Il sesto comandamento

Titolo: Il sesto comandamento
Autore: Anna Vera Sullam
Editore: SEM
 
Siamo a Venezia, nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata, le leggi razziali sono state introdotte dal regime fascista da due anni. La comunità ebrea è costretta ad una vita emarginata e piena di restrizioni. La Scuola Ebraica Superiore di Venezia si è insediata in un palazzo donatole dalla comunità veneziana, per consentire il libero svolgimento delle attività. Una delle docenti viene trovata cadavere all’interno della scuola, uccisa con un colpo alla testa inferto con un busto di Mussolini. La ricerca del colpevole parte dalla comunità ebraica, l’oggetto usato per uccidere è indice che l’assassino è un anti-mussoliniano, come solo gli ebrei possono esserlo in quel periodo in Italia.  Il vicequestore Gigli, interessato più alla carriera che alla ricerca della verità, individua nel pittore ebreo Elias Riftin, il colpevole ideale, anche grazie alla sua piena confessione. Il maresciallo Russo affianca il vicequestore nelle indagini e non ci vede chiaro nella confessione di Elias e continua le indagini per conto suo, alla ricerca della verità. Sarà merito suo se il vero colpevole sarà assicurato alla giustizia.
Il sesto comandamento è un giallo ben costruito, con una ambientazione affascinante e malinconica, molto adatta alle circostanze del periodo, che pone l’attenzione sul periodo storico e sulle difficoltà della comunità ebraica, molto ben documentate e descritte. Anna Vera Sullam, alla prima prova come giallista, mostra tutto il suo amore per Venezia e per la storia di quel periodo. Con questo libro vuole mantenere viva la memoria dei fatti di quel periodo, per non dimenticare quanto accadde in quegli anni, tra i più difficili per l’umanità.