In silenzio si uccide

Titolo: In silenzio si uccide

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Noir nordico, ambientato in Islanda, tra Reykjavik e dintorni.  Una ragazza viene ritrovata sulla tomba di Jon Sigurosson, fondatore dell’indipendenza dell’Islanda, eroe nazionale. Della ragazza non si conosce il nome, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. L’ispettore Erlendur e il suo assistente Sugurour Oli iniziano le indagini nel mondo dei tossicodipendenti, lo stesso che frequenta la figlia di Erlendur. Qualche indizio porta la coppia di investigatori verso i fiordi dell’Ovest, con la speranza di ricostruire la vita della sfortunata ragazza. Indagando con pazienza con i pochi indizi disponibili, le indagini troveranno la direzione definitiva.

Un noir scritto con abilità da Arnaldur Indridason, uno scrittore capace di costruire trame misteriose e ricche di suspence dosata con misura per attirare l’attenzione del lettore senza stressarlo oltre misura. Il romanzo mostra un volto inedito dell’Islanda di oggi, in cui lontano dalla capitale Reykjavik, città ricca e piena di opportunità, ci sono solo centri piccoli abbandonati in crisi economica, con il sistema della pesca che è stato stravolto con le quote pesca finite in mano ai ricchi monopolisti, lasciando i piccoli pescatori senza lavoro, senza soldi e senza prospettive. Emerge una condizione per i giovani islandesi di emarginazione, incomprensioni con le famiglie, disagi sociali ed economici, con inevitabile consumo di droga e con la prostituzione come mezzo veloce e sicuro per procurarsi i soldi. I padroni del mondo della droga e della prostituzione sono ricchi uomini d’affari, gente senza scrupoli, spietati sfruttatori che non hanno nessun rispetto per la vita degli altri.

In un mondo senza certezze e riferimenti, dove i giovani non conoscono neanche la storia della loro patria e le famiglie non sono un riferimento per i giovani, anche l’amore prende direzioni sbagliate e non riesce a svolgere la sua funzione principale.

Omicidio per principianti

Titolo: Omicidio per principianti
Autore: Christian Frascella
Editore: Einaudi
 
Barriera di Milano è un quartiere della periferia torinese, uno dei tanti luoghi dove il degrado sociale dovuto all’impoverimento degli abitanti e i troppi immigrati che ci abitano, aumenta di giorno in giorno. Una bambina di sei anni viene rapita a scuola, è una compagna di classe della adorata nipotina di Contrera, l’investigatore privato più sfigato d’Italia. Polizia e Carabinieri non sanno da dove cominciare con le ricerche, mentre Contrera conosce bene il quartiere e dà il via alla sua indagine, dopo aver ricevuto l’incarico dalla mamma della bambina scomparsa.
Contrera continua a vivere a modo sua, a casa di sua sorella, con gli adorati nipoti e con il cognato che lo odia sempre di più, che lo vuole fuori di casa. Ma lui non sa dove andare, dopo il divorzio dalla moglie e il benservito come padre dalla figlia, scaricato anche dalla sua amante, dopo aver scoperto che la ex moglie era incinta e lui era il padre del nascituro.
Contrera va avanti, nonostante i fallimenti, i pochi soldi, continua a svolgere la professione di investigatore, sa di essere bravo e che prima o poi qualcosa accadrà, la sua fiducia nel futuro non cede, anzi è tale da dargli la forza di andare avanti. Ha promesso alla nipotina che ritroverà la sua amichetta e lo farà, a tutti i costi.
Il libro è una visita guidata attraverso il degrado della nostra società, stravolta dalla crisi economica e dall’assenza dello stato. Ma ci sono Contrera ed alcuni suoi amici, tutti messi male, che lavorano contro le tante ingiustizie, per difendere quartieri come Barriera, per renderli vivibili e rispettabili. Contrera è il paladino degli sconfitti, di coloro che hanno sbagliato e continuano a sbagliare, per coerenza con sé stessi e con la propria coscienza. Ma questa società, per niente meritocratica, si accanisce contro gli onesti, premiando i ruffiani e gli opportunisti. Per questo per i Contrera non c’è mai spazio per la gioia. Un ottimo Noir sociale.

Obscuritas

Titolo: Obscuritas
Autore: David Lagercrantz
Editore: Marsilio
Traduzione: Laura Cangemi
 
Un noto professore di psicologia, grande esperto di tecniche di interrogatorio, Hans Rekke, viene ingaggiato dal capo della polizia di Stoccolma, per indagare sull’uccisione di un arbitro di calcio di origini afghane. Rekke è una persona ricca, di grande cultura, ottimo musicista, ma è anche fragile e dipendente dalle medicine. Lo psicologo dovrà collaborare con Micaela Vargas, una giovane poliziotta di origini e cultura molto diverse, che dovrà dare fondo a tutte le sue energie per collaborare in modo proficuo con il celebre professore.
La storia è ambientata nel 2003, Nello stesso periodo l’America stava invadendo l’Iraq mentre dal 2001 aveva invaso l’Afghanistan dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’omicidio dell’arbitro è avvenuto in circostanze mai chiarite a sufficienza. Responsabile dell’omicidio fu considerato Giuseppe Costa, padre di uno dei giocatori delle squadre in campo, ma lui ha sempre negato di averlo ucciso. L’indagine per l’omicidio dell’arbitro si allargherà verso direzioni inaspettate coinvolgendo la Cia e le operazioni in Afghanistan e i Talebani con la guerra che avevano dichiarato alla musica. Le indagini cambieranno continuamente direzione per scoprire la vera personalità dell’arbitro e le ragioni del suo omicidio.
Un libro interessante che racconta le vicende relative all’ascesa dei Talebani in Afghanistan ed alla loro visione del mondo in modo originale, pieno di dettagli inediti e da un punto di vista molto particolare. La musica e la teoria musicale hanno una grande importanza nella vicenda e la svolta delle indagini sarà consentita proprio dalla grande cultura musicale di Rekke che saprà cogliere dettagli quasi impercettibili ma determinanti per la soluzione del caso. Non c’è molta azione, come l’autore di aveva abituato con i libri della serie Millennium, ma c’è tanta analisi psicologica per una lettura comunque interessante.

Una giornata cominciata male

Titolo: Una giornata cominciata male

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

L’Aurelia è una strada pericolosa e molto trafficata. Federico Santini è un facoltoso imprenditore romano, sta vivendo un momento difficile con la ex moglie che sta facendo di tutto per rovinarlo. Sta andando all’Argentario dove lo aspetta la fidanzata del momento. Nonostante la forte pioggia, Santini sta correndo con il suo Suv imponente, non vede un ciclista e lo investe. Si ferma, vede che nessuno è stato testimone dell’incidente e decide di riprendere la corsa, lasciando il ciclista esanime sull’asfalto. Il giorno di Ferragosto Santini si sveglia in stato confusionale in una rimessa di barche. La sua amante è stata uccisa con diverse coltellate. Uno sconosciuto lo sta minacciando telefonicamente per l’incidente con il ciclista. Lui non ricorda nulla e non può fare altro che avvisare l’avvocato Gordiani, il suo legale di fiducia, che avrà il delicato compito di difendere un possibile duplice omicida.

“Una giornata cominciata male” ha una trama incalzante e coinvolgente, racconta la società italiana con i suoi difetti più evidenti e fastidiosi, dove alcuni si sentono più furbi degli altri, sempre pronti a trovare le scorciatoie, con i ricchi che credono di poter comprare tutto con i soldi, compresa l’assoluzione dai reati. Navarra ci mostra il funzionamento della giustizia in Italia, secondo le leggi e le procedure reali, senza le esagerazioni di origine americana che tanti romanzi e fiction televisive ci hanno raccontato. L’avvocato Gordiani diventa portavoce di tutti gli avvocati italiani, che vivono in continuazione il dilemma se sia più importante applicare la legge oppure fare giustizia. Una delle parti migliori del romanzo è la collaborazione tra l’avvocato Gordiani e il pubblico ministero Polara durante il processo a Santini. Entrambi cercano la verità per fare giustizia, non accontentandosi di applicare la legge. Michele Navarra si conferma grande autore di noir, dalla scrittura fluida e lineare, oltre che ottimo divulgatore dei principi della professione forense, dall’alto della sua esperienza di avvocato penalista di successo.

Il sono l’Indiano

Titolo: Io sono l’Indiano
Autore: Antonio Fusco
Editore: Rizzoli
 
Io sono l’Indiano segna il debutto di un nuovo personaggio di Antonio Fusco, l’ispettore Massimo Valeri, detto l’Indiano. Massimo è stato adottato da piccolo da una famiglia italiana, ha ereditato una barca in cui è costretto a vivere per contenere le spese, è uno spirito libero e difficile da imbrigliare nelle regole del suo lavoro, ma è un grande poliziotto, amante della verità.
Davanti al commissariato in cui lavora Massimo Valeri c’è una donna che sta manifestando da diversi giorni perché vuole sapere che fine ha fatto il suo compagno, sparito senza lasciare tracce. La presenza della donna non piace al commissario Tognozzi che incarica Valeri di indagare sulla sorte dell’uomo, per riuscire ad interrompere la protesta della donna. Valeri indaga a modo suo, affiancato dal collega Matteo Landini. L’uomo viene ritrovato vittima di un apparente incidente stradale, la donna continua la protesta perché ora vuole sapere chi è il colpevole della morte del suo fidanzato. L’indagine porterà Valeri ad indagare in molte direzioni, fino ad individuare la direzione giusta, che lo porterà a scoprire aspetti inediti delle onlus che dovrebbero aiutare gli immigrati e le attività dei politici che le supportano e finanziano.
Un libro che tocca tanti temi di attualità, dalle guerre in Africa ai viaggi dei disperati che lasciano i loro Paesi di nascita per tentare di raggiungere l’Europa, ai problemi di inserimento degli immigrati in società che non li vogliono, all’utilizzo improprio dei fondi destinati all’aiuto degli immigrati, alle cattive abitudini degli uomini politici e dei loro collaboratori. L’ispettore Massimo Valeri ha avuto un’infanzia non facile e conosce le sofferenze della discriminazione e dell’emarginazione sociale e riesce a fare il suo lavoro giudicando diversamente chi sbaglia da chi invece è un criminale incallito. Un personaggio empatico di cui di sicuro leggeremo altre storie.

La carrozza della Santa

Titolo: La carrozza della Santa

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Sant’Agata è la patrona di Catania, a cui sono dedicati ogni anno tre giorni di festeggiamenti che sono conclusi da una sontuosa processione. La fine deli festeggiamenti doveva essere un giorno da ricordare per due studentesse spagnole che stavano concludendo l’Erasmus proprio a Catania e così fu, perché furono proprio loro a scoprire, in una delle carrozze usate per la sfilata, il cadavere di Vasco Nocera, un uomo di settant’anni ricco e molto conosciuto in città.

Le indagini sull’omicidio sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra di fedelissimi. Dietro la morte di Nocera si nascondono complicate vicende familiari e trovare il responsabile sarà tutt’altro che semplice. La trama criminale di questo romanzo “La carrozza della Santa” si intreccia con le vicende familiari di Vanina, con la sua passione per i film italiani di un tempo e per l’amore per la magnifica cucina siciliana. Le ambientazioni sono descritte per esaltare le bellezze architettoniche e naturali ma anche per evidenziare i mai risolti problemi del traffico e della pulizia. La storia tocca gli anni delle lotte partigiane al nazifascismo dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia per arricchire il racconto con importanti note storiche oltre a quelle sociali che comprendono anche l’influenza delle grandi organizzazioni criminali nella vita comune. Il libro è scritto con il solito linguaggio italo-siculo, con le contaminazioni del siciliano che sono di facile comprensione e sono particolarmente adatte per enfatizzare quello che i personaggi vogliono dire. Molti i riferimenti alla eterna sfida tra catanesi e palermitani che consentono ai non siciliani di capire qualcosa in più su questa disputa e sulla sua importanza culturale. Un romanzo che tratta temi importanti e drammatici con elegante simpatia per una lettura molto piacevole.

Senza dirci addio

Titolo: Senza dirci addio
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio
 
Dario Corbo torna come protagonista di “Senza dirci addio”, un romanzo noir ad alta tensione con una trama densa di avvenimenti ambientata nel mondo dell’arte con i loschi affari che si nascondono dietro attività apparentemente al di sopra di ogni sospetto. Dario ha abbandonato il suo incarico di cronista di nera per diventare responsabile della comunicazione della Fondazione artistica Beckford. Suo figlio Luca ha abbandonato l’attività di calciatore e sta affrontando il processo per il suo coinvolgimento non diretto in una violenza sessuale ai danni di una ragazza. La moglie di Dario, Giulia, resta uccisa un uno strano incidente stradale, investita da un pirata della strada in una zona poco abitata tra Prato e Firenze. Dario si ritrova a dividere gli impegni professionali con l’impegno personale di indagare sulla morte della moglie alla ricerca del misterioso killer stradale e per scoprire come mai Giulia si trovasse da sola in un posto così sperduto. Inizia un periodo difficilissimo per Dario, che oltre alla perdita della moglie, deve affrontare la sua datrice di lavoro e Maddajena Currè, curatrice di una galleria d’arte alleata con un famoso archeologo, Bruno Weber. Che ci sia qualcosa di losco dietro le attività della Currè sempre evidente, anche se non è facile scoprire in cosa consistano i traffici illeciti. Il luogo in cui Giulia è stata uccisa è nei pressi di una abitazione teatro in passato di alcuni fatti criminali ancora avvolti nel mistero per colpa di indagini frettolose e incomplete. Simi costruisce una trama complessa e piena di risvolti imprevedibili, mantenendo sempre il suo stile diretto ed efficace, usando la sua tagliente ironia per dissacrare certi personaggi e certi ambienti, di solito mostrati come esclusivi e raffinati, almeno come aspetto esteriore, che invece nascondono lati oscuri e poco edificanti.

L’eleganza del killer

Titolo: L’eleganza del killer

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

L’eleganza del killer è l’ultimo romanzo, in ordine di tempo, della serie che Paolo Roversi ha dedicato al giornalista hacker Enrico Radeschi ed alle sue avventure in compagnia dei suoi amici, il Danese, mezzo criminale dalle frequentazioni pericolose ma affidabile e fedele e il vice questore della Sezione Mobile di Milano Loris Sebastiani, che lo sfrutta per le sue capacità informatiche e gli assicura notizie in anteprima per il portale MilanoNera, la creatura giornalistica che fa di Radeschi un giornalista a tutti gli effetti. A Milano agisce un killer spietato, che uccide e sparisce, i pochi testimoni che hanno visto qualcosa lo descrivono come una persona che veste in modo raffinato ed elegante. Le indagini degli omicidi porteranno ad un epilogo imprevedibile, con Enrico e il Danese coinvolti più che mai nelle vicende.

Lo stile di scrittura è il solito, lineare, diretto, scanzonato ed irriverente, che mostra il lato nascosto di Milano, che dietro l’eleganza delle vie della moda e l’opulenza dei locali notturni più famosi, nasconde i loschi e milionari affari che le bande criminali fanno con lo spaccio di droga, necessaria compagnia delle serate di chi non bada a spese alla ricerca dello sballo e di un divertimento effimero. Roversi con il Danese sono protagonisti di avventure che mettono in serio pericolo la loro incolumità, sia per quello che fanno che per le persone che frequenteranno. Le storie criminali si mescolano con le vicende private dei protagonisti, dalla vita lussuosa e libertina di Loris Sebastiani, a quella molto meno agiata di Radeschi, che si accontenta di quello che ha, delle passeggiate con il suo cane, sopportando una cugina invadente e un amico scomodo come il Danese. Enrico sta bene con quello che ha ed è questa sua normalità una delle chiavi del suo successo, oltre ovviamente alla sua vespa gialla.

Prato all’inglese

Titolo: Il prato all’inglese

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

La storia inizia in Costa Azzurra, nella nota località di Juan-les-Pins, non lontano dell’esclusivo Cap d’Antibes. Jean-Marie Valaise sta trascorrendo le vacanze al mare, da solo, perché pochi giorni prima della partenza ha litigato con la fidanzata e spera di dimenticare la delusione sentimentale tra le spiagge ed i ristoranti della costa francese. Jean-Marie incontra per caso una giovane inglese, Marjorie Faulks, una bellezza poco appariscente e molto discreta. L’incontro tra i due sembra del tutto casuale, come il secondo, quando i due si incontrano al casinò di Juan-les-Pins. La donna sta per lasciare la Francia per tornare in Inghilterra e lascia un messaggio a Jean-Marie in cui gli indica dove andrà e gli chiede di raggiungerla. Jean-Marie si è perdutamente innamorato della donna, sono bastati quei pochi incontri e qualche promessa per renderlo capace di qualsiasi cosa pur di proseguire la frequentazione della giovane inglese. Jean-Maire andrà ad Edimburgo per rivedere Marjorie. Ma le cose andranno in modo imprevedibile per Jean-Maire che invece che in una storia d’amore si troverà al centro di un complotto diabolico ordito contro di lui.

Il romanzo è in perfetto stile Frédéric Dard, i personaggi sono pochi e la storia ruota attorno alla loro psicologia. Il protagonista si trova in una condizione di particolare debolezza, per via della fine della relazione con la sua fidanzata e per il desiderio di trovare una storia d’amore travolgente con una donna affascinante per cui perdere la testa. Il tema del destino avverso è la struttura portante del romanzo, che sembra avere Jean-Maria la vittima predestinata, ma ci sarà un colpo di scena che sbaraglierà le carte in campo in modo imprevedibile.

Doppio delitto al Miramare

Titolo: Doppio delitto al Miramare
Autore: Emilio Martini
Editore: Corbaccio
 
Per una scelta del tutto inconsapevole ho letto questo romanzo appena dopo Pasqua, stesso periodo in cui si svolge questo Doppio delitto al Miramare di Emilio Martini, lo pseudonimo con cui firmano le loro opere le sorelle Elena e Michela Martignoni.
Gigi Bertè dirige il commissariato di Lungariva, località inventata della riviera ligure. Di origini calabresi, Gigi ha vissuto a Milano prima di arrivare a Lungariva. Bertè è un uomo molto critico e severo con sé stesso e la sua vita privata è molto condizionata dal suo modo di essere. La storia ha inizio con la scoperta di un doppio omicidio nello splendido Grand Hotel Miramare, un posto esclusivo per clienti benestanti. Roberto Sommariva e Ornella Ferrari vengono ritrovati in una camera dell’hotel, a letto, crivellati di colpi d’arma da fuoco. Sommariva e Ferrari erano rispettivamente amministratore del patrimonio e segretaria di una anziana e ricca donna, Licia Van Der Meer, che vive con i suoi collaboratori nel Grand Hotel. Sarà Bertè a dirigere le operazioni con l’aiuto di una squadra di rinforzo proveniente da Genova. Le indagini con le loro vicende diverse e imprevedibili e la vita privata del commissario Bertè costruiscono un piacevole intreccio, tra passato e presente, con personaggi personaggi ben delineati, empatici, in una ambientazione piacevole e di grande fascino, per una lettura piacevole. Le relazioni sentimentali sono al centro del romanzo, quelle legate agli omicidi e quelle che vedono protagonista il commissario Bertè e la sua severa coscienza.
Le indagini sono complesse e non emergono indizi decisivi ma i sospettati sono tutti collegati con l’hotel Miramare e c’è qualcosa del passato della ricca Licia Van Der Meer che darà la direzione decisiva per la soluzione del caso. L’atmosfera pasquale richiama spesso riferimenti alle bontà gastronomiche tipiche della zona, per aumentare la piacevolezza della lettura.

Traditori di tutti

Titolo: Traditori di tutti
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
Duca Lamberti è un medico che ha scontato una condanna per aver aiutato una paziente a morire. Ha pagato a caro prezzo il voler mettere fine alle sue sofferenze, oltre al carcere è stato anche cancellato dall’ordine dei Medici. Da quando è uscito dal carcere, Duca ha bisogno di lavorare quindi si presta a svolgere lavori che i medici regolari non possono fare nel rispetto della deontologia professionale. Viene contattato da una persona che gli chiede di fare una operazione di imenoplastica ad una giovane che non vuole scatenare le ire del suo futuro sposo. Duca Lamberti sente che la giovane donna sta nascondendo qualcosa di losco. Negli ultimi tempi sono accadute cose strane. Una coppia è annegata nel Naviglio cadendo con l’auto nel fiume, appena fuori Milano. E’ stata ritrovata una valigia con all’interno roba forte, che scotta e che ha ricondotto gli investigatori ad una trattoria vicino al luogo dove era caduta l’auto. La donna subito dopo l’operazione sarà pedinata dalla polizia e ci saranno altre scoperte, altro sangue. Traffici di armi, droga, spie in azione e tradimenti vari legati a fatti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Duca Lamberti sarà chiamato a collaborare con la polizia per trovare i colpevoli dei fatti di sangue che stanno sconvolgendo la provincia milanese.
Il romanzo racconta la Milano degli anni Sessanta, città in piena crescita urbanistica ed industriale, con la criminalità che sta facendo un salto di qualità, per sfruttare le possibilità dei tempi nuovi.
Il clima dell’epoca è reso alla perfezione, grazie ad una scrittura fluida ed elegante, capace di descrivere in modo incisivo fatti e protagonisti senza usare troppe parole. Il noir grazie a Scerbanenco comincia ad essere il genere letterario più adatto per descrivere i grandi cambiamenti in corso in Italia, che sta diventando il paese dove tutto è possibile, anche che un medico diventi investigatore

Il segreto dell’antiquario

Titolo: Il segreto dell’antiquario
Autore: Roberto Carboni
Editore: Newton Compton
 
Il romanzo è ambientato negli anni Ottanta. A Bologna c’è un negozio di antiquariato di proprietà di Elia Morosini Arconati, un ex musicista di grande successo che aveva dovuto interrompere l’attività concertistica, dopo tanti anni di successi internazionali, per problemi mentali, ricoveri, terapie. Ma i problemi di Elia non sono curabili in nessuna clinica. Lui è un serial killer, individua le vittime, si introduce nella loro vita, vive di nascosto con loro, fino ad ucciderle. Dopo aver ucciso, riprende la sua vita normale, fino a quando non sente nuovamente l’esigenza di uccidere. Il numero degli omicidi cresce, gli investigatori trovano delle analogie tra i vari casi, in città si parla del Mostro di Bologna. Il cerchio delle indagini sembra stringersi attorno ad Elia. Ma lui è un serial killer, una mente spietata, molto scaltra e intelligente.
Una storia di assoluta presa sul lettore, Elia è un personaggio affascinante per le sue morbosità ed orribile per la sua assoluta crudeltà. Elia sceglie le sue vittime, ne diventa amico, si fa invitare nelle loro case, si intrufola di nascosto, ne viola l’intimità, per ucciderli quando si ritiene soddisfatto.
Un uomo di grandi capacità intellettive e creative, che poteva trovare nella musica la sua realizzazione, per capacità creativa e talento interpretativo, ma ha gettato via tutto per seguire la sua mente criminale, per soddisfare il suo bisogno di uccidere. Il romanzo scopre presto le sue carte, Elia viene presentato subito come serial killer. Di lui tutto è descritto con grande cura, dai gusti musicali o gastronomici, alle sue emozioni, la sua mente è analizzata a fondo, senza indulgenze, senza giustificazioni, ma solo per mostrarne tutta la crudeltà e perversione. Roberto Carboni racconta con grande capacità, trasformando l’orrore dei fatti in un romanzo magnetico ed appassionante.

Una piccola questione di cuore

Titolo: Una piccola questione di cuore

Autore: Alessandro Robecchi

Editore: Sellerio

Carlo Monterossi è un autore televisivo che deve il suo successo professionale ed economico alla TV spazzatura. Ha fondato anche una agenzia investigativa, La Sistemi Integrati, le cui indagini gli consentono di divertirsi in quella che è la sua attività preferita, ossia di occuparsi delle vicende altrui. La storia inizia quando un ragazzo giovane e benestante, Stefano Dassù, si presenta alla Sistemi Integrati per chiedere che fosse ritrovata la donna che ama, una quarantenne romena, bellissima, elegante ed affascinante, la cui vita nasconde un passato molto misterioso. La donna è sparita per fuggire dai guai in cui si era cacciata, ma il suo giovane innamorato non si dà vinto e la vuole ritrovare a tutti i costi. La ricerca della donna rumena segna l’inizio di una lunga indagine, in cui Monterossi e la sua squadra lavorerà in parallelo con la polizia, in modo discreto e poco ufficiale. Una storia che mostra il lato Noir di Milano e della società in cui viviamo, vari protagonisti che hanno a che fare con le diverse forme dell’amore e delle sofferenze che provoca. Una visione critica della nostra società, dove spesso personaggi che sono sulla cresta dell’onda, protagonisti di storie di successo che riempiono i rotocalchi, in realtà sono opportunisti fragili e disposti a tutto per diventare ricchi, spesso grazie alla vicinanza con la malavita organizzata. Ci sono anche storie di persone che non arrivano a fine mese, oppure appartenenti al ceto medio che vedono sempre più allontanarsi il traguardo del benessere. Alessandro Robecchi scrive in modo netto, senza fronzoli, racconta la realtà in modo diretto, coinvolgendo il lettore in storie intriganti che mostrano tutte le contraddizioni dei tempi che stiamo vivendo, in una società sempre più ingiusta e incomprensibile.

Diritto di sangue

Titolo: Diritto di sangue
Autore: Gigi Paoli
Editore: Giunti
 
Carlo Marchi è un giornalista sopravvissuto per miracolo ad una tragica caduta, è rimasto molti giorni in coma, seguiti da mesi di fisioterapia, dolori e morfina, tanto coraggio e diversi interventi chirurgici. Dopo oltre sei mesi di dolori e fatiche, la situazione era migliorata, la sua dipendenza dagli antidolorifici ancora forte, ma poteva camminare con una sola stampella. Marchi è sempre in aspettativa dal giornale, la convivenza con la figlia procede se pur con qualche scontro, il riavvicinamento della ex fidanzata Olga gli è di grande conforto. Una improvvisa chiamata dal giornale lo rimette in pista. Deve sfruttare le sue conoscenze per aiutare la sua sostituta alla cronaca giudiziaria, brava ma ancora inesperta, per ricevere notizie sull’omicidio di Giorgio Mati, venditore di panini alle Cascine. Dopo Mati ci saranno altri morti. Le indagini scopriranno che ad uccidere il Mati è stato un proiettile identico a quelli usati in una tragica rapina in banca del 1999 in cui furono uccise tre persone, tra cui il padre di Marchi. La rapina fu rivendicata dalla Brigate Rosse, i responsabili degli omicidi non furono mai trovati, così come i sei miliardi di lire di bottino. Possibile che tutti gli uomini uccisi erano coinvolti nella rapina? Erano tutti della stessa cellula terroristica? Marchi vuole la verità, sia come cronista che come figlio di una delle vittime.
Una trama costruita con precisione e meticolosità, tutto funziona con efficacia, eventi tragici del passato che si sommano ai dolori del presente. Il destino è stato inclemente con Carlo Marchi, ma lui è un duro e trova la forza di andare avanti. Una storia appassionante, noir e terrorismo uniti in un romanzo mozzafiato, coinvolgente, dai risvolti tragici, pieni di tristezza e rimorsi. Ambientazione eccellente, tra le meraviglie di Firenze e il Palazzo di Giustizia, che Marchi conosce alla perfezione.

Roma calibro zero

Titolo: Roma calibro zero

Autore: Mauro Marcialis

Editore: Sem

Roma mostra ai turisti ed ai visitatori occasionali il volto migliore, quello dei monumenti straordinari, dell’architettura meravigliosa, delle vie dello shopping lussuose e opulente, degli alberghi e ristoranti eleganti ed esclusivi. Una grande città che attira tante persone ricche ed eleganti, ma anche disperati e derelitti, anime perse, che vivono nell’inferno dei palazzi abbandonati o in altri luoghi terribili, dove esiste solo la legge mortale degli spacciatori di droga o degli sfruttatori della prostituzione.

La storia di Roma calibro zero inizia con il ritrovamento del cadavere di una ragazza, uccisa, violentata, gettata via come uno straccio. Due poliziotti passavano per caso in quel luogo abbandonato dalla legge e dalla ragione e la trovano vicino ad alcuni sbandati, strafatti, che vengono subito arrestati ed incolpati dell’efferato omicidio.

Ma quello che sembra non è la verità e le indagini faranno luce su una storia apparentemente di droga e di vite scombinate ma che invece nasconde tutt’altro, non meno complicato e terribile

Il romanzo mostra gli aspetti nascosti della città di Roma, il lato impresentabile, senza morale e civiltà. Un mondo di tradimenti, doppi giochi, corruzione, di sfruttamento di coloro che per insoddisfazione sociale, debolezze personali o familiari, si trovano nella scomoda condizione di poter accettare proposte indecenti.

Una scrittura spesso dura, ma adatta ai contenuti noir, una trama che racconta della difficoltà di vivere, quando non basta la buona volontà o l’ottimismo per andare avanti. E dove ci sono persone in difficoltà, bisognose di aiuto, ci sono gli approfittatori, gli sfruttatori del dolore altrui, che offrono scialuppe di salvataggio ai naufraghi sociali, ma chiedono sempre molto in cambio.