Astuti inganni

Titolo: Astuti Inganni

Autore: Fabio Rennani

Lorenzo è un giovane che vorrebbe essere artista, in realtà conduce una vita al di sopra delle sue possibilità nonostante la famiglia gli abbia tagliato la paga mensile. Viene trovato ucciso nella stanza in affitto in cui viveva, sembra una morte per overdose, una vita sprecata come tante altre. L’ispettore Innocenti è il responsabile delle indagini, che appaiono difficili e senza prove schiaccianti. Solo la determinazione del Commissario eviterà che il caso sia archiviato senza trovare il colpevole.

Una storia dove i principali protagonisti sono tutti indiziati e possibili colpevoli. Un finale inaspettato e un movente collegato a qualcosa accaduto nel passato. I vari indiziati raccontano il loro punto di vista degli eventi, espediente narrativo collaudato che consente di esprimere tutto il potenziale della trama e della storia. La varietà dei moventi attribuiti ai vari sospettati aumenta l’interesse per la ricerca della soluzione.

Astuti Inganni è il primo libro di Fabio Rennani, uno scrittore che appartiene ad una delle categorie a cui ho dedicato due post di questo blog, ossia quella degli scrittori ingegneri. Fabio scrive per passione nel tempo libero del suo lavoro, merita di sicuro un incoraggiamento.

Mediterraneo

Titolo: Mediterraneo

Autore: Gianluca Barbera

Editore: Solferino

Un libro sorprendente. Giovanni Belisario è un uomo brillante, drammaturgo di professione, grande lettore e viaggiatore. Ha avuto un lutto recente, la morte di sua figlia Giulia, vive separato dalla moglie. Riceve una telefonata improvvisa, è suo figlio Christian che non vede da molto tempo. Il figlio chiede aiuto, qualcuno lo sta braccando, ha bisogno di soldi, si trova a Creta proveniente dalla Grecia. Il padre parte subito per Creta, alla ricerca del figlio, per aiutarlo e tirarlo fuori dai guai. Sapeva che stava lavorando per una ONG, aiutava i migranti che sui barconi cercavano la salvezza attraversando il mare Mediterraneo verso l’occidente. Creta è la prima tappa di un viaggio che porterà Giovanni Belisario molto più lontano di dove lui stesso avrebbe potuto immaginare.

Inizia per Giovanni un viaggio attraverso le grandi vicende raccontate dalla mitologia, dalla filosofia, dai grandi eventi della storia, dalla scienza e dalla religione, in qualche modo legate tra di loro per le comuni origini nel bacino del Mediterraneo. Il libro passa dal thriller classico, con il figlio in fuga continua, ad un viaggio tra il fantastico e l’onirico nello spazio e nel tempo dove il lettore rivive alcuni miti greci, parti della Bibbia e dei Vangeli apocrifi, del Corano e alcune leggi della scienza e della fisica. Sarà il figlio Christian a indicare al padre la fine del viaggio e la meta insperata e inconsapevolmente desiderata.

Il libro è un originale e fantastico esercizio creativo che permette di osservare in modo inedito le varie forme di cultura, di scienza e di religioni che hanno visto la luce nel bacino del Mediterraneo e costringe il lettore a riflettere sul senso della vita e suscita una inedita curiosità volta a conoscere meglio molti aspetti della conoscenza che ci sono sconosciuti. Una scrittura colta ed elegante, una erudita e profonda conoscenza delle culture di diversi popoli. Una lettura emozionante e stimolante.

Il killer del loto

Titolo: Il killer del loto

Autore: Marco De Fazi

Editore: Porto Seguro

Minneapolis, nel Minnesota, Stati Uniti. Lungo il fiume viene ritrovata la testa di un uomo con un fiore di loto in bocca. Sul collo c’è tatuato il numero 4. Le indagini sono affidate a Clay Stone, appena promosso detective, dopo diversi anni da sceriffo. Il giorno dopo la macabra scoperta della prima testa, viene rinvenuta una seconda testa, questa volta con il numero 3 tatuato. Anche in questo caso un fiore di loto è inserito nella bocca. Le indagini diventano una lotta contro il tempo per evitare i due omicidi mancanti. Negli anni precedenti un incidente d’auto aveva provocato grandi sofferenze, ma i colpevoli non furono condannati. Da allora è iniziato il tempo della vendetta. C’è anche una seconda vendetta che è in corso da tempo, da parte di un personaggio insospettabile, che soddisfa la sua sete di vendetta nella più totale segretezza. Gli investigatori devono entrare nella testa dell’omicida, pensare come lui per ricostruire gli eventi ed anticiparne le mosse, per evitare che il serial killer completi la sua sequenza programmata di omicidi.

Marco De Fazi è un musicista scrittore che ambienta i suoi romanzi in America, per una evidente affinità con la cultura americana. Un romanzo scritto in modo lineare, con una trama ben costruita e personaggi accattivanti, con un colpo di scena finale che lascia aperti scenari futuri di sicuro interesse.

La rete del Fuhrer

Titolo: La rete del Fuhrer

Autore: Steve Berry

Editore: Nord

Traduzione: Alessandro Storti

La Germania è alle prese con l’elezione del nuovo cancelliere. Due i candidati, la Cancelliera uscente, Marie Eisenhuth, in carica da molti anni e il suo principale oppositore, Theodor Pohl, candidato della destra, che basa la sua politica su idee populiste e sovraniste. Tra i due la battaglia è senza esclusione di colpi. Marie Eisenhuth si trova ad affrontare un problema scottante. Dalla Bielorussia, Hanna Cres, una sconosciuta, dichiara di essere in possesso di documenti di estrema importanza per il futuro del paese. Per interrogare la donna, Marie chiede aiuto all’ex Presidente degli Stati Uniti, Danny Daniels, un personaggio ancora molto attivo con contatti in tutto il mondo. Hanna muore avvelenata durante l’interrogatorio. Daniels chiede aiuto al suo amico Cotton Malone, che con la sua compagna Cassiopea Vitt è pronto a tutto. I due partono alla volta della Bielorussia per scoprire qualcosa in più su Hanna Cres, ma devono fuggire in modo rocambolesco per salvare la pelle. La Bielorussia è solo l’inizio di un viaggio per il Mondo alla scoperta di segreti inimmaginabili.

Un libro di fantapolitica internazionale che vede la Germania e l’Europa al centro di una vicenda che potrebbe riscrivere la storia. Il romanzo di Steve Berry ruota attorno all’ipotesi che Eva Braun non morì il 30 aprile del 1945 ma visse molti anni in Sud America e successivamente in Africa, con Martin Bormann, ex segretario di Hitler. Una serie incredibile di circostanze finora segrete che, arrivate ai giorni d’oggi, potrebbero destabilizzare la Germania e l’Europa.

Il libro è finzione ma il racconto, per quanto lontano dalla storia ufficiale, appare verosimile, sia come cronologia che come ambientazione politica e sociale.

Una storia affascinante su uno dei misteri principali del dopoguerra, raccontata con dovizia di particolari e con un ritmo mozzafiato. L’autore trova il modo di descrivere la sua interpretazione dei motivi per cui ad oggi siamo di fronte ad una crescita generalizzata delle politiche sovraniste, mentre l’elettorato moderato stenta a trovare rappresentanti efficaci. Un thriller accattivante che riaccende le luci su un passato mai chiarito del tutto.

Le vergini

Titolo: Le vergini

Autore: Alex Michaelides

Editore: Einaudi

Traduzione: Seba Pezzani

Un giallo ambientato in Inghilterra, tra Londra e Cambrige, tra professori, ex studenti e studenti universitari. Un thriller psicologico costruito su una trama ambigua e piena di tranelli per il lettore. Mariana ha studiato a Cambrige dove ha conosciuto l’amore della sua vita, Sebastian. Finiti gli studi si è traferita a Londra, per diventare psicoterapeuta. La sua vita è segnata da un tragico incidente in cui muore Sebastian. A Cambrige è rimasta Zoe, la nipote di Mariana, cresciuta da lei e Sebastian dopo che i genitori di Zoe erano morti in un incidente. Mariana sta cercando di ricostruire la propria vita da vedova quanto riceva una telefonata improvvisa. Zoe chiama Mariana dicendole che c’era stato un omicidio al College e che forse la sua migliore amica era stata uccisa. Mariana prende subito il primo treno per Cambrige per accorrere dalla nipote. Scopre che la ragazza uccisa era proprio l’amica di Zoe. Mariana prova a capire meglio cosa è accaduto e scopre che un professore di tragedia greca, un uomo affascinante quanto misterioso, di nome Edward Fosca, aveva creato un gruppo di elite di studentesse con cui condivideva lezioni private e ricevimenti fuori dagli orari normali di ateneo, a cui apparteneva la ragazza uccisa. La cosa è quanto meno sospetta e Mariana si trasforma in investigatrice per scoprire chi ha ucciso l’amica di Zoe e cosa nasconde il professor Fosca con il suo gruppo di alunne speciali. Ci saranno altri omicidi tra le studentesse del professor Fosca e tutti gli indizi portano ad un unico responsabile.

Un thriller con una ambientazione affascinante come la cittadina universitaria di Cambrige, un professore dal fascino ambiguo e dai comportamenti poco ortodossi, una protagonista come Mariana, coraggiosa e determinata nel trovare il colpevole degli omicidi, quanto indecisa e fragile nella vita privata. Una scrittura piacevole, tanti riferimenti alle tragedie greche ed alla cultura classica, tutto ben inserito nel racconto per arricchirlo senza appesantirlo. Un finale imprevedibile.

Il supersoldato

Titolo: Il Supersoldato

Autore: Marco Livolsi

Editore: Bre Edizioni

La storia ha inizio a Kabul, nella missione dei paracadutisti italiani in Afghanistan. Il capitano Rossi viene scelto per una missione pericolosa, dell’esito molto incerto, ma non ha scelta, è un soldato, deve obbedire agli ordini, anche se mettono a repentaglio la vita. Rossi è un soldato super addestrato, pluridecorato, una specie di eroe, osannato da chi lo conosce bene, meno apprezzato da alcuni superiori, che non nascondono un certo fastidio nei suoi confronti. La missione in Afghanistan andrà male, Rossi sarà ferito, un militare morirà. Rossi viene portato in salvo in Italia, ricoverato in un ospedale, da dove dovrà scappare perché accusato di un omicidio che non ha commesso. Fuggirà per dimostrare la sua innocenza e si ritroverà inseguito da una squadra speciale della polizia, comandata dall’ispettore Olivi. Una fuga tra Torino, Milano e la Liguria, una serie di avventure rocambolesche, una lotta contro nemici invisibili che lo vogliono catturare a tutti i costi.

Una storia avvincente, varie vicende che si susseguono con un ritmo travolgente, un vero e proprio accanimento contro il capitano Rossi che solo grazie alla sua capacità di tenere i nervi saldi ed affrontare i nemici riuscirà a fare le scelte giuste per evitare di soccombere. Una vicenda che ci mostra due aspetti della stessa medaglia, di come alcune istituzioni di fondamentale importanza per la Nazione siano guidate da persone che interpretano il loro ruolo in modo errato, mettendo davanti a tutto il proprio personale interesse, ma anche di come le stesse istituzioni abbiano nelle loro fila personaggi capaci di distinguere il bene dal male e che mettono sempre al primo posto l’interesse della Nazione e la ricerca della verità. Marco Livolsi è al suo primo romanzo, un debutto promettente.

Barbarotti e l’autista malinconico

Titolo: Barbarotti e l’autista malinconico

Autore: Håkan Nesser

Editore: Guanda

Traduzione: Carmen Giorgetti Cima

Un giallo anomalo, tanti misteri, nessun vero colpevole. Albin Runge è uno studioso di filosofia, diventato autista di autobus per necessità. Una gita con lui al volante di trasforma in tragedia, il mezzo esce di strada e nell’incidente muoiono 18 persone, 17 bambini ed un adulto. La vita di Albin è segnata per sempre, non potrà mai dimenticare l’incidente, graverà su di lui per sempre il peso della responsabilità, il rimorso e il senso di colpa. Ad Albin cominciano ad arrivare delle lettere anonime, che gli chiedono come faccia a vivere, che gli ricordano le sue colpe e iniziano un conto alla rovescia per avvisarlo che in occasione dell’anniversario dell’incidente, gli accadrà qualcosa. Albin si reca alla polizia, denuncia le lettere minatorie, racconta la sua versione dei fatti. Ad indagare ci sono l’ispettore Gunnar Barbarotti e la sua partner, in polizia e nella vita, Eva Backman. Il caso di Albin resterà avvolto nel mistero ed avrà una conclusione piena di dubbi. Dopo molti anni, Gunnar ed Eva si trovano nell’isola di Gotland per un periodo di aspettativa dopo un conflitto a fuoco in cui Eva ha ucciso un teppista che sta per dare fuoco ad una auto con due persone a bordo. Durante quel soggiorno accade qualcosa che fa ritornare di attualità il caso Albin Runge.

L’anomalia di questo giallo è che non ci sono delitti in questa storia e si indaga su fatti che non si è certi che possano essere definiti come crimini. Ci sono molte anomalie e molte stranezze, che riguardano i vari protagonisti e non c’è una vera e propria conclusione della storia. La vicenda è ben raccontata e molto ben costruita, una trama in cui tutto si incastra alla perfezione e tutto sembra diverso da quello che poi sarà nella realtà. La storia è raccontata su due diversi piani temporali, distanti tra loro circa 6 anni e c’è una parte che è narrata direttamente da Albin, sotto forma di diario da lui tenuto e ritrovato durante le indagini. Sia Albin che Eva raccontano il loro dramma per avere ucciso delle persone, anche se in circostanze molto diverse. I loro pensieri e tormenti interiori sono ben descritti e compongono una parte importante del romanzo. Un romanzo che gioca con il lettore che si renderà conto solo alla fine di come la verità fosse diversa dalla narrazione degli eventi.

La lista del giudice

Titolo: La lista del giudice

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari e Sara Prencipe

 

Lacy Stoltz lavora in una commissione che ha il compito di indagare sulle denunce che riguardano i giudici, in genere relative a casi di corruzione. E’ fidanzata con un agente della FBI e la loro relazione risente delle incertezze delle rispettive attività lavorative. Lacy viene contattata da una donna che vuole parlarle di una questione molto grave, ossia l’accusa di omicidio verso un giudice, ritenuto responsabile di almeno otto delitti. Un giudice serial killer. La donna è la figlia di una delle vittime del presunto serial killer, ha dedicato vent’anni della sua vita ad indagare per incastrare quello che ritiene essere l’assassino di suo padre. Tutte le prove che lei ha raccolto riguardano casi irrisolti, che sono stati archiviati senza mai trovare un colpevole. Lacy si lascia convincere ed inizia ad indagare. Lacy si troverà di fronte ad un avversario furbo e senza scrupoli, pronto ad uccidere chiunque provi ad incastrarlo.

In questo libro per la prima volta Grisham usa un serial killer come cardine della sua storia e lo ha fatto creando un personaggio molto attuale, che padroneggia la tecnologia da grande esperto, che usa la sua posizione per garantirsi coperture ad ogni livello, che possiede mezzi e attrezzature per tentare di farla franca in tutte le situazioni. Lo stile di Grisham è sempre equilibrato e posato, senza estremismi ed affetti speciali e non si smentisce neanche questa volta. Ancora una volta l’autore usa tutta la sua profonda conoscenza del sistema giudiziario americano, del lavoro dei giudici e degli avvocati, per costruire un libro intenso, interessante e inedito. I personaggi sono ben definiti, nella personalità e nelle aspettative di vita e di carriera, la società americana è raccontata tramite le vicende della storia, con le sue contraddizioni e tipicità.

L’altare della paura

Titolo: L’altare della paura

Autore: Jean Christophe Grangé

Editore: Garzanti

Traduzione: Doriana Comerlati

Ci troviamo in Alsazia. Una piccola comunità anabattista vive isolata dal mondo esterno avendo come unico provento la vendita del vino prodotto dagli adepti. La vita nella comunità è governata da regole rigorose e disciplina ferrea. E’ periodo di vendemmia e le attività produttive si svolgono con il ritmo frenetico imposto dalle esigenze della lavorazione. La magia del momento viene spezzata dal crollo della cupola della chiesa di Saint-Ambroise e il ritrovamento del cadavere del vescovo Samuel sotto le macerie. Gli investigatori scoprono che la morte di Samuel non è dovuta al crollo ma era già morto prima che le macerie rendessero il suo corpo quasi irriconoscibile. Un omicidio nella comunità è un fatto impensabile, mai era accaduta una cosa del genere. Le indagini sono affidate al detective Pierre Niémansed ed alla sua assistente, Ivana Bogdanović, che si infiltra nella comunità come vendemmiatrice temporanea, per riuscire a ricavare qualche informazione in più. La vita della comunità viene descritta nella sua quotidianità, mostrando quanto sia labile il confine tra bene e male e tra fede e peccato. Una trama affascinante, costruita attorno allo stile di vita della comunità anabattista, in una ambientazione magnifica per la natura ed austera per l’architettura tipica della Regione, una coppia di investigatori anomala quanto testarda e determinata a trovare la verità. Pierre e Ivana si scontreranno con la comunità, che si dimostrerà essere un covo di fanatici, con modi ed abitudini fuori dal tempo, per condurre una vita affascinante solo in apparenza, che nasconde violenze e soprusi inimmaginabili, sempre giustificati da qualche interpretazione fuorviante del Vecchio Testamento. Una scrittura efficace ed una trama intrigante per gli appassionati dei misteri legati alle religioni ed ai modi in cui sono usate a discapito di chi crede in buona fede.

La casa senza ricordi

Titolo: La casa senza ricordi

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

 

Un ragazzo di dodici anni scompare nelle campagne del Mugello insieme alla madre, senza lasciare tracce. Dopo otto mesi, il ragazzo viene ritrovato solo in un bosco da una allevatrice di cavalli. Il ragazzo è in apparenti buone condizioni, però non parla e sbatte pochissimo le palpebre, segno di una condizione psichica alterata. Ad aiutare gli investigatori viene chiamato Pietro Gerber, noto ipnotizzatore di Firenze, soprannominato “l’addormentatore di bambini”. Pietro sta vivendo un periodo molto duro, si è da poco separato dalla moglie e dal figlio e la sua vita solitaria è riempita solo dal lavoro. Per questo prenderà molto sul serio il caso del ragazzo muto e applicherà tutte le sue conoscenze sull’ipnosi per provare a farlo parlare e scoprire che fine ha fatto sua madre. L’ambientazione della storia è in una Firenze poco accogliente, molto scura e misteriosa, così come le campagne del Mugello appaiono come luoghi avversi, misteriosi, molto “noir”.

La vicenda del ragazzo e del mistero della sua scomparsa e successivo ritrovamento, sono il pretesto per parlare dell’ipnosi e delle nostre menti, di cui conosciamo solo una parte delle potenzialità. In questo romanzo scopriremo dettagli di grande interesse sul potere dell’ipnosi, sulle possibilità legate al suo utilizzo come terapia o come mezzo di indagine. E’ la mente umana la vera protagonista del romanzo, con i suoi misteri e i suoi poteri palesi ed occulti.

Donato Carrisi è un ottimo costruttore di trame, grandi meccanismi complessi dove ogni componente ha una sua funzione precisa e nulla è lasciato al caso. Oltre alla trama, Carrisi cura molto l’ambientazione, per costruire quella attrazione che prova il lettore verso il racconto che è amplificata dalla scrittura, scarna ed essenziale. L’ipnosi è un argomento che sta molto a cuore a Carrisi che sembra aver scoperto una sua personale tecnica di scrittura da usare come chiave per entrare nelle menti dei suoi lettori e catturarli per dare inizio ad una seduta ipnotica che ha termine solo al termine della lettura. Noi lettori siamo cavie inconsapevoli del grande ipnotizzatore Donato Carrisi.

La lunga notte

Titolo: La lunga notte

Autore: Leonardo Gori

Editore: Tea

 

Un giallo ambientato in un periodo storico cruciale per l’Italia, quando si decisero le sorti della nostra nazione che iniziò il cammino verso quel futuro che è ora il nostro presente. Il romanzo è ambientato nel 1943, Badoglio sta governando l’Italia post-ventennio, Mussolini è stato catturato, sono in corso trattative segretissime con gli alleati per arrivare all’armistizio dell’otto settembre. Gli eventi storici sono mescolati con le vicende private del capitano Bruno Arcieri, agente dei servizi segreti militari, che ha il compito di gestire le operazioni di collegamento con gli americani per la presa di Roma e la proclamazione dell’armistizio. Arcieri, oltre al cruciale compito di intelligence che gli è stato affidato, è alle prese con una vicenda personale molto delicata in quanto la sua fidanzata è sospettata dell’omicidio di una persona con cui la donna stava intrattenendo dei rapporti di affari relativi alla vendita di una villa. Gori riesce molto bene nel suo intento di raccontare le vicende legate alle indagini con le vicende storiche, esponendo le sue posizioni politiche e morali senza alcuna ambiguità, tramite la personalità del capitano Bruno Arcieri, una persona dal forte senso della dignità, molto lontano dalla doppiezza e dai trasformismi tipici di quegli anni, quando prendere posizione in modo netto voleva dire avere sempre qualcosa da perdere. Arcieri odiava ogni forma di furbizia tipica degli italiani, di cui anche il primo Ministro Badoglio e addirittura il Re d’Italia Vittorio Emanuele furono illustri interpreti, per come si comportarono con gli alleati, con i tedeschi e con il popolo italiano. Sembra un giallo ma è un libro molto duro e netto contro le guerre, le dittature, i comportamenti ambigui ed ogni forma di doppio gioco, esaltando i valori della libertà di azione e di pensiero.

La figlia unica

Titolo: La figlia unica

Autore: Abraham B. Yehoshua

Editore: Einaudi

Traduzione: Alessandra Shomroni

 

La storia è ambientata tra il 1999 e il 2000. Protagonista Rachele, ragazzina di 12 anni, brava a scuola, vispa e intelligente, di famiglia facoltosa, padre e nonno avvocati titolari di un avviato studio legale. Rachele sta vivendo un periodo non facile della sua vita.  Non può partecipare alla recita scolastica perché il padre non vuole che lei ebrea sia troppo influenzata dai suoi amici cattolici. Al padre è stato diagnosticato un tumore al cervello e non ha nei confronti della figlia tutte le attenzioni che lei vorrebbe. La madre e i nonni, pur volendole bene, sono distaccati e poco presenti. Rachele si pone domande sulla religione, su come affrontare il dolore della possibile perdita di un genitore, se l’imminente operazione dal padre non dovesse avere successo. Domande impegnative a cui non è facile trovare risposte. Rachele vede il mondo con i suoi occhi e con la sua mente innocente mai maliziosa, le sue domande consentono all’autore di toccare temi importanti come gli affetti familiari, la religione, la guerra, le difficoltà dei ragazzi a sviluppare la propria personalità, i diversi punti di vista tra due culture diverse come quella italiana e quella israeliana, le diverse interpretazioni della storia, dalla distruzione del Tempio di Salomone alla Seconda Guerra Mondiale e la terribile sorte di moltissimi ebrei. Yehoshua rende omaggio al nostro paese, da lui considerato una seconda patria, ambientando l’intera storia nel nord Italia ed alla nostra cultura, considerando il libro “Cuore” come testo di grande importanza per la formazione di Rachele.

L’autore riesce a descrivere alla perfezione i pensieri e le emozioni della ragazza pur mantenendo uno stile diretto, senza troppi orpelli, con grande sensibilità e gentilezza. Un libro sull’importanza degli affetti e dei contatti umani, che devono essere veri e tangibili soprattutto nei momenti di necessità delle persone.

 

C’è un cadavere al Bioparco

Titolo: C’è un cadavere al Bioparco

Autore: Walter Veltroni

Editore: Marsilio

Terzo giallo con protagonista il Commissario Giovanni Buonvino, ambientato nella Roma contemporanea. Il romanzo evidenzia le grandi passioni dell’autore, noto uomo politico, due volte eletto sindaco della sua città natale, grande amante della letteratura, della musica e soprattutto di Roma. L’autore ha voluto rendere un piccolo omaggio ad Agatha Christie scrivendo questo giallo della camera chiusa, con tutti i sospettati nella stessa stanza per l’epilogo della storia.

Teatro principale del giallo è il Bioparco, una ottima occasione per raccontare le meraviglie ambientali di una delle zone più belle e famose di Roma. Lo Zoo è una porzione di Villa Borghese, uno degli spazi verdi più belli di Roma, posizionato sul lato della villa che confina con il quartiere Pinciano, uno dei primi quartieri di Roma, noto per i suoi musei ed edifici di grande pregio. La Capitale con le sue bellezze è la protagonista del romanzo, al pari del commissario Buonvino, una accoppiata che sarà di sicuro protagonista di altri capitoli della serie.

Il morto di cui narra la storia è un uomo trovato nella teca dei serpenti dello Zoo con la testa mozzata. Il povero commissario non sopporta i rettili, per i quali ha una vera fobia, l’indagine per lui è davvero difficile, sia per la mancanza di indizi che per l’inevitabile assidua frequentazione del rettilario alla ricerca di qualche indizio.

I personaggi sono ben assortiti, tutti con qualche problema, la squadra di investigatori, grazie alla guida del Commissario Buonvino, dimentica le fragilità dei singoli e diventa una macchina efficiente dove tutti danno il proprio contributo. I sospettati sono tutti dipendenti del Bioparco, ognuno con la sua storia personale, ma non ci sono indizi, nessuna traccia, l’indagine sembra un rompicapo impossibile da risolvere. Una storia che ha avuto inizio molti anni prima, un dolore difficile da dimenticare, una vendetta preparata con fredda determinazione. Una lettura piacevole, uno stile di scrittura fluido, indizi seminati con parsimonia per tenere alta la tensione narrativa.

Persone per bene

Titolo: Persone per bene

Autore: Daniele Morelli

Editore: Scatole parlanti

 

Una giovane ragazza viene ritrovata a Pescara, uccisa a coltellate. Si chiama Isabella Mancini, studentessa di lettere, tutti la considerano una brava ragazza. Le indagini sono affidate al giovane vicequestore Gabriele Faieta, grande appassionato di musica rock, mancato chitarrista. Anche lui, un bravo ragazzo, la cui vita è stata segnata dall’esecuzione dei genitori per mano di un misterioso killer in circostanze mai chiarite. L’omicidio di Isabella devasterà la vita dei suoi genitori, ma anche altre vite saranno duramente colpite dagli esiti delle indagini che porteranno alla scoperta della mano che ha ucciso Isabella.

Un libro che racconta la vita in provincia, dove i giovani meno intraprendenti rischiano di bruciare le loro aspirazioni ed i loro sogni, per paura di fallire e di essere giudicati, con i genitori incapaci di infondere nei figli la fiducia in sé stessi, troppo impegnati a soddisfare le proprie esigenze. Sorprese e delusioni arrivano proprio dalla famiglia, quando i figli scoprono che i genitori non sono quello che credevano. Come capiterà alla migliore amica di Isabella, Nina, ed allo stesso Gabriele. Un libro che parla di giovani che sperano in un futuro migliore, ma che non sanno come conquistarselo, con un presente che dà loro poche certezze e molte delusioni. Una storia melanconica, di persone sole, che si aprono agli altri con difficoltà, scritta in modo lineare, sentimenti ed emozioni dei protagonisti resi in modo efficace, per una storia che colpisce e fa riflettere.

 

Sangue sul Chianti

Titolo: Sangue sul Chianti

Autore: Michele Giuttari

Editore: Fratelli Frilli Editori

 

Il Chianti è una delle zone d’Italia più belle e conosciute, meta da sempre di viaggiatori provenienti da tutto il mondo oltre che di appassionati gourmet alla ricerca delle prelibatezze gastronomiche locali. Ma in questo libro il Chianti è anche teatro di alcuni misteriosi omicidi. La prima vittima è la bellissima compagna di un facoltoso banchiere, molto noto nella zona. Ci saranno altri cadaveri, apparentemente senza nessun legame reciproco. Le indagini sono dirette dal commissario Michele Ferrara e dai suoi collaboratori. Molto presto le varie morti saranno ricollegabili ad un giro di personaggi insospettabili che siedono ai piani alti del potere capitolino, accumunati da passioni ed interessi non proprio nobili, che li espongono a possibili ricatti e ritorsioni. Ma ci sono persone pagate per coprire i vizi dei potenti, gente senza scrupoli pronta a tutto pur di mantenere i loro lauti guadagni.

L’autore, Michele Giuttari, è stato investigatore della Polizia di Stato, conosce bene il funzionamento delle Forze dell’Ordine e del modo in cui sono condotte le indagini oltre ad avere una grande conoscenza dell’amministrazione della Giustizia e dalla lettura del libro le sue competenze emergono con grande evidenza.

Sangue sul Chianti è un thriller ben riuscito, con una trama intrigante, uno scenario magnifico, uno stile di scrittura diretto ed immediato, senza lunghe spiegazioni, capitoli brevi che tengono alta l’attenzione e la tensione, si ha sempre la sensazione che stia per arrivare qualcosa di forte.

La storia è inquietante sia per i crimini che sono all’origine della storia, che per le implicazioni di personaggi ai vertici di importanti istituzioni, che mostrano tutta la loro inadeguatezza morale. Nello stesso tempo la storia evidenzia come le istituzioni possano contare su persone di grande integrità morale che portano avanti i loro ideali di giustizia che si rivelano più potenti e determinati del male.