Città in fiamme

Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Winslow
Editore: HarperCollins
Traduzione: Alfredo Colitto
 
Don Winslow ha ambientato questo suo ultimo romanzo “Città in fiamme” nel Rhode Island, New England, un luogo pieno di immigrati provenienti dall’Italia e dall’Irlanda, che lui conosce bene perché è qui che è nato e cresciuto. Gli immigrati arrivavano a Providence per trovare un lavoro nelle fabbriche o nei porti. La storia è ambientata negli anni Ottanta e racconta le guerre per il controllo delle attività commerciali, tutte in mano al racket, che insieme ai sindacati assicuravano l’ordine pubblico. Il racket era diviso tra irlandesi, i mangiapatate e gli italiani, i mangia spaghetti. Le nuove generazioni ruppero i taciti accordi che erano stati presi dai vecchi, che non riuscirono più a controllare le ambizioni dei giovani e allora scoppiò la guerra tra i clan. Il racconto celebra in qualche modo i leader capaci di assumere posizioni mediate, per evitare guerre sanguinarie, al contrario dei nuovi capi, giovani ed aggressivi, prepotenti, incuranti delle conseguenze del loro agire. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna introdotta da brani dell’Eneide, un modo per ricordare al lettore il valore di quanto viene narrato, per dare la giusta valenza alle cose del passato che aiutano a costruire il futuro. Winslow ha una scrittura scarna, scorrevole, non si perde in lunghe descrizioni, costruisce trame appassionanti, piene di spunti di interesse. I dialoghi sono diretti, reali, senza fronzoli, cattivi e duri, come si addice al linguaggio dei malavitosi. Non c’è retorica o falso moralismo, si racconta la vita, dura e violenta, di gente che sa che ogni giorno è buono per morire.