Si vive bene in due

Titolo: Si vive bene in due
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
“Si vive bene in due” fu pubblicato nel 1943. Non è un giallo e neanche un noir, le atmosfere sono quelle classiche di Scerbanenco, con Milano che ancora deve iniziare il grande cambiamento postbellico e mostra gli evidenti disagi sociali delle classi meno abbienti.
Cesare Vairaghi è un giovane di 24 anni, impulsivo e poco maturo, che ha il sogno di aprire una libreria. Per realizzare il suo sogno ha bisogno di soldi, è convinto che sarà sufficiente fare un viaggio a Roma e chiedere un prestito ad uno zio. Il viaggio a Roma non darà il risultato sperato. La sua fidanzata Benedetta, d’accordo con il padre, gli concede la dote per l’acquisto della libreria per riuscire ad acquistare la tanto desiderata libreria. Cesare è circondato da donne che si interessano a lui. Infatti, oltre alla fidanzata, c’è Candida, una donna ricca, elegante e capricciosa, cliente della libreria, che fa di tutto per avvicinarlo, c’è Cristina, una amica di Benedetta, che lo aiuta in libreria. Pochi giorni prima del matrimonio tra Cesare e Benedetta, un tragico incidente cambia le loro vite per sempre.
Oltre a Cesare, le donne sono le protagoniste del romanzo, con le loro personalità e sensibilità, desideri e delusioni, ambizioni e paure. Candida è ricca e può fare quello che vuole, non ha bisogno di un marito per acquisire un ruolo nella società. Benedetta e Cristina sono giovani, belle, intelligenti, ma solo con un matrimonio potrebbero avere un ruolo sociale rispettabile, anche se subalterno a quello del marito. Altre protagoniste femminili partecipano a questa analisi della condizione della donna, tutte attratte da Cesare e dalla sua immatura irruenza.
Ogni protagonista si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, sogni e speranze, ma c’è il destino che è sempre in agguato, per rendere vani gli sforzi fatti per impiegare al meglio la propria vita e per riuscire ad interpretare i propri sentimenti.

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