Astuti inganni

Titolo: Astuti Inganni

Autore: Fabio Rennani

Lorenzo è un giovane che vorrebbe essere artista, in realtà conduce una vita al di sopra delle sue possibilità nonostante la famiglia gli abbia tagliato la paga mensile. Viene trovato ucciso nella stanza in affitto in cui viveva, sembra una morte per overdose, una vita sprecata come tante altre. L’ispettore Innocenti è il responsabile delle indagini, che appaiono difficili e senza prove schiaccianti. Solo la determinazione del Commissario eviterà che il caso sia archiviato senza trovare il colpevole.

Una storia dove i principali protagonisti sono tutti indiziati e possibili colpevoli. Un finale inaspettato e un movente collegato a qualcosa accaduto nel passato. I vari indiziati raccontano il loro punto di vista degli eventi, espediente narrativo collaudato che consente di esprimere tutto il potenziale della trama e della storia. La varietà dei moventi attribuiti ai vari sospettati aumenta l’interesse per la ricerca della soluzione.

Astuti Inganni è il primo libro di Fabio Rennani, uno scrittore che appartiene ad una delle categorie a cui ho dedicato due post di questo blog, ossia quella degli scrittori ingegneri. Fabio scrive per passione nel tempo libero del suo lavoro, merita di sicuro un incoraggiamento.

Barbarotti e l’autista malinconico

Titolo: Barbarotti e l’autista malinconico

Autore: Håkan Nesser

Editore: Guanda

Traduzione: Carmen Giorgetti Cima

Un giallo anomalo, tanti misteri, nessun vero colpevole. Albin Runge è uno studioso di filosofia, diventato autista di autobus per necessità. Una gita con lui al volante di trasforma in tragedia, il mezzo esce di strada e nell’incidente muoiono 18 persone, 17 bambini ed un adulto. La vita di Albin è segnata per sempre, non potrà mai dimenticare l’incidente, graverà su di lui per sempre il peso della responsabilità, il rimorso e il senso di colpa. Ad Albin cominciano ad arrivare delle lettere anonime, che gli chiedono come faccia a vivere, che gli ricordano le sue colpe e iniziano un conto alla rovescia per avvisarlo che in occasione dell’anniversario dell’incidente, gli accadrà qualcosa. Albin si reca alla polizia, denuncia le lettere minatorie, racconta la sua versione dei fatti. Ad indagare ci sono l’ispettore Gunnar Barbarotti e la sua partner, in polizia e nella vita, Eva Backman. Il caso di Albin resterà avvolto nel mistero ed avrà una conclusione piena di dubbi. Dopo molti anni, Gunnar ed Eva si trovano nell’isola di Gotland per un periodo di aspettativa dopo un conflitto a fuoco in cui Eva ha ucciso un teppista che sta per dare fuoco ad una auto con due persone a bordo. Durante quel soggiorno accade qualcosa che fa ritornare di attualità il caso Albin Runge.

L’anomalia di questo giallo è che non ci sono delitti in questa storia e si indaga su fatti che non si è certi che possano essere definiti come crimini. Ci sono molte anomalie e molte stranezze, che riguardano i vari protagonisti e non c’è una vera e propria conclusione della storia. La vicenda è ben raccontata e molto ben costruita, una trama in cui tutto si incastra alla perfezione e tutto sembra diverso da quello che poi sarà nella realtà. La storia è raccontata su due diversi piani temporali, distanti tra loro circa 6 anni e c’è una parte che è narrata direttamente da Albin, sotto forma di diario da lui tenuto e ritrovato durante le indagini. Sia Albin che Eva raccontano il loro dramma per avere ucciso delle persone, anche se in circostanze molto diverse. I loro pensieri e tormenti interiori sono ben descritti e compongono una parte importante del romanzo. Un romanzo che gioca con il lettore che si renderà conto solo alla fine di come la verità fosse diversa dalla narrazione degli eventi.

La lunga notte

Titolo: La lunga notte

Autore: Leonardo Gori

Editore: Tea

 

Un giallo ambientato in un periodo storico cruciale per l’Italia, quando si decisero le sorti della nostra nazione che iniziò il cammino verso quel futuro che è ora il nostro presente. Il romanzo è ambientato nel 1943, Badoglio sta governando l’Italia post-ventennio, Mussolini è stato catturato, sono in corso trattative segretissime con gli alleati per arrivare all’armistizio dell’otto settembre. Gli eventi storici sono mescolati con le vicende private del capitano Bruno Arcieri, agente dei servizi segreti militari, che ha il compito di gestire le operazioni di collegamento con gli americani per la presa di Roma e la proclamazione dell’armistizio. Arcieri, oltre al cruciale compito di intelligence che gli è stato affidato, è alle prese con una vicenda personale molto delicata in quanto la sua fidanzata è sospettata dell’omicidio di una persona con cui la donna stava intrattenendo dei rapporti di affari relativi alla vendita di una villa. Gori riesce molto bene nel suo intento di raccontare le vicende legate alle indagini con le vicende storiche, esponendo le sue posizioni politiche e morali senza alcuna ambiguità, tramite la personalità del capitano Bruno Arcieri, una persona dal forte senso della dignità, molto lontano dalla doppiezza e dai trasformismi tipici di quegli anni, quando prendere posizione in modo netto voleva dire avere sempre qualcosa da perdere. Arcieri odiava ogni forma di furbizia tipica degli italiani, di cui anche il primo Ministro Badoglio e addirittura il Re d’Italia Vittorio Emanuele furono illustri interpreti, per come si comportarono con gli alleati, con i tedeschi e con il popolo italiano. Sembra un giallo ma è un libro molto duro e netto contro le guerre, le dittature, i comportamenti ambigui ed ogni forma di doppio gioco, esaltando i valori della libertà di azione e di pensiero.

C’è un cadavere al Bioparco

Titolo: C’è un cadavere al Bioparco

Autore: Walter Veltroni

Editore: Marsilio

Terzo giallo con protagonista il Commissario Giovanni Buonvino, ambientato nella Roma contemporanea. Il romanzo evidenzia le grandi passioni dell’autore, noto uomo politico, due volte eletto sindaco della sua città natale, grande amante della letteratura, della musica e soprattutto di Roma. L’autore ha voluto rendere un piccolo omaggio ad Agatha Christie scrivendo questo giallo della camera chiusa, con tutti i sospettati nella stessa stanza per l’epilogo della storia.

Teatro principale del giallo è il Bioparco, una ottima occasione per raccontare le meraviglie ambientali di una delle zone più belle e famose di Roma. Lo Zoo è una porzione di Villa Borghese, uno degli spazi verdi più belli di Roma, posizionato sul lato della villa che confina con il quartiere Pinciano, uno dei primi quartieri di Roma, noto per i suoi musei ed edifici di grande pregio. La Capitale con le sue bellezze è la protagonista del romanzo, al pari del commissario Buonvino, una accoppiata che sarà di sicuro protagonista di altri capitoli della serie.

Il morto di cui narra la storia è un uomo trovato nella teca dei serpenti dello Zoo con la testa mozzata. Il povero commissario non sopporta i rettili, per i quali ha una vera fobia, l’indagine per lui è davvero difficile, sia per la mancanza di indizi che per l’inevitabile assidua frequentazione del rettilario alla ricerca di qualche indizio.

I personaggi sono ben assortiti, tutti con qualche problema, la squadra di investigatori, grazie alla guida del Commissario Buonvino, dimentica le fragilità dei singoli e diventa una macchina efficiente dove tutti danno il proprio contributo. I sospettati sono tutti dipendenti del Bioparco, ognuno con la sua storia personale, ma non ci sono indizi, nessuna traccia, l’indagine sembra un rompicapo impossibile da risolvere. Una storia che ha avuto inizio molti anni prima, un dolore difficile da dimenticare, una vendetta preparata con fredda determinazione. Una lettura piacevole, uno stile di scrittura fluido, indizi seminati con parsimonia per tenere alta la tensione narrativa.

Il talento del cappellano

Titolo: Il talento del cappellano

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

 

Quinta avventura del vicequestore Vanina Guarrasi, palermitana in forze alla squadra mobile di Catania. La storia ha inizio alle pendici dell’Etna, in uno scenario alpino. La sera tra il 26 e il 27 dicembre, sta nevicando, un anziano custode trova il cadavere di una donna all’interno di un edificio in ristrutturazione, il Grand Hotel della Muntagna. Il tempo di avvisare la polizia e di attendere il suo arrivo e il cadavere è sparito dall’interno dell’edificio per riapparire il giorno dopo in un luogo alquanto particolare. Il corpo è di una pediatra e viene ritrovato in un cimitero all’interno della cappella dalla famiglia Murgo, con a fianco il cadavere del Monsignor Murgo, prelato di grande fama ed integerrima reputazione. Un doppio omicidio misterioso la cui soluzione è nelle mani di Vanina e della sua squadra, come al solito affiancata dall’anziano Biagio Patanè, commissario in pensione di 83 anni che non ne vuole sapere di rinunciare ad indagare, nonostante gli acciacchi dovuti all’età.  I protagonisti sono un gruppo di personaggi, ben assortiti che raccolgono varie tipologie di persone che è possibile incontrare nella vita quotidiana.

Il libro mette insieme la storia dei due omicidi e delle relative indagini con le vicende personali di Vannina, la vita quotidiana siciliana, con le sue prelibatezze gastronomiche sempre in bella evidenza. Gli affetti di Vannina sono stati duramente colpiti dalla mafia, che è presente nella storia ma non è protagonista diretta del fatto criminale che dà origine al romanzo. Non mancano altri temi sociali di attualità, tutto ben raccontato in modo equilibrato e senza eccessi, tutto molto verosimile, dai dialoghi alle ambientazioni, dai colori ai sapori siciliani. Un giallo di persone comuni, che vivono nella normalità, che diventano criminali per caso. Sempre bello e armonico il linguaggio con qualche infiltrazione di vocaboli siciliani, comprensibili e ben inseriti, che danno un maggior senso di appartenenza della storia alla realtà siciliana contemporanea.

Il delitto del casolare

Titolo: Il delitto del casolare

Autore: Francesco Sapia

Editore: Scatole Parlanti

Rocco Amato è un giornalista, dirige a Corissano, in Calabria, la piccola redazione di un quotidiano locale. Rocco si occupa di cronaca nera, deve lavorare con i pochi mezzi di cui dispone, ma fa del suo meglio, sopperisce con l’impegno alla scarsità di mezzi. Non si limita a scrivere buoni articoli, a scovare le notizie più interessanti, ma si adopera per trovare informazioni utili per le indagini, per dare il suo contributo alla ricerca della verità.  La scomparsa di una professoressa del liceo scientifico locale, Martina Giordano, bella e affascinante, è la notizia del momento. Rocco Amato entra in azione, raccoglie informazioni, indaga ed a poco a poco mette insieme le tessere di un mosaico complicato e imprevedibile. A condurre le indagini di polizia sarà il Commissario Nicola Abastane, vecchio amico di Rocco, che frutterà le sue intuizioni per arrivare alla soluzione del caso. Una storia rappresentativa della società dei nostri tempi, che tocca temi di attualità come le difficoltà dei giornali, dei giovani che vogliono iniziare la carriera di giornalista senza snaturare i propri ideali, le difficoltà che incontrano le donne a vivere la propria vita restando libere di scegliere quello che vogliono. Ma il tema principale del libro è la violenza sulle donne, vera e propria piaga di questi anni. Rocco Amato è un giornalista puro, disposto a qualsiasi sacrificio pur di riuscire a seguire i suoi ideali, amante della sua terra, consapevole della sua natura e del fatto che “tutto si può tradire in questa vita meno che quella”.

Angeli

Titolo: Angeli

Autore: Maurizio de Giovanni

Editore: Einaudi

Napoli la conoscono tutti, è una città meravigliosa, complicata e pericolosa. Droga, usura, estorsioni, ricettazione, tanti modi per fare soldi, tanti modi per commettere errori fatali. Nando Iaccarino era un meccanico straordinario, lavorava solo su auto e moto d’epoca, i suoi clienti erano ricchi appassionati che affidavano solo a lui i loro gioielli meccanici. Nando aveva una reputazione impeccabile, nulla che potesse giustificare un omicidio. Una figlia fidanzata con un ricco uomo d’affari molto noto a Napoli, lavorava per passione, non aveva bisogno di soldi. Il cadavere di Nando è stato trovato nella sua officina, la saracinesca mezza aperta, ucciso con un colpo alla testa. L’omicida ha ripulito tutto, lasciando il posto in ordine, senza macchie di sangue. Inspiegabile il movente, nessun sospetto sull’esecutore. Ancora una indagine apparentemente senza soluzione per il commissariato di Pizzofalcone, sempre inviso ai vertici della Polizia, sempre in attesa di un passo falso che possa giustificare la chiusura della stazione di polizia più precaria di Napoli. Ma i Bastardi sono una squadra unita, più forte delle difficoltà personali che ognuno di loro sta vivendo e delle difficoltà delle indagini che li vedono protagonisti.

Questo undicesimo romanzo della serie dei Bastardi è dedicata agli angeli ed ai vari modi in cui questi si manifestano. La storia gialla è messa in secondo piano rispetto alle vicende private dei vari protagonisti, che affrontano le difficoltà della loro vita con l’aiuto determinante di persone straordinarie, gli angeli, che rappresentano il modo in cui il bene si contrappone al male in modi sempre nuove ed inaspettate. Maurizio de Giovanni si conferma scrittore prolifico, che dà il meglio di sé nelle storie seriali, mostrando ad ogni nuova uscita un lato inedito del suo carattere di scrittore, capace di sorprendere i lettori con riflessioni sull’animo umano sempre diverse e toccanti.

La madre

Titolo: La madre

Autore: Marco Lugli

Luigi Gelsomino, commissario di polizia a Lecce, è rientrato al lavoro dopo un periodo di aspettativa. La sua vita è stata sconvolta sette anni prima dall’omicidio di sua moglie Loredana, uccisa in circostanze misteriose quando era in attesa della loro figlia. Al suo rientro, Gelsomino si trova a dirigere una indagine che vede tra i sospettati anche un presunto veggente, che dice di ricevere informazioni dall’aldilà proprio da sua moglie, Loredana. La vicenda ha inizio qualche anno prima quando una ragazza madre partorisce senza essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Un omicidio efferato ed un misterioso rapimento coinvolgono nelle indagini alcune famiglie in vista nella città. Una vicenda crudele, dolorosa, di grande impatto emotivo, che racconta violenze inaccettabili ai danni di chi non può difendersi. Un giallo che tratta temi molto importanti, come il dolore per la morte di un coniuge, l’importanza del diventare genitori e la disponibilità di alcune persone a commettere qualsiasi tipo di reato pur di soddisfare i propri desideri, a dimostrazione che in questi casi è l’egoismo il sentimento preponderante. Anche la crudeltà del destino che su alcune persone si accanisce e le condanna al dolore, senza alcuna possibilità di cambiare la propria sorte. Un libro emozionante, ben scritto, che lascia aperte grandi domane e porta a grandi riflessioni.

La ragazza scomparsa

Titolo: La ragazza scomparsa

Autore: Giancarlo Capaldo

Editore: Chiarelettere

 

Giancarlo Capaldo è un magistrato ora in pensione con la passione per la scrittura, autore di molti saggi e di un romanzo giallo, I delitti di via Margutta, a suo tempo recensito su questo blog, con protagonista il principe Gian Maria Ildebrando del Monte di Tarquinia, sua moglie Gloria ed il suo fido maggiordomo Oliver, proprio come questo nuovo romanzo, La ragazza scomparsa. Capaldo è stato a capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e del Pool Antiterrorismo, responsabile di alcune delle principali indagini su vicende italiane, come quella della Banda della Magliana, il rapimento di Emanuela Orlandi e tante altre.

La ragazza scomparsa è un giallo dalla lettura veloce ed intrigante, che vi proietterà in una Roma dalla doppia faccia, quella ricca e sofisticata del principe Gian Maria e sua moglie Giulia con le loro frequentazioni esclusive, contrapposta a quella oscura, nauseabonda e avvilente delle vicende che si svolgono all’ombra di importanti istituzioni e società internazionali, con protagonisti uomini d’affari e personaggi di potere. Il principe Gian Maria si troverà coinvolto in una vicenda legata ad un conto corrente presso la ormai famosa Banca del Vaticano, lo IOR, che lo porterà anche ad indagare sul rapimento di una ragazza di sedici anni, Eloisa, scomparsa senza lasciare tracce. Chiaro ed evidente il riferimento ad un famoso rapimento avvenuto a Roma negli anni Ottanta. Il principe ha le sue conoscenze altolocate, è amico del Papa e di molti prelati di alto rango, ma conosce anche personaggi oscuri e misteriosi che lavorano nell’ombra dei servizi segreti, capaci di raccogliere informazioni su chiunque, senza mai apparire. Il libro è avvincente, scritto con stile ironico e brillante, capace di raccontare delle storie che sono frutto della fantasia dell’autore, che accendono una luce insolita su eventi tristemente noti e che forniscono una possibile chiave di lettura su crimini rimasti senza soluzione.

Prestiti scaduti

Titolo: Prestiti Scaduti

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

 

Nuovo libro con Kostas Charitos protagonista, il commissario greco che vive una vita familiare felice ed equilibrata, grazie a moglie, figlia e genero, mentre tutto il resto è una turbolenta difficoltà, destino comune della maggior parte dei cittadini greci. Ad Atene c’è un assassino che colpisce banchieri e personaggi di rilievo nel mondo della finanza. Vere e proprie esecuzioni per decapitazione, un modo di uccidere molto raro e cruento, dato che l’arma con cui sono tagliate le teste è una spada.

Una storia raccontata da Markaris con la solita verve e lo stile irriverente e scanzonato, che prende di mira le banche e coloro che le governano. Un mondo messo alla berlina da Markaris, insieme a quello della politica e dei mezzi di informazione, collegati tra di loro, forti con i deboli e deboli con i forti. I potenti possono tutto e si arricchiscono grazie alle banche, che invece mandano in rovina le persone normali, che pagano per tutti. Il primo assassinio viene subito attribuito ad un atto terroristico, il solito modo, adottato ormai in molte parti del mondo, per ottenere il sostegno assoluto alle indagini da parte dell’opinione pubblica e per non dare alla stampa troppe informazioni sullo stato delle indagini. Gli omicidi continuano, le teste continuano ad essere tagliate, è sempre più difficile far credere che si tratti di terrorismo, dato che le vittime sono scelte con molta precisione, secondo un quadro che si va facendo sempre più chiaro nella testa del commissario Charitos. I libri di Markaris raccontano la situazione greca con molto realismo e puntualità, evidenziando quando grandi siano state le ferite inferte dalla intransigenza dell’Europa al popolo greco e quanto grande sia la diffidenza verso le banche e la politica. Markaris è una penna caustica e tagliente, che racconta con coraggio le cose che non vanno, riuscendo comunque a costruire romanzi piacevoli e accattivanti. Bellissima l’immagine della copertina, paradossale e provocatoria.

L’impero di mezzo

Titolo: L’impero di mezzo

Autore: Andrea Cotti

Editore: Rizzoli

Un nuovo libro con Luca Wu protagonista, il vicequestore italo cinese che vive e lavora a Roma.

La storia è ambientata in Cina, dove Wu è in visita con i suoi nonni, senza moglie e figlio, alla ricerca delle sue radici e della sua vera identità. Il rapporto con sua moglie è tutto da ricostruire, il viaggio sarà una ottima prova per Wu per tentare di sistemare la sua vita familiare. Wu in Italia è considerato un cinese, mentre in Cina è considerato un italiano, straniero ovunque, sempre fuori posto, sempre in dubbio con le sue scelte. In Cina il vicequestore viene coinvolto in una indagine sulla morte di un importante imprenditore, cittadino italiano, morto in circostanze misteriose cadendo da un parcheggio multipiano. Wu parla perfettamente cinese, partecipa alle indagini perché voluto dall’ambasciata italiana in Cina, non riesce a conquistare la fiducia dei suoi colleghi cinesi, che ogni volta che possono gli ricordano che lui è solo un testimone e non ha alcun ruolo operativo nelle indagini. Wu non si lascia intimorire e tra mille difficoltà convince i cinesi a seguire le sue intuizioni investigative. La morte dell’imprenditore italiano è piena di misteri, tutto lascia pensare che sia stato un incidente, ma alcune cose non tornano. Le indagini diventano sempre più complesse, coinvolgono aziende internazionali, malavitosi locali, intere organizzazioni mafiose.

Il libro racconta le indagini, i tormenti personali di Wu, i suoi rapporti con moglie e figlio, le sue difficoltà a comprendere i colleghi cinesi, a resistere alle tentazioni. Ma è anche una ottima occasione per conoscere da vicino la Cina ed i cinesi, la loro mentalità, il cibo, le loro abitudini e i modi di fare. Le città cinesi sono descritte con dovizia di particolari e grande realismo, con i loro ingorghi infiniti, i grattacieli sempre più alti, i mega aeroporti.  Le migliaia di aziende multinazionali hanno trasformato la Cina, rendendola ricca ed ambiziosa, padrona dell’intera Africa e delle sue ricchezze del sottosuolo. Wu scoprirà sulla sua pelle quanto il suo paese di origine sia pericoloso, dove tutto è governato dai soldi, dove dalle ceneri del comunismo è nato il capitalismo più spietato del mondo.

Reo confesso

Titolo: Reo confesso

Autore: Valerio Varesi

Editore: Mondadori

 

Il commissario Soneri passeggia per le strade di Parma. Un uomo su una panchina sembra dormire. Soneri si avvicina, dice qualcosa all’uomo che si mostra sorpreso che qualcuno di preoccupi di lui. Dice il suo nome, scambia qualche parola con il commissario e alla fine, con grande tranquillità, confessa di aver ucciso un uomo. L’uomo sulla panchina si chiama Roberto Ferrari e si accusa dell’omicidio di Giacomo Malvisi, detto James, consulente finanziario, colpevole di averlo truffato, di avergli rubato tutti i soldi che gli aveva affidato. L’indagine sembra semplicissima, c’è un reo confesso, tutti i riscontri tornano, non resta che chiudere il caso. Ma Soleri sente che c’è qualcosa che non torna, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad eventi che vogliono mostrare una realtà costruita per ingannarlo.

Soneri è un uomo che non si ferma alle apparenze, vuole la verità, è pronto a scavare nell’animo degli indagati, per scoprirne i lati nascosti, i segreti del loro passato, per capire meglio i loro comportamenti del presente. Il commissario andrà avanti con le indagini, scoprendo il gioco di menzogne che lo ha coinvolto, sia nella professione che nella vita sentimentale, lasciandolo ferito e deluso.

Parma mostra tutto il suo fascino di città accogliente e amichevole ma anche fredda e misteriosa, con i suoi abitanti, molti dei quali di origine contadina, che conoscono la fatica ed il valore dei soldi. Ma dove ci sono soldi e ricchezze ci sono anche in azione truffatori senza scrupoli, pronti ad accaparrarsi i risparmi di povere vittime che restano senza soldi e disperati. Anche in questo romanzo comprare il Covid 19, la pandemia, le mascherine ed il distanziamento sociale. Un bel giallo, con molti risvolti psicologici e sociali, un’analisi attenta ed approfondita dell’animo umano quando deve affrontare situazioni difficili e dolorose.

Le lacrime del commissario

Titolo: Le lacrime del commissario

Autore: Sergio Cova

Editore: Morellini

 

Samagno è un paesino di fantasia posto dall’autore sul lago Maggiore. Una giornalista del posto, Caterina Sala, abbastanza famosa per il suo impegno alla ricerca di verità scomode, viene trovata carbonizzata nella sua auto. Il commissario Scalabrin ha avuto un incidente in moto, la sua caviglia gli crea grandi sofferenze, ma la notizia della morte di Caterina rende il suo dolore ben maggiore. La giornalista era innamorata del commissario, anche se lui non aveva mai ricambiato il sentimento, neanche con qualche comportamento gentile, anzi era solito trattarla con freddezza. C’è anche una seconda ragazza che risulta scomparsa, e il collegamento con la morte di Caterina è immediato. Le indagini porteranno gli investigatori in direzioni insospettabili verso gli abissi dell’animo umano.

La storia è scritta in modo lineare e fluido, la trama intrigante e appassionante, i personaggi ben definiti dai dialoghi e dalle idee che professano. L’indagine è un modo per raccontare le tante cose che non vanno nel nostro paese. Dietro l’apparente facciata pulita di tante attività che sembrano legali, anzi addirittura ammirevoli, in realtà possono nascondere attività criminali insospettabili ed inaccettabili. I guadagni facili delle attività criminali sono a portata di mano di troppe persone senza scrupoli che non esitano a delinquere per sete di denaro. Spesso le attività criminali prosperano grazie alla inefficienza degli apparati dello stato che proteggono personaggi impresentabili per opportunismo o per colpevole negligenza. Ma per fortuna ci sono personaggi come Scalabrin, capaci di combattere per la ricerca dei colpevoli senza fermarsi di fronte a nulla.

Bolle di sapone

Titolo: Bolle di sapone

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

 

Il Covid 19 e il lockdown hanno colpito duramente la piccola e formidabile comunità del Bar Lume. I vecchietti privati della loro principale occupazione, non possono più vedersi, incontrarsi, si sentono inutili e pur industriandosi con i prodigi delle telecomunicazioni possibili grazie ad internet, computer e smart phone, sono prossimi alla depressione. Alice, la vice-questore fidanzata di Massimo, si trova in Calabria per una indagine delicata e complessa e un po’ per noia, un po’ perché ha bisogno di aiuto, coinvolge a poco a poco i vecchietti, chiedendo loro qualche parere sull’indagine che sta conducendo. La sezione investigativa del Bar Lume entra in azione, con Massimo come coordinatore ed i vecchietti come investigatori in smart working, segregati in casa come imposto dalle regole, tutti coesi in aiuto di Alice. Il gruppo del bar Lume vede sempre Tiziana ed il suo fidanzato tra i protagonisti ed in questo volume anche la madre di Massimo entra prepotentemente nella trama. Una allegra e confusionaria brigata alle prese con le difficoltà della vita quotidiana.

Il libro racconta con garbo e con geniale ironia i sentimenti e le paure dell’Italia durante il lock down, le incertezze su quando il Covid 19 potrà essere sconfitto, le paure per il futuro, l’insofferenza verso le restrizioni e le limitazioni alle libertà individuali. C’è spazio per denunciare le condizioni dei precari della sanità, per mettere in risalto altre miserie ed ingiustizie di questa società comandata solo dal profitto e dalla finanza. I vecchietti del Bar Lume sono il miglior manifesto per pubblicizzare e rivendicare l’importanza degli anziani che per le loro doti umane, la loro esperienza e buon senso, sono in grado di apportare contributi sempre importanti e positivi nelle situazioni più diverse. Invece troppo spesso la nostra società dimentica o mal sopporta gli anziani, continuando a perdere di vista i valori fondamentali, in nome di un errato senso del progresso, pilotato dall’egoismo e dagli individualismi, che è fonte solo di ingiustizie sociali. La creatività di Malvaldi trova terreno fertile nel Bar Lume a cui non resta che augurare lunga vita.

La donna del faro

Titolo: La donna del faro

Autore: Ragnar Jónasson

Editore: Marsilio

Traduzione: Silvia Cosimini

Una ragazza, Ásta, lascia Reykjavík per tornare a Kálfshamarsnes, nel Nord dell’Islanda, dove c’è una villa di un facoltoso uomo d’affari islandese, dove lei ha abitato da piccola con la famiglia. Non era mai tornata in quella località dove la sua infanzia era stata segnata da due terribili disgrazie, ossia la morte della madre e della sorellina, tutte e due cadute da una scogliera, in circostanze misteriose. E’ la vigilia di Natale, ma per Ásta non c’è tempo per festeggiare. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nello stesso posto dove erano morte la madre e la sorella.

Le indagini sono affidate ad Ari Þór, che parte da Reykjavík con la moglie che sta per partorire. Le indagini saranno complicate, si tratta di un suicidio o di un omicidio? Ci sono collegamenti tra questa nuova morte e quanto accaduto nel passato?

Il giallo è di tipo classico, sulla scena del crimine sono presenti tutti i possibili indiziati, nessuno con evidenti motivi per uccidere la ragazza. La storia procede con andamento costante, i protagonisti provano emozioni e sensazioni diverse, tutte ben descritte, anche se solo alla fine della storia verrà fuori la vera indole dei vari sospettati. Grande protagonista del romanzo è l’Islanda, con la sua natura selvaggia, magnifica nella sua durezza, il suo mare impietoso, un faro che incombe minaccioso sulla zona. Una ambientazione piena di fascino ed anche evocativa di misteri e miti antichi, che incutono paura anche a chi non crede alle leggende. Un romanzo cupo, ambientato nella solitudine del Nord dell’Islanda, dove la neve e il Natale non riescono ad addolcire la natura selvaggia e l’aggressività del mare del Nord. Un finale a sorpresa, imprevedibile, che lascia stupefatto il lettore.