Uno strano pubblico ministero

Titolo: Uno strano pubblico ministero

Autore: Giorgio Bastonini

Editore: Mondadori

Una storia gialla ambientata a Latina, con protagonista un giovane Pubblico ministero, Paolo Santarelli, un tipo fuori dagli schemi, che ama il rischio e spesso agisce in prima persona, incurante dei rischi e delle conseguenze. Il suo migliore amico è un barista, un tipo pratico e simpatico, che spesso lo aiuta ad orientarsi nelle situazioni più difficili, sia come casi penali che nelle situazioni sentimentali.

A Latina vengono uccisi due stranieri, di nazionalità tunisina, i due omicidi sembrano non essere collegati, tutti i sospetti sono indirizzati verso la famiglia che controlla la criminalità organizzata della zona. Ma per arrivare alla verità ci sarà molto da scoprire.

Il libro tratta due temi di grande attualità, l’immigrazione dai paesi islamici, con tutta la complessità che la differenza culturale comporta, le difficoltà dei giovani nei rapporti con gli adulti. Non poteva mancare il riferimento alla condizione sociale di una cittadina di provincia italiana, che comunque rappresenta la condizione dell’Italia. Il libro è scritto in modo piacevole e accattivante, alternando momenti drammatici con situazioni ironiche grazie all’empatia dei personaggi. La trama incalza con la storia gialla che si alterna con le vicende sentimentali e personali di Paolopiemme, come viene soprannominato il protagonista, un personaggio di grande sensibilità e simpatia. Le vicende processuali sono presenti senza essere troppo invadenti. Una lettura piacevole che tratta temi difficili e di attualità. L’autore, di professione commercialista, lavora tra Milano e Latina, quindi conosce bene la città laziale, dove il problema dell’inserimento sociale degli immigrati è molto sentito.  

3 pensieri su “Uno strano pubblico ministero

  1. Senti Roberto, io ci ho provato tanto e credo che continuerò a provare, come attesta il lungo elenco dei libri da me cominciati e mai finiti, però devo dire che la narrativa di autore italiano, salve qualche eccezione, non mi piace. Pecca di lungaggini descrittive, di intellettualismo, di avvitamenti su se stessa… Insomma leggi leggi e non succede mai niente. Detto in parole povere, mi annoia a morte e tu sai che lettura e noia non vanno d’accordo. In questi giorni, per esempio, ho tentato di leggere “E se ci incontrassimo ancora? ” di Chiara Losa, ma non sono riuscita ad andare oltre la pag. 30. Del resto la stessa Barbara Alberti, che ne ha scritto la prefazione, non sapeva nemmeno lei cosa dire… Dimmi, te lo chiedo da lettore attento e competente quale sei, è un mio limite oppure ho qualche ragione? Grazie

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    • Ciao Marianna. Ho una certa preferenza per i libri gialli, thriller e spystory. Non ho una conoscenza ampia della narrativa d’autore italiana, però ti dò ragione, spesso si tratta di libri scritti come esibizione intellettuale e non perchè l’autore ha una una storia da raccontare. Per questo io li leggo raramente. Nella scelta dei libri mi oriento solo verso trame che mi piacciono, altrimenti non li prendo. Grazie e te per il commento. Buone letture.

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