Prato all’inglese

Titolo: Il prato all’inglese

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

La storia inizia in Costa Azzurra, nella nota località di Juan-les-Pins, non lontano dell’esclusivo Cap d’Antibes. Jean-Marie Valaise sta trascorrendo le vacanze al mare, da solo, perché pochi giorni prima della partenza ha litigato con la fidanzata e spera di dimenticare la delusione sentimentale tra le spiagge ed i ristoranti della costa francese. Jean-Marie incontra per caso una giovane inglese, Marjorie Faulks, una bellezza poco appariscente e molto discreta. L’incontro tra i due sembra del tutto casuale, come il secondo, quando i due si incontrano al casinò di Juan-les-Pins. La donna sta per lasciare la Francia per tornare in Inghilterra e lascia un messaggio a Jean-Marie in cui gli indica dove andrà e gli chiede di raggiungerla. Jean-Marie si è perdutamente innamorato della donna, sono bastati quei pochi incontri e qualche promessa per renderlo capace di qualsiasi cosa pur di proseguire la frequentazione della giovane inglese. Jean-Maire andrà ad Edimburgo per rivedere Marjorie. Ma le cose andranno in modo imprevedibile per Jean-Maire che invece che in una storia d’amore si troverà al centro di un complotto diabolico ordito contro di lui.

Il romanzo è in perfetto stile Frédéric Dard, i personaggi sono pochi e la storia ruota attorno alla loro psicologia. Il protagonista si trova in una condizione di particolare debolezza, per via della fine della relazione con la sua fidanzata e per il desiderio di trovare una storia d’amore travolgente con una donna affascinante per cui perdere la testa. Il tema del destino avverso è la struttura portante del romanzo, che sembra avere Jean-Maria la vittima predestinata, ma ci sarà un colpo di scena che sbaraglierà le carte in campo in modo imprevedibile.

I bastardi vanno all’inferno

Titolo: I bastardi vanno all’inferno

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

 

Una storia ambientata nel sud della Francia, negli anni Cinquanta. Due galeotti si trovano nella stessa cella. Uno è una spia, l’altro è un agente dei servizi segreti sotto copertura, con la missione di scoprire il più possibile sulla spia. I due sono subito diffidenti uno dell’altro, si accusano a vicenda, si picchiano, finiscono nelle celle di rigore, poi tornano nella stessa cella e decidono di evadere insieme. La fuga sarà una avventura imprevedibile, con una strana donna che entra nella vita dei due. Il lettore non sa quale è la spia e quale è l’agente. E dalla lettura non scaturiscono indizi.

Frédéric Dard è stato un grande autore attivo fin dagli anni Quaranta, scomparso nel 2000. Questo libro, I bastardi vanno all’inferno, uscito nel 1956, è una delle sue opere che viene ristampata in Italia in questo periodo in cui l’autore sta avendo una meritata riscoperta. Una storia cruda, una atmosfera cupa, una trama con uno sviluppo lineare nella sua complessità, con i protagonisti che si sfidano in continuazione in un braccio di ferro psicologico. La storia è tutta costruita sull’evoluzione del rapporto tra la spia e l’agente segreto. Da odio e diffidenza a prima vista, vivono una serie di vicissitudini e di dolorose avventure. Ogni volta che un barlume di amicizia comincia a fare breccia, c’è la paura di diventare amici che riporta le relazioni al punto di partenza. Ma il tempo fa il suo lavoro, come pure le sofferenze, l’odio si stempera, diventa sopportazione, poi collaborazione che mai arriva a diventare totale reciproca fiducia. Un finale duro, anche se non inaspettato. Una storia che è una intensa e coinvolgente indagine nell’animo umano, una ambientazione noir che si adatta alla perfezione ai contenuti del romanzo. Uno stile di scrittura netto, diretto, senza fronzoli, che colpisce il bersaglio in modo implacabile.