Annabella Abbondante

Titolo: Annabella Abbondante
Autore: Barbara Perna
Editore: Giunti
 
Annabella Abbondante è il giudice di Pianveggio, un centro del lucchese. Abbondante di nome e di fatto, con il suo fisico prorompente come la sua capigliatura, perennemente a dieta senza mai riuscire a perdere peso, cadendo troppo spesso vittima delle tentazioni gastronomiche. Ma è una grande lavoratrice, sempre dedita al lavoro, con una grande passione per le indagini che non sono le sue. La storia del romanzo inizia quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge proprio ad Annabella per segnalare la scomparsa di suo fratello dalla clinica in cui era ricoverato per problemi psichici. La giudice si troverà coinvolta in una storia complessa, in cui per la sua curiosità e la sua tendenza ad occuparsi delle indagini altrui, si troverà a dover affrontare varie vicende, mettendo a repentaglio la sua carriera ed il suo equilibrio mentale, insieme a quello del suo fido cancelliere Paolo, oltre a quello dei suoi amici, il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice Villani.
La storia gialla è interessante e ben costruita, con la figura del giudice Abbondante che domina la scena, per la sua esuberanza nel lavoro, con le sue continue discussioni con i colleghi e la sua vita privata, con le continue discussioni con la sorella Fortuna, che le tenta tutte per trovarle un fidanzato, con esiti tra il comico ed il tragico. Il tribunale di Pianveggio potrebbe essere preso come rappresentativo di tutta la giustizia in Italia, ossia un apparato burocratico, inefficiente e poco reattivo, con scarsa capacità di collaborare con gli organi di polizia, dove le indagini sono orientate più da lotte interne e da prese di posizione personali che da reali riscontri delle indagini. Annabella è l’eccezione, con i suoi limiti e difetti, è un giudice che ama la verità ed è disposta a tutto per perseguirla.  Un libro divertente e coinvolgente, un ottimo inizio per l’esordiente Barbara Penna.