Barbarotti e l’autista malinconico

Titolo: Barbarotti e l’autista malinconico

Autore: Håkan Nesser

Editore: Guanda

Traduzione: Carmen Giorgetti Cima

Un giallo anomalo, tanti misteri, nessun vero colpevole. Albin Runge è uno studioso di filosofia, diventato autista di autobus per necessità. Una gita con lui al volante di trasforma in tragedia, il mezzo esce di strada e nell’incidente muoiono 18 persone, 17 bambini ed un adulto. La vita di Albin è segnata per sempre, non potrà mai dimenticare l’incidente, graverà su di lui per sempre il peso della responsabilità, il rimorso e il senso di colpa. Ad Albin cominciano ad arrivare delle lettere anonime, che gli chiedono come faccia a vivere, che gli ricordano le sue colpe e iniziano un conto alla rovescia per avvisarlo che in occasione dell’anniversario dell’incidente, gli accadrà qualcosa. Albin si reca alla polizia, denuncia le lettere minatorie, racconta la sua versione dei fatti. Ad indagare ci sono l’ispettore Gunnar Barbarotti e la sua partner, in polizia e nella vita, Eva Backman. Il caso di Albin resterà avvolto nel mistero ed avrà una conclusione piena di dubbi. Dopo molti anni, Gunnar ed Eva si trovano nell’isola di Gotland per un periodo di aspettativa dopo un conflitto a fuoco in cui Eva ha ucciso un teppista che sta per dare fuoco ad una auto con due persone a bordo. Durante quel soggiorno accade qualcosa che fa ritornare di attualità il caso Albin Runge.

L’anomalia di questo giallo è che non ci sono delitti in questa storia e si indaga su fatti che non si è certi che possano essere definiti come crimini. Ci sono molte anomalie e molte stranezze, che riguardano i vari protagonisti e non c’è una vera e propria conclusione della storia. La vicenda è ben raccontata e molto ben costruita, una trama in cui tutto si incastra alla perfezione e tutto sembra diverso da quello che poi sarà nella realtà. La storia è raccontata su due diversi piani temporali, distanti tra loro circa 6 anni e c’è una parte che è narrata direttamente da Albin, sotto forma di diario da lui tenuto e ritrovato durante le indagini. Sia Albin che Eva raccontano il loro dramma per avere ucciso delle persone, anche se in circostanze molto diverse. I loro pensieri e tormenti interiori sono ben descritti e compongono una parte importante del romanzo. Un romanzo che gioca con il lettore che si renderà conto solo alla fine di come la verità fosse diversa dalla narrazione degli eventi.

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