L’ultima ricamatrice

Titolo: L’ultima ricamatrice

Autore: Elena Pigozzi

Editore: Piemme

 

Eufrasia è rimasta sola, vive nella sua casa ai margini di un bosco, dove per tanti anni ha praticato l’arte di famiglia, come la sua bisnonna, sua nonna e sua madre ossia tessere, cucire e ricamare, attività a cui si sono dedicate con tutta l’energia e la capacità. Alla soglia dei settant’anni, Eufrasia quasi non lavora più, ha le mani deformate dall’artrite, i clienti sono pochi, ormai nessuno ha tempo di aspettare che un corredo sia ricamato a mano o un vestito realizzato su misura. Improvvisamente una giovane si presenta per chiedere un corredo e per imparare l’arte del ricamo, si chiama Filomena, è gentile e premurosa. Eufrasia si presta volentieri per fare ancora una volta, forse l’ultima, quello che in fondo è sempre stato il suo lavoro, ossia interpretare i desideri degli altri e renderli felici con i suoi ricami e le sue opere. Le due donne iniziano una assidua frequentazione, Filomena chiede ad Eufrasia di raccontarle la sua vita e quella della sua famiglia.

Cent’anni di storia e di affetti familiari, di disgrazie, lutti, la dura vita di campagna raccontata dalla voce di Eufrasia, una donna coraggiosa e forte, più forte delle avversità, come lo erano state sua madre e le nonne. Una lezione di vita, per non abbattersi di fronte ai drammi, per trovare la forza per andare avanti, per non rinunciare a fare qualcosa di bello e di grande, anche nelle situazioni più infelici e sfortunate. Un libro scritto con parole esemplari, capaci di raccontare con garbo e gentilezza vite difficili e situazioni drammatiche. Una prosa musicale, armonica e precisa, che accarezza ad ogni pagina la mente del lettore. Il ricamo diventa ragione di vita, dà forza interiore e coraggio, per proseguire, per non farsi sconfiggere dal destino. Andare avanti senza abbattersi, vivere la propria vita dando sempre il meglio. Il libro finisce in modo imprevisto, una chiusura del cerchio insperata, che dà un senso ulteriore alla vita di Eufrasia.