I ragazzi del massacro

Titolo: I ragazzi del massacro

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

L’insegnante di una scuola serale frequentata da ragazzi difficili, la giovane Matilde Crescenzaghi, viene seviziata e uccisa dai suoi studenti con una violenza inaudita. La sua classe era composta da ragazzi con età compresa tra 13 e vent’anni. Matilde era una ragazza della piccola borghesia, fragile e gentile, forse inadatta a contenere quella masnada di belve, ma nessuno poteva immaginare un epilogo così agghiacciante. I ragazzi della classe vengono subito arrestati e condotti al commissariato. Gli studenti cominciano ad accusarsi a vicenda, senza che nessuno fornisca elementi utili per le indagini. Il commissario Duca Lamberti dovrà sforzarsi per non lasciarsi andare contro quel gruppo di giovani, per niente pentiti, preoccupati solo di non passare per spie. Messa da parte la repulsione che provava per quei disperati, Lamberti riuscirà a risolvere il caso grazie al suo metodo investigativo basato sull’umanità e sullo studio delle personalità dei sospettati.

I ragazzi del massacro è un romanzo in cui la scrittura di Scerbanenco risulta più efficace che mai, raccontando fatti violenti e crudeli con la solita misura, lasciando che le parole facciano immaginare al lettore quello che non è stato scritto. Un libro che racconta la violenza che nasce dalla povertà, materiale e di sentimenti, di persone che non hanno speranza di vivere un futuro migliore, per una specie di tara che li condanna, sia per la nascita sfortunata, che per la mancanza di ideali e di obiettivi. L’assenza di speranza caratterizza questo romanzo, ambientato a Milano, città che mostra il suo fascino delle zone centrali ma anche il suo lato oscuro, con le periferie sempre più segnate dal degrado sociale. Un libro che anticipa il futuro, ora diventato il nostro presente, di una società dai forti squilibri sociali, in cui gesti violenti e insensati sono sempre più comuni. Aveva ragione Scerbanenco ad essere pessimista.

Si vive bene in due

Titolo: Si vive bene in due
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
“Si vive bene in due” fu pubblicato nel 1943. Non è un giallo e neanche un noir, le atmosfere sono quelle classiche di Scerbanenco, con Milano che ancora deve iniziare il grande cambiamento postbellico e mostra gli evidenti disagi sociali delle classi meno abbienti.
Cesare Vairaghi è un giovane di 24 anni, impulsivo e poco maturo, che ha il sogno di aprire una libreria. Per realizzare il suo sogno ha bisogno di soldi, è convinto che sarà sufficiente fare un viaggio a Roma e chiedere un prestito ad uno zio. Il viaggio a Roma non darà il risultato sperato. La sua fidanzata Benedetta, d’accordo con il padre, gli concede la dote per l’acquisto della libreria per riuscire ad acquistare la tanto desiderata libreria. Cesare è circondato da donne che si interessano a lui. Infatti, oltre alla fidanzata, c’è Candida, una donna ricca, elegante e capricciosa, cliente della libreria, che fa di tutto per avvicinarlo, c’è Cristina, una amica di Benedetta, che lo aiuta in libreria. Pochi giorni prima del matrimonio tra Cesare e Benedetta, un tragico incidente cambia le loro vite per sempre.
Oltre a Cesare, le donne sono le protagoniste del romanzo, con le loro personalità e sensibilità, desideri e delusioni, ambizioni e paure. Candida è ricca e può fare quello che vuole, non ha bisogno di un marito per acquisire un ruolo nella società. Benedetta e Cristina sono giovani, belle, intelligenti, ma solo con un matrimonio potrebbero avere un ruolo sociale rispettabile, anche se subalterno a quello del marito. Altre protagoniste femminili partecipano a questa analisi della condizione della donna, tutte attratte da Cesare e dalla sua immatura irruenza.
Ogni protagonista si porta dietro il suo bagaglio di esperienze, sogni e speranze, ma c’è il destino che è sempre in agguato, per rendere vani gli sforzi fatti per impiegare al meglio la propria vita e per riuscire ad interpretare i propri sentimenti.

Traditori di tutti

Titolo: Traditori di tutti
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
Duca Lamberti è un medico che ha scontato una condanna per aver aiutato una paziente a morire. Ha pagato a caro prezzo il voler mettere fine alle sue sofferenze, oltre al carcere è stato anche cancellato dall’ordine dei Medici. Da quando è uscito dal carcere, Duca ha bisogno di lavorare quindi si presta a svolgere lavori che i medici regolari non possono fare nel rispetto della deontologia professionale. Viene contattato da una persona che gli chiede di fare una operazione di imenoplastica ad una giovane che non vuole scatenare le ire del suo futuro sposo. Duca Lamberti sente che la giovane donna sta nascondendo qualcosa di losco. Negli ultimi tempi sono accadute cose strane. Una coppia è annegata nel Naviglio cadendo con l’auto nel fiume, appena fuori Milano. E’ stata ritrovata una valigia con all’interno roba forte, che scotta e che ha ricondotto gli investigatori ad una trattoria vicino al luogo dove era caduta l’auto. La donna subito dopo l’operazione sarà pedinata dalla polizia e ci saranno altre scoperte, altro sangue. Traffici di armi, droga, spie in azione e tradimenti vari legati a fatti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Duca Lamberti sarà chiamato a collaborare con la polizia per trovare i colpevoli dei fatti di sangue che stanno sconvolgendo la provincia milanese.
Il romanzo racconta la Milano degli anni Sessanta, città in piena crescita urbanistica ed industriale, con la criminalità che sta facendo un salto di qualità, per sfruttare le possibilità dei tempi nuovi.
Il clima dell’epoca è reso alla perfezione, grazie ad una scrittura fluida ed elegante, capace di descrivere in modo incisivo fatti e protagonisti senza usare troppe parole. Il noir grazie a Scerbanenco comincia ad essere il genere letterario più adatto per descrivere i grandi cambiamenti in corso in Italia, che sta diventando il paese dove tutto è possibile, anche che un medico diventi investigatore

Venere privata

Titolo: Venere Privata
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: La nave di Teseo
 
Questo romanzo è stato pubblicato nel 1966 ed è stato il primo capitolo di una quadrilogia di grande successo con protagonista Duca Lamberto, medico appena uscito di prigione, dove ha scontato la pena per un caso di eutanasia ad una malata terminale.
Appena uscito di prigione, Duca Lamberti ha subito l’occasione per mettersi al lavoro. Viene ingaggiato per disintossicare un ragazzo, Davide Ausieri, che ha scelto la via dell’alcolismo come forma di autodistruzione. Lamberti scopre rapidamente che Davide beve per espiare il senso di colpa per non essere riuscito ad evitare la morte di una ragazza conosciuta in modo occasionale, che aveva minacciato di suicidarsi se lui non l’avesse aiutata a scappare. Poco dopo il cadavere della ragazza fu ritrovato nei pressi di Milano. Da qui inizia la storia delle indagini, in cui Duca Lamberto si affianca ai poliziotti per la risoluzione del caso.
Il romanzo ci mostra il doppio volto di Milano, la città rampante, laboriosa e felice, contrapposta a quella di chi non riesce a sbarcare il lunario. Brave ragazze costrette a prostituirsi per guadagnare quei pochi soldi necessari a rendere la vita meno amara. Persone per bene costrette a frequentare gente senza scrupoli, pronti anche ad uccidere per coprire i loro vizi. La trama scorre senza grandi colpi di scena, il ritmo è quasi lento, ambientazioni e personaggi sono pervasi da una malinconia di fondo che non si dirada con lo sviluppo del romanzo. Scerbanenco ha saputo raccontare con grande stile ed eleganza il cambiamento sociale in corso in quegli anni, con il nuovo benessere che cominciava a diffondersi con l’evidente crescita dei disagi sociali, la nascente ricca e nuova Milano contrapposta alle periferie povere ed arretrate.

La luna sulla pineta

Titolo: La luna sulla pineta

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La Nave di teseo

Alvise Mareschi è un incisore, vive a Treviso con la moglie e i due figli, Clemente ed Anna. Un giorno Alvise scopre un pacco di banconote false in giardino, va alla polizia a denunciare il fatto. Ma non sempre l’onestà paga ed a volte i sospetti fanno più danni delle accuse palesi. Il povero Alvise ci lascia le penne e la famiglia è costretta ad abbandonare Treviso per cercare la tranquillità nella loro piccola casa al mare, in una pineta nei pressi di Viareggio, lontano da malelingue e sospetti. La fama sembra precederli ed i Mareschi trovano ad aspettarli un poliziotto, che gli racconta di una banda di falsari, che potrebbero essere incastrati se Clemente, abile incisore, decidesse di infiltrarsi nella banda e collaborare con la polizia. Ma Clemente non vuole avere a che fare con falsari e soldi falsi, ha già sofferto troppo per la sorte del padre. Ma dopo la polizia, saranno i falsari ad avvicinare Clemente, offrendogli di lavorare per loro, facendo una proposta a cui è difficile dire di no, soprattutto per una famiglia in precarie condizioni economiche.

Un libro a metà tra il giallo e il noir, in cui le condizioni sociali dei protagonisti hanno grande importanza nella vicenda, come pure le vicende sentimentali. Una trama piena di colpi di scena, con i protagonisti che combattono, soffrono, cercano di farsi largo nella vita, alcuni seguendo la legge, altri cadendo nelle tentazioni del crimine. Una storia piena di umanità, di scelte tormentate, di dolore e sofferenza, con protagonisti empatici, che pur raccontando una storia leggermente datata, risultano comunque efficaci e coinvolgenti, con il destino che sembra segnare le persone per sempre, indipendentemente da quanto loro si danno da fare per migliorare la propria condizione.