Léon

Titolo: Léon

Autore: Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi

Grazia Negro è una funzionaria di polizia della questura di Bologna. E’ in ospedale per un parto cesareo, sta per dare alla luce due gemelle, non vede l’ora di vederle, abbracciarle. Ma subito dopo il parto accade qualcosa di imprevisto. Le due bambine e la madre sono subito allontanate dall’ospedale e portate in un luogo sicuro sotto la protezione della polizia. Grazia aveva arrestato qualche anno prima un pericoloso omicida, detto l’Iguana, rinchiuso dopo la condanna in una clinica psichiatrica. Da poco è arrivata la notizia della sua fuga ed ora Grazia e le sue bambine sono in pericolo di vita.

Nella casa che ospiterà Grazia ci sarà una squadra a sua disposizione per garantire la sua sicurezza e per studiare e anticipare le mosse dell’Iguana. Nella casa ci sarà anche Simone, un ragazzo cieco che era stato compagno di Grazia, non vedente, anche lui possibile obiettivo del killer. La caccia all’Iguana ha inizio, la sua presenza è già stata notata a Bologna.

Un romanzo pieno di suspense, i capitoli brevi accentuano la tensione che è altissima fin dalle prime pagine e rimane in crescendo per tutto il libro. Lucarelli è bravissimo a descrivere le paure dei protagonisti, che si sentono in balia di eventi che non possono prevedere e sono in preda alla paura, descritta con precisione e trasmessa al lettore con efficacia assoluta. Basti pensare a come i pensieri di Simone sono descritti nel romanzo, lui che è cieco ed ha raggiunto una grande sensibilità sensoriale nell’ascoltare i rumori e percepire gli odori. Un libro breve, intenso, scritto con lo stile ormai caratteristico dell’autore, ossia diretto, senza fronzoli, molto efficace.

Sulle orme del brivido

Titolo: Sulle orme del brivido

Autore: Gianluca Arrighi

Editore: Edizioni Mea

 

Sulle orme del brivido è l’ultimo libro di Gianluca Arrighi, una raccolta di sedici racconti, ben assortiti, tutti diversi per ambientazione, personaggi e lunghezza, con lo stile di scrittura che si adatta alle storie, per renderle in ogni caso complete ed accattivanti.

Il tratto comune dei racconti sono i protagonisti, non si tratta di criminali incalliti ma sono persone comuni, che vivono vite normali, il cui racconto è un modo per parlare anche della società contemporanea e di alcuni aspetti molto sentiti e reali, come per esempio i problemi del nostro sistema giudiziario. Arrighi ci mostra la sua abilità di scrittore noir riuscendo a caratterizzare il racconto fin dalle prime frasi, coinvolgendo il lettore con poche parole, che anticipano il potenziale della storia facendola sembrare fin da subito intrigante e meritevole di essere letta. Il prosieguo della lettura conferma le premesse dell’incipit e le sorprese che attendono il lettore sono tali da meritare di essere scoperte. Suspense, tensione, colpi di scena, realtà e follia criminale sono amalgamati tra loro con armonia per dare vita a storie intriganti dall’esito imprevedibile.

La tipologia di reati e le modalità con cui vengono commessi sono il risultato della fantasia dell’autore ben alimentata dalle sue esperienze professionali come avvocato penalista. Arrighi è un profondo conoscitore dell’animo umano che riesce ad entrare nelle menti dei suoi personaggi, raccontandone il lato oscuro e disperato, quando la follia e la perversione trasformano persone comuni in mostri disumani.

Il talento del cappellano

Titolo: Il talento del cappellano

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

 

Quinta avventura del vicequestore Vanina Guarrasi, palermitana in forze alla squadra mobile di Catania. La storia ha inizio alle pendici dell’Etna, in uno scenario alpino. La sera tra il 26 e il 27 dicembre, sta nevicando, un anziano custode trova il cadavere di una donna all’interno di un edificio in ristrutturazione, il Grand Hotel della Muntagna. Il tempo di avvisare la polizia e di attendere il suo arrivo e il cadavere è sparito dall’interno dell’edificio per riapparire il giorno dopo in un luogo alquanto particolare. Il corpo è di una pediatra e viene ritrovato in un cimitero all’interno della cappella dalla famiglia Murgo, con a fianco il cadavere del Monsignor Murgo, prelato di grande fama ed integerrima reputazione. Un doppio omicidio misterioso la cui soluzione è nelle mani di Vanina e della sua squadra, come al solito affiancata dall’anziano Biagio Patanè, commissario in pensione di 83 anni che non ne vuole sapere di rinunciare ad indagare, nonostante gli acciacchi dovuti all’età.  I protagonisti sono un gruppo di personaggi, ben assortiti che raccolgono varie tipologie di persone che è possibile incontrare nella vita quotidiana.

Il libro mette insieme la storia dei due omicidi e delle relative indagini con le vicende personali di Vannina, la vita quotidiana siciliana, con le sue prelibatezze gastronomiche sempre in bella evidenza. Gli affetti di Vannina sono stati duramente colpiti dalla mafia, che è presente nella storia ma non è protagonista diretta del fatto criminale che dà origine al romanzo. Non mancano altri temi sociali di attualità, tutto ben raccontato in modo equilibrato e senza eccessi, tutto molto verosimile, dai dialoghi alle ambientazioni, dai colori ai sapori siciliani. Un giallo di persone comuni, che vivono nella normalità, che diventano criminali per caso. Sempre bello e armonico il linguaggio con qualche infiltrazione di vocaboli siciliani, comprensibili e ben inseriti, che danno un maggior senso di appartenenza della storia alla realtà siciliana contemporanea.

Scripta manent

Titolo: Scripta manent

Autore: Paola Barbato

Editore: Pickwick

Un thriller con protagonisti due scrittori che si sfidano a chi vende più libri, accettando di firmare un contratto in diretta TV, di fronte al loro pubblico. La trasmissione parte subito con un colpo di scena, quando uno dei due aggredisce il suo avversario, minacciandolo di morte. Il peggio viene evitato, i duellanti separati, gli animi sembrano calmarsi. I due si allontanano dallo studio televisivo. Dopo la trasmissione uno dei due scrittori scompare. Irreperibile, sparito, volatilizzato. Il principale indagato è il suo avversario, Roberto Palmieri, quello che tutti considerano lo scribacchino, contrapposto al grande letterato, quello scomparso, Corrado De Angelis. Le indagini coinvolgono un ispettore di polizia, il notaio presente in trasmissione per sancire il contratto che avrebbe dovuto regolare la sfida tra i due contendenti, l’assistente dell’autore considerato di prima classe. E’ un grande mistero come una sfida giocosa, una rivalità costruita solo per vendere qualche copia in più, sia diventata una vicenda così misteriosa e dai possibili risvolti tragici. Un thriller che è un grande rompicapo, che parla di libri, di case editrici, di marketing editoriale, di persone disturbate capaci di odiare oltre ogni limite, una storia in cui molti nascondono le loro vere intenzioni, facendo sembrare quello che non è, togliendo certezze al lettore, che viene continuamente depistato. Un intrigo scritto con grande abilità e creatività, una storia che inizia quasi come un gioco per assumere aspetti sempre più inquietanti. Aumentano le persone scomparse, i crimini commessi sono quelli narrati nei thriller di De Angelis, la vicenda diventa sempre più complessa, la verità è qualcosa che sguscia via in continuazione che si allontana quando sembra ormai vicina. Una grande trama, costruita con originalità, una ottima scrittura piena di pathos e tensione.

L’ultima ricamatrice

Titolo: L’ultima ricamatrice

Autore: Elena Pigozzi

Editore: Piemme

 

Eufrasia è rimasta sola, vive nella sua casa ai margini di un bosco, dove per tanti anni ha praticato l’arte di famiglia, come la sua bisnonna, sua nonna e sua madre ossia tessere, cucire e ricamare, attività a cui si sono dedicate con tutta l’energia e la capacità. Alla soglia dei settant’anni, Eufrasia quasi non lavora più, ha le mani deformate dall’artrite, i clienti sono pochi, ormai nessuno ha tempo di aspettare che un corredo sia ricamato a mano o un vestito realizzato su misura. Improvvisamente una giovane si presenta per chiedere un corredo e per imparare l’arte del ricamo, si chiama Filomena, è gentile e premurosa. Eufrasia si presta volentieri per fare ancora una volta, forse l’ultima, quello che in fondo è sempre stato il suo lavoro, ossia interpretare i desideri degli altri e renderli felici con i suoi ricami e le sue opere. Le due donne iniziano una assidua frequentazione, Filomena chiede ad Eufrasia di raccontarle la sua vita e quella della sua famiglia.

Cent’anni di storia e di affetti familiari, di disgrazie, lutti, la dura vita di campagna raccontata dalla voce di Eufrasia, una donna coraggiosa e forte, più forte delle avversità, come lo erano state sua madre e le nonne. Una lezione di vita, per non abbattersi di fronte ai drammi, per trovare la forza per andare avanti, per non rinunciare a fare qualcosa di bello e di grande, anche nelle situazioni più infelici e sfortunate. Un libro scritto con parole esemplari, capaci di raccontare con garbo e gentilezza vite difficili e situazioni drammatiche. Una prosa musicale, armonica e precisa, che accarezza ad ogni pagina la mente del lettore. Il ricamo diventa ragione di vita, dà forza interiore e coraggio, per proseguire, per non farsi sconfiggere dal destino. Andare avanti senza abbattersi, vivere la propria vita dando sempre il meglio. Il libro finisce in modo imprevisto, una chiusura del cerchio insperata, che dà un senso ulteriore alla vita di Eufrasia.

Roma giungla

Titolo: Roma giungla

Autore: Saladini & Lucidi

Editore: Marsilio

Roma giungla è un noir ambientato tra Civitavecchia e Roma, dove il grande porto commerciale è la porta di ingresso per le partite di droga provenienti dal Nord Africa e dall’America del Sud, verso il grande mercato dell’area urbana di Roma, una vera e propria giungla, abitata non da animali feroci, ma da belve umane capaci di comportamenti molto più crudeli di qualsiasi animale. Sandro Sparta è un agente della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, ha il compito di controllare il porto di Civitavecchia, centro nevralgico dei traffici di droga verso la Capitale. Un compito difficile, quasi impossibile. La mafia calabrese con la collaborazione di quella nigeriana ha in mano il traffico di droga e della prostituzione della capitale e il controllo del porto di Civitavecchia è di fondamentale importanza. Per assicurarsi tale controllo, le cosche investono molti soldi, garantendo coperture adeguate ai loro collaboratori. Uno scultore di fama mondiale, Henry Boezie, è il capo di un gruppo di criminali appartenenti al gruppo nigeriano dei Black Axe, che gestisce per conto della mafia nigeriana le attività illecite, con la sua compagna, Alaba, maga ed indovina, le cui doti e premonizioni allargano i temi del romanzo anche agli antichi riti ancestrali africani. Tutto ha inizio dal furto di una partita di droga, che finisce in una cruenta guerra per il controllo del territorio, dove i nigeriani non vogliono perdere le posizioni acquisite, anzi combattono per guadagnare posizioni di maggior potere. Malaffare, criminalità, belle donne, personaggi famosi della politica, delle istituzioni e del jet set capitolino, arte e glamour, criminalità e illegalità, diverse angolazioni per poter ammirare lo stesso spettacolo. Un libro scritto a 4 mani, un buon risultato finale, una narrazione cruda e diretta, grande ritmo, con personaggi molto diversi tra loro, pieni di voglia di prevalere sugli altri, per non essere travolti.

Verità occulte

Titolo: Verità occulte

Autore: Kristina Ohlsson

Editore: Salani

Traduzione: Samanta K. Milton Knowles

 

Verità occulte è il secondo romanzo di Kristina Ohlsson con protagonista l’avvocato Martin Brenner. Un bambino di nome Mio è scomparso durante le lezioni alla scuola materna. Brenner è coinvolto nelle ricerche del bimbo ma c’è qualcuno che si diverte a rovinargli la vita e che lo vuole incastrare facendolo sembrare colpevole di una serie di omicidi che non ha commesso. Una storia complessa, ambientata tra la Svezia, la Danimarca e il Texas, un continuo di eventi dal ritmo incalzante, una storia sempre più complessa al punto che ad un certo punto della lettura sembra impossibile poter trovare il bandolo della matassa. Martin Brenner, pur innocente, trova difficoltà sempre maggiori a dimostrare la sua innocenza, gli errori che ha commesso nel passato non lo aiutano. Ma lui è un duro e continua ad indagare e combattere per dimostrare la sua innocenza.

Un romanzo che ha il suo fascino nella complessità della trama e per il racconto originale della realtà odierna della società svedese, con grande attenzione verso la quotidianità ed i temi sociali. La storia viene narrata interponendo delle parti di una intervista che Brenner ha rilasciato a Karen Viking, una giornalista di Stoccolma. Le parti dell’intervista creano maggiore curiosità riguardo le vicende e sono un contributo alla ricostruzione dei fatti, oltre a permettere a Brenner di spiegare il suo punto di vista. La scrittura è essenziale, usa espressioni decise e dirette, non si perde in fronzoli, ed è un bene dato che la storia articolata e complessa non ha bisogno di troppi orpelli. Un romanzo in cui i personaggi hanno un passato da dimenticare, ingombrante, che complica il presente. Ma sistemare il passato è l’unico modo per superare le difficoltà del presente.

Le regole degli infami

Titolo: Le regole degli infami

Autore: Fulvio Luna Romero

Editore: Marsilio

Jesolo, mare, turismo, divertimento estivo. E un fiume di droga, un business da milioni di euro. Andrea Savi è il capo dell’Azienda, una organizzazione che senza dare nell’occhio controlla l’economia della zona, imponendo i prodotti da consumare nei bar, i materiali da usare nei cantieri edili, chi deve lavorare, come distribuire gli appalti per le nuove costruzioni. E ovviamente gestire lo spaccio. Tutto è organizzato con professionalità, gli affari devono garantire i profitti attesi, i concorrenti vanno intimiditi a dovere e quando necessario vanno eliminati senza clamori. Le regole vanno rispettate, gli investitori devono essere remunerati a dovere, nulla è lasciato al caso, è il crimine moderno, è business. Tanti cercano di guadagnare spazio, sono criminali che arrivano da paese stranieri, dall’est Europa, dal Nord Africa, ma l’organizzazione è potente, sa come proteggersi, come combattere la concorrenza. Tutto sembra andare per il verso giusto, quando l’Azienda subisce un colpo duro, inaspettato. All’improvviso le cose cambiano, la vicenda prende una direzione imprevedibile. Un libro noir dalla tensione crescente, scritto con stile diretto ed efficace, con protagonisti verosimili e ben caratterizzati, un mondo criminale difficile da individuare in una zona considerata tra le più evolute d’Italia, dove regna il benessere economico e sociale.

Una realtà insospettabile nel laborioso nord est, dove ci sono tanti soldi, tante attività economiche importanti e di grande rilievo, dove le organizzazioni criminali hanno trovato terreno fertile per imporre il loro controllo, rendendo il nord d’Italia del tutto simile ad altre aree del paese che non godono della stessa buona reputazione. Fulvio Luna Romero, nome d’arte di Alessio Romin, descrive con crudo realismo cosa si nasconde dietro facciate del tutto lecite e legali come i negozi eleganti e ben forniti, gli stabilimenti balneari moderni ed efficienti, i locali notturni alla moda. Dietro questa modernità c’è la lunga mano delle cosche dell’Aspromonte che hanno delegato ad imprenditori locali la gestione diretta del territorio. Nulla è come sembra, nella realtà e nella finzione del romanzo.

Stato di terrore

Titolo: Stato di terrore

Autore: Hillary Rodham Clinton & Louise Penny

Editore: Einaudi

Traduzione: Fiorenza Lupo

Hillary Clinton ha preso una sonora batosta da Donald Trump alle elezioni del 2016. Hillary era la favorita, tutti erano convinti che avrebbe vinto a mani basse. Sappiamo tutti come è andata a finire. Hillary sconfitta nettamente, Trump vincitore criticato dai suoi detrattori che lo hanno sempre definito come un disastro per gli Stati Uniti, secondo i suoi sostenitori un grande americano, un eroe del popolo, un patriota. Hillary non si è più ripresa dalla sconfitta elettorale e si è ritirata dalla politica attiva. Ma non ha deposto l’ascia di guerra e sta attuando la sua vendetta contro Trump, che dopo la mancata rielezione, è diventato un bersaglio facile. In che modo si sta vendicando Hillary? Scrivendo libri come questo “Stato di terrore”, creato a quattro mani con la scrittrice canadese Louise Penny. La protagonista del romanzo è Ellen Adams, segretario di stato americano, nominato da un presidente appena eletto che si è insediato dopo una presidenza disastrosa che aveva compromesso la leadership americana nel mondo. Chiaro il riferimento autobiografico all’esperienza come segretario di stato della Clinton, che ha ricoperto tale carica dal 2009 al 2013. Come è chiaro che il presidente disastroso di cui si è liberata l’America sia proprio Trump. Il romanzo mette alla berlina la politica dell’ex presidente Trump, i suoi ambigui e mai chiariti rapporti con la Russia e con il suo Presidente Putin, evidenziando i danni provocati dalle sue decisioni alla credibilità dell’America. Il libro racconta la gestione di una crisi mondiale, con un gruppo di terroristi che dopo aver messo in atto attentati sanguinari in Inghilterra e Francia, hanno nel mirino proprio gli Stati Uniti. La trama è appassionante, intricata, una serie di eventi incalzante, un giro del mondo frenetico, una lotta contro il tempo per evitare una escalation di attentati che potrebbe non avere fine.  Ellen Adams appare come una eroina, capace di tener testa ai potenti del mondo, compresi i suoi nemici e detrattori in America. Se non si vince alle elezioni, si vince nei romanzi. E la penna diventa strumento di vendetta.

 

 

Per niente al mondo

Titolo: Per niente al mondo

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

Anche nelle situazioni più difficili ci si può innamorare. come capita a Tamara Levit, agente segreto americano in missione nel Ciad, e al suo collega francese Tab Sadoul, entrambi sulle tracce di una banda di terroristi. La loro storia si intreccia con il destino di Kiah, una giovane madre vedova che decide di fuggire dal Sahara per raggiungere l’Europa. Incontra Abdul, un uomo gentile, un venditore di sigarette, che non mostra la sua vera identità. Intanto a Pechino c’è un viceministro, Chang Kai, che porta avanti le sue idee moderne, costretto a vedersela con i vertici del partito comunista e gli alleati della Corea del Nord. Negli Stati Uniti è stata eletta una donna presidente, Pauline Green, che ogni giorno deve combattere contro gli oppositori interni e gli altri Stati, che sembrano cercare ogni scusa pur di scatenare un nuovo conflitto. La tensione nel Mondo tende a salire, focolai di guerra ovunque, nessuno è disposto a fare un passo indietro. I nuovi potenti della terra vogliono a tutti i costi ridistribuire gli equilibri mondiali e quindi prendere posizioni di maggior vantaggio.

Una trama articolata e complessa che tratta tutti i temi che rendono inquieta la nostra epoca, dal terrorismo alle migrazioni, dalle aspirazioni bellicose dei paesi emergenti, alle trame delle tradizionali maggiori potenze del mondo per mantenere lo status quo. Una storia che mantiene per tutte le oltre 700 pagine un ritmo elevatissimo ed una tensione crescente. Follett è un grandissimo scrittore, capace di costruire trame intense e complesse, ma è anche un grande conoscitore della realtà in cui viviamo ed è sorprendente la quantità di legami politici, economici e di potere che ci possono essere tra nazioni come Stati Uniti, Corea del Nord, Corea del Sud, Ciad e tutta l’Africa Sahariana. Una lezione di Geopolitica entusiasmante, scritta da un maestro del thriller e da un grande storico, che racconta il presente svelando retroscena che di solito non sono messi a conoscenza dei comuni cittadini, mostrando come il rischio di una nuova guerra globale sia molto più alto di quanto siamo disposti a credere. I protagonisti della vita politica mondiale sono raccontati anche nella loro vita privata, nei rapporti con i figli e con i familiari. Persone potenti che reggono i destini del mondo, sicuri e determinati davanti alle telecamere così come sono indecisi e pieni di dubbi nella vita privata. La complessità delle vicende raccontate si contrappone alla scrittura lineare del testo sempre chiara e precisa. Il lettore è coinvolto dal ritmo e dalla tensione della vicenda e non prova solo preoccupazione per i personaggi, ma avverte la paura per gli scenari raccontati che potrebbero riguardare l’intera umanità molto presto. Un libro che è un grande monito per i potenti della terra. Siamo nelle loro mani e la cosa non è per niente tranquillizzante.

Il delitto del casolare

Titolo: Il delitto del casolare

Autore: Francesco Sapia

Editore: Scatole Parlanti

Rocco Amato è un giornalista, dirige a Corissano, in Calabria, la piccola redazione di un quotidiano locale. Rocco si occupa di cronaca nera, deve lavorare con i pochi mezzi di cui dispone, ma fa del suo meglio, sopperisce con l’impegno alla scarsità di mezzi. Non si limita a scrivere buoni articoli, a scovare le notizie più interessanti, ma si adopera per trovare informazioni utili per le indagini, per dare il suo contributo alla ricerca della verità.  La scomparsa di una professoressa del liceo scientifico locale, Martina Giordano, bella e affascinante, è la notizia del momento. Rocco Amato entra in azione, raccoglie informazioni, indaga ed a poco a poco mette insieme le tessere di un mosaico complicato e imprevedibile. A condurre le indagini di polizia sarà il Commissario Nicola Abastane, vecchio amico di Rocco, che frutterà le sue intuizioni per arrivare alla soluzione del caso. Una storia rappresentativa della società dei nostri tempi, che tocca temi di attualità come le difficoltà dei giornali, dei giovani che vogliono iniziare la carriera di giornalista senza snaturare i propri ideali, le difficoltà che incontrano le donne a vivere la propria vita restando libere di scegliere quello che vogliono. Ma il tema principale del libro è la violenza sulle donne, vera e propria piaga di questi anni. Rocco Amato è un giornalista puro, disposto a qualsiasi sacrificio pur di riuscire a seguire i suoi ideali, amante della sua terra, consapevole della sua natura e del fatto che “tutto si può tradire in questa vita meno che quella”.

C’era due volte

Titolo: C’era due volte

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

La storia ha inizio nel 2008 a Sagas, in Alta Savoia. Julia Moscato, una ragazza di 17 anni, era uscita per il solito allenamento in bicicletta senza mai fare ritorno a casa. La ragazza era figlia di Gabriel Moscato, della Gendarmeria locale. Il padre cercò la figlia ininterrottamente per 15 giorni, senza mai fermarsi. Durante le ricerche, Gabriel si recò all’hotel dove la figlia aveva lavorato durante le ultime estati, nel tentativo di trovare qualche traccia. Si addormentò nella stanza 29 e si risvegliò nella stanza numero 7, scoprendo di essere improvvisamente cambiato, invecchiato. Scopre di trovarsi nel 2020, il 10 di aprile. Gabriel non ricorda nulla dei suoi ultimi 12 anni, è rimasto vittima di una amnesia psicogena atipica. Con grande difficoltà, si dedica di nuovo alle ricerche di sua figlia e al tentativo di ricostruire gli ultimi 12 anni della sua vita.

Un libro dalla trama complessa, una vicenda che mescola indagini e fenomeni naturali con misteri e strane vicende, in un clima di tensione e di incertezza crescente, costruito con ingegno e abilità. L’autore ha seminato indizi per tutto il libro, con molti riferimenti ad una sua opera precedente, Il manoscritto, per aumentare l’incertezza e la tensione del racconto. Le varie scene narrative si alternano con alta frequenza grazie a capitoli brevi e continui eventi che allargano lo scenario della storia senza mai dare al lettore la sensazione di aver trovato la chiave per interpretare gli eventi.

Un mosaico di difficile composizione, tanti temi trattati, come l’amore familiare, l’amicizia, il trascorrere del tempo, per una lettura impegnativa, piena di trappole e manipolazioni, con il lettore che resta catturato dalla trama e che rimane vittima dei tranelli dell’autore. Ma anche un viaggio nel male più profondo, nelle peggiori perversioni che l’animo umano può concepire.

A contribuire al clima di tensione ci sono le ambientazioni, sempre cupe e minacciose, anche se si tratta delle meravigliose montagne della Savoia francese.

 

Per mia colpa

Titolo: Per mia colpa

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Mondadori

Un omicidio commesso da una donna esasperata ed umiliata, una bambina che chiede alla polizia di ritrovare la madre scomparsa misteriosamente. Non è un momento facile per la vicecommissaria Giulia Riva, con la vita professionale che la costringe ad affrontare casi difficili e la vita privata da ricostruire dopo aver deciso di chiudere la relazione con il suo amante, un uomo sposato, vicequestore e suo capo.

Può una assassina con la sua confessione indurre Giulia ad un drastico cambiamento nella sua vita privata? Può un colpo di fulmine cambiare la vita di una donna mite e fragile resa infelice da una vita banale e ripetitiva, dove neanche l’amore per la figlia è sufficiente per trovare la forza di andare avanti? A complicare la vita di Giulia c’è anche il suo collega Flavio Caruso, caduto nel tunnel dell’alcolismo dopo una tragica rapina, che lei vuole salvare a tutti i costi, come segno di amicizia e di gratitudine per tutto quello che lui ha fatto per lei.

Un thriller avvincente fatto di casi da risolvere con indagini classiche, problemi personali da risolvere prendendo decisioni coraggiose, per evitare altri dolori e sofferenze. I protagonisti di questo romanzo vivono in prima persona vicende dove amore e odio sono gli opposti che complicano vite e comportano gravi sofferenze ed in alcuni casi portano a conseguenze inaspettate e tremende. Storie che si intrecciano tra loro, con protagoniste persone normali, che fanno vite normali, a cui il destino ha riservato esiti terribili. Un libro che parla di donne e che racconta il loro punto di vista con grande efficacia, senza luoghi comuni ma con grande sensibilità.

Cagliari da cittadina di provincia piacevole con un grande mare, diventa per Giulia una specie di prigione da vuole fuggire ma che non è facile da abbandonare. Tutto lascia intendere che ci sarà un seguito.

Basta un caffè per essere felici

Titolo: Basta un caffè per essere felici

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti

Traduzione: Claudia Marseguerra

 

Questo libro continua il racconto delle cose che accadono nella caffetteria di “Finché il caffè è caldo”, quel luogo speciale che dà la possibilità alle persone di tornare indietro nel tempo senza avere alcuna possibilità di modificare il presente. Le regole della caffetteria sono sempre le stesse, bisogna sedersi ad un tavolo ben preciso, quindi aspettare che sia libero, ordinare un caffè, attendere che arrivi e berlo piano. Sarà possibile tornare indietro nel tempo, nell’istante che si desidera, per rimediare a qualche errore, per dire qualcosa che non si è potuto dire allora, qualunque cosa possa servire per chiudere con il passato senza avere più rimpianti.

I protagonisti delle storie sono persone comuni che hanno vissuto esistenze normali, sorprese dagli eventi della vita che non sono riuscite a fare la cosa giusta al momento giusto. Scopriremo qualcosa di più sulla mentalità delle persone giapponesi, animi gentili, sensibili, poco propensi ad esprimere i propri sentimenti. Per leggere questo libro bisogna fare uno sforzo di concentrazione, allontanarsi dal presente che ognuno di noi vive, dalle tensioni, dai problemi, delusioni e preoccupazioni, per immergersi nell’atmosfera magica della caffetteria, entrare nello spirito del racconto e lasciarsi trasportare dalle storie. Non c’è da chiedersi se quello che si sta leggendo è vero o inverosimile, bisogna lasciarsi andare e pensare a quanto sarebbe bello se fosse possibile viaggiare nel tempo, apprezzare la sensibilità e la gentilezza dei piccoli gesti di cui sono capaci i protagonisti. Il libro ci lascia un messaggio, tutti noi possiamo trovare la forma di magia che ci consentirà di liberarci dei pesi del passato e vivere più serenamente la vita.

Black Money

Titolo: Black Money

Autore: Paolo Roversi

Editore: SEM

 

Un thriller mozzafiato ambientato tra Parigi, l’Aia, Milano, Nizza, Berlino, New York, Londra, Santo Domingo, Madrid e il Madagascar, con agenti della Sicurezza Nazionale Americana, ex agenti dell’AISE (l’intelligence italiana), l’agente dell’Europol Gaia Virgili, una squadra speciale della polizia francese. Chi è l’autore, Daniel Silva? Jeffery Deaver? Robert Harris? No, è Paolo Roversi, che abbandona Milano e l’amata nebbia padana per fare il giro del mondo più adrenalinico del momento. Roversi ci aveva abituati a storie molto italiane, un modo per raccontare quella provincia che è la base portante della nostra vita. Ora questo cambio improvviso, molto riuscito e di grande impatto, che ci porta in volo o con ogni altro mezzo di trasporto ovunque, come neanche James Bond. Una storia che inizia con il rapimento di una nota antropologa e che evolve in modi sempre più inattesi fino al compimento della più clamorosa truffa ai danni del sistema bancario internazionale. Un libro coinvolgente per la storia che non offre un attimo di respiro, ma anche per i temi trattati, alcuni di grande importanza in questo momento storico, come la sicurezza informatica, i poteri sterminati di alcuni servizi segreti stranieri, i paradisi fiscali che offrono protezione ai soldi di provenienza illecita, le difficoltà delle donne ad affermarsi nel lavoro senza sacrificare la propria vita affettiva. Il tutto con lo stile di scrittura di Paolo Roversi, chiaro, diretto e quando possibile ironico e irriverente in modo raffinato, che non cade mai nella battuta gratuita. Un romanzo tratto da una storia vera, come ben spiegato nelle pagine finali dall’autore, dove la tecnologia informatica ha reso possibile una truffa di dimensioni planetarie, impossibile da concepire se le reti informatiche non avessero raggiunto la diffusione odierna. Per quanto gli Stati abbiano ormai organizzazioni di Sicurezza apparentemente invincibili, con mezzi e dotazioni incredibili, le menti criminali sono sempre all’avanguardia, per trovare nuove imprese apparentemente impossibili.