La feluca e la fiocina

Titolo: La feluca e la fiocina
Autore: Irene Caltabiano
Editore: Capponi
 
Torre Faro è un paesino posto sulla punta della Sicilia che si protende verso la Calabria. Qui gli uomini sono quasi tutti pescatori, che dedicano la propria vita alla pesca del pesce spada, usando piccole imbarcazioni, agili e veloci, le feluche, armati della fiocina e del proprio coraggio. La vita dei pescatori è dura, tanta fatica e pochi soldi, ma nessuno si lamenta, nessuno abbandona il proprio destino. Salvatore Greco è un ragazzino che non ama il pesce, non gli piace il suo odore, così come non piace la vita in Sicilia. Salvatore vede morire il padre Calogero, ucciso da un pesce spada gigantesco, la cui esistenza nel mare dello Stretto era una leggenda. La morte del padre segna il destino di Salvatore, che scopre il suo talento per la scrittura, lo alimenta e poi decide di lasciare la Sicilia per raggiungere il successo a Roma. Ma nonostante i suoi sforzi, non riesce a dimenticare la Sicilia, che lo richiamerà alle sue origini per sconfiggere i fantasmi che tormentano lui e la sua famiglia.
Una storia toccante e malinconica, il racconto di vite dure e povere, segnate da lutti e grandi dolori, incomprensioni familiari dovute alle diverse aspirazioni di generazioni che non riescono a dialogare. L’amore per il mare e il rispetto che gli uomini gli devono è un tema forte del libro che trova nel mare dello Stretto un grande protagonista, così come lo è il re dei pesci, il pesce spada, simbolo di forza e di coraggio. Così l’imbarcazione da pesca diventa viva, il re dei pesci dello Stretto ha anche una regina con cui divide la propria vita, la natura si mostra in tutta la sua bellezza disarmante ma anche con la sua potenza distruttrice. Irene ha scritto questo “La feluca e la fiocina” da siciliana innamorata delle proprie origini, producendo un romanzo intenso ed emozionante, descrivendo le ambientazioni ed i caratteri dei protagonisti, con grande sensibilità e romantica precisione.

Chiamo i miei fratelli

Titolo: Chiamo i miei fratelli
Autore: Jonas Hassen Khemiri
Editore: Einaudi
Traduzione: Katia De Marco
 
Una esplosione scuote il centro di Stoccolma. Un’auto piena di esplosivo è saltata in aria. Terrorismo, attentatore suicida, radio e TV ripetono queste parole come un mantra. Gli attentati fanno paura, tolgono sicurezza alle persone, TV e Radio alimentano la paura amplificando i fatti, rimandando in continuazione le immagini e le notizie. I sospetti vanno subito verso gli stranieri, gli immigrati, soprattutto se hanno la pelle più scura e un cognome straniero, difficile da pronunciare. Amor sta andando in centro per trovare un ricambio per la cugina, sente gli occhi di tutti addosso, non capisce bene cosa sta accadendo, non è più sicuro delle sue stesse azioni. Difficile distinguere la realtà da quello che la sua immaginazione sta inventando. Lui fa parte di quale parte, dei buoni o dei cattivi?
“Chiamo i miei fratelli” è scritto da un autore svedese dal cognome arabo, è un romanzo breve e coinvolgente, che tratta di un problema molto attuale, non solo nella penisola scandinava, ossia quello dei pregiudizi razziali e della difficoltà di inserimento degli stranieri anche in una società evoluta ed aperta come quella svedese. Racconta come la paura possa svolgere un ruolo determinante per condizionare la mente di una singola persona come Amor ma anche i comportamenti di una intera società. La scrittura è molto diretta, tra dialoghi al telefono e narrato, un mix originale e non privo di una certa attrattiva.

Città in fiamme

Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Winslow
Editore: HarperCollins
Traduzione: Alfredo Colitto
 
Don Winslow ha ambientato questo suo ultimo romanzo “Città in fiamme” nel Rhode Island, New England, un luogo pieno di immigrati provenienti dall’Italia e dall’Irlanda, che lui conosce bene perché è qui che è nato e cresciuto. Gli immigrati arrivavano a Providence per trovare un lavoro nelle fabbriche o nei porti. La storia è ambientata negli anni Ottanta e racconta le guerre per il controllo delle attività commerciali, tutte in mano al racket, che insieme ai sindacati assicuravano l’ordine pubblico. Il racket era diviso tra irlandesi, i mangiapatate e gli italiani, i mangia spaghetti. Le nuove generazioni ruppero i taciti accordi che erano stati presi dai vecchi, che non riuscirono più a controllare le ambizioni dei giovani e allora scoppiò la guerra tra i clan. Il racconto celebra in qualche modo i leader capaci di assumere posizioni mediate, per evitare guerre sanguinarie, al contrario dei nuovi capi, giovani ed aggressivi, prepotenti, incuranti delle conseguenze del loro agire. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna introdotta da brani dell’Eneide, un modo per ricordare al lettore il valore di quanto viene narrato, per dare la giusta valenza alle cose del passato che aiutano a costruire il futuro. Winslow ha una scrittura scarna, scorrevole, non si perde in lunghe descrizioni, costruisce trame appassionanti, piene di spunti di interesse. I dialoghi sono diretti, reali, senza fronzoli, cattivi e duri, come si addice al linguaggio dei malavitosi. Non c’è retorica o falso moralismo, si racconta la vita, dura e violenta, di gente che sa che ogni giorno è buono per morire.

Dimmi cosa vedi tu da li

Titolo: Dimmi cosa vedi tu da lì
Autore: Guido Maria Brera
Editore: Solferino
 
Un libro a metà tra romanzo e saggio, scritto da un autore che viene dalla finanza moderna, quella aggressiva e sempre pronta a sbranare le sue vittime, che racconta il suo percorso formativo, dalle aule universitarie della Università la Sapienza di Roma alle attuali attività lavorative. Il percorso personale è affiancato alla storia d’Italia, dal terrorismo alle crisi economiche, dai tanti momenti difficili alle speranze per un futuro migliore che sembra sempre tardare. C’è spazio per una critica pesante alle teorie liberiste, alla globalizzazione, all’incerto futuro legato alla loro applicazione senza correttivi, alla speranza legata alla riscoperta delle teorie di Keynes. C’è anche la figura di Federico Caffè che funge da compagno di avventura, con il mistero della sua scomparsa e l’attualità del suo pensiero economico. Un libro scritto in modo brillante, chiaro e responsabile, in grado di spiegare ai lettori i limiti ed i pericoli che stiamo correndo se non supereremo la fase attuale senza passare ai rimedi. Lo scenario disegnato è quello di una guerra che si sta combattendo, tra chi vuole la massima libertà e chi invece vuole controllare l’economia. Ci sono anche riflessioni sui cambiamenti di orientamento dovuti al Covid 19 che ci ha mostrato l’importanza del welfare, i cui tagli sono così cari ai liberisti, che vedono le spese per il bene comune come la sabbia nelle lenzuola. Il pregio del libro è quello di raccontare un sistema economico che non ha saputo mantenere le promesse e che ha provocato il taglio dei diritti dei lavoratori, in cambio di vantaggi inutili quali prodotti a basso costo di pessima qualità, tutto a discapito dell’ambiente, ridotto a discarica.

Tutto per i bambini


Titolo: Tutto per i bambini
Autore: Delphine De Vigan
Editore: Einaudi
Traduzione: Margherita Botto
 
Mélanie è una ragazza affascinata dalla TV e dai reality show, vorrebbe essere famosa ed acclamata dal pubblico. Prova a partecipare a qualche selezione, viene scelta per un reality ma l’avventura finisce presto, senza nessuna soddisfazione, anzi con tanta delusione. La vita prosegue e Mélanie trova marito, mette al mondo due splendidi bambini, Sammy e Kimmy. La sua voglia di celebrità la porta a fondare un canale su Youtube in cui pubblica i video con protagonisti i suoi bambini, diventando una formidabile macchina da pubblicità. Mélanie diventa famosa insieme ai suoi bambini, hanno milioni di follower, le aziende fanno la fila per pubblicizzare i loro prodotti e la famiglia guadagna milioni di euro, grazie ai follower ed ai loro like. Tutto sembra andare per il meglio per Mélanie e la sua famiglia quando un giorno la piccola Kimmy sparisce mentre era in cortile a giocare con il fratello Sammy. Dopo giorni di incertezza, una busta viene recapitata a Mélanie, con la prova che la bambina è stata rapita e con le istruzioni da seguire per riaverla viva. Clara è la giovane poliziotta che deve indagare sul rapimento, è una donna sensibile ed attenta, a cui non piace mostrarsi in pubblico, l’esatto opposto di Mélanie. Clara sarà costretta a visionare i video di Mélanie e dei suoi bambini, per capire, per trovare un indizio che possa riportare Kimmy a casa. Quel mondo dorato che appariva nei filmati non esiste e verranno allo scoperto i problemi dei bambini, sfruttati e stressati dalla insaziabile voglia di apparire della mamma.
La storia raccontata in Tutto per i bambini, ultimo romanzo di Delphine De Vigan, affronta temi tipici del tempo contemporaneo, dai reality in TV ai social media, alle attività degli influencer alla esposizione dei minori sui social per ottenere dei guadagni.
Delphine De Vigan ha molto a cuore i rapporti familiari e la vita vissuta in famiglia, con i problemi e le tensioni che spesso nascono da situazioni reali e del tutto comuni. In questo caso sono presi di mira i social network e il meccanismo perverso delle visualizzazioni e dei facili guadagni derivanti dagli incassi pubblicitari. Social Media creatori di ricchezze e fama effimera che possono provocare danni incalcolabili e duraturi nel tempo, con i bambini vittime inconsapevoli delle ambizioni dei genitori.

Anima cremisi

Titolo: Anima cremisi
Autore: Riccardo Iannaccone
Editore: Kall Edizioni
 
La scrittura dà la possibilità agli autori di esprimere la creatività in tanti modi che Riccardo Iannaccone sta sperimentando con i suoi romanzi, sempre diversi e inediti.
Il mondo dello spettacolo e della TV in particolare seguono regole inderogabili e la legge del tempo non perdona. Matteo Fazio è una star televisiva, la parabola della sua carriera ha superato il  vertice ed ora sta iniziando la fase calante. Un bel giorno la sua vita cambia per sempre, perché accade quello che era inevitabile. Si reca sul set per girare e scopre che non fa più parte del cast, è stato licenziato, così su due piedi, senza preavviso. A neanche quarant’anni si trova ad essere troppo vecchio, scopre che non c’è più posto per lui in quello che credeva fosse il suo mondo. Per Matteo inizia una caduta libera in un baratro senza fine, tra rimorsi, ricordi, occasioni sprecate, poca fiducia nel futuro ed in sé stesso. Per uno come lui abituato a recitare e fingere è anche più difficile che per altri distinguere tra il vero e l’immaginario. Cerca di trovare aiuto e coraggio nell’alcol che si rivela come sempre un amico inseparabile ma dagli effetti devastanti. Il racconto porta a confondere il lettore, tra sogno e realtà, tra finzione e fatti vissuti davvero. Una storia che contiene varie versioni, le diverse interpretazioni che il lettore può scegliere per trovare quella che preferisce.
Copertina e incipit grafico di ogni capitolo di Irene Caltabiano, la poliedrica scrittrice, fumettista e grafica, di cui mi piace ricordare la raccolta di racconti dedicati al mare “Granelli di rabbia”.

IL tuffatore

Titolo: Il tuffatore
Autore: Elena Stancanelli
Editore: La nave di Teseo
 
Il tuffatore è il titolo del libro che Elena Stancanelli ha scritto sulla vita di Raul Gardini. L’immagine di copertina è anche la metafora del suo modo di essere, di vivere, di interpretare la sfida all’imprenditoria italiana dell’epoca. Non è un romanzo, è la cronaca dei fatti ricostruita con grande precisione, arricchita con dettagli personali, gusti, passioni, amicizie e ossessioni di Raul, un grande personaggio che ha avuto una vita fantastica ed avventurosa, che ha riempito le cronache imprenditoriali e mondane dagli anni Settanta al giorno in cui fu ritrovato esanime a casa sua, il 23 luglio del 1993. La vita di Gardini è raccontata in parallelo ai grandi fatti che caratterizzarono la vita italiana, dagli attentati alle elezioni, dalle vicende di mani pulite alle manovre in campo industriale e finanziario.  Gardini era un uomo forte, coraggioso, intrepido, si definiva un contadino, aveva poca dimestichezza con i salotti che allora comandavano nelle banche e nelle industrie. Appassionato di caccia, di mare, di barche, resta indimenticabile la sua avventura con il Moro di Venezia in Coppa America. Fece sognare gli italiani con le imprese sportive delle imbarcazioni di cui era armatore, per i risultati e per i favolosi festeggiamenti, sfarzosi, esagerati, che suscitavano ammirazione e meraviglia. La maggior parte delle persone lo vedevano come un generoso benefattore, capace di combattere e vincere contro i poteri forti dell’epoca, ma in grado di creare migliaia di posti di lavoro e di ridistribuire la ricchezza da lui creata nella amata terra di Romagna. La sua spregiudicatezza e la sua ambizione illimitata gli consentirono di raggiungere risultati immensi, ma tanto grande fu la sua ascesa tanto veloce e tremenda fu la sua caduta, fino al terribile epilogo del 1993. Un libro che coinvolge, emoziona, commuove e che lascia qualche rimpianto per la mancanza ai giorni d’oggi di uno come lui.

La cameriera

Titolo: La cameriera

Autore: Nita Prose

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Licia Vighi

Molly Gray è una cameriera del Regency Grand Hotel, ha da poco perso la nonna con cui viveva, si sta riprendendo lentamente da questa dolorosa perdita. E’ rimasta senza risparmi dato che il suo ex fidanzato la ha truffata e lasciata. Fare la cameriera è la sua vocazione, nessuna è brava come lei a riordinare, pulire e riportare le camere all’iniziale splendore, dopo che gli ospiti hanno fatto di tutto per creare sporcizia e disordine. Un giorno Molly trova un cadavere in una stanza del suo piano. Si tratta del signor Black, un uomo ricco e conosciuto, un cliente abituale dell’hotel Regency, che sceglieva sempre la stessa stanza che divideva con la seconda moglie.

Molly è una ragazza impacciata, amante dell’ordine e della pulizia, non riconosce i segnali che le persone le trasmettono, non interpreta in modo corretto le loro intenzioni e per questo viene facilmente manipolata e convinta a fare cose che non dovrebbe fare. Molly si troverà a dover dimostrare la sua innocenza di fronte ad un giudice. Scoprirà che molte persone hanno sfruttato la sua ingenuità per poi cercare di incastrarla, ma ci saranno anche persone che hanno voluto bene a sua nonna ed ora a lei, che si adopereranno per tirarla fuori dai guai.

Il libro è di piacevole lettura, per la scrittura diretta e senza fronzoli e per la varietà di generi che racchiude, dato che la trama comprende sia i caratteri della commedia brillante che quelli del noir che quelli del legal thriller. Molly è la protagonista del libro che con la sua ingenuità ci fa sorridere o provare imbarazzo, appare come una ragazza impreparata ad affrontare il mondo, potendo contare solo sugli insegnamenti della nonna e sulle puntate del Tenente Colombo. Ma riesce a distinguere tra il bene e il male ed in alcune circostanze mostra inaspettata furbizia e consapevolezza di quello che sta facendo, comprendendo perfettamente le conseguenze delle sue azioni.

Scappa e vinci

Titolo: Scappa e vinci
Autore: Antonello Marchitelli
Editore: Les Flaneurs
 
In Italia ci sono molte persone che vivono alla giornata, senza una attività tale da poter guardare al futuro con un minimo di ottimismo, sbarcando il lunario come possono. La speranza di un futuro migliore è affidata alla fortuna, gratta e vinci o superenalotto, lotto oppure uno dei tanti giochi che promettono vincite milionarie.
Scappa e vinci è un libro ambientato a Bari, ambientazione ideale per una commedia all’italiana, in cui un gruppo eterogeneo di personaggi vivono in modo precario, sia dal lato affettivo che dal lato lavorativo. Ci sono giovani, donne sexy, anziani, anche un prete. Uno dei protagonisti vince una somma consistente al gratta e vinci e si scatena una piccola grande corsa alla conquista del tagliando miracoloso, mettendo in gioco una serie di bugie, sotterfugi, tranelli, per avere la meglio sui tanti aspiranti benestanti. Le avventure dei vari personaggi sono sempre tra la tragedia e il ridicolo, come spesso accade in queste situazioni.
Ci sarà un lieto fine del tutto inaspettato, dovuto ad un atto di generosità del tutto imprevedibile.
Il libro ha un taglio ironico ed è raccontato con un ritmo travolgente, dovuto alla varietà dei personaggi ed alla dinamicità delle loro iniziative per arricchirsi immeritatamente. Un modo di raccontare una realtà comune in molte città, dove la vita è difficile per tutti ma dove ci sono molte opportunità per avventurieri e personaggi disposti a tutto, per avidità ma anche per disperazione.
Antonello Marchitelli è uno scrittore non professionista, lavora in una compagnia di assicurazioni, come qualche inserto del romanzo lascia qualche indizio sulla sua professione. Racconta la cruda realtà con ironia e distacco.

L’equazione del cuore

Titolo: L’equazione del cuore
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Mondadori
 
Massimo è un professore di matematica in pensione, è vedovo, vive solo su un’isola del golfo di Napoli, ha una figlia, Cristina, sposata al Nord con un ricco industriale ed un nipote, Francesco, di nove anni. Si vedono poco, solo una decina di giorni in estate. Massimo crede che sia bene così, lui è sempre stato un solitario. La sua vita è dedicata alla pesca e le sue giornate sono scandite da una routine metodica ed ordinata. Una telefonata gli sconvolge la vita, Cristina e il marito sono morti in un incidente stradale, suo nipote è in coma. Massimo parte per il Nord, non ha ben chiaro cosa aspettarsi, spera solo di poter tornare presto a casa sua. Ma le cose andranno diversamente. Il marito della figlia era titolare di un impero, motore trainante dell’intera cittadina. Il piccolo Francesco ora è l’erede unico di una fortuna colossale e Massimo è il suo tutore. Dovrà trovare la forza di prendere decisioni importanti, non solo per la sua vita e quella del nipote, ma per una intera comunità.
Maurizio De Giovanni mette alla prova il suo talento con una storia drammatica, dolorosa, piena di rimorsi per le cose non dette, ora che è troppo tardi per rimediare.
La storia emoziona e commuove, non ci sono i caratteri “noir” a cui De Giovanni ci ha abituato, ma la sua impronta è evidente nel racconto dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti. Il tema della solitudine è dominante. La solitudine scelta, come quella di Massimo, oppure imposta, come quella di Cristina, sola nonostante i soldi, nonostante l’amore del marito e del figlio. Il libro ci dice che la vita deve essere vissuta anche quando è sconvolta dal dolore, con la consapevolezza che passioni e sentimenti vanno condivisi con gli altri, solo così si potrà superare il dolore e trovare il coraggio per proseguire il viaggio della vita, misterioso e imprevedibile.

Annientare

Titolo: Annientare

Autore: Michel Houellebecq

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra

Michel Houellebecq è considerato uno dei principali scrittori francesi contemporanei, grande fustigatore della società occidentale. Sulle sue opere i giudizi sono molto discordi, c’è chi lo considera un genio e chi non lo sopporta. Il suo talento narrativo è fuori discussione, i temi trattati sono di grande interesse, il modo in cui sono affrontati è il motivo delle divergenze tra chi lo ama e chi lo odia. Niente mezze misure.

Il protagonista di questo “Annientare”, ambientato tra il 2026 e il 2027, è Paul Raison, consigliere del ministro dell’Economia Bruno Juge, un politico capace e molto apprezzato.

Un video realizzato con effetti speciali di ottima fattura e molto realistici, condanna il ministro Juge alla ghigliottina. Il video impazza sui social e getta nel panico i vertici politici francesi. E’ il primo di una serie di attacchi terroristici che andranno a turbare le imminenti elezioni presidenziali.

Politica, terrorismo e servizi segreti, affetti e rapporti famigliari, amori finiti che possono ricominciare, vecchiaia, malattia e morte, sono i tanti temi del libro.

L’autore tratta nella prima parte del libro la decadenza del mondo contemporaneo, l’inadeguatezza morale dei politici e la loro mancanza di coraggio, l’irreversibile crisi dei maschi moderni, le varie forme di terrorismo che tanto spaventano gli occidentali, quindi alcuni dei suoi argomenti preferiti, preparando il terreno per la seconda parte, dedicata invece a temi inediti come la vecchiaia, la malattia e la morte. Questa è la parte più intensa del libro, quella che rappresenta meglio il messaggio che lo scrittore affida a questo romanzo. La salvezza è nell’amore di coppia, l’unico in grado di sconfiggere la solitudine della vecchiaia e le pene della malattia. Sono pagine molto crude, piene di verità e umanità, la malattia, la chemio, le sofferenze del malato, tutto descritto con toccante realismo. Un Houellebecq inedito. E’questo il suo nuovo corso? Si nasce incendiari e si finisce pompieri?

La vita degli animali

Titolo: La vita degli animali

Autore: Audur Ava Ólafsdóttir

Editore: Einaudi

Traduzione: Stefano Rosatti

Dyia è una ostetrica, come sua zia Fifa. Senza figli, la sua vita è il suo lavoro, per lei la rinuncia ad una propria vita sentimentale non costituisce una limitazione importante. Il racconto sembra un diario, Dyia racconta quello che le capita, dall’impianto elettrico di casa, ai discorsi con le colleghe in ospedale, le telefonate con la sorella meteorologa e soprattutto i ricordi di sua zia. Dyia vive a casa della zia da quanto è passata a miglior vita. Ha cercato di non toccare nulla della vecchia casa, per rispetto alla sua memoria. Dopo qualche anno, ritrova una scatola con gli scritti di Fifa, un gran numero di pagine con le idee ed i pensieri di una vita, dove parla del parto, della condizione dell’uomo, dalla nascita alla sua crescita, degli animali, della natura, della fisica, dei cambiamenti climatici e molto altro. Dalla lettura delle pagine, Dyia scopre che la zia aveva provato a pubblicare i suoi testi, che erano stati giudicati interessanti da alcuni editori, ma non erano stati presi in considerazione perché gli scritti erano troppo disordinati e senza una struttura portante. Anche lei proverà a riordinare tutte quelle pagine, a darle una struttura migliore, ma non riuscirà nel suo intento nella finzione del libro, in realtà si tratta di questo libro.

Quel presunto caos rappresenta la forma reale della vita, dove tutto avviene in modo imprevedibile e casuale, apparentemente senza logica o coerenza, ma in realtà siamo noi che spesso non siamo in grado di comprendere il disegno della natura. Le parole di Fifa parlano della nascita, della morte, della luce, di come molte specie animali siano più evolute e straordinarie dell’uomo, di come la natura sia imprevedibile e straordinaria.

Un libro pieno di umanità, di gentilezza, di pensieri delicati, che porta a riflettere in modo nuovo sul senso che dobbiamo dare alla nostra avventura terrestre.

Il quartetto Razumovsky

Titolo: Il quartetto Razumovsky

Autore: Paolo Maurensig

Editore: Einaudi

Questo libro è l’ultima opera dello scrittore Paolo Maurensig, morto pochi giorni dopo aver consegnato all’editore le bozze del romanzo. Una specie di testamento, un libro per non dimenticare cosa è stato il nazismo e come persone apparentemente normali siano diventate crudeli assassini, incapaci di riconoscere i propri errori. La voce narrante della storia è quella di Rudolf Vogel, ha un passato da criminale nazista, era soprannominato “il Torturatore”. Fuggito in America alla fine della guerra, come molti suoi connazionali, vive ossessionato dai fantasmi del suo passato. Finirà in galera, sarà condannato e in attesa della sua esecuzione affida alla scrittura le sue memorie.

Tre rifugiati negli Stati Uniti si incontrano dopo trent’anni, in passato sono stati musicisti di talento, avevano raggiunto il culmine della loro fama suonando davanti a Hitler in una serata per loro indimenticabile. Ora che si sono ritrovati negli Stati Uniti, decidono di riprendere a suonare, per fare un nuovo concerto, per rinverdire il loro talento musicale. Erano un quartetto allora, ora manca Victoria, la violoncellista, anche lei rifugiata in America, ricoverata in una clinica per malati di Alzheimer. Victoria viene sostituita da una giovane musicista, scelta più per la sua avvenenza che per la sua bravura. Le prove proseguono fino a pochi giorni prima del concerto. Improvvisamente muore il violinista, Max Brentano. La sua morte scatena tra i due amici rimasti vecchie gelosie e rancori. La memoria di Rudolf si sta dissolvendo, ha avuto un incidente ed un trauma conseguente che gli sta progressivamente cancellando i ricordi. Lui si chiede se sia giusto che la sua vita sia un continuo fuggire e nascondere il suo passato. Vorrebbe che gli sia riconosciuto il diritto di avere una vita normale, il perdono per i suoi crimini commessi durante la guerra. In realtà lui non ha mai abiurato il suo passato, Mein Kampf è sempre il suo libro di riferimento. E non ha mai smesso di uccidere, come quando indossava la divisa delle SS. Per certe persone le colpe non possono essere dimenticate.

Mediterraneo

Titolo: Mediterraneo

Autore: Gianluca Barbera

Editore: Solferino

Un libro sorprendente. Giovanni Belisario è un uomo brillante, drammaturgo di professione, grande lettore e viaggiatore. Ha avuto un lutto recente, la morte di sua figlia Giulia, vive separato dalla moglie. Riceve una telefonata improvvisa, è suo figlio Christian che non vede da molto tempo. Il figlio chiede aiuto, qualcuno lo sta braccando, ha bisogno di soldi, si trova a Creta proveniente dalla Grecia. Il padre parte subito per Creta, alla ricerca del figlio, per aiutarlo e tirarlo fuori dai guai. Sapeva che stava lavorando per una ONG, aiutava i migranti che sui barconi cercavano la salvezza attraversando il mare Mediterraneo verso l’occidente. Creta è la prima tappa di un viaggio che porterà Giovanni Belisario molto più lontano di dove lui stesso avrebbe potuto immaginare.

Inizia per Giovanni un viaggio attraverso le grandi vicende raccontate dalla mitologia, dalla filosofia, dai grandi eventi della storia, dalla scienza e dalla religione, in qualche modo legate tra di loro per le comuni origini nel bacino del Mediterraneo. Il libro passa dal thriller classico, con il figlio in fuga continua, ad un viaggio tra il fantastico e l’onirico nello spazio e nel tempo dove il lettore rivive alcuni miti greci, parti della Bibbia e dei Vangeli apocrifi, del Corano e alcune leggi della scienza e della fisica. Sarà il figlio Christian a indicare al padre la fine del viaggio e la meta insperata e inconsapevolmente desiderata.

Il libro è un originale e fantastico esercizio creativo che permette di osservare in modo inedito le varie forme di cultura, di scienza e di religioni che hanno visto la luce nel bacino del Mediterraneo e costringe il lettore a riflettere sul senso della vita e suscita una inedita curiosità volta a conoscere meglio molti aspetti della conoscenza che ci sono sconosciuti. Una scrittura colta ed elegante, una erudita e profonda conoscenza delle culture di diversi popoli. Una lettura emozionante e stimolante.

La figlia unica

Titolo: La figlia unica

Autore: Abraham B. Yehoshua

Editore: Einaudi

Traduzione: Alessandra Shomroni

 

La storia è ambientata tra il 1999 e il 2000. Protagonista Rachele, ragazzina di 12 anni, brava a scuola, vispa e intelligente, di famiglia facoltosa, padre e nonno avvocati titolari di un avviato studio legale. Rachele sta vivendo un periodo non facile della sua vita.  Non può partecipare alla recita scolastica perché il padre non vuole che lei ebrea sia troppo influenzata dai suoi amici cattolici. Al padre è stato diagnosticato un tumore al cervello e non ha nei confronti della figlia tutte le attenzioni che lei vorrebbe. La madre e i nonni, pur volendole bene, sono distaccati e poco presenti. Rachele si pone domande sulla religione, su come affrontare il dolore della possibile perdita di un genitore, se l’imminente operazione dal padre non dovesse avere successo. Domande impegnative a cui non è facile trovare risposte. Rachele vede il mondo con i suoi occhi e con la sua mente innocente mai maliziosa, le sue domande consentono all’autore di toccare temi importanti come gli affetti familiari, la religione, la guerra, le difficoltà dei ragazzi a sviluppare la propria personalità, i diversi punti di vista tra due culture diverse come quella italiana e quella israeliana, le diverse interpretazioni della storia, dalla distruzione del Tempio di Salomone alla Seconda Guerra Mondiale e la terribile sorte di moltissimi ebrei. Yehoshua rende omaggio al nostro paese, da lui considerato una seconda patria, ambientando l’intera storia nel nord Italia ed alla nostra cultura, considerando il libro “Cuore” come testo di grande importanza per la formazione di Rachele.

L’autore riesce a descrivere alla perfezione i pensieri e le emozioni della ragazza pur mantenendo uno stile diretto, senza troppi orpelli, con grande sensibilità e gentilezza. Un libro sull’importanza degli affetti e dei contatti umani, che devono essere veri e tangibili soprattutto nei momenti di necessità delle persone.