La collina dei delitti

Titolo: La collina dei delitti

Autore: Roberto Carboni

Editore: Newton Compton

La collina dei delitti è un giallo/noir/thriller ad alta tensione, con richiami esoterici ed al satanismo, non manca nulla per accontentare gli appassionati del genere. Alcuni ritrovamenti di vittime di omicidi del passato stanno mettendo apprensione a molte persone che hanno dimenticato le loro imprudenze giovanili. La storia è complessa ed intricata, persone molto diverse che hanno in comune un passato che vorrebbero fosse caduto nell’oblio per sempre, si ritrovano a dover combattere contro gli incubi di quel passato che sta ritornando, mettendo a repentaglio il presente. Sono persone benestanti, di successo, professionisti, imprenditori, tutte con un presente invidiabile ma con un passato oscuro, che rischia di compromettere tutto. Un racconto incalzante, imprevedibile, una sequenza infinita di eventi inquietanti, raccontati con abilità e realismo, con uno stile netto, diretto, capace di evocare interesse per i fatti, paura per quello che potrebbe accadere, orrore per quello che accade. I personaggi vivono notti insonni, incubi, pedinamenti veri o solo immaginati, hanno il fiato della polizia sul collo, temono che la verità sia scoperta e resa pubblica. Aleggia una atmosfera diabolica, un sentore di zolfo che si diffonde dalle stesse pagine del libro, tanto è reale la sua descrizione. La città di Bologna è l’ambientazione ideale per il romanzo, città esoterica per eccellenza che forma con Praga e Santiago di Compostela, il triangolo alchemico. Carboni utilizza i riferimenti esoterici e diabolici con giusta misura, riuscendo a mantenere alta la credibilità della storia, creando una suspence altissima, resa ancora più veritiera da sapienti e ben dosati riferimenti a fatti inquietanti realmente accaduti, al limite del sovrannaturale. La trama sorprende per la continua tensione crescente, con un colpo di scena finale del tutto imprevedibile.

Un’estate a Borgomarina

Titolo: Un’estate a Borgomarina

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un’estate a Borgomarina è il terzo romanzo che Enrico Franceschini dedica alle avventure dei quattro amici inseparabili ossia il Mura, giornalista in pensione e investigatore a tempo perso, il Prof, l’Ing e il Barone. L’ambientazione è la solita, la riviera romagnola, la fabbrica del divertimento all’italiana, tra buone compagnie e buona tavola.

Un ricco e discusso imprenditore annega nelle acque del porto canale di Borgomarina.  Le indagini si orientano subito verso l’incidente, in modo anche troppo sbrigativo, per non turbare la stagione estiva e l’umore degli ospiti di alberghi e stabilimenti balneari. Mura viene ingaggiato da un familiare della vittima per compiere delle indagini private.

Il porto canale di Cesenatico/Borgomarina è nato da un progetto di Leonardo da Vinci ed è una delle principali attrattive della cittadina. I tedeschi durante l’occupazione costruirono un bunker sotterraneo con sopra un faro. Mura ed i suoi amici studieranno il progetto originario di Leonardo, custodito nella biblioteca Malatestiana a Cesena, ed il significato di un misterioso messaggio lasciato proprio da Leonardo. Le indagini porteranno alla luce i segreti del progetto leonardiano oltre ad altre storie legate alla custodia dei documenti stessi. Il Mura sorprende con le sue riflessioni sulla vita, sull’importanza di viverla con amici di cui si possa fidare, senza che i rapporti siano guastati da invidie, opportunismi di vario tipo o dai soldi. Un romanzo che dietro l’apparente leggerezza e futilità del divertimento estivo, contiene riflessioni sulle ingiustizie della nostra società, dove alcuni si arricchiscono in modo esagerato mentre altri devono lavorare tutta la vota senza avere la possibilità di cambiare la propria condizione sociale. Questo romanzo segna un salto di qualità nella narrazione, arricchita da riferimenti letterari e da personaggi che acquistano una apprezzabile complessità.

I killer non vanno in pensione

Titolo: I killer non vanno in pensione

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

La Banda dei Quattro agisce all’interno della sede INPS di Treviso, sono quattro impiegati nullafacenti e corrotti, che sfruttano oltre ogni limite Walter Galati, un uomo tranquillo, mite e laborioso, vessato anche dalla moglie Stefania, insoddisfatta per lo stipendio tropo basso e per le sue poche ambizioni. Ma Walter non è quello che sembra. Il mesto impiegato nasconde un segreto insospettabile, è in realtà un killer che svolge alla perfezione i lucrosi incarichi che gli vengono affidati da una misteriosa Agenzia. Walter sente che la sua carriera di killer sta per concludersi e teme di essere eliminato. Riceve un incarico per eliminare un residente di Procida che a lui sembra proprio una trappola in cui attirarlo e farlo fuori. La trama si infittisce, Walter scopre a casa sua l’amante della moglie ed è costretto ad eliminarlo, nella sede INPS arriva l’ispettore ministeriale Marta Coppo che deve indagare sulle malefatte della banda dei quattro che cominciano ad organizzare i piani per difendersi, una serie di misteriosi delitti e una guerra tra bande di malavitosi insanguina la tranquilla provincia di Treviso, c’è anche in azione un misterioso killer di cani. Il Nord Italia è flagellato dalle piogge, i fiumi sono in piena e il rischio di inondazioni è enorme.

La trama va a comporre una sequenza fittissima di eventi in una specie di giallo che a volte sconfina nel dramma o nella commedia degli equivoci, dove nulla è come sembra. Il romanzo mette alla berlina, con umorismo e sarcasmo inarrivabile, tutti i difetti della provincia italiana, il conformismo, l’ipocrisia, la morale su misura, gli abusi di ogni tipo fatti per agevolare il turismo internazionale, la presenza della criminalità organizzata che gestisce i principali affari nel triveneto. Continui capovolgimenti di fronte, storie che sembrano distanti che invece si incontreranno, tanta geniale ironia contro il malcostume italico ed i suoi principali difetti.

La congiura dei suicidi

Titolo: La congiura dei suicidi
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Atene soffre per il lockdown, per le limitazioni alle libertà e per le conseguenze economiche, che stanno avendo effetti devastanti su una economia fragile e precaria come quella greca. Per fortuna la criminalità sembra risentire della situazione di crisi generale e non ci sono particolari indagini su cui impegnarsi per il commissario Charitos e la sua squadra investigativa. La calma momentanea viene interrotta da un suicidio di un anziano, che nella lettera di addio fa riferimento ad una “congiura dei suicidi”. La lettera viene subito pubblicata su internet ed ottiene lo scopo voluto ossia l’inizio di una serie di manifestazioni di protesta contro le condizioni di vita imposte dal Governo. Charitos inizia le indagini e su di lui ci sono grandi pressioni da parte dei suoi superiori che vogliono sapere cosa c’è dietro la lettera e cosa ci si deve aspettare nell’immediato futuro. Avvengono altri suicidi tutti inneggianti alla “congiura dei suicidi”, con le lettere sempre pubblicate su internet, senza che la polizia riesca ad evitarlo. A complicare le cose c’è una banda che si fa chiamare “Combattenti del 2021” che inizia boicottare la campagna vaccinale, con azioni violente e imprevedibili. Il commissario Kostas Charitos dovrà usare tutto il suo buon senso e la rete di conoscenti per riuscire a chiudere le indagini con successo.
Un romanzo che racconta la condizione sociale ed economica della società greca, indebolita dalla nota crisi economica e portata allo stremo dalle misure di rigore finanziario imposte dalla Comunità Europea, ma anche scoraggiata e quasi senza speranza per la sfiducia nella classe politica. I pensieri e le riflessioni dei personaggi del romanzo verso i vaccini, le misure per contenere la pandemia e le conseguenze economiche, sono raccontate senza dare spazio ad estremismi o interpretazioni fantascientifiche legate a complotti e altre strane teorie. Si ragiona in termini economici e sociali delle varie decisioni, con molto buon senso e misura. Che è la chiave del successo dei libri di Markaris.

Il sesto comandamento

Titolo: Il sesto comandamento
Autore: Anna Vera Sullam
Editore: SEM
 
Siamo a Venezia, nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata, le leggi razziali sono state introdotte dal regime fascista da due anni. La comunità ebrea è costretta ad una vita emarginata e piena di restrizioni. La Scuola Ebraica Superiore di Venezia si è insediata in un palazzo donatole dalla comunità veneziana, per consentire il libero svolgimento delle attività. Una delle docenti viene trovata cadavere all’interno della scuola, uccisa con un colpo alla testa inferto con un busto di Mussolini. La ricerca del colpevole parte dalla comunità ebraica, l’oggetto usato per uccidere è indice che l’assassino è un anti-mussoliniano, come solo gli ebrei possono esserlo in quel periodo in Italia.  Il vicequestore Gigli, interessato più alla carriera che alla ricerca della verità, individua nel pittore ebreo Elias Riftin, il colpevole ideale, anche grazie alla sua piena confessione. Il maresciallo Russo affianca il vicequestore nelle indagini e non ci vede chiaro nella confessione di Elias e continua le indagini per conto suo, alla ricerca della verità. Sarà merito suo se il vero colpevole sarà assicurato alla giustizia.
Il sesto comandamento è un giallo ben costruito, con una ambientazione affascinante e malinconica, molto adatta alle circostanze del periodo, che pone l’attenzione sul periodo storico e sulle difficoltà della comunità ebraica, molto ben documentate e descritte. Anna Vera Sullam, alla prima prova come giallista, mostra tutto il suo amore per Venezia e per la storia di quel periodo. Con questo libro vuole mantenere viva la memoria dei fatti di quel periodo, per non dimenticare quanto accadde in quegli anni, tra i più difficili per l’umanità.

L’enigma della vacca intera

Titolo: L’enigma della vacca intera
Autori: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi
Editore: Giunti
 
La collaborazione tra il macellaio Dario Cecchini e il giornalista finanziario Alessandro Mauro Rossi prosegue con il secondo giallo ambientato a Panzano in Chianti, dal titolo “L’enigma della vacca intera”. Cecchini e Rossi continuano ad essere autori dei romanzi e protagonisti delle storie, secondo una formula ormai collaudata e di successo, come dimostrano i risultati ottenuti con “Il mistero della finocchiona a pedali”.
Tanti i personaggi, con i loro soprannomi, le abitudini paesane, il modo dissacrante e irriverente di vedere le cose tipico della toscanità più allegra e scanzonata.
La trama gialla inizia con la morte di Ettore, il cantiniere del Castello di Flacciano, trovato cadavere dentro un tino pieno di vino. Pochi giorni prima era morto, per cause naturali, alla soglia dei 100 anni, Arrigo, un vecchietto ospite della casa di riposo locale, grande amico di Ettore. Arrigo faceva parte dell’ordine dei templari e custodiva un segreto, ossia la formula per la preparazione di una specie di pozione magica, capace di garantire una vita lunghissima a coloro che lo bevessero. Il segreto era scritto su una pergamena che nessuno ha idea di dove possa essere custodita.
Le indagini sull’omicidio di Ettore sono affidare al maresciallo Sarra e all’appuntato Scoppelliti, aiutati in via semiclandestina da Cecchini e Rossi, investigatori dilettanti di indubbia efficacia.
La trama gialla è costruita con ingegno e la scrittura è ben calibrata rispetto ai contenuti. La parte divertente consiste nelle battute dei personaggi locali, pieni di umorismo paesano, schietto e spontaneo, oltre che nella naturale propensione, sempre dei locali, per le burle, diverse per ogni occasione ma sempre spassose. La trama comprende le avventure amorose di Ettore, alcune vicende finanziarie che riguardano il proprietario del Castello di Flacciano, le innumerevoli attività del Cecchini, la sua macelleria e i suoi ristoranti dove si mangia la ciccia, vera protagonista del libro insieme con le altre prelibatezze e bellezze ambientali del Chianti.

Una lama nel bianco

Titolo: Una lama nel bianco

Autore: Fabio Rennani

Fabio Rennani, è un ingegnere che si dedica alla scrittura di gialli con passione ed energia, con una produttività sorprendente. Questo “Una lama nel bianco” è il suo quarto romanzo che ha come protagonista l’ormai ex ispettore Innocenti, che finalmente ha ottenuto la nomina a commissario.

Per festeggiare la promozione, Innocenti decide di trascorrere una vacanza in montagna, sulle Dolomiti, in compagnia della figlia, Alice. All’arrivo in albergo, Innocenti trova subito la prima sorpresa, ossia la presenza nell’hotel della ex moglie Anna. Seguiranno altre sorprese, tra cui un omicidio proprio nell’albergo che ospita il Commissario che si troverà suo malgrado coinvolto nelle indagini. Il cadavere ed i principali sospettati fanno parte di una famiglia benestante, romana, che è solita trascorrere in quell’albergo le vacanze. Sorprese e colpi di scena nello scenario incantato delle Dolomiti.

Un libro che segna un deciso salto di qualità nella scrittura di Fabio Rennani, capace di elaborare una trama più complessa ed articolata rispetto ai libri precedenti, con una ambientazione riuscita e intrigante. Il commissario Innocenti è un personaggio convincente, grazie alla sua normalità, alle sue incertezze sul piano sentimentale ed alle ottime intuizioni nelle indagini.

Il romanzo fornisce uno spaccato critico nei confronti di alcuni ambienti sociali della Capitale, in cui si bada esclusivamente all’immagine trascurando la sostanza, con riferimento a coloro che dietro la facciata di benessere e di opulenza familiare, nascondono in realtà situazioni che hanno molto poco di prestigioso e rispettabile. Una scrittura ironica e a tratti pungente. Qualche ora di meritato relax.

Un ritornello non fa primavera

Titolo: Un ritornello non fa primavera
Autore: Philippe Georget
Editore: edizioni e/o
Traduzione: Silvia Manfredo
 
Il territorio di Perpignan e dei Pirenei orientali, insieme alla limitrofa Aude, sono località con una storia importante per alcuni fatti legati alla Cristianità che hanno dato a loro volta origine a leggende di grande fascino ed impatto. Proprio a Perpignan è ambientato il libro “Un ritornello non fa primavera” di Philippe Georget. E’ venerdì santo, il giorno de la Sanch, la processione di rito catalano sulla passione di Cristo, tanto affascinante quanto misteriosa. Tanti i credenti ed i turisti lungo il percorso. Alcuni scoppi di mortaretti provocano il panico tra la folla ed i partecipanti al rito. Dopo aver riportato la calma, la Polizia scopre che uno dei partecipanti alla processione, è rimasto ucciso da una coltellata. La vittima è un maestro di pianoforte di nome Christian Aguilar. L’omicidio non è stato l’unico crimine commesso durante la processione, anche una gioielleria è stata rapinata. Il tenente Giles Sebag dirige le indagini sui due casi, che si presentano da subito privi di moventi particolari. L’omicidio e la rapina fanno parte di un unico piano? Il morto e il proprietario della gioielleria hanno qualche legame misterioso? C’è qualcosa che unisce i due crimini con l’Arciconfraternita di cui fanno parte i partecipanti alla processione?
Una storia affascinante che mescola antiche tradizioni con fatti dei giorni nostri, in una ambientazione particolare come quella di Perpignan, cittadina divisa tra le tradizioni francesi e quelle catalane, che deve anche fronteggiare flussi migratori importanti, con una situazione economica dell’intera area di crisi continua, con pesanti ripercussioni nella vita sociale.
Le indagini mostrano una catena di intrighi complicata, con la figura del cantautore Charles Trenet sullo sfondo della vicenda, per arricchire la trama e dare la possibilità all’autore di trattare temi di grande attualità.

Le mogli hanno sempre ragione

Titolo: Le mogli hanno sempre ragione
Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
 
La festa di San Vito, patrono cittadino, a Polignano segna l’inizio dell’estate. E’ l’occasione per Matilde, la ex moglie di don Mimì Scagliusi, per inaugurare la nuova masseria con una grande festa. E’ il compleanno della nipotina Gaia, ma è anche l’occasione per mostrare il nuovo compagno, Pasqualino. Tutta la famiglia Scagliusi si reca alla festa, con altri invitati di spicco, compreso il parroco del paese. Il maresciallo Clemente ha rifiutato l’invito, per rimanere in paese e trascorrere la festa con gli altri compaesani. Ma il suo programma salterà, perché la serata nella masseria di Matilde sarà rovinata dal ritrovamento della colf peruviana, uccisa misteriosamente.  Il povero maresciallo dovrà cambiare i suoi programmi per presentarsi comunque alla masseria, suo malgrado.  Iniziano le indagini con gli interrogatori dei presenti, tutti possibili colpevoli, tutti presenti sulla scena del crimine. Gli interrogatori mostreranno le personalità degli invitati, pieni di sospetti e invidie e verranno allo scoperto tresche clandestine, tradimenti seriali o saltuari.
“Le mogli hanno sempre ragione” è il primo giallo di Luca Bianchini, scritto con il consueto stile ironico e brillante caratteristico dell’autore.  E’ un giallo che rende omaggio alle opere di Agatha Christie, con tutti i colpevoli convocati dal maresciallo per la conclusione dell’inchiesta. Il romanzo ci descrive tramite i personaggi, i caratteri tipici delle persone che abitano il Sud d’Italia, insieme alle bellezze naturali ed alla cucina, la cultura e le tradizioni tipiche del meridione. Una commedia tinta di giallo per una lettura di tutto relax.

Il tessitore

Titolo: Il tessitore

Autore: Cristina Rava

Editore: Rizzoli

Il tessitore è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, di Cristina Rava, con il commissario Rebaudengo e il medico legale Ardelia Spinola come protagonisti. Una storia complessa ambientata tra Langhe e Liguria, con le indagini su un omicidio misterioso di una donna giovane e bella che si mescolano con quelle legate ad una setta politica che sta operando in alcune zone del Piemonte. Il cadavere della donna è stato ritrovato nel furgone di un idraulico, che risulterà del tutto estraneo alla vicenda criminale. Dall’autopsia sembra che la donna sia morta per una caduta accidentale, ma ci sono dei segni di strangolamento che rendono ancora più misteriosa la sua morte. Un conoscente della Spinola le racconta di aver commesso un gesto folle e disperato, ossia occultare il cadavere di una donna su un furgone di uno sconosciuto, ma lui spergiura di non avere nulla a che vedere con l’omicidio. Le trame delittuose sono stemperate dalle descrizioni dei paesaggi e dai riferimenti al cibo ed al vino, che costituiscono una simpatica cornice di piacevolezza.

La relazione tra il commissario Rebaudengo e la l’amica Ardelia costituisce la struttura portante del romanzo, con i due grandi amici, ormai interessati solo ai rapporti intellettuali senza alcuna attrazione fisica. Entrambi sono interessati alla scoperta della verità a cui si dedicano con le loro capacità deduttive, del tutto fuori dal comune. Alcuni riferimenti letterari all’opera di Luigi Pirandello aumentano l’interesse della storia, insieme a quelli politici e gastronomici, per una lettura interessante e piacevole.

L’esattore

Titolo: L’esattore
Autore: Petros Markaris
Editore: La nave di Teseo
Traduzione: Andrea Di Gregorio
 
Il commissario Charitos e la sua squadra continuano a lavorare con impegno nonostante i tagli alle spese della sezione omicidi. Un famoso medico viene ucciso ad Atene, avvelenato con il curaro e ritrovato nel cimitero del Ceramico, appena fuori Atene. L’uomo era un facoltoso medico chirurgo, famoso per la sua bravura, con una clientela ricca. Una email trovata su internet rivendica l’omicidio. Un uomo che si definisce l’esattore, accusa il medico di essere un evasore fiscale, gli intima di pagare duecentocinquantamila euro all’erario, altrimenti sarebbe stato condannato a morte. Il medico non ha pagato e l’esattore ha eseguito la sentenza di morte. Il giorno dopo viene trovata una seconda vittima dell’esattore, anche in questo caso un evasore fiscale, ucciso con la cicuta, stessa lettera di minaccia con riferimenti alle tasse non pagate, la minaccia di morte puntualmente trasformata in esecuzione. Le lettere dell’esattore sono molte e molti destinatari cominciano a pagare le tasse arretrate, per paura della sentenza di morte dell’esattore, che comincia ad avere un certo sostegno dell’opinione pubblica. Le indagini sono difficili, è un mistero come l’esattore riesca a trovare le informazioni sugli evasori. La vita privata del commissario scorre parallela alle indagini e la sua famiglia, seppur unita e solidale, sta attraversando una certa crisi dovuta al desiderio di sua figlia di lasciare la Grecia per cercare lavoro all’estero. Maskaris tramite le vicende del commissario Charitos, racconta la Grecia, la sua grande crisi finanziaria e le ripercussioni sulle vite delle famiglie. La scrittura è lineare e scorrevole, le critiche all’Europa delle Banche e della Finanza sono piuttosto esplicite, la situazione sociale viene descritta con realismo e qualche rimprovero per l’indole poco previdente dei greci, soprattutto della classe politica. Un libro piacevole ed interessante.

Una cosa da nascondere

Titolo: Una cosa da nascondere
Autore: Elizabeth George
Editore: Longanesi
Traduzione: Sara Crimi e Laura Tasso
 
Storia ambientata a Londra, città multiculturale per antonomasia. Teo, una agente della polizia, nigeriana di nascita, viene ritrovata morta a casa. Sembra un incidente, in realtà è stata uccisa da un colpo alla testa. Teo stava indagando sotto copertura su pratiche illecite molto diffuse nella comunità nigeriana. Il sovraintendente Thomas Lyndley, con Barbara Havers e Winston Nkata saranno impegnati in una indagine difficile che li porterà a conoscere una comunità apparentemente pacifica ed integrata nella società inglese, che invece continua a rispettare tradizioni brutali e violente come la infibulazione delle giovani adolescenti che dopo “l’operazione” acquistano maggior valore nel mercato delle mogli.
Una storia che mette allo scoperto pratiche brutali e criminali, tuttora molto diffuse, imposta dai padri, violenti e retrogradi, non sufficientemente contrastata dalle madri, con le ragazze adolescenti vittime di una violenza che segna per sempre la loro vita. Tali pratiche non sarebbero possibili in Europa se non ci fossero medici disponibili per soldi a praticare le operazioni, proibite da tutte le leggi, ma richieste da genitori senza scrupoli disposti a pagare cifre ingenti pur di rispettare tale tradizione aberrante.
Le indagini sulla morte di Teo, si intrecciano con le vicende della famiglia Bankole, con Abeo padre violento e brutale, che vuole imporre a tutti i costi le sue idee retrograde alla moglie Monifa, al figlio Tani e la figlia Simi. Le storie si intrecciano dando vita ad una trama complessa ed articolata, che ha il merito di portare alla ribalta un argomento attuale e di grande importanza. “Una cosa da nascondere” ci racconta la brutalità delle tradizioni retaggio di culture retrograde, ma anche il grande lavoro fatto da donne coraggiose e intraprendenti che si battono per salvare le giovani dai propri genitori. L’aspetto sociale è decisamente prevalente sulla storia gialla.

Rancore

Titolo: Rancore
Autore: Gianrico Carofiglio
Editore: Einaudi
 
Penelope Spada è un ex pubblico ministero che dopo le sue dimissioni dalla magistratura si arrangia a fare l’investigatore privato anche se in forma non ufficiale. Riceve i clienti nel retro di un bar, il cui proprietario garantisce la riservatezza degli incontri. Penelope viene contattata dalla figlia di Vittorio Leonardi, un famoso chirurgo morto due anni prima, per indagare sulla morte del padre, ufficialmente avvenuta per un infarto fulminante. C’è di mezzo un testamento contestato, tutto a favore della seconda moglie di Leonardi, una avvenente donna più giovane del marito di trentatré anni. La figlia di Leonardi sospetta che il padre sia stato manipolato dalla seconda moglie per avere un testamento molto favorevole ed addirittura che sia stato ucciso dalla giovane moglie per passare subito all’incasso dell’eredità. Una storia tipica di eredità contesa, di rapporti familiari pieni di rabbia, di incomprensioni e di sospetti reciproci.
Penelope è un grande personaggio, misterioso ed affascinante, combattuta tra il senso di colpa per i fatti che le sono costati il posto in magistratura e la voglia di mettersi alle spalle il passato ed affrontare la vita con maggiore leggerezza. La trama del libro è molto ben costruita, con personaggi affascinanti, atmosfere intriganti e ambientazioni sempre diverse, una storia che dice molto di più di quello che sono i fatti narrati. Senza eccedere con le parole, con uno stile schietto e diretto, il libro tratta alcuni dei grandi misteri italiani, ossia i rapporti che intercorrono tra massoni e politici, di quanto sia vero che personaggi poco noti siano in realtà i veri burattinai dei giochi di potere. Da ex magistrato, Carofiglio conosce alla perfezione i meccanismi della giustizia e delle istituzioni che la amministrano e del valore di molte persone che lavorano per la ricerca della verità. Un ottimo romanzo che è molto di più di un giallo.

Annabella Abbondante

Titolo: Annabella Abbondante
Autore: Barbara Perna
Editore: Giunti
 
Annabella Abbondante è il giudice di Pianveggio, un centro del lucchese. Abbondante di nome e di fatto, con il suo fisico prorompente come la sua capigliatura, perennemente a dieta senza mai riuscire a perdere peso, cadendo troppo spesso vittima delle tentazioni gastronomiche. Ma è una grande lavoratrice, sempre dedita al lavoro, con una grande passione per le indagini che non sono le sue. La storia del romanzo inizia quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge proprio ad Annabella per segnalare la scomparsa di suo fratello dalla clinica in cui era ricoverato per problemi psichici. La giudice si troverà coinvolta in una storia complessa, in cui per la sua curiosità e la sua tendenza ad occuparsi delle indagini altrui, si troverà a dover affrontare varie vicende, mettendo a repentaglio la sua carriera ed il suo equilibrio mentale, insieme a quello del suo fido cancelliere Paolo, oltre a quello dei suoi amici, il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice Villani.
La storia gialla è interessante e ben costruita, con la figura del giudice Abbondante che domina la scena, per la sua esuberanza nel lavoro, con le sue continue discussioni con i colleghi e la sua vita privata, con le continue discussioni con la sorella Fortuna, che le tenta tutte per trovarle un fidanzato, con esiti tra il comico ed il tragico. Il tribunale di Pianveggio potrebbe essere preso come rappresentativo di tutta la giustizia in Italia, ossia un apparato burocratico, inefficiente e poco reattivo, con scarsa capacità di collaborare con gli organi di polizia, dove le indagini sono orientate più da lotte interne e da prese di posizione personali che da reali riscontri delle indagini. Annabella è l’eccezione, con i suoi limiti e difetti, è un giudice che ama la verità ed è disposta a tutto per perseguirla.  Un libro divertente e coinvolgente, un ottimo inizio per l’esordiente Barbara Penna.

Delitto sul lago

Titolo: Delitto sul lago

Autore: Dario Sardelli

Editore: Einaudi

Fa caldo a Roma in estate, l’aria è irrespirabile e l’asfalto diventa di fuoco.  Tutti soffrono il caldo, tranne il vicequestore Piersanti Spina, il protagonista di questo giallo, che per un suo problema fisico, non riesce a percepire gli stimoli sensoriali, quindi il caldo e il freddo, la fame e la sete, gli odori e i sapori. Vive grazie ai segnali che un orologio tecnologico gli fornisce, che lo avvisa se la sua temperatura corporea sale troppo, oppure se è ora di andare in bagno, oppure quando deve bere.

Spina sta indagando su un caso di omicidio. Un uomo di 55 anni è stato trovato in un laghetto alla periferia di Roma, zona est. Il morto si chiama Valerio Campi, ex proprietario di un bar, era vittima di pericolosi strozzini che lo minacciavano di continuo. Le indagini sono difficili, presto i cadaveri ritrovati nel lago diventeranno due e le cose si complicheranno ancora di più. La vita di Spina non è per niente facile. Oltre ai suoi problemi fisici, Spina ha una situazione sentimentale complicata, la fidanzata Patrizia è in Africa a fare la volontaria, la sua ex, Anna, presentatrice televisiva, gli è sempre molto vicina. Spina ha rotto i rapporti con il padre, che si è allontanato da Roma per seguire la sua amante. Sul lavoro c’è il questore, che crede che Spina voglia fargli le scarpe. Una vita complessa ma non tutto è da buttare via. Roma è coprotagonista del romanzo, con i suoi contrasti, tra quartieri ricchi e popolari, tra uomini politici o professionisti e delinquenti dediti allo spaccio o alle estorsioni, dove è possibile trovare tanta umana comprensione ed accoglienza anche nelle zone più pericolose. Spina non è un personaggio vincente, è limitato dal suo fisico, sviene nei momenti difficili, sceglie sempre le vie più contorte ma nonostante il destino gli prospetti sfide improbabili, mantiene intatta la sua voglia di non arrendersi.