Il talento del cappellano

Titolo: Il talento del cappellano

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

 

Quinta avventura del vicequestore Vanina Guarrasi, palermitana in forze alla squadra mobile di Catania. La storia ha inizio alle pendici dell’Etna, in uno scenario alpino. La sera tra il 26 e il 27 dicembre, sta nevicando, un anziano custode trova il cadavere di una donna all’interno di un edificio in ristrutturazione, il Grand Hotel della Muntagna. Il tempo di avvisare la polizia e di attendere il suo arrivo e il cadavere è sparito dall’interno dell’edificio per riapparire il giorno dopo in un luogo alquanto particolare. Il corpo è di una pediatra e viene ritrovato in un cimitero all’interno della cappella dalla famiglia Murgo, con a fianco il cadavere del Monsignor Murgo, prelato di grande fama ed integerrima reputazione. Un doppio omicidio misterioso la cui soluzione è nelle mani di Vanina e della sua squadra, come al solito affiancata dall’anziano Biagio Patanè, commissario in pensione di 83 anni che non ne vuole sapere di rinunciare ad indagare, nonostante gli acciacchi dovuti all’età.  I protagonisti sono un gruppo di personaggi, ben assortiti che raccolgono varie tipologie di persone che è possibile incontrare nella vita quotidiana.

Il libro mette insieme la storia dei due omicidi e delle relative indagini con le vicende personali di Vannina, la vita quotidiana siciliana, con le sue prelibatezze gastronomiche sempre in bella evidenza. Gli affetti di Vannina sono stati duramente colpiti dalla mafia, che è presente nella storia ma non è protagonista diretta del fatto criminale che dà origine al romanzo. Non mancano altri temi sociali di attualità, tutto ben raccontato in modo equilibrato e senza eccessi, tutto molto verosimile, dai dialoghi alle ambientazioni, dai colori ai sapori siciliani. Un giallo di persone comuni, che vivono nella normalità, che diventano criminali per caso. Sempre bello e armonico il linguaggio con qualche infiltrazione di vocaboli siciliani, comprensibili e ben inseriti, che danno un maggior senso di appartenenza della storia alla realtà siciliana contemporanea.