio convincente, grazie alla sua normalità, alle sue incertezze sul piano sentimentale ed alle ottime intuizioni nelle indagini.

Il romanzo fornisce uno spaccato critico nei confronti di alcuni ambienti sociali della Capitale, in cui si bada esclusivamente all’immagine trascurando la sostanza, con riferimento a coloro che dietro la facciata di benessere e di opulenza familiare, nascondono in realtà situazioni che hanno molto poco di prestigioso e rispettabile. Una scrittura ironica e a tratti pungente. Qualche ora di meritato relax.

La settima luna

Titolo: La settima luna
Autore: Piergiorgio Pulixi
Editore: Rizzoli
 
Il ritrovamento di un cadavere ormai non fa più notizia. Ma se il cadavere è di una giovane ragazza, ritrovata con le mani legate dietro la schiena e con in testa una maschera bovina, la notizia è di quelle che lasciano senza parole.
Il vicequestore Vito Strega ha appena messo insieme una squadra d’eccellenza con le ispettrici Eva Croce e Mara Rais. L’ispettrice Clara Pontecorvo è la prima ad arrivare sul luogo del ritrovamento del cadavere della ragazza e si troverà a lavorare con la squadra di Strega. L’indagine parte senza indizi, si comincia dalla vita della povera ragazza, dal fidanzato, dai genitori e la loro attività lavorativa.
Ambientato solo in parte in Sardegna e principalmente in Lombardia, dalle parti di Pavia, ambientazione molto cupa, umida, arretrata e quasi disumana nelle descrizioni della vita rurale. La settima luna è un libro dalla trama complessa e avvincente che cattura il lettore fin dalle prime pagine. L’omicidio sembra seguire un rituale antico quanto violento, ma non c’è alcun nesso con le persone coinvolte nelle indagini, che sono tante ma senza un movente che possa giustificare un delitto così efferato. I capitoli sono brevi, le azioni si svolgono contemporaneamente in posti diversi, i continui cambi di scenario danno alla lettura in ritmo incalzante, cadenzato, quasi come quello dei brani musicali, soprattutto di musica blues, spesso richiamati nel testo. Gli investigatori sono tutti personaggi ben caratterizzati, di grande empatia, mentre i sospettati sono personaggi ambigui, che hanno molto da nascondere e da temere. Con le indagini e le avventure dei protagonisti, è ben raccontata la modalità con cui le cosche entrano nel tessuto economico di zone i cui abitanti sono per tradizione onesti e laboriosi, ma di fronte al bisogno di soldi, spesso si è costretti a fare scelte drammatiche e dolorose. Uno dei migliori thriller che ho letto nel 2022.

La carrozza della Santa

Titolo: La carrozza della Santa

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Sant’Agata è la patrona di Catania, a cui sono dedicati ogni anno tre giorni di festeggiamenti che sono conclusi da una sontuosa processione. La fine deli festeggiamenti doveva essere un giorno da ricordare per due studentesse spagnole che stavano concludendo l’Erasmus proprio a Catania e così fu, perché furono proprio loro a scoprire, in una delle carrozze usate per la sfilata, il cadavere di Vasco Nocera, un uomo di settant’anni ricco e molto conosciuto in città.

Le indagini sull’omicidio sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra di fedelissimi. Dietro la morte di Nocera si nascondono complicate vicende familiari e trovare il responsabile sarà tutt’altro che semplice. La trama criminale di questo romanzo “La carrozza della Santa” si intreccia con le vicende familiari di Vanina, con la sua passione per i film italiani di un tempo e per l’amore per la magnifica cucina siciliana. Le ambientazioni sono descritte per esaltare le bellezze architettoniche e naturali ma anche per evidenziare i mai risolti problemi del traffico e della pulizia. La storia tocca gli anni delle lotte partigiane al nazifascismo dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia per arricchire il racconto con importanti note storiche oltre a quelle sociali che comprendono anche l’influenza delle grandi organizzazioni criminali nella vita comune. Il libro è scritto con il solito linguaggio italo-siculo, con le contaminazioni del siciliano che sono di facile comprensione e sono particolarmente adatte per enfatizzare quello che i personaggi vogliono dire. Molti i riferimenti alla eterna sfida tra catanesi e palermitani che consentono ai non siciliani di capire qualcosa in più su questa disputa e sulla sua importanza culturale. Un romanzo che tratta temi importanti e drammatici con elegante simpatia per una lettura molto piacevole.

La feluca e la fiocina

Titolo: La feluca e la fiocina
Autore: Irene Caltabiano
Editore: Capponi
 
Torre Faro è un paesino posto sulla punta della Sicilia che si protende verso la Calabria. Qui gli uomini sono quasi tutti pescatori, che dedicano la propria vita alla pesca del pesce spada, usando piccole imbarcazioni, agili e veloci, le feluche, armati della fiocina e del proprio coraggio. La vita dei pescatori è dura, tanta fatica e pochi soldi, ma nessuno si lamenta, nessuno abbandona il proprio destino. Salvatore Greco è un ragazzino che non ama il pesce, non gli piace il suo odore, così come non piace la vita in Sicilia. Salvatore vede morire il padre Calogero, ucciso da un pesce spada gigantesco, la cui esistenza nel mare dello Stretto era una leggenda. La morte del padre segna il destino di Salvatore, che scopre il suo talento per la scrittura, lo alimenta e poi decide di lasciare la Sicilia per raggiungere il successo a Roma. Ma nonostante i suoi sforzi, non riesce a dimenticare la Sicilia, che lo richiamerà alle sue origini per sconfiggere i fantasmi che tormentano lui e la sua famiglia.
Una storia toccante e malinconica, il racconto di vite dure e povere, segnate da lutti e grandi dolori, incomprensioni familiari dovute alle diverse aspirazioni di generazioni che non riescono a dialogare. L’amore per il mare e il rispetto che gli uomini gli devono è un tema forte del libro che trova nel mare dello Stretto un grande protagonista, così come lo è il re dei pesci, il pesce spada, simbolo di forza e di coraggio. Così l’imbarcazione da pesca diventa viva, il re dei pesci dello Stretto ha anche una regina con cui divide la propria vita, la natura si mostra in tutta la sua bellezza disarmante ma anche con la sua potenza distruttrice. Irene ha scritto questo “La feluca e la fiocina” da siciliana innamorata delle proprie origini, producendo un romanzo intenso ed emozionante, descrivendo le ambientazioni ed i caratteri dei protagonisti, con grande sensibilità e romantica precisione.